Come diceva qualcuno, “dal letame nascono i fiori”. Da Ciampolillo, invece, potrebbero nascere Draghi. Ma nel Game of Thrones italico nulla è scontato, neppure che l’italiano più “potente”, o meglio più internazionalmente riconosciuto, riesca a sedersi sullo scranno occupato per oltre due anni e mezzo da Giuseppe “l’avvocato del popolo” Conte. Sorvolando sulle trame e le strategie di casa Grillo, casa Renzi, casa Salvini eccetera, proviamo a immaginarci il salto che comporterebbe l’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi a livello diplomatico.

Niente più gaffe su Pinochet, niente più presidenti “Ping“. Dai gilet gialli dell’allegro duo Di Maio-Di Battista si passerebbe alle cravatte. Già, perché Di Maio prima di riscoprirsi atlantista e abile diplomatico non aveva fatto mancare qualche emozione (o mancamento) a osservatori e funzionari della politica estera italiana. E, anche grazie a quanto fatto vedere negli ultimi mesi, potrebbe anche restare alla Farnesina se il governo Draghi dovesse nascere.

Al di là del folklore, c’è molta sostanza. Diciamoci la verità, non è che a “Giuseppi” il passaggio di consegne avvenuto negli Stati Uniti sia convenuto molto. Non è un mistero che le opinioni del corrente leader di Oltreoceano contano sulle composizioni del governo italiano, nonostante Vie della Seta e flirt cinesi. Prendiamo che cosa era accaduto col primo governo Conte, quello gialloverde, quello che aveva firmato il memorandum of understanding sulla Belt and Road. L’accordo con la Cina era stato un campanello d’allarme. Non solo, e non tanto, per il mercantilista Donald Trump, ma per l’apparato statunitense che riteneva quell’accordo non solo un segnale di cooperazione commerciale e infrastrutturale ma la possibile spia di uno shift geopolitico dell’Italia verso il gigante asiatico.

La nascita del governo giallorosso viene comunque guardata con favore da Trump, grazie al buon rapporto sviluppato dal tycoon con “Giuseppi”, e alle rassicurazioni dei ministri atlantisti targati Pd, in primis Vincenzo Amendola e Lorenzo Guerini. Senza contare che il possibile governo di centrodestra, che Matteo Salvini era convinto di formare su spinta trumpiana, era stato pregiudicato dal caso Savoini che aveva improvvisamente reso la Lega inutilizzabile dai Repubblicani.

Veniamo alla cronaca recente. Il rapporto di Conte con Trump (di cui avevamo parlato anche nell’ultimo Go East) ha creato qualche perplessità tra i Democratici di Biden. In particolare per due motivi: il famigerato doppio viaggio romano dell’ex procuratore generale William Barr, durante il quale incontrò i vertici dei servizi segreti italiani per indagare sul contro-dossier legato al Russiagate, e i tentennamenti dell’ormai ex premier nel citare Trump in riferimento all’assalto di Capitol Hill.

Ecco che allora l’arrivo di Draghi sarebbe visto con favore dalla Casa Bianca. L’ex ambasciatore di Obama all’Ue tra 2014 e 2017 (e figlio di ex ambasciatore Usa in Italia) definisce Draghi “la scelta perfetta”, nota su Twitter Gabriele Carrer. E d’altronde il rapporto tra l’ex presidente di Bankitalia e della Bce era molto positivo con l’amministrazione Obama, nel frattempo diventata in buona parte amministrazione Biden. Non è un mistero che Draghi sia apprezzato (a dir poco) anche in Europa, in particolare in Germania. Il rapporto con Angela Merkel è sempre stato ottimo. Con lui a Palazzo Chigi l’Italia (almeno a livello di immagine) potrebbe uscirne più forte, considerando anche che la stessa cancelliera lascerà a breve la guida della Germania e che Emmanuel Macron tra un anno sarà in campagna elettorale.

E la Cina? Intanto è da segnalare che i media di Pechino si sono occupati di Super Mario in questi giorni. In particolare il China Daily, con una serie di articoli dove si definisce Draghi “il salvatore dell’Eurozona“. Draghi è la “persona di alto livello” designata per un nuovo governo da formare “il prima possibile per rispondere a vari compiti urgenti”, riporta il Global Times. Secondo la CGTN l’eventuale entrata in carica di Draghi “rafforzerebbe la posizione internazionale dell’Italia in un momento in cui ha la presidenza del G20“.

