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In Cina e Asia – La Casa Bianca invita la Cina a mantenere aperto il dialogo

In Notizie Brevi by Michelle Cabula

  • La Casa Bianca invita la Cina a mantenere aperto il dialogo
  • Cina: crollano i commerci con Usa e Ue, volano gli scambi con la Russia
  • La “donna incatenata” dello scandalo di Douyin è ancora sotto sorveglianza
  • Recente sondaggio internazionale mostra sostegno crescente ai vaccini tra i cinesi
  • L’Australia rafforza le relazioni con i vicini del Pacifico
  • L’India sposta le truppe dalla città che affonda al confine con la Cina e punta sui missili

 

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge che impedisce la vendita alla Cina di petrolio proveniente dalle riserve strategiche nazionali. Il testo, approvato con 331 voti a favore e 97 contrari (e che dovrà ricevere l’ok del Senato), vieta la vendita di petrolio da riserva strategica a “entità sotto il controllo, la proprietà o l’influenza del Partito comunista cinese”.  L’iniziativa ha raggiunto il Congresso dopo che lo scorso anno era emerso che una parte delle riserve strategiche di petrolio utilizzate dall’amministrazione Biden per stabilizzare i prezzi del greggio a livello globale era finita in Cina. Ma il provvedimento sembra avere una funzione prevalentemente politica. Secondo il democratico Frank Pallone, membro della commissione Energia della Camera, infatti solo il 2 per cento del petrolio esportato dagli Stati Uniti alla Cina lo scorso anno sarebbe stato prelevato dalle riserve strategiche.

Intanto, dalla Casa Bianca arrivano segnali distensivi. Parlando al CSIS Kurt Campbell, coordinatore del NSC per l’Indo-Pacifico, ha dichiarato che il 2023 sarà per Cina e Stati Uniti l’anno del ritorno al dialogo. Il funzionario americano, escludendo la fattibilità di un decoupling, ha rimarcato la necessità di stabilire “guardrail” affinché la competizione tra le due superpotenze rimanga “pacifica” e “produttiva”. Esemplare in questo senso è la ripresa dei colloqui sul clima: proprio ieri i capi negoziatori americano e cinese, John Kerry e Xie Zhenhua, si sono incontrati e hanno convenuto sulla necessità di mantenere aperta la comunicazione dopo che la Cina aveva sospeso i contatti in risposta alla visita di Pelosi a Taiwan. Piccoli progressi che tuttavia non cambiano il clima di generale sfiducia tra le due sponde del Pacifico. Secondo Axios, Biden introdurrà ulteriori restrizioni per ostacolare i crescenti progressi della Cina nel quantum computing, nell’AI e nei semiconduttori.

Cina: crollano i commerci con Usa e Ue, volano gli scambi con la Russia

Tra la Zero Covid e il rallentamento dell’economia globale, la Cina ha chiuso il 2022 con dati commerciali in generale peggioramento. Complessivamente, lo scorso anno il commercio della Repubblica popolare è aumentato del 4,4% a 6,3 mila miliardi di dollari, rispetto al 2021. Le esportazioni nel 2022 sono aumentate del 7% a 3,6 mila miliardi di dollari su base annua, mentre le importazioni hanno registrato un incremento del +1,1% a 2,7 mila miliardi di dollari. Secondo le autorità doganali cinesi, il surplus commerciale della Cina si è attestato a 877,6 miliardi di dollari. Ma le stime per l’ultimo mese dell’anno scorso attestano perduranti difficoltà. Il commercio con l’Unione europea (UE) e gli Stati Uniti è diminuito drasticamente a dicembre, anche se le importazioni e le esportazioni dalla Cina verso la Russia hanno continuato a crescere.

La “donna incatenata” dello scandalo di Douyin è ancora sotto sorveglianza

Un anno dopo il caso della “donna incatenata” venuto alla luce lo scorso febbraio, la vittima risulta essere ancora sotto stretta sorveglianza delle autorità cinesi. Lo riferisce Li Zhuang, un noto ex avvocato di Pechino, in un post pubblicato mercoledì su Weibo e successivamente rimosso. A seguito dello scandalo causato dalla circolazione su Douyin del video di una donna di mezza età in catene e in stato di stordimento all’interno di un capannone, a febbraio dello scorso anno le autorità cinesi avevano decretato l’arresto del marito e misure punitive per diciassette funzionari provinciali. Inoltre, era stato annunciato un giro di vite contro il traffico di donne e bambini, nel tentativo di contenere l’indignazione dell’opinione pubblica. Tuttavia, l’avvocato Li ha riferito che le autorità della città di Xuzhou, nella provincia orientale di Jiangsu, gli avrebbero recentemente negato l’accesso al villaggio di Dongji, impedendogli di fatto di visitare la donna.

