“Io penso spesso ai popoli perseguitati: i rohingya, i poveri uiguri, gli yazidi”. Poche parole, ma significative, contenute nel libro “Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore”, edito da Piemme. E, soprattutto, pronunciate (o meglio scritte) da Papa Francesco. Dopo l’anticipazione della Reuters, è arrivata la replica di Pechino. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha dichiarato che “le affermazioni di Papa Francesco sugli uiguri sono totalmente infondate”. Nella sua conferenza stampa quotidiana, Zhao ha aggiunto che Pechino “ha protetto i diritti delle minoranze etniche in conformità con la legge”.

Non si tratta di una vera e propria condanna del governo cinese, ma la citazione degli uiguri è significativa, visto che Bergoglio non si era mai espresso sull’argomento, così come è sempre stato silenzioso in materia di Hong Kong. La cronologia degli eventi è interessante. Lo scorso mese è stato appena annunciato il rinnovo dell’accordo sulla nomina dei vescovi tra Santa Sede e Pechino, in seguito peraltro alle pressioni (andate a vuoto) degli Stati Uniti. Con tanto di Mike Pompeo non ricevuto dal pontefice durante la sua recente visita romana “per non essere trascinati nella campagna elettorale americana” (ne avevamo parlato diffusamente qui). Il tutto prima della vittoria di Biden alle presidenziali.

E proprio in riferimento a questo accordo, dopo poche ore dalla conferenza stampa di Zhao, è stata annunciata la nomina di Chen Tianhao a Qingdao, la prima dopo la proroga dell’accordo sinovaticano.

Non è chiaro al momento quali conseguenze possano esserci sui rapporti bilaterali. E soprattutto se ci saranno conseguenze, oppure quella citazione degli uiguri resterà un caso isolato e un piccolo incidente di percorso in una traiettoria che sembra (sembrava?) andare verso uno storico avvicinamento tra Santa Sede e Repubblica Popolare, con tanto di possibile abbandono di Taiwan e viaggio pastorale di Bergoglio. Nel frattempo, per approfondire la vicenda e avere un quadro più ampio dei rapporti bilaterali si possono leggere Alessandra Colarizi, Giulia Pompili e Serena Console.

Nanni Moretti diceva che “la messa è finita”. Qui bisogna aspettare ancora un po’ per capire se lo è anche l’assoluzione papale.

DIBATTITO POLITICO

In questi giorni, il processo agli attivisti di Hong Kong, in particolare Joshua Wong e Agnes Chow, è stato l’argomento principale del dibattito politico italiano sul tema Cina. Soprattutto dalle forze di opposizione, mentre le forze di governo sono state molto timide, anche più del solito.

Prima di entrare in carcere in attesa di giudizio, tra l’altro, Wong è intervenuto  al Senato per una lezione dedicata al tema della libertà alla Scuola di formazione della Fondazione Farefuturo ‘FormarsiNazione’. Ha chiesto aiuto dall’Italia e dalla comunità internazionale affinché “continuino ad alzare la voce contro la Cina” e restino al fianco delle persone di Hong Kong che si battono per la democrazia. E ha avvertito l’Italia che potrebbe essere “la prossima Hong Kong”.  Isenatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, presidente della fondazione FareFuturo, ha aperto i lavori definendo Wong “un simbolo della lotta per la libertà di tutti noi”.

Più Europa ha chiesto di “non lasciare soli” gli attivisti dopo che, appunto, sono entrati in carcere in attesa del giudizio in arrivo il prossimo 2 dicembre. “L’Italia non può lasciare soli Joshua e tutti gli altri attivisti democratici di Hong Kong di fronte alle costanti violazioni dei diritti umani, arresti arbitrari e repressione del dissenso. Parlamento e governo si esprimano immediatamente e senza esitazioni!”, ha scritto in una nota Yuri Guaiana, membro della segreteria di Più Europa. Patrizia De Grazia, Coordinatrice dell’Associazione Adelaide Aglietta di Torino, ha rilasciato un’intervista sul tema a Radio Radicale.