In che modo potrebbe porsi Draghi nei confronti di Pechino? Resta da vedere. Si può però guardare al suo trascorso alla Bce e ai suoi interventi per capire che Draghi è pragmatico e allo stesso tempo flessibile (basti pensare al celeberrimo “whatever it takes?“), senza tralasciare i principi, in primis europeisti, della sua azione. A qualcuno viene per caso in mente Merkel? Ecco. Draghi ha uno status tale che gli potrebbe consentire di guardare con pragmatismo e flessibilità ai rapporti con il Dragone, sviluppando quelli commerciali senza abbandonare l’europeismo e, probabilmente, potendo permettersi (lui che negli scorsi anni è stato di frequente nella classifica degli uomini più potenti del mondo insieme a Xi Jinping) di essere un pochino più presente (ma senza esagerare) su alcuni argomenti spinosi legati alla Cina come quelli dei diritti umani. D’altronde, Draghi sa da tempo, come la cancelliera, che l’economia europea è legata a doppio filo con quella cinese. Insomma, l’Italia di Draghi avrebbe qualche chance in più di non essere costretta a scegliere e provare, con fatica, a contribuire allo sviluppo di quell’autonomia strategica evocata da Parigi e magari persino cercare di diventare (seppur alla lontana) una sorta di ponte tra Washington e Pechino come paventato dai due esecutivi appena passati in archivio.

Di questi argomenti, e in generale della politica estera italiana, parleremo venerdì 5 febbraio alle 20 in una diretta Instagram di China Files insieme a Lia Quartapelle, deputata del Pd in Commissione esteri della Camera.

 

RELAZIONI POLITICHE

Come spesso accade il M5s in Europa ha una linea diversa sulla Cina rispetto al M5s in Italia. Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Parlamento europeo, è intervenuto a proposito dell’accordo sugli investimenti Ue-Cina. Dopo aver descritto la situazione di Hong Kong, dall’introduzione della legge sulla sicurezza nazionale agli arresti e alle condanne, Castaldo si chiede: “Come abbiamo fatto a dimenticare questo tema nell’ultimo accordo sugli investimenti con la Cina? Come abbiamo permesso che il nostro impegno divenisse retorico? Questa lotta di Hong Kong non appartiene soltanto alla popolazione residente ma è la lotta di tutti coloro che credono nella democrazia e nella difesa dei diritti umani a livello globale”.

L’eurodeputato di Forza Italia, Massimiliano Salini, ha presentato una interrogazione urgente alla Commissione europea sull’aumento dei costi di trasporto marittimo dai porti cinesi verso quelli europei.

L’ambasciatore cinese in Italia, Li Junhua, è stato intervistato da Xinhua, e ha parlato del ruolo che l’adesione al multilateralismo da parte della Cina svolge negli scambi e nella cooperazione estera e del futuro sviluppo delle relazioni tra Cina e Unione Europea e tra Cina e Italia. Li ha detto che la Cina “sostiene il G20 italiano” e che “occorre tutelare e portare avanti il multilateralismo e promuovere la costruzione di una comunità umana dal futuro condiviso. Il presidente Xi Jinping ha affermato esplicitamente che il multilateralismo di cui il mondo ha bisogno deve essere tale da sostenere apertura e inclusione e non chiusura ed esclusione. Deve essere un multilateralismo basato sul diritto internazionale e non sulla supremazia dei singoli. Un multilateralismo che sostiene consultazione e cooperazione e non conflitto e contrasto. Deve essere un multilateralismo pronto ad essere al passo coi tempi e non uno che rifiuta i cambiamenti”.

Il premier cinese Li Keqiang ha tenuto un simposio con alcuni sinologi stranieri. Presenti anche Liu He, advisor economico di Xi, e Wang Yi, ministro degli Esteri. “Per l’Italia c’era Michele Ferrero, direttore del Centro di Studi latini della Beijing Foreign Studies University, di cui è professore associato”, scrive Filippo Santelli su Twitter. “La curiosità è che Ferrero è anche un prete cattolico e missionario salesiano. ll suo invito dunque è un segnale anche al Vaticano”.

Celebrato a Pechino il Giorno della Memoria con due eventi organizzati dall’Istituto Italiano di Cultura: la trasmissione on-line del concerto “Lunga Vita alla Vita!”, che presenta il patrimonio musicale nato nei campi di concentramento e ritrovato dal pianista italiano Francesco Lotoro, e la proiezione del film “Il cielo cade” di Andrea e Antonio Frazzi.

Stefano Sannino, segretario generale del Servizio europeo per l’azione esterna, definisce Pechino “un rivale”.

