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In Cina e Asia – Usa prossimi a perdere la leadership in Asia-Pacifico

In Notizie Brevi by Sabrina Moles

I titoli di oggi

  • Gli Usa prossimi a perdere la leadership in Asia-Pacifico: il report di Lowy Institute
  • Pallone-spia, gli Usa non restituiranno i detriti alla Cina
  • Relazioni Cina-Australia: riprende il dialogo commerciale
  • Hong Kong, al via il processo contro le proteste del 2019
  • Il Laos sperimenta la sua prima moneta digitale
Gli Usa prossimi a perdere la leadership in Asia-Pacifico: il report di Lowy Institute

La Cina è a un passo dalla supremazia regionale in Asia: è quanto racconta l’ultimo Asia Power Index del think tank australiano Lowy Institute.  Il report, pubblicato lo scorso 5 febbraio, si occupa di analizzare il potere effettivo di 26 paesi nella regione per capacità economica, capacità militare, resilienza, risorse future, relazioni economiche, reti di difesa, influenza diplomatica e influenza culturale. “Nonostante brusco allontanamento della Cina a causa della politica Zero Covid, spiega la responsabile del progetto Susannah Patton, la riapertura nel 2023 potrebbe essere un’importante finestra di opportunità per riconquistare i suoi tradizionali vantaggi in Asia: prossimità e connettività”.

Dai dati evidenziati nel rapporto emerge un netto avanzo della Cina nelle relazioni economiche regionali, con un punteggio di 98,3 euro contro i 53,7 degli Stati Uniti. Anche il fenomeno del decoupling sembra limitato ad alcune tecnologie strategiche, mentre nella realtà dei fatti Washington continua a investire di più nella Repubblica popolare che in India. “L’era del primato incontrastato degli Stati Uniti in Asia è finita”, conclude l’analisi.

Pallone-spia, gli Usa non restituiranno i detriti alla Cina

Martedì 7 febbraio i tecnici statunitensi hanno terminato l’analisi dei resti del dirigibile cinese identificato nei cieli degli Usa lo scorso 2 febbraio e poi abbattutto. John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, ha dichiarato al Financial Times che nessuna norma del diritto internazionale è stata violata, contrariamente a quanto denuncia Pechino. “É per questo che l’abbiamo fatto [abbattere] a circa sei miglia dalla costa, all’interno del nostro spazio aereo nazionale, in modo da poter rispettare il diritto internazionale”. “A differenza dei cinesi, ha poi aggiunto, che non hanno rispettato il diritto internazionale sorvolando lo spazio aereo sovrano degli Stati Uniti”. Nel frattempo, il ministero degli Esteri cinese ha inoltrato delle scuse ufficiali al governo del Costa Rica, dove è stato intercettato un secondo pallone.

Relazioni Cina-Australia: riprende il dialogo commerciale

Pechino e Camberra sono pronte a seppellire l’ascia della guerra commerciale. O almeno è quanto hanno augurato i ministri del Commercio dei due paesi, che si sono incontrati lunedì 6 febbraio – non accadeva dal 2019. Durante il meeting virtuale, come riporta il ministro australiano Don Farrell, i due paesi hanno sollecitato una ripresa del commercio “senza barriere”, compiendo “un altro passo importante nella stabilizzazione delle relazioni dell’Australia con la Cina“. Negli ultimi anni il rapporto tra le due grandi potenze del Pacifico ha iniziato a prendere una piega preoccupante, fatta di blocchi commerciali (da parte di Pechino) e alleanze anticinesi (da parte di Canberra). Secondo gli analisti, però, le relazioni tra i due paesi sono destinate a migliorare “inevitabilmente”, come spiega Stuart Orr, capo del Melbourne Institute of Technology al South China Morning Post.

Nel frattempo, avrebbe confermato l’ambasciatore cinese in Australia Xiao Qian, i funzionari avrebbero stabilito i prossimi passi per allentare le tensioni, tra cui l’annullamento delle accuse contro la Cina presso l’Organizzazione mondiale del commercio in merito alle esportazioni di vino e orzo australiani. Martedì 7 febbraio, poi, è stato un momento di confronto tra il primo ministro australiano Anthony Albanese e l’omologo neozelandese Chris Hipkins, che ha scelto Canberra come meta del suo primo viaggio all’estero. I due, evidenzia Associated Press, si sono concentrati sul crescente ruolo di Pechino nella regione: “La nostra posizione sulla Cina è chiara”, ha detto Albanese, “coopereremo dove possiamo, saremo in disaccordo dove dobbiamo e ci impegneremo nei nostri interessi nazionali”.

Hong Kong, al via il processo contro le proteste del 2019

É iniziato lunedì 6 febbraio il maxi processo contro 47 persone coinvolte nelle manifestazioni del 2019 e accusate di aver violato la Nuova legge per la sicurezza nazionale. Alcuni degli accusati si trovavano in custodia cautelare da due anni, altri si sono già dichiarati colpevoli nella speranza di attenuare la pena, mentre in 16 contestano le accuse a priori. Tra i capi d’accusa mossi dai pubblici ministeri rientrerebbe un tentativo di “interferire con l’esercizio dei doveri e delle funzioni del potere politico costituito”: nel luglio 2020 l’opposizione aveva organizzato delle primarie informali per l’elezione dei candidati al Legislative Council, il parlamento locale, violando così la legge appena introdotta. Il processo – il più grande dall’introduzione della nuova legge nel 2020 – dovrebbe durare 90 giorni e si incentra soprattutto sul presunto utilizzo degli organi governativi come “arma costituzionale letale” contro la Cina e il Partito comunista cinese.

 

Il Laos sperimenta la sua prima moneta digitale

Martedì 7 febbraio ha avuto inizio la fase di test della prima valuta digitale laotiana, il Bakong. L’esperimento vede coinvolta la società di blockchain giapponese Soramitsu, con la quale la Banca centrale del Laos ha ufficializzato un memorandum d’intesa il giorno precedente. Secondo quanto auspicato dalle autorità, la nuova moneta potrebbe contribuire alla “alfabetizzazione finanziaria” dei cittadini, di cui il 70% non possiede un conto in banca. Anche la necessità di stabilizzare la moneta a fronte dei crescenti scambi con il vicinato, soprattutto la Cina, sarebbe alla base dei tentativi di sviluppo della nuova criptovaluta nazionale.

A cura di Sabrina Moles