Si ritiene che Zhang Yadi sia trattenuta in un centro di detenzione nella sua città natale, Changsha, con l’accusa di “incitamento al separatismo”. Un reato fino a poco tempo fa attribuito perlopiù a tibetani e uiguri. Nel mirino Chinese Youth Stand For Tibet, “l’unica organizzazione a sostenere i tibetani nella comunità di lingua cinese”. Il fondatore Ginger Duan ci racconta le pressioni di Pechino.
La sfida del nuovo stadio di modernizzazione cinese per Xi Jinping
Chissà se Xi nel 2035 sarà ancora al potere. La data sancisce un primo importante traguardo verso il centenario della Repubblica popolare e presuppone il raggiungimento della “modernizzazione socialista”, obiettivo intervallato da tappe intermedie. Il prossimo piano quinquennale è tra queste.
Le ambizioni della Cina nell’Antartide
Come altrove, anche nella terra dei ghiacci, l’espansionismo della Repubblica popolare, trainato da enormi risorse statali, non ha mancato di provocare diverse alzate di sopracciglio.Ogni anno Pechino spende nella regione circa 60 milioni di dollari tra fondi per la ricerca e costi operativi.
Per il Nepal è il momento di ripartire
È una vera e propria rivoluzione quella che ha scosso il paese himalayano da quando all’inizio del mese il governo ha temporaneamente bloccato 26 social network per mancato adeguamento alle leggi nazionali. A guidare le manifestazioni sono stati i lealisti nostalgici ma soprattutto i giovani: la Generazione Z che negli ultimi anni ha affollato le piazze in Thailandia, Sri Lanka, Bangladesh e Indonesia. Studenti, laureati disoccupati e giovani professionisti disillusi sul proprio futuro in un sistema che ritengono iniquo:
La stretta su Macao
Macao è stata a lungo considerata un esempio di lealtà. Quello che Hong Kong non è più o forse non è mai stata. Poi il 30 luglio, un ex parlamentare pro-democrazia di Macao è diventato la prima persona ad essere arrestata ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale locale.
Dopo le terre rare, la Cina si aggiudica il controllo del cesio
Dopo le terre rare, in futuro potrebbe essere il cesio il nuovo terreno di scontro tra il gigante asiatico e l’occidente. Alcune avvisaglie ci sono già, ma solo pochi se ne sono accorti.
Xi annuncia nuova iniziativa per riformare la governance globale
Il nome non giunge del tutto nuovo: la Global Governance Initiative rappresenta infatti la quarta iniziativa globale lanciata dalla Cina negli ultimi quattro anni, e va ad aggiungersi alla Global Development Initiative (GDI), alla Global Security Initiative (GSI) e alla Global Civilization Initiative (GCI). Si basa sui cinque principi di uguaglianza sovrana, rispetto dello stato di diritto internazionale, multilateralismo, approccio incentrato sulle persone, e adozione di azioni concrete
Cina in vigile attesa sull’Ucraina: Putin la vuole come garante
Rimandate le sanzioni secondarie, i rapporti tra Washington e il Dragone sono più distesi. Ma Zelensky è scettico sul coinvolgimento del partner strategico di Mosca nei negoziati
Una “pax sino-americana” per Thailandia e Cambogia?
Cina e Stati Uniti, rappresentati all’incontro da alti diplomatici, fin da subito hanno incoraggiato il dialogo tra Thailandia e Cambogia a modo loro. Storicamente su fronti opposti, che fossero insieme ai negoziati per il cessate il fuoco non è così scontato. Ancora meno scontata è la natura del loro coinvolgimento.
Summit Cina-Ue – L’esperto: “Il clima in Europa resta negativo”
“Non è solo il conflitto tra Russia e Ucraina che sta influenzando i rapporti Cina-UE. Anche le politiche tariffarie di Trump hanno colto l’UE di sorpresa, lasciandola in grande difficoltà”. A parlare è Wang Yiwei, direttore del Centro studi europei della Renmin University, nonché tra gli analisti più vicini alla stanza dei bottoni di Pechino. Secondo l’esperto “Bruxelles deve prima sistemare le relazioni con gli Stati Uniti, per poi avere la mente libera per pensare a quelle con la Cina”. Sul fronte economico – accesso al mercato, disavanzo commerciale, sovrapproduzione, controllo sulle terre rare – Pechino sta cercando di correggersi autonomamente, puntando su uno sviluppo di alta qualità e un’apertura di alto livello. Ma “non riuscirà a soddisfare pienamente gli standard di reciprocità imposti dall’UE”.
Africa rossa – Il mondo alla rovescia
Una America che assomiglia sempre più alla Cina. Il ritorno di Trump alla Casa Bianca sta provocando un parossistico rovesciamento dei ruoli che vede Pechino salire in cattedra per difendere l’ordine mondiale basato su regole, rimuovere i dazi e prestare aiuto ai paesi in via di sviluppo. C’è chi sostiene che dovrebbe fare di più anche nelle crisi politiche, soprattutto dopo la clamoroso strigliata del Niger alle aziende cinesi. Di questo e molto altro nell’ultima puntata di Africa rossa, la rubrica a cura di Alessandra Colarizi.
Verso un futuro con “due Dalai Lama”? Intervista a Robert Barnett
Mentre il 6 luglio Tenzin Gyatso si accinge a festeggiare i suoi 90 anni, il dilemma della successione torna al centro del dibattito. Tutto lascia pensare a un futuro con due Dalai Lama: uno fedele alla Cina e uno riconosciuto dalla comunità tibetana in esilio. Il passaggio delle consegne comporterà una minore visibilità del buddhismo all’estero, dove Tenzin Gyatso viene considerato un simbolo della resistenza tibetana fin dagli anni ’50? Lo abbiamo chiesto a Robert Barnett, docente presso la School of Oriental and African Studies di Londra e tra i massimi esperti di Tibet.
Cina-Ue, una partnership complessa
C’è stato un tempo in cui Bruxelles confidava di riuscire a raddrizzare gli squilibri cronici con i negoziati. Ma nel “dialogo tra sordi” all’Ue, chiaramente, le parole non bastano più. Trump o non Trump.
Il palleggio diplomatico della Cina divisa tra Iran e Israele
La condanna di Israele è “una presa di posizione quasi obbligata per Pechino, impegnato a consolidare le relazioni con i paesi arabi, il cui favore rappresenta un elemento cardine nella strategia regionale cinese”, ci spiega Leonardo Bruni, Research Fellow presso il ChinaMed Project del Torino World Affairs Institute (T.wai). In realtà negli ultimi tempi la Cina è parsa voler assumere una postura più “neutrale”. Pur ribadendo l’amicizia granitica con Teheran, ha manifestato una maggiore apertura nei confronti di Tel Aviv.
La tregua tariffaria tra Cina e Stati Uniti è salva, ma la guerra commerciale continua sotto altre forme
Il secondo round negoziale ha evitato un peggioramento delle relazioni bilaterali. Ma priorità e approcci differenti restano il vero ostacolo. Zhao Suisheng, direttore del Centro per la cooperazione Cina-USA presso l’Università di Denver: “La volontà e il forte stile personale dei due leader domineranno le rispettive strategie”