 

RELAZIONI COMMERCIALI

Nonostante le sanzioni americane, nel 2020 le importazioni mondiali dallo Xinjiang sono aumentate. Anche in Italia, dove si segna un +11 per cento. In generale, però, l’export del Dragone non cresce in Italia nonostante l’aumento generale del 2020. Ne parla Lorenzo Riccardi.

Confapi Venezia, ChinaDesk.it e Legalmondo offrono un “pacchetto” completo per iniziare a vendere on-line in Cina e trovare distributori e partner. C’è però una grossa incognita che pesa sullo sviluppo commerciale delle PMI italiane verso il Far East. Mi dice Simone Padoan: “Il fatto che l’Europa ha scelto la via dell’immunità di gregge attraverso il rallentamento della diffusione dei contagi, mentre i Paesi del Far East hanno scelto la via del controllo totale dei contagi, ha diviso il mondo in due macro-bolle che non potranno consentire viaggi fino ad una larghissima diffusione dei vaccini in tutto il continente eurasiatico. Questo implica che il personale “viaggiante” delle PMI (imprenditori, commerciali, buyer, ecc) non avranno libertà di movimento prima del 2022 e, temo, che in Paesi come il Vietnam l’attesa sarà ben più lunga. Aggiungi questo alle consuete barriere (linguistiche, culturali, diversità dei modelli di business), le PMI italiane non solo rischiamo di rimanere tagliate fuori dai mercati più promettenti dei prossimi anni, ma rischiano anche di essere progressivamente estromesse dalle filiere globali”. Preoccupazione legittima e tema del quale si dovrebbe parlare di più.

Wilson Wang è il nuovo Ceo di Huawei Italia. Come spiega il colosso di Shenzhen, Wang avrà la responsabilità di “rafforzare l’impegno strategico dell’azienda come partner delle istituzioni, degli operatori e delle imprese italiane nel processo di trasformazione digitale del Paese”. Wilson Wang guiderà “lo sviluppo e l’implementazione della strategia aziendale attraverso una rinnovata fiducia nel mercato italiano, con l’obiettivo di sviluppare il business di successo che Huawei ha costruito negli ultimi 16 anni”.

Nel frattempo Huawei Books, la piattaforma digitale pensata dal colosso cinese per tutti gli amanti della lettura, entra nel mercato italiano grazie a una collaborazione con il gruppo Mondadori: oltre 20.000 titoli di autori italiani e internazionali editi da Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer e Mondadori Electa sono pronti da leggere e ascoltare su smartphone e tablet con l’app Huawei.

Huawei e l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna hanno invece firmato un memorandum of understanding che vede rafforzare la loro collaborazione attraverso la promozione congiunta di percorsi formativi incentrati sull’Intelligenza Artificiale.

L’app Immuni ora funziona anche su tutti i dispositivi Huawei. A proposito di Covid, l’immunologo Alberto Mantovani definisce “promettente” il vaccino cinese. Mentre i raid all’Irbm di Pomezia sarebbero stati firmati da hacker cinesi.

Intanto, nei lockdown-imboscata di Hong Kong resta coinvolto anche un locale italiano. Racconta tutto Giulia Pompili, qui e su Instagram.

Nomine anche in Oppo Italia.

Tik Tok adotterà misure per bloccare l’accesso agli utenti minori di 13 anni e valuterà l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’età. Inoltre, lancerà una campagna informativa per sensibilizzare genitori e figli. E’ quanto ha comunicato la piattaforma di video sharing al Garante della protezione dei dati personali, dopo il provvedimento di blocco imposto nei giorni scorsi dall’Autorità.

Presentata ufficialmente la Joint Venture tra Silk Ev e Faw relativa al progetto di investimento nella Motor Valley, in Emilia-Romagna.  L’Italia diventa così il primo polo dell’auto cinese al di fuori dei confini nazionali, con un investimento da oltre un miliardo.

La società di Sassari Abinsula, specializzata in soluzioni Ict soprattutto nell’automotive, ha chiuso un accordo con il costruttore di auto Xpeng, che molti analisti considerano la ‘Tesla cinese’: progetterà e fornirà il sistema di ’emergency call’ (chiamate automatiche ai numeri di emergenza in caso di incidente) per i nuovi modelli di auto elettrica destinati al mercato europeo.

