semiconduttori

In Cina e Asia – Xi chiede ai Paesi Bassi di non frenare il progresso nel settore dei chip

In Notizie Brevi by Serena Console

I titoli di oggi:

  • Xi chiede ai Paesi Bassi di non frenare il progresso nel settore dei chip
  • Pechino rimuove le tariffe sul vino australiano
  • La Cina non ha usato 50 miliardi di dollari in finanziamenti infrastrutturali della Bri
  • Cina e Russia contestano le pretese degli Usa sulle profondità oceaniche
  • Mumbai ha più miliardari di Pechino

Il progresso tecnologico della Cina non può essere rallentato da nessuna forza esterna. È il monito lanciato dal presidente cinese Xi Jinping durante un incontro con il primo ministro olandese Mark Rutte in Cina il 27 marzo. Xi ha messo in guardia l’ospite contro la creazione di “barriere tecnologiche”, in seguito alla decisione del governo dei Paesi Bassi – sotto la pressione degli Stati Uniti, che è diventata ancora più forte nei confronti degli alleati – di limitare parte dell’esportazione in Cina delle macchine avanzate per la stampa di microchip dell’olandese Asml. “Erigere in maniera artificiale barriere tecnologiche e interrompere le catene industriali e di forniture porterebbe solo a divisioni e rivalità”, ha detto Xi a Rutte, rimarcando il diritto della Cina a proseguire lo sviluppo e del progresso scientifico e tecnologico. In risposta Rutte ha insistito sul fatto che il disaccoppiamento non è un’opzione politica, nonostante il governo olandese non abbia ancora deciso se consentirà ad Asml di continuare a fornire assistenza per le apparecchiature avanzate che ha già venduto a clienti cinesi. 

Nella stessa giornata, all’incontro con i rappresentanti delle comunità imprenditoriali e accademiche americane, Xi ha definito l’economia cinese “sana e sostenibile”, respingendo le voci che la danno in difficoltà. Finché le due parti si considereranno partner, è il pensiero di Xi, le relazioni tra Cina e Usa miglioreranno. 

Pechino rimuove le tariffe sul vino australiano

Il governo cinese ha ufficialmente abolito le tariffe sul vino australiano. Questa mattina, il Ministero del Commercio di Pechino ha annunciato che “non è più necessario imporre dazi antidumping e dazi compensativi sulle importazioni dei relativi vini originari dell’Australia”. Tra il 2020 e il 2021, all’apice delle tensioni politiche con Canberra, Pechino ha introdotto barriere commerciali su circa 20 miliardi di dollari di esportazioni australiane. Molte sono state rimosse dopo l’insediamento di Anthony Albanese, che diventato premier nel maggio 2022, ha avviato una fase distensiva con la Cina. Secondo gli analisti, tuttavia, il consumo di vino in Cina è calato negli ultimi anni ed è difficile che l’export australiano tornerà ai livelli di cinque anni fa.

La Cina non ha usato 50 miliardi di dollari in finanziamenti infrastrutturali della Bri

Una considerevole somma di finanziamenti infrastrutturali che la Cina ha stanziato per il Sud-Est asiatico è rimasta inutilizzata. Secondo un nuovo studio del Lowy Institute, circa 50 miliardi di dollari non sono stati ancora usati per i finanziamenti dei progetti che rientrano nella Belt and Road (Bri). Per lo studio, l’ingente somma è rimasta inutilizzata a causa dell’instabilità politica nei Paesi beneficiari, dello scarso coinvolgimento con le parti interessate e di un calo di interesse per progetti energetici alimentati da combustibili fossili. Il buco economico ha sollevato dubbi sul futuro della Belt and Road, dove le nazioni del Sud-Est asiatico giocano un ruolo cruciale. Pechino punta al ramo digitale dell’iniziativa. Il 16 aprile a Xian inizierà il  Forum per lo sviluppo della Via della seta digitale (Dsr), che dal 2015 si pone l’obiettivo per promuovere un modello di crescita basato sull’economia digitale e facilitare lo sviluppo dell’infrastruttura digitale nei Paesi aderenti alla Bri. Il tema del prossimo forum del Dsr sarà la connettività reciproca e la prosperità comune, con un focus su tre aree: sviluppo della connettività e riduzione del divario digitale, commercio elettronico transfrontaliero e iniziative di infrastrutture digitali rurali

Cina e Russia contestano le pretese degli Usa sulle profondità oceaniche

Cina e Russia contestano le rivendicazioni degli Stati Uniti su un’area estesa di fondale marino poiché Washington non ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos) del 1982, il trattato che regola l’accesso alle risorse nelle acque internazionali. Le obiezioni di Pechino e Mosca sono arrivate dopo che Washington, a dicembre, ha dichiarato che avrebbe esteso la propria giurisdizione su un’area ricca di risorse dei fondali marini. L’area, poco lontana dalle coste occidentali, è due volte più grande della California e si estende su regioni che includono il Pacifico, l’ Atlantico e il Golfo del Messico. Diversi membri del Congresso statunitense spingono per la ratifica dell’accordo, dal momento che l’adesione all’intesa garantirebbe a Washington la possibilità di raccogliere minerali critici dal fondale oceanico.

Mumbai ha più miliardari di Pechino

Mumbai ospita più miliardari di Pechino. Nella città indiana ci sono 92 miliardari con un patrimonio totale di 445 miliardi di dollari contro i 91 della capitale cinese, che vantano una ricchezza di 265 miliardi, secondo la Global Rich List 2024 di Hurun Research. Mumbai diventa così la prima città asiatica e la terza a mondo per presenza di miliardari, superata da New York e Londra. Tuttavia, la classifica pone la Cina su un gradino più alto dell’India per la presenza di miliardari: dentro la Grande Muraglia ci sono 814 super ricchi mentre nel subcontinente indiano solo 271. 

A cura di Serena Console