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In Cina e Asia – Il premier Li promuove un nuovo modello di diplomazia

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Due sessioni: il premier Li promuove un nuovo modello di diplomazia
  • L’UE convalida accordo provvisorio contro i prodotti legati al lavoro forzato
  • Corea del Sud sorpassata dalla Cina sullo sviluppo tech, il report di Seul
  • Tensione nel mar Cinese meridionale, le Filippine accusano Pechino
  • Le Maldive siglano accordo per la sicurezza con Pechino
  • Nepal, pronta la coalizione del nuovo governo
Due sessioni: il premier Li promuove un nuovo modello di diplomazia

La Cina si oppone ad “atti di bullismo e attività egemoniche ad alto livello”. Questo il messaggio del premier cinese Li Qiang di fronte ai legislatori dell’Assemblea nazionale del popolo nel suo primo rapporto da quando è in carica. Il leader ha introdotto un “nuovo modello” di relazioni internazionali che la Cina seguirà nei prossimi anni fondato sui principi del multipolarismo e di una collaborazione economica inclusiva. L’annuncio arriva accompagnato da un sostanzioso aumento del budget dedicato alla diplomazia, che nel 2024 crescerà del 6.6%. Su questo fronte i vertici cinesi hanno in programma di rafforzare i rapporti soprattutto con il continente africano e con i Paesi del Medio Oriente, insieme al già corteggiato Sud-est asiatico.  In ambito di difesa invece, la crescita del 7,2% del budget annuale si attesta su cifre simili a quelle del 2022. Secondo diversi analisti questo sarebbe il segnale di una preparazione difensiva più che di un approccio offensivo. Fattore che parrebbe allontanare la prospettiva di un imminente conflitto nelle ambizioni future di Pechino, sia questo nel mar Cinese meridionale o nello Stretto di Taiwan

L’UE convalida accordo provvisorio contro i prodotti legati al lavoro forzato

L’Unione europea ha raggiunto un accordo provvisorio che vieta l’importazione di beni prodotti attraverso il lavoro forzato. Il documento – che dovrà essere approvato dal Consiglio e dal parlamento europeo – evidenziano gli osservatori, guarda con attenzione alle dinamiche che coinvolgono paesi come la Cina, che nella regione autonoma dello Xinjiang starebbe sfruttando ampiamente la manodopera uigura nel quadro di un più ampio progetto di controllo del territorio.

Nelle settimane precedenti aveva fatto notizia la scelta della tedesca BASF di ritirarsi da una joint venture con un’azienda cinese sospettata di contribuire all’abuso dei lavoratori in Xinjiang. La settimana precedente è stata invece messa in pausa la Corporate sustainability due diligence directive che avrebbe posto basi solide alla responsabilità aziendale in materia di impatto climatico e sfruttamento dei lavoratori.

Corea del Sud sorpassata dalla Cina sullo sviluppo tech, il report di Seul

Le aziende e i centri di ricerca cinesi hanno ufficialmente un tasso di sviluppo superiore a quello della Corea del Sud. Lo rivela un’analisi del Ministero della Scienza e delle ICT sudcoreano, che evidenzia il sorpasso in 136 casi relativi a tecnologie di particolare rilevanza strategica. L’avanzamento della Cina non è netto: si calcola che Pechino rimanga indietro di 3 anni sullo sviluppo tecnologico statunitense contro i 3,2 anni indicati per la Corea del Sud. 

Per Seul il dato è “inaccettabile e sconvolgente” perché imprevisto rispetto alle aspettative su Usa, Giappone e Unione europea, ha commentato Zhang Huizhi dell’Università del Jilin. Ad accelerare gli investimenti e i progressi cinesi avrebbe contribuito la guerra commerciale con gli Usa e le consecutive restrizioni ad alcuni componenti chiave per la produzione tech di alto livello.

Tensione nel mar Cinese meridionale, le Filippine accusano Pechino

Diverse imbarcazioni danneggiate. Quattro feriti. È questo il bilancio dell’ennesimo momento di tensione nel mar Cinese meridionale tra Cina e Filippine. Manila ha accusato Pechino di “manovre pericolose” nelle acque contese del mar Cinese meridionale dopo che un imbarcazione battente bandiera cinese si è scontrata con una filippina, ferendo lievemente quattro persone a bordo. Lo scontro diplomatico tra le due parti si è intensificato a seguito dell’elezione nelle Filippine del presidente Ferdinand Marcos Jr, che sta adottando un approccio più assertivo nei confronti di Pechino rispetto alle rivendicazioni cinesi nell’area. Punto di particolare tensione è la Sierra Madre, una dismessa nave da guerra risalente alla Seconda guerra mondiale utilizzata come contingente dalle truppe filippine, ma il cui rifornimento è costantemente osteggiato dalla marina cinese.

Le Maldive siglano accordo per la sicurezza con Pechino

Martedì 5 marzo il presidente maldiviano Mohamed Muizzu ha annunciato la firma di un accordo per la sicurezza siglato con la Cina. Non sono ancora noti i dettagli dell’intesa che, secondo le parole del leader, contribuirà al “rafforzamento delle relazioni bilaterali”. Il governo sottolinea che la firma arriva senza condizioni e aiuti economici da parte di Pechino. 

Muizzo è salito al potere a settembre 2023 grazie a una campagna tesa a ridurre l’influenza sull’influenza dell’India nel paese. A seguito di questa presa di posizione 89 militari indiani lasceranno l’arcipelago il prossimo 10 maggio, mentre non si conoscono le iniziative previste dalla cooperazione militare con la Repubblica popolare.

Nepal, pronta la coalizione del nuovo governo

È ufficiale: a pochi mesi dalle elezioni l’esecutivo nepalese ha già cambiato anima. Lo annuncia il Kathmandu Times, convalidando i primi annunci sulla nuova alleanza tra il Partito comunista nepalese di centro maoista (CPN) dell’attuale primo ministro Pushpa Kamal Dahal “Prachanda” con il partito dell’ex premier Sharma Oli. Alla coalizione si uniscono anche due partiti minori che, insieme, occupano 141 seggi su 275 alla Camera dei rappresentanti. Trattative sono in corso con altri partiti della camera bassa e l’accordo in otto punti citato dai media nepalesi non definisce con precisione le intenzioni del nuovo esecutivo.

A cura di Sabrina Moles e Lucrezia Goldin