Nell’ambito dello sviluppo del più grande duty-free internazionale nel cuore di Sanya, sull’isola cinese meridionale di HainanHylink Hainan Tourism Investment Development hanno siglato un accordo di cooperazione che consente al primo gruppo di comunicazione digitale cinese di posizionare i brand italiani nel più grande punto vendita del centro città. Qui un’intervista a Yuan Zou, Head of Fashion and Luxury Europe di Hylink.

Tod’s accusa il colpo inferto dalla pandemia di coronavirus e archivia il 2020 con un calo di fatturato del -30,4%, a quota 637,2 milioni. Perdita attutita dalla buona performance sul mercato cinese.

Il graduale recupero delle vendite in Cina, Corea e Taiwan e il +61% dell’e-commerce hanno risollevato il 2020 di Ferragamo.

AristonJuventus FC hanno annunciato la firma di una partnership a livello regionale in territorio cinese che, a partire da gennaio 2021, consentirà ai brand di unire le proprie forze per un obiettivo comune.

L’ICBC-Industrial and Commercial Bank of China e la Fondazione Italia Cina hanno presentato ICBC Business Matchmaker, piattaforma digitale di matchmaking globale al servizio delle piccole e medie imprese di tutto il mondo, nata proprio nell’anno che ha visto gli scambi economici e commerciali fortemente rallentati e ostacolati per l’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia da Covid-19.

Al momento è ovviamente bloccato il turismo cinese in Italia (e viceversa). Roberta Moncada ha parlato dell’argomento due volte. Qui approfondendo il peso del turismo nella relazione bilaterale e qui con un’intervista a Maria Elena Rossi, direttore marketing dell’Enit.

Continua a far discutere la situazione Inter-Suning. Il colosso cinese avrebbe respinto la prima offerta avanzata dal fondo britannico Bc Partners per l’acquisto del club. Problemi anche per il Jiangsu, la squadra cinese di proprietà di Suning, che vive un momento difficile tra stipendi non pagati e tagli ai compensi dettati dalle nuove norme imposte dal governo. Dopo una pausa la squadra si è ritrovata ma senza diversi giocatori e l’allenatore.

 

RELAZIONI CULTURALI

Abbiamo discusso spesso qui del clima polarizzante in materia di Cina, che spesso è sfociato nella sinofobia a partire dall’inizio della pandemia. Sintomatico quanto avviene nella trasmissione “Diritto e rovescio”. Qui alcune esternazioni di Gianfranco Vissani. Qui invece un post sull’Instagram di Matteo Salvini dopo il diverbio tra Silvia Sardone (Lega) e l’attore italiano di origine cinese Shi Yang Shi (che tra le altre cose potete guardare recitare qui). Yang ha deciso di iniziare una serie di dirette Instagram, tutti i martedì, dedicate alla diversità e all’inclusione. Qui il suo profilo.

Nella sezione Cinitalia de Il Giornale è apparso un articolo che esplora i “pilastri dell’amicizia tra Cina e Italia”.

Continua l’approfondimento sull’influenza del pensiero gramsciano in Cina, promosso all’interno dell’iniziativa 130 Gramsci di Fondazione Casa Gramsci e APS ProPositivo. Qui la prima parte della ricostruzione di Enrico Lobina, dall’ingresso di Gramsci a Pechino nel 1957 durante la Campagna dei 100 fiori, fino all’avvento di Deng Xiaoping.

Si intitola Giorgio Morandi: The Poetics of Stillness la mostra in corso al museo M WOODS di Pechino. Qui un’intervista al curatore.

 

NON SOLO CINA

Myanmar

Il golpe “costituzionale” dei militari birmani ha attirato l’attenzione dei politici italiani, che si sono espressi da destra a sinistra contro il Tatmadaw e a favore del rilascio di Aung San Suu Kyi. Dal Movimento Cinque Stelle alla Lega, dal Pd a Forza Italia, da Italia Viva a Fratelli d’Italia. Sul tema ha parlato persino la sindaca di Roma, Virginia Raggi. E una mozione per liberare Aung San Suu Kyi viene discussa anche all’Assemblea regionale siciliana. 

Significative le parole di Enrico Letta, presidente Associazione Italia-ASEAN: “Ogni transizione democratica è fatta di tappe e di prassi che si affermano. Oggi il Myanmar fa un grave e inaccettabile passo indietro arrestando i leader che dovevano guidare questa transizione”.

Chiaro anche il comunicato della Farnesina: “L’Italia condanna fermamente l’ondata di arresti in Myanmar e chiede l’immediato rilascio di Aung San Suu Kyi e di tutti i leader politici arrestati. La volontà della popolazione è chiaramente emersa nelle ultime elezioni e va rispettata. Siamo preoccupati per questa brusca interruzione del processo di transizione democratica e chiediamo che venga garantito il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.