Maurizio Lupi, invece, ha definito l’arresto di Wong uno “scempio del diritto”. “Mi domando come può un ragazzo che spiega al mondo il valore della libertà rischiare fino a cinque anni di carcere, il Governo e l’Europa non possono assistere impotenti”, ha detto Lupi. Lo stesso giorno, sempre la scuola di formazione di Fare Futuro, ha organizzato un web meeting di solidarietà.  Antonio Tajani di Forza Italia ha chiesto “libertà” per Wong e gli altri arrestati.

Passiamo al celeberrimo 5G. Come sappiamo, Huawei ha un grosso vantaggio nel settore. Secondo Repubblica, la Open RAM Alliance si propone come alternativa ai network del colosso del Dragone, offrendo un’architettura che permette di integrare software e hardware di produttori diversi. Anche Tim e Vodafone fanno parte nel consorzio.

Lorenzo Guerini (che secondo il Foglio ha avuto un ruolo diplomatico fondamentale tra Giuseppe Conte e Joe Biden, tema affrontato nella scorsa puntata di Go East), è intervenuto alla conferenza virtuale “Interesse nazionale e rilevanza strategica del 5G” organizzato dalla Fondazione Icsa (Intelligence culture and strategic Analysis). E ha detto che il tema del passaggio della transizione digitale attiene anche “la consapevolezza nazionale degli attori, dell’importanza delle reti, dei sistemi, del procurement. Ci sono tante partite che si intrecciano dentro la partita più complessiva del 5G, oltre al piano geopolitico che è un piano di cui dobbiamo necessariamente tener conto e che richiede un’impostazione politica molto chiara”. Ancora una volta: la tecnologia non è solo tecnologia, ma anche geopolitica. Guerini ha ribadito che l’Italia “sa da che parte stare”.

Come abbiamo ricordato più volte nelle scorse settimane, sono appena stati celebrati i 50 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Repubblica Popolare Cinese. Negli scorsi giorni l’Istituto per la Cultura Cinese ha organizzato un evento in Senato. Evento al quale hanno preso parte Luigi Di Maio, Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, i due presidenti delle commissioni esteri di Camera e Senato Piero Fassino e Vito Petrocelli, già Presidente dell’Istituto, Li Junhua, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Riccardo Nencini, Presidente della Commissione Cultura Senato, Ettore Rosato, Vicepresidente della Camera dei deputati e Presidente dell’Istituto per la Cultura Cinese, Davide Antonio Ambroselli, Vicepresidente dell’Istituto per la Cultura Cinese.

Luigi Merlo di Federlogistica ha avvertito il governo italiano di “non abbassare la guardia sulla Cina”. Secondo il presidente dell’associazione, che fa parte di Confcommercio, il Dragone porta con sé “troppi pericoli”.

Italia ed Europa hanno ricevuto anche l’avvertimento di Maria Giovanna Maglie, ospite a Stasera Italia su rete Quattro, che ha cercato di spiegare che la Cina vuole prendersi “pezzi del nostro continente”. Maria Giovanna Maglie ha dato alle stampe qualche mese fa il libro “Il mostro cinese“. Titolo che lascia poco spazio al non detto.

 

LA PANDEMIA

Fa ancora discutere la ricerca dell’Istituto dei Tumori di Milano, secondo cui il virus sarebbe stato in Italia già nell’estate del 2019. Dalla Cina, come già raccontato la scorsa settimana, lo si utilizza per corroborare l’ipotesi che la pandemia non sia nata a Wuhan. Per esempio da alcuni scienziati citati dal South China Morning Post. Lo stesso giornale sottolinea però come lo studio sia stato molto criticato dalla comunità scientifica. Così come la Reuters dice che l’origine del virus non sarebbe in discussione.

Matteo Salvini è intervenuto sull’argomento sparando ancora una volta a zero su Pechino e chiedendo “risarcimenti infiniti”.