Già lo scorso marzo, Huang Simin, uno dei legali che avevano rappresentato le donne coinvolte nello scandalo, era stato seguito da veicoli non identificati in occasione di una visita a Xuzhou ed aveva dunque deciso di lasciare rapidamente la città, secondo quanto riportato da fonti del South China Morning Post.Recente sondaggio internazionale mostra sostegno crescente ai vaccini tra i cinesi

Recente sondaggio internazionale mostra sostegno crescente ai vaccini tra i cinesi

I risultati di un recente sondaggio condotto in ventitré Paesi e pubblicato lunedì su Nature Medicine mostrano livelli record di sostegno ai vaccini Covid-19 tra i cinesi. Lo studio, condotto per il terzo anno consecutivo, è stato realizzato la scorsa estate dai ricercatori dell’Università di Barcellona, della City University di New York, della Georgetown University e dell’Università di Malaya sulla base sulle risposte di 23.000 intervistati online.

Mentre circa un quinto degli intervistati a livello internazionale si è detto ancora titubante di fronte ai vaccini, il 96,6% dei partecipanti cinesi ha dichiarato di aver ricevuto almeno una dose o di essere disposto a sottoporsi alla vaccinazione, una volta che sarà disponibile. Il 98,9% ha inoltre affermato di essere disposto a sottoporsi al richiamo, con un aumento del 9% rispetto all’anno scorso.

I dati sono in netta contrapposizione con i tassi di vaccinazione degli anziani in Cina, che rimangono piuttosto bassi. Secondo le statistiche ufficiali pubblicate a dicembre, solo il 69,8% degli ultrasessantenni, e appena il 42,4% degli ultraottantenni, ad oggi ha ricevuto la terza dose. Il progressivo abbandono della strategia “zero Covid” basata su blocchi e test di massa sta generando una rinnovata enfasi delle autorità di Pechino sulle campagna di vaccinazione.

L’Australia rafforza le relazioni con i vicini del Pacifico

Giovedì il primo ministro australiano Anthony Albanese ha tenuto un discorso al Parlamento della Papua Nuova Guinea, elogiando gli storici legami in materia di difesa e auspicando una “rapida conclusione” dei negoziati su un accordo bilaterale di sicurezza. Si tratta dell’ultima di una serie di azioni intraprese dal governo di Albanese per contrastare l’espansione diplomatica e militare della Cina nel Pacifico. Tra ottobre e dicembre dello scorso anno Canberra ha stretto accordi di cooperazione con le nazioni insulari di Figi e Vanuatu, in risposta al patto di sicurezza tra Cina e Isole Salomone annunciato ad aprile 2022.

“Non vediamo le relazioni dell’Australia con i Paesi insulari del Pacifico come una sfida alla Cina”, ha dichiarato martedì l’ambasciatore cinese in Australia Xiao Qian. “Allo stesso modo, spero che l’Australia non ritenga che le normali relazioni della Cina con i Paesi insulari del Pacifico rappresentino una sorta di cosiddetta minaccia per gli interessi nazionali dell’Australia”.

La nomina di Albanese a capo dell’esecutivo ha coinciso con un allentamento delle sanzioni informali applicate negli utili anni da Pechino sull’import australiano. Il primo settore a beneficiare è stato quello minerario: negli ultimi giorni le autorità doganali cinesi hanno sbloccato l’arrivo di carbone australiano. 

L’India sposta le truppe dalla città che affonda al confine con la Cina e punta sui missili

L’India ha trasferito alcune truppe dalla città himalayana di Joshimath, nello Stato settentrionale dell’Uttarakhand, citando motivi di sicurezza. Oltre che fiorente centro turistico e porta d’accesso per alcuni importanti siti di pellegrinaggio indù, la città rappresenta un centro di guarnigione chiave nella difesa di un lungo tratto di confine conteso con la Cina.

Da diversi anni gli esperti hanno segnalato che i lavori di costruzione su larga scala, tra cui i diversi progetti idroelettrici, stanno causando un progressivo sprofondamento del suolo, come dimostrano le frequenti frane e alluvioni improvvise. Il capo dell’esercito Manoj Pande ha dichiarato che oltre venti installazioni militari della zona hanno subito “danni medi o minori”.

Nelle ultime settimane, le autorità hanno anche disposto l’evacuazione di quasi 200 civili a seguito della comparsa di crepe in più di 600 abitazioni locali, secondo quanto dichiarato da Himanshu Khurana, magistrato distrettuale del distretto di Chamoli.

Parallelamente, il Consiglio per l’Acquisizione della Difesa, guidato dal Ministro della Difesa Rajnath Singh, ha annunciato martedì l’acquisto di missili portatili a brevissimo raggio da dispiegare lungo la cosiddetta “Linea di controllo effettivo”. Il ministero ha dichiarato che “alla luce dei recenti sviluppi lungo i confini settentrionali, è necessario concentrarsi su sistemi d’arma efficaci per la difesa aerea che siano trasportabili dall’uomo e possano essere dispiegati rapidamente su terreni accidentati”.

A cura di Michelle Cabula; ha collaborato Alessandra Colarizi