L’Ambasciata italiana a Yangon aveva già avvertito di possibili rischi il 29 gennaio, pochi giorni prima del golpe, consigliando “di seguire con la massima attenzione gli avvenimenti, limitare gli spostamenti, restare lontani da eventuali manifestazioni e da luoghi carichi di simbolismo, quali a Yangon la Swe Dagon e la Sule Pagoda, uffici pubblici e sedi di partito”. Avvertimento reiterato lunedì 1 febbraio poche ore dopo il golpe. Solo pochi giorni prima, il governo della Regione di Yangon, l’ambasciata d’Italia e le sedi di Yangon dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp) avevano celebrato il contributo di un milione di euro, finanziato dall’Aics a sostegno del piano di risposta Covid-19,

Coldiretti ha chiesto di sospendere le agevolazioni tariffarie Ue “al riso golpista in arrivo dalla Birmania (Myanmar) che fa registrare in Italia un balzo del +80,5% di importazioni”.

Per sapere qualcosa in più sull’argomento si possono leggere Sara PerriaGiulia Sciorati, Emanuele Giordana, Massimo Morello. Qui e qui invece due miei pezzi.

 

Giappone

L’Ambasciatore d’Italia in Giappone Giorgio Starace ha firmato a nome del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il protocollo d’intesa 2021-2023 teso a dare rinnovato slancio alla Scuola Italiana di Studi sull’Asia Orientale di Kyoto (ISEAS). Fondata nel 1982, la Scuola organizza eventi accademici, cura qualificate pubblicazioni scientifiche, coordina attività di ricerca e assiste ricercatori e studenti.

Due anni dopo l’entrata in vigore dell’accordo commerciale Ue-Giappone, Confragricultura celebra i risultati: “Anche lo scorso anno, nonostante l’impatto economico della pandemia, le vendite dei nostri prodotti sul mercato giapponese hanno fatto registrare un aumento di oltre il 5% sul livello del 2019, in controtendenza rispetto alla flessione delle esportazioni totali dell’Italia”.

Il Consorzio di tutela del Lugana ha scelto lo chef stellato Luca Fantin per il suo ritorno sulle scene internazionali. Il primo evento in presenza del 2021 si è da poco concluso al prestigioso “Il Ristorante – Luca Fantin” presso il Bulgari Ginza Tower di Tokyo, riservato a una selezionata platea di giornalisti, con la regia di Isao Miyajima, il più grande esperto di vini italiani del Giappone.

L’Unione Europea ha ufficializzato la decisione di ripristinare il divieto di viaggi in entrata ed uscita dal Giappone a fronte della nuova ondata che interessa il Paese asiatico.

Toyota si afferma come top employer in Italia.

 

Taiwan

“Taiwan ha come obiettivo il mantenimento dello status quo e desidera per prima cosa mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan e nella regione dell’Indo Pacifico”, ha dichiarato a Formiche.net Andrea Sing-Ying Lee, rappresentante di Taiwan in Italia: “In ogni caso, il nostro Paese resta determinato a difendere la propria sovranità e i valori di libertà e democrazia, elementi che lo contraddistinguono”.

Ordine di quasi un milione di euro per Energica Motor Company, attiva nel settore delle moto elettriche ad elevate prestazioni, ha ricevuto, come si legge in una nota «un ordine di produzione record da parte dell’importatore di Taiwan Russ Tiger Enterprise.

L’Ambasciata di Taiwan presso la Santa Sede ha risposto all’appello del Papa a soccorrere i clochard della capitale mettendoli al riparo delle rigide temperature invernali con cinquanta “Winter Blessing Bags”, buste contenenti materiali di protezione dal freddo invernale.

La mela italiana sbarca a Taiwan. Venti tonnellate della varietà Evelina, sono arrivate sul mercato taiwanese con il primo container di provenienza italiana nell’ambito delle relazioni commerciali bilaterali.

 

Singapore

La Camera di Commercio Italiana a Singapore (ICCS – Italian Chamber of Commerce in Singapore) lancia il Comitato Difesa LANSSET – Land, Aerospace, Naval and Security, Science & Technology – che si andrà ad affiancare ai sei gruppi già esistenti ed incentrati su differenti settori di attività strategici per le opportunità di business nel Sud Est Asiatico.

