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In Cina e Asia – Pechino “insoddisfatta” del de-risking europeo invita Bruxelles alla prudenza

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Pechino “insoddisfatta” del de-risking europeo invita Bruxelles alla prudenza
  • Chip War, la Cina progetta di costruire una fabbrica di chip con un acceleratore di particelle
  • La Filippine rimuovono le boe cinesi in acque contese
  • Gli Stati Uniti ospitano il secondo forum dei leader del Pacifico
  • Biden sanziona 11 entità cinesi per forniture alla Russia
  • Cina, divieto di uscita dai confini nazionali per banchiere di Nomura
  • La Corea del Nord permette l’ingresso agli stranieri per la prima volta dal 2020

 

Pechino ha messo in guardia l’Unione europea dall’adottare strategie commerciali svantaggiose per la Cina. Il vicepremier He Lifeng, a colloquio con il capo del commercio dell’UE Valdis Dombrovskis, ha espresso “forte preoccupazione e insoddisfazione” per l’indagine sui veicoli elettrici annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione, tenuto la scorsa settimana. In quell’occasione Von der Leyen aveva tacciato Pechino di adottare pratiche commerciali scorrette, sovvenzionando produzione di veicoli elettrici destinati all’esportazione. He ha suggerito a Bruxelles di “usare moderazione”. “Ci auguriamo che l’UE sia cauta e mantenga i suoi mercati aperti – ha detto – Questo va a vantaggio dei consumatori dell’Ue, di uno sviluppo più ecologico a basse emissioni di carbonio e della cooperazione globale sui cambiamenti climatici”. Il capo del commercio europeo Dombrovskis, ospite alla Tsinghua University, ha ribadito che si aspetta dalla Cina che modifichi le sue pratiche commerciali, lamentando un deficit della bilancia dei pagamenti europea di quasi 400 miliardi di euro. Pur confermando che l’Unione non ha intenzione di interrompere i rapporti economici con la Cina, Dombrovskis ha detto che le relazioni bilaterali sono “a un bivio”, e che presenterà ulteriori dettagli sulla sua strategia di de-risking dalla Cina entro la fine di settembre.

Chip War, la Cina progetta di costruire una fabbrica di chip con un acceleratore di particelle

La Cina sta esplorando nuove strade per aggirare le restrizioni sulle macchine litografiche utilizzate per la produzione di microchip. Lo scorso marzo i Paesi Bassi, a seguito di un accordo con Stati Uniti e Giappone, hanno annunciato misure congiunte per vietare alle aziende locali di esportare in Cina strumenti avanzati per produrre chip. Ragione per cui la Repubblica popolare sta puntando all’autosufficienza: un team della prestigiosa Tsinghua University è impegnato in un progetto all’avanguardia per la costruzione di un enorme stabilimento in grado di ospitare più macchine litografiche EUV (litografia ultravioletta estrema, il sistema più avanzato) attorno a un acceleratore di particelle con una circonferenza prevista di 100-150 metri. Il sito designato è la Xiong’an New Area, un’area a 100 km a sud della capitale che Xi Jinping punta a rendere una “città internazionale di prima classe”. A destare l’interesse internazionale è un nuovo meccanismo di luminescenza che potrebbe essere utilizzato da Pechino per diventare leader nel settore dei chip avanzati: si chiama “steady-state microbunching” (SSMB) ed è stato proposto per la prima volta dal professore dell’Università di Stanford Zhao Wu e dal suo studente Daniel Ratner nel 2010. L’acceleratore di particelle genera un fascio di luce continuo con angolo di diffusione ridotto, che può garantire la produzione di chip avanzati (a 2 nanometri) ad alto volume e a basso costo. 

Gli Stati Uniti ospitano il secondo forum dei leader del Pacifico

Joe Biden ha confermato un precedente annuncio di Washington secondo cui gli Stati Uniti riconoscono l’indipendenza le Isole Cook e Niue, a cui già a fine scorso anno avevano garantito lo status di territori auto-amministrati. Nella dichiarazione Biden ha rivendicato la “lunga storia di cooperazione che risale alla Seconda guerra mondiale” con le Isole Cook, arcipelago di 15 isole nell’oceano Pacifico meridionale. Come lo stato insulare di Niue, le Isole Cook sono ufficialmente in “libera associazione” con la Nuova Zelanda. L’annuncio è giunto ieri in concomitanza dell’inizio nelle del vertice dei leader delle nazioni delle isole del Pacifico ospitato da Washington. Assente Manasseh Sogavare, primo ministro delle isole Salomone, che in occasione dell’incontro con Xi Jinping il 10 luglio scorso ha consolidato le relazioni con la Repubblica popolare avviando  con Pechino una cooperazione definita “meno restrittiva, più reattiva ed allineata ai bisogni della nostra nazione”. Il rafforzamento dei contatti diplomatici con i paesi insulari – come precisa Biden – aiuterà a creare una “regione indo-pacifica libera e aperta” e mira a contrastare le incursioni cinesi.