Sappiamo il caos che sta accadendo sul fronte sanitario calabrese. La Verità e Libero hanno rovistato nel curriculum di Eugenio Gaudio, il terzo commissario per la Sanità in Calabria che, a distanza di alcune ore dalla sua nomina, ha deciso di rinunciare all’incarico per motivi familiari. Secondo il quotidiano di Maurizio Belpietro, Gaudio è stato premiato in Cina prima dello scoppio della pandemia da Covid-19. L’ex rettore della Sapienza avrebbe firmato con Pechino, nell’ambito dell’adesione dell’Italia al programma Via della Seta, la nascita di un Istituto italo-cinese a Wuhan.

 

RELAZIONI COMMERCIALI

Alibaba ha lanciato il marketplace B2B “Made in Italy Pavilion”. Sarà una vetrina digitale dove le aziende italiane potranno esporre i prodotti, interagendo direttamente con 26 milioni di buyer presenti sulla piattaforma del colosso cinese. Il ministro Luigi Di Maio ha definito l’e-commerce “un volano per la ripresa” e l’accordo tra Ice e Alibaba come “unico nel suo genere”.

Rita Querzè scrive sul Corriere – Economia che la cura per l’export  viene dalla Cina. “È legata a Pechino una gara di fornitura su quattro di quelle supportate dalla Farnesina”, scrive Querzè, che cita poi il sottosegretario Manlio Di Stefano sui settori con più margini di crescita.

Anche TikTok si muove sull’Italia, dopo aver ampliato la sua base di Milano nelle scorse settimane. E lo fa lanciando una nuova piattaforma a disposizione delle piccole e medie imprese europee e italiane (Pmi).

Huawei sarà tra i protagonisti della settima edizione di Droidcon Italy, la più grande conferenza Android organizzata in Italia. L’evento organizzato dalla torinese Synesthesia si tiene il 27 e il 28 novembre.

In Europa, intanto, Xiaomi ha messo la freccia su Huawei, anche a causa dell’offensiva americana.

Da qualche settimana è attiva in Italia anche Hylink, importante agenzia indipendente di marketing digitale cinese. L’obiettivo, scrive Andrea Pira, è quello di posizionare i marchi italiani tra le nuove leve di consumatori nati nella metà degli anni Novanta.

Enel X sbarca in Cina per sfruttare l’ascesa asiatica dell’e-mobility. Offrirà infrastrutture e servizi vehicle-grid.

Satispay, la fintech italiana dei pagamenti, ha chiuso un round di finanziamenti da 93 milioni di euro, portando il valore dell’azienda post investimento a 248 milioni. Ha partecipato anche il colosso cinese Tencent.

Il presidente e ceo di Tod’s, Diego Della Valle, è intervenuto al ‘Milano Fashion Global Summit 2020’, dichiarando: “La Cina ha salvato a molti di noi i conti, è un mercato enorme. Io vorrei crescere in Cina e riequilibrare le vendite in Asia, America e Cina. La Cina è un mercato di giovani curiosi che amano spendere, avranno una leadership incontrastata ma non dobbiamo trascurare il mercato europeo e americano, anche se” quest’ultimo “è un mercato più complicato da approcciare”. Nel futuro di Tod’s, secondo MF, ci saranno sempre più Cina ed e-commerce.

Xinhua ha pubblicato un contenuto nel quale cita diversi media italiani che “applaudono” la ripresa economica del Dragone.

Dal 1° al 3 dicembre Retex organizza una tre giorni di webinar dedicata alla Cina digitale. Interverranno diversi esperti di settore per approfondire aspetti culturali, specificità tecniche e le dinamiche di un mercato a così alto potenziale come la Cina. Qui il calendario.

Il Consolato italiano a Chongqing partecipa alla Settimana della Cucina 2020 con oltre 30 tra eventi e attività promozionali per celebrare la dieta mediterranea e il bicentenario Artusiano. Lo stesso fa, ovviamente, l’Ambasciata italiana a Pechino.