 

Uzbekistan

Lorenzo Angeloni, Direttore Generale della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, racconta di un innovativo parco industriale per la produzione di impianti termici, ascensori e scale mobili di ultima generazione ad uso domestico. “L’Uzbekistan modernizza la sua economia e punta al rafforzamento dell’industria manifatturiera nazionale”.

 

SPAZIO KATANE

Gli appassionati di Asia conoscono già Katane, la newsletter di Giulia Pompili che da molto tempo ci informa sulle notizie da Asia e Pacifico (chi non è ancora iscritto può porre rimedio qui). Dalla scorsa puntata prendiamo un estratto sulla situazione sanitaria in Giappone.

Ma perché i casi di Coronavirus sono ancora in aumento in Giappone? Non era il paese in cui tutti rispettano le regole? Uhm. Secondo gli osservatori, il problema è che quello stato d’emergenza dichiarato da Suga non imponeva la chiusura a nessuno. Insomma: la gente continua a uscire. Mari Yamaguchi dell’Ap ha scritto esplicitamente che c’è “indifferenza” riguardo al virus, ai contagi, alla pressione sugli ospedali. Per capire perché non è stato fatto un lockdown non dico alla cinese, ma almeno alla tedesca, basta guardare ai numeri dei sondaggi della Nhk: la “violazione delle libertà personali” per i giapponesi è oggetto di dibattito pubblico, considerato il passato del paese. 
 
C’è poi un altro problema. Il Giappone è tra i paesi del G7 più indietro con la campagna vaccinale anti Covid. Il governo ha indicato Kono Taro, ministro delle Riforme, come ministro per la programmazione vaccinale d’emergenza, e sembra che tutto dovrebbe iniziare a febbraio. Kono conta sulla sua esperienza da ministro degli Esteri molto popolare fuori dai confini domestici per aggiudicarsi last minute sufficienti dosi. 

Il secondo problema è che in Giappone i vaccini sono considerati pericolosi, e c’è sempre molto scetticismo nel farli. Tutto ha origine nel 1949, quando diversi bambini morirono dopo il vaccino contro la difterite. Nel 1989 ci furono diversi casi di meningite, si aprì un enorme processo mediatico e finì sotto accusa il governo. Insomma, i giapponesi si fidano poco dei vaccini, e compito di Kono sarà quello di convincerli. 

 

AGENDA

Venerdì 5 febbraio appuntamento con la quarta puntata della rubrica video Tech Files di Simone Pieranni. Si parlerà del programma 863. Qui nel frattempo si possono recuperare le puntate precedenti.

Sabato 6 febbraio tornano i webinar di European Guanxi. La prima ospite del 2021 è Giulia Sciorati di ISPI e si parlerà di relazioni tra Cina ed Europa.

Martedì 9 febbraio alle 9 ora italiana interessante webinar sullo sviluppo di politiche climatiche Italia-Giappone organizzato dall’Ambasciata italiana a Tokyo.

Due appuntamenti per l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano. Giovedì 11 febbraio webinar dedicato a Pearl S. Buck, una scrittrice americana in Cina. Venerdì 12 febbraio alla scoperta delle origini, della mitologia e delle curiosità legate al capodanno cinese.

Venerdì 12 febbraio alle ore 18,30 Giada Messetti e Simone Pieranni partecipano con Federico Masini a un evento di Asino d’oro edizioni, intitolato “Il futuro è già in Cina. Crisi globale ed egemonia dello sviluppo”. Sarà l’occasione per parlare dei loro libri: Nella testa del Dragone (Messetti), Red Mirror (Pieranni) e Italia e Cina (Masini).

Aperte le iscrizioni alla winter school di Geopolitica.info che parte il 6 marzo. Ovviamente, si discuterà molto anche di Cina e Asia.

Da febbraio ripartono gli incontri e i workshop di Paraventi Giapponesi a Milano.

Letture. Nelle scorse settimane è uscito per Egea il libro “Finanza e potere lungo le nuove Vie della Seta“, un grande lavoro di Alessia Amighini, co-head dell’Asia Centre ISPI, che illustra il nucleo finanziario della Belt and Road Initiative. La vera linfa dell’Iniziativa, la parte più innovativa e dirompente nei suoi aspetti operativi, istituzionali e politici. Qui qui due estratti.

Di Lorenzo Lamperti*

**Giornalista responsabile della sezione “Esteri” del quotidiano online Affaritaliani.it. Si occupa di politica internazionale, con particolare attenzione per le dinamiche geopolitiche di Cina e Asia orientale, anche in relazione all’Italia