SINOLOGIE – Ci, l’amorevole premura nei classici

In by Simone

La tesi Analisi del significato del carattere ci 慈 nelle fonti cinesi classiche esplora i diversi usi e le diverse traduzioni possibili per il carattere ci in epoca preimperiale e di conseguenza l’importanza della pietà filiale e dell’amorevole premura nelle diverse tradizioni filosofiche cinesi nell’antichità.

Le interpretazioni e le definizioni del carattere ci nelle fonti in lingua cinese classica sono molteplici e cambiano a seconda dei contesti storico-filosofici in cui esso è inserito. Per questo motivo, non è sempre facile decidere quale scelta traduttiva sia la più fedele, o quantomeno vicina, al significato originale.

Allo scopo di indagare la polisemia del carattere ci, focalizzeremo la nostra attenzione sulle occorrenze del termine presenti in una selezione di testi di varia natura in lingua cinese classica, compilati perlopiù in epoca preimperiale L’epoca preimperiale è l’epoca precedente alla dinastia Qin 秦 che nel 221 a.C. fondò il primo impero della Cina, unificando tutto il tianxia 天下Di volta in volta, abbiamo presentato la traduzione delle occorrenze prese in esame e le possibili interpretazioni e letture che si possono dare del termine.

Abbiamo imtrodotto il tema della pietà filiale xiao 孝 e l’importanza che tale concetto riveste nella cultura cinese. Passeremo poi a presentare lo stretto legame che il termine oggetto di questo studio ha con il tema della devozione filiale, delineando quelle dinamiche che intercorrono tra xiao e ci attraverso le fonti classiche. La pietà filiale, xiao 孝, infatti ha sempre rivestito una grande importanza nella cultura cinese fin da tempi antichissimi, radicandosi profondamente nella società e nelle tradizioni della Cina.

Xiao
, solitamente reso in italiano con “pietà filiale”, “amore filiale”, è quel sentimento di profondo rispetto e devozione che i figli debbono provare verso i propri genitori e dimostrare loro con dedizione e riverenza e che, per esteso, comprende la devozione verso gli antenati e l’osservanza delle norme rituali legate al loro culto. I doveri all’interno della famiglia tuttavia, non sono propri soltanto dei figli che, come già affermato, devono essere xiao, bensì riguardano anche i genitori, che hanno invece il dovere di essere ci 慈. Quest’ultimi hanno infatti il grande compito di prendersi cura amorevolmente dei propri figli e di provvedere al loro sostentamento almeno fino a quando questi non abbiano raggiunto l’età per poter essere autonomi e occuparsi da soli di loro stessi. Come avremo modo di esaminare nel corso di questo studio, la pietà filiale dunque non si costituisce esclusivamente di xiao, ma anche di ci 慈, l’amorevole premura e l’insieme di quelle attenzioni che i genitori devono riservare ai loro figli.

L’analisi del carattere ci in ambito paleografico-filologico parte dallo studio delle definizioni del termine fornite dai dizionari etimologici di lingua cinese classica. Procederemo poi con la ricerca di ci all’interno delle fonti manoscritte e se presenti, indicheremo le eventuali varianti grafiche del carattere. Nucleo portante di questa ricerca è l’indagine della dimensione etico-filosofica di ci nelle fonti classiche. A tale fine abbiamo riportato un totale di circa duecento occorrenze del termine presenti in una selezione di fonti perlopiù di epoca preimperiale e di ogni occorrenza proporremo un’analisi e traduzione.

Per meglio approfondire lo studio del carattere ci,si è scelto di attingere occorrenze proprio da testi che appartenendo a tradizioni filosofiche differenti e spesso anche contrapposte, meglio permettono di esaminare e interpretare la presenza di ci e i vari significati che esso può assumere nei diversi contesti. A questo proposito dunque, le occorrenze abbiamo proposto sono contenute in una selezione di ventuno testi comprendenti opere quali Lunyu 論語, Mengzi 孟子 e Xunzi 荀子; testi riguardanti i codici rituali quali Zhouli 周禮, Yili 儀禮, Liji 禮記 e Da Dai Liji 大戴禮記;il Daxue 大學e il “Classico della pietà filiale” Xiaojing 孝經; l’antologia poetica Chu Ci 楚辭e testi ascritti alla tradizione taoista come Laozi Daodejing 老子道德經e Zhuangzi 莊子. Presenteremo inoltre occorrenze contenute in testi quali il testimone della tradizione moista Mozi 墨子 e in testi di ambito legista tra cui Guanzi 管子, Hanfeizi 韓非子, Shang Jun Shu 商君書 e Shenzi 慎子. Passeremo poi alle occorrenze presentinel Lü Shi Chun Qiu 呂氏春秋 e nello He Guan Zi 鶡冠字e infine, indue trattazioni riguardanti l’arte della guerraquali Liu tao 六韜 e Wei Liao Zi 尉繚子.

Le occorrenze che verranno presentate saranno contestualizzate e commentate, ponendo particolare attenzione sull’uso di ci e sui significati che esso può assumere nei vari contesti, sia che esso si trovi singolarmente o accompagnato da altri caratteri in qualità di composti Molte volte ci si troverà affiancato da alcuni caratteri, tra i quali ai愛 (amore), hui 惠 (generosità, bontà, magnanimità), mu 母 (madre), fu 父 (padre), you 幼 (giovane, adolescente) etc., con i quali andrà a formare dei composti di diversi significati. Di ogni occorrenza abbiamo cercato di proporre una traduzione in lingua italiana che il più possibile si avvicini al significato di ci espresso nella lingua originale e ne abbiamo motivato poi la scelta traduttiva. Successivamente, abbiamo concluso la nostra ricerca delineando tutti quei problemi di interpretazione e resa incontrati durante la fase traduttiva e abbiamo rivisto infine le letture e le traduzioni che abbiamo dato del termine nei vari contesti filosofici presi in esame.

 Deborah Bichi deborah.bichi[@]gmail.com, originaria della città di Arezzo, si è laureata a pieni voti in Lingue e Culture dell’Asia Orientale presso l’Università Ca’Foscari di Venezia. Il suo campo di ricerca riguarda la traduzione delle fonti in lingua cinese classica, la storia e la filosofia della Cina antica. 

** Questa tesi è stata discussa 
presso l’Università Ca’Foscari di Venezia: relatore prof. Attilio Andreini, correlatore prof.  Riccardo Fracasso.

[La foto di copertina è di Federica Festagallo]