Biden sanziona 11 entità cinesi per forniture alla Russia

Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni nei confronti di 11 entità cinesi coinvolte nella fornitura di componenti per la produzione di droni alla Russia. Nel mirino, tra le altre, la società cinese Asia Pacific Link che avrebbe continuato a rifornire il Centro di San Pietroburgo per le tecnologie speciali, già colpito in precedenza dalle misure economiche restrittive di Washington. Sanzioni anche per le aziende finlandesi Evolog Oy, Luminor Oy e Siberica Oy, oltre alla tedesca Icw-Industrial Components Weirich, e altre società russe, pakistane, omanite e una emiratina.

La Filippine rimuovono le boe cinesi in acque contese

Manila ha annunciato di aver troncato la barriera galleggiante collocata nei giorni scorsi dalla Guardia costiera cinese nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale. Le boe – spiega una nota rilasciata dalle autorità filippine  – “poneva un pericolo per la navigazione, in aperta violazione del diritto internazionale. Ostacolava anche la conduzione delle attività di pesca e dunque il sostentamento dei pescatori filippini”. Manila aveva espresso sdegno già nella giornata di domenica, in risposta alle immagini del collocamento da parte della Guardia costiera cinese della barriera galleggiante composta da una lunga serie di boe collegate tra loro. Il commodoro Jay Tarriela, portavoce della Guardia costiera delle Filippine, ha tuttavia specificato che il caso non segna l’inizio di una crisi tra i due paesi e che la Cina non ha per ora reagito alla rimozione unilaterale dei galleggianti.  Intanto, sempre stamani, il Vietnam ha protestato contro l’installazione da parte della Cina di due stazioni di identificazione automatica per le navi di passaggio vicino alle Isole Paracelso, affermando che si tratta di una violazione della sovranità della nazione del Sudest asiatico.

Cina, divieto di uscita dai confini nazionali per banchiere di Nomura

Charles Wang Zhonghe, presidente della sezione investimenti per la Cina della Nomura International, è bloccato in Cina e sta collaborando all’indagine a carico del venture capitalist Bao Fan, sparito a febbraio. L’interdizione a Wang sarebbe quindi collegata al caso di Bao, fondatore del gruppo di investimento China Reinassance, e di un altro ex dirigente dell’azienda, Cong Lin. I tre sono entrati in contatto in occasione di una partnership tra la Industrial and Commercial Bank of China (ICBC) e la China Renaissance. Dopo una carriera in diverse banche importanti, Wang è stato vice amministratore delegato della ICBC di Hong Kong, prima di entrare alla Nomura nel 2018. Il divieto di lasciare il Paese avrebbe quindi a che fare con qualche illecito commesso negli anni in cui il banchiere lavorava alla ICBC, a contatto con Bao e Cong. Wang non è attualmente in stato di detenzione.

La Corea del Nord permette l’ingresso agli stranieri per la prima volta dal 2020

Gli stranieri potranno finalmente rientrare in Corea del Nord. È quanto riportato dall’emittente statale cinese CCTV, secondo cui Pyongyang avrebbe annunciato che da ieri ai visitatori stranieri è permesso entrare nel paese pur con l’obbligo di due giorni di quarantena. I media statali della Corea del Nord non hanno per ora riportato alcuna informazione in merito. Negli ultimi mesi Kim Jong-un ha lentamente allentato le restrizioni previste imposte a inizio 2020 per contenere il Covid. A luglio è avvenuta la prima visita ufficiale dall’estero dall’inizio della crisi pandemica: un gruppo guidato da Li Hongzhong, vicepresidente di primo grado del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo cinese, ha partecipato alle celebrazioni per il 70° anniversario dell’armistizio che ha segnato la fine della guerra di Corea. Questa nuova apertura potrebbe aiutare ad alleviare al perdurante problema legato alla penuria di liquidità di cui soffre Pyongyang. Per anni i turisti provenienti dalla Repubblica popolare sono stati un’importante fonte di valuta estera.

L’Afghanistan pensa a Huawei per implementare una strategia di sorveglianza di massa

I talebani pensano a Huawei per creare un apparato di sorveglianza su larga scala che prenderebbe spunto da un progetto pensato dagli Stati Uniti prima del loro ritiro nel 2021. Rafforzare la sicurezza e contrastare gli attacchi terroristici dello Stato Islamico in Afghanistan: questi gli obiettivi del ministero degli Interni talebano, secondo quanto riporta Reuters. Analisti internazionali e attivisti per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per il sistema di sorveglianza, che potrebbe essere impiegato per irreggimentare ulteriormente la società afghana sotto il controllo dei gruppi talebani. Il portavoce del ministero degli Interni  Abdul Mateen Qan ha detto che le telecamere verranno posizionate in punti nevralgici di Kabul e di altri centri urbani, e che rappresenteranno solo una parte della strategia di sicurezza che il governo intende implementare nei prossimi quattro anni. Per il momento l’amministrazione talebana si è consultata con Huawei per valutare una cooperazione.

A cura di Agnese Ranaldi e Vittoria Mazzieri