Negli scorsi giorni si è svolta a Shenzhen “Wine to Asia”, la fiera start up di Veronafiere, primo evento in presenza dopo mesi di attesa, sul mercato più difficile da conquistare, ma anche quello che promette di più in ottica futura. Il vino italiano guarda da tempo all’Oriente e alla Cina ma, nonostante i ritmi di crescita impetuosi degli ultimi anni, non si schioda dalla quota del 7% dell’import totale.

 

RELAZIONI CULTURALI

Il 23 novembre l’Istituto Confucio di Torino ha presentato il documentario Cinesi in Italia, lavoro di ricognizione della presenza cinese nel nostro paese, realizzato attraverso recentissime interviste raccolte fra Torino, Milano, Firenze, Prato, Roma, Napoli, Bologna e Trieste. Si tratta di un contributo fondamentale a una migliore conoscenza della presenza diversificata, attiva e spesso socialmente attenta e partecipe dei cinesi nel nostro paese. Esso presta particolare attenzione alle generazioni più giovani, senza perdere d’occhio la stratificazione delle diverse esperienze a partire dagli anni  Ottanta del secolo scorso. Il documentario è visibile online.

Sabrina Moles ha intervistato, per la rubrica di China Files Sustanalytics, il professore Daniele Brombal, docente dell’università Ca’ Foscari di Venezia e curatore della mostra China Goes Urban al Museo d’Arte Orientale di Torino.

European Guanxi, come abbiamo già segnalato più volte su Go East, è un’organizzazione no profit che vuole instaurare un ponte di dialogo tra l’Ue e la Cina. Matteo Meloni di Eastwest ha intervistato Mauro Dellisanti e Alessia Paolillo, due degli italiani che fanno parte del progetto.

Su Sinosfere prosegue il dibattito sul ruolo della sinologia e dei sinologi in Italia. Questa volta con un intervento di Gianluigi Negro, che si occupa del ruolo della stampa italiana nell’affrontare il dibattito sulla Cina contemporanea. Tra i media citati c’è anche China Files, con gli interventi dei sinoitaliani Angelo Ou e Jada Bai. Ci sentiamo di allargare il discorso a tutto il team di China Files ma anche (e soprattutto) alla lunga lista di giornalisti che si occupa con grande passione e competenza di Cina e Asia sui media italiani. Una lista di nomi che non serve ripetere ai lettori di Go East, che già possono vederli citati qui ogni settimana.

 

UN PO’ DI CALCIO

A distanza di anni, continua a non essere chiara la dinamica della cessione del Milan da parte di Silvio Berlusconi a Yonghong Li. Il Fatto Quotidiano scrive che sono arrivati a Milano i documenti chiesti per rogatoria internazionale dalla Procura nell’ambito dell’indagine sulla “contorta” operazione finanziaria. “Sono documenti bancari con cui i pm stanno cercando di ricostruire i passaggi dei soldi arrivati dall’Estremo oriente per comperare la squadra di calcio milanese”, si legge. “Di certo vengono da Cina, Macao e Hong Kong, ma il punto di partenza iniziale è ancora tutto da scoprire, visto che Yonghong Li non sembra avere affatto il peso imprenditoriale e finanziario per sostenere in proprio i flussi di denaro che hanno fatto diventare il Milan, almeno per qualche tempo, cinese”.

Il Presidente dell’Inter, Steven Zhang del gruppo Suning, ha invece ricevuto il premio “Leading Emerging Partner” dall’Ambasciatore italiano in Cina, Luca Ferrari, durante l’evento di gala organizzato dal Consolato italiano a Shanghai in celebrazione del 50esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.

Sul campo, però, l’Inter cinese stenta e dopo la sconfitta con il Real Madrid è a un passo dall’eliminazione dalla Champions League. Eppure l’altra squadra di calcio del gruppo, il Jiangsu Suning, ha appena vinto il primo scudetto cinese della sua storia. Battendo in finale il Guangzhou Evergrande allenato dall’italiano Fabio Cannavaro con un gol proprio di un ex interista, il brasiliano naturalizzato italiano Eder

 

NON SOLO CINA

ASEAN

Il Vietnam (come scrivevo qui) si sta ritagliando un ruolo sempre più importante all’interno della regione del Sud-est asiatico. E rappresenta un’opportunità importante anche per l’Italia, sia dal punto di vista commerciale che da quello diplomatico. Ne ho parlato, insieme a tante altre cose, con l’ambasciatore d’Italia ad Hanoi, Antonio Alessandro, in questa intervista.

