Ci eravamo lasciati con un mega recap sul 2020 delle relazioni Italia-Cina. Go East inizia il 2021 con un “inedito” per l’Italia: una crisi di governo. All’interno della quale trova qualche spazio anche il tema della politica estera, in particolare sui rapporti con la Cina e il posizionamento tra gli Stati Uniti (dove, nel frattempo, si è insediato Joe Biden dopo un tentato colpo di Stato) e Pechino.

Nei due discorsi a Camera e Senato, Giuseppe Conte ha citato direttamente il ruolo “di raccordo” tra le due potenze svolto dal suo governo. Nel primo discorso il presidente del consiglio poneva praticamente sullo stesso livello Washington e Pechino, attirandosi tra l’altro varie critiche dall’opposizione e dai media di centrodestra. “Possiamo offrire contributo di raccordo fra i principali attori internazionali, a partire dagli Usa – principale alleato e partner strategico – e dalla Cina, il cui innegabile rilievo sul piano globale ed economico va associato a rapporti coerenti con un ancoraggio al nostro sistema di valori e principi”, ha detto il premier alla Camera.

La Lega ha chiesto a Conte di scusarsi con gli italiani “e i morti del virus di Wuhan” (come i leghisti continuano a definire il coronavirus). “La Cina approfitta della nostra debolezza per aggredire l’economia italiana e non solo. Lei viene qui a esaltarla e si deve vergognare per questo”, ha dichiarato Giorgia Meloni. Anche Forza Italia, con Antonio Tajani, si è detta “preoccupata per le attenzioni di Conte verso la Cina”. “Si dimetta e vada in Cina”, gli ha invece detto Vittorio Sgarbi durante la dichiarazione