Restando in Vietnam, la rete diplomatica italiana nel paese organizza diversi eventi in occasione della Settimana della Cucina italiana nel Mondo.

Abbiamo già parlato la scorsa settimana del RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership), l’accordo commerciale che unisce i 10 paesi Asean a Cina, Giappone, Corea del sud, Australia e Nuova Zelanda. Un accordo che avrà sviluppi anche in Italia, come raccontato da Valerio Bordonaro (direttore Associazione Italia-ASEAN) nella diretta Instagram China Files di giovedì scorso (qui si può recuperare il video). A proposito di RCEP, nel secondo test newsletter di China Files c’è una scheda dedicata all’argomento. Sul tema segnalo anche gli ottimi interventi di Guido Alberto Casanova sul Manifesto e di Giada Messetti su Domani.

“Il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) rappresenta un’opportunità per Saipem come per tutto il Sistema Paese Italia”, ha affermato Stefano Cao, CEO di Saipem, in un suo intervento pubblicato sul quotidiano MF, ricordando la “presenza strutturata e i grandi progetti del Gruppo da decenni in Indonesia, Malesia, Nuova Papua Guinea, Singapore, Thailandia, Vietnam e Australia”.

Giappone

Nell’ambito della quinta edizione della Settimana della Cucina Italiana in Giappone, ENIT ha organizzato un evento phygital aperto a media e operatori locali del settore turismo (oltre 250 gli ospiti connessi). All’iniziativa, dedicata ai percorsi turistici enogastronomici italiani, hanno partecipato con due video-messaggi l’Ambasciatore d’Italia a Tokyo Giorgio Starace e la Direttrice Marketing e Promozione di ENIT, Maria Elena Rossi.

Sempre in occasione della Settimana della Cucina Italiana ENIT Tokyo ha realizzato una campagna pubblicitaria che abbina un video realizzato dalla sede giapponese di ENIT a quello dell’Ambasciata d’Italia in stile manga. Dal 13 novembre i due brevi filmati vengono proiettati su dodici pannelli alla stazione di Umeda della metro di Osaka. Dal 23 al 29 novembre saranno diffusi su 87 schermi nei centralissimi quartieri di Marunouchi e Hibiya a Tokyo. Si prevede che nelle due settimane di programmazione i video raggiungeranno circa 7.773.000 persone.

Msc Crociere riavvia le operazioni in Giappone con Msc Bellissima a partire da aprile 2021. Si tratta della prima compagnia internazionale operante in Giappone a ricevere la certificazione di conformità per la salute e la sicurezza da parte della società ufficiale di classificazione marittima ClassNK.

Sono finalmente riuscito a leggere “Tokyo tutto l’anno” di Laura Imai Messina. Un viaggio sentimentale alla ricerca del tempo perduto (e ritrovato) sui ponti e nelle strade della “città-bambina”. Qui una mia recensione.

Appena uscito anche l’ultimo libro di Murakami Haruki, “Abbandonare un gatto”. Qui un’analisi del rapporto tra il celebre scrittore giapponese e l’Italia.

Su Venezia City è stata pubblicata la quarta parte di uno speciale sui rapporti tra la Serenissima e il Giappone.

Corea

E’ uscita la nuova edizione di Korea Today, aggiornamenti in lingua italiana sulla Corea curati dall’Istituto di cultura coreano in Italia. Tra le altre cose, si segnala la possibilità di visione online del film Burning. Consigliatissimo.

Taiwan

Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica all’Università di Padova, è tornato a criticare la gestione pandemica dell’Organizzazione mondiale della sanità. “Io penso che l’Oms non sia stata all’altezza della situazione per due motivi, uno strutturale e uno politico”, ha detto Crisanti, che cita esplicitamente il caso Taiwan tra i motivi della sua critica. “L’Oms è diventata un organismo con una gigantesca burocrazia, e poi è influenzata in maniera sproporzionata da finanziatori esterni che hanno interessi politici, dalle case farmaceutiche ai governi. E che non includa al suo interno Taiwan mostra che questa organizzazione non è adeguata, e sicuramente ha avuto una responsabilità nell’epidemia, non ascoltando gli allarmi di Taiwan”.

Alberto Papa, prete italiano scomparso a fine ottobre dopo aver servito per circa 40 anni le comunità indigene di Taiwan, è stato onorato in una cerimonia negli scorsi giorni per il suo contributo alla preservazione e alla promozione della cultura e del linguaggio indigeni.

Parte in questo mese la campagna di esportazione delle mele italiane verso Taiwan.  “Un risultato importante per niente scontato – spiega la ministra Teresa Bellanova – dal momento che gli ispettori fitosanitari taiwanesi non hanno potuto recarsi in Italia per la prevista visita annuale propedeutica all’avvio della campagna di esportazione, esito della proficua collaborazione tra i due Paesi, nonché dell’efficace operatività delle strutture periferiche regionali e i vari produttori”.

 

SPAZIO KATANE

Gli appassionati di Asia conoscono già Katane, la newsletter di Giulia Pompili che da molto tempo ci informa sulle notizie da Asia e Pacifico (chi non è ancora iscritto può porre rimedio qui).  Dall’ultima puntata pubblichiamo qui uno stralcio dell’intervista a Francesco Radicioni, corrispondente da Bangkok di Radio Radicale, per capire gli ultimi sviluppi delle proteste in Thailandia.

“Per conservare lo slancio, le manifestazioni pro-democrazia in Thailandia hanno alternato rally imponenti, marce, più piccoli flash-mob in diversi punti della capitale: Monumento alla Democrazia, Università Thammasat, il cuore del distretto dello shopping di Ratchaprasong”, dice Radicioni. “A volte era l’attualità a decidere la scadenza delle manifestazioni. Quando il primo ministro ha invocato i decreti d’emergenza, i manifestanti hanno sfidato ogni giorno il divieto alle manifestazioni nella capitale costringendo il capo del governo a cancellare quella decisione. Mentre questa settimana approdava in Parlamento la riforma della Costituzione, che secondo gli attivisti è ‘una presa in giro per dire di aver provato la strada del compromesso’, secondo gli attivisti, martedì i manifestanti hanno circondato l’assemblea legislativa di Bangkok e la reazione della polizia è stata durissima: ora di gas lacrimogeni e di idranti con acqua e sostanze chimiche urticanti. Mercoledì la risposta è stata una nuova grande manifestazione nel centro di Bangkok con i manifestanti che hanno poi bersagliato il quartier generale della polizia con vernice, graffiti e pistole ad acqua giocattolo. Nuove manifestazioni sono previste per la prossima settimana davanti al Crown Property Bureau”.

Tu hai seguito da vicino anche le proteste a Hong Kong. Che cosa c’è di diverso e di simile in Thailandia? “I manifestanti hanno mutuato molte delle strategie che abbiamo visto lo scorso anno a Hong Kong: quando in città c’era il divieto a manifestare, hanno coordinato le proteste attraverso Telegram e comunicando all’ultimo l’appuntamento per la manifestazione hanno più volte beffato la polizia e dimostrato di essere più rapidi delle autorità”, dice Radicioni. “Dopo che la polizia ha usato per la prima volta il cannone ad acqua, la divisa dei manifestanti è diventata la stessa degli attivisti di Hong Kong: caschi, maschere antigas, occhiali da sub, ombrelli, puntatori laser per disorientare gli agenti. Come a Hong Kong, esiste un linguaggio in codice per coordinare le manifestazioni e catene umane che passano alle prime linee quel che serve per fronteggiare la polizia. Martedì davanti al parlamento hanno usato i coni stradali per spegnere i lacrimogeni: la stessa strategia dei manifestanti nell’ex colonia britannica. Molti simboli hanno però una doppia lettura: se a livello internazionale gli ombrelli ricordano le manifestazioni pro-democrazia a Hong Kong, in Thailandia sono anche il simbolo della monarchia. Come a Hong Kong, il colore scelto dai manifestanti è il nero: una scelta che ricorda il colore che i Thai portavano nel lungo periodo di lutto che seguì la morte del precedente sovrano”. 

 

AGENDA E SEGNALAZIONI

Giovedì 26 novembre alle 20,30 nuova diretta Instagram di China Files. L’ospite sarà la sinologa Giada Messetti, autrice (tra le altre cose) del libro “Nella testa del Dragone” e (insieme a Simone Pieranni) del podcast Risciò. Dialogheremo di Cina post Covid e di come Pechino venga raccontata dalla stampa italiana.

Venerdì 27 novembre alle 10 nuovo appuntamento con i webinar di European Guanxi. L’ospite della settimana sarà Simone Pieranni, autore di “Red Mirror“, che affronterà il tema delle smart cities e il sistema di credito sociale.

A partire dal 23 novembre, l’Istituto Confucio di Milano pubblica sui suoi account social una serie di contenuti “per chi è curioso di scoprire alcuni aspetti meno conosciuti della lingua e della cultura cinese, ma anche per chi vuole mettersi in gioco e mettere in campo abilità e creatività”.

Si svolge dal 24 novembre al 18 dicembre “Occidente verso Oriente. Cina e Giappone” un ciclo di sei conferenze online per conoscere la cultura dei due paesi. La manifestazione è organizzata dall’Associazione Art di Bolzano Bozen e vedrà la presenza di esperti e docenti di prestigiose università italiane ed estere.

L’Associazione Italia-ASEAN organizza il webinar “La rilevanza geo-economica del Sud-Est asiatico per il Sistema Paese”, in programma venerdì 27 novembre alle 11. Intervengono Romeo Orlandi, Vicepresidente dell’Associazione Italia-ASEAN, Giovanni Rodia, Direttore delle Relazioni Esterne presso Agenzia ICE, e S.E. Datò Abdul Melvin Malik Castelino, Ambasciatore della Malesia in Italia.

Nell’ambito della tre giorni di Retex sulla Cina digitale, il 1° dicembre alle 12 webinar pensato per le imprese sull’internazionalizzazione e il mercato cinese. Intervengono Elisa Lodi, Senior Account Manager PMI SACE e Lorenzo Riccardi, Commercialista di RsA Asia.

Letture, visioni e mostre

Gli appassionati italiani di Asia non possono non seguire il lavoro di add editore, un vero e proprio punto di riferimento per narrativa e saggistica regionali. Tra le ultime uscite, si segnalano in particolare “L’altra storia della Birmania” di Thant Myint-U (che ho recensito qui, con un estratto dall’introduzione) e “Mia madre”, la graphic novel di Li Kunwu con una prefazione di Giada Messetti (qui una mia recensione).

Antonio Moscatello, giornalista di Askanews, ha pubblicato con Newton Compton il libro “101 cose da fare a Tokyo e in Giappone almeno una volta nella vita”.

E’ online FAREASTREAM, la prima piattaforma italiana di cinema asiatico sotto l’egida del Far East Film Festival. Per gli appassionati, un must.

Il 12 novembre ha preso il il via la mostra “Fonda and the Great Journey – Mediterranean myth and reality: Ulysses and Prometheus” del Maestro italiano Lorenzo Fonda, curata da Alberto Mazzacchera. L’esibizione, che rimarrà aperta al pubblico presso il Yuan Art Museum di Pechino fino al prossimo 28 dicembre, è stata organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Pechino e dall’Istituto di Cultura a Pechino.

Di Lorenzo Lamperti*

**Giornalista responsabile della sezione “Esteri” del quotidiano online Affaritaliani.it. Si occupa di politica internazionale, con particolare attenzione per le dinamiche geopolitiche di Cina e Asia orientale, anche in relazione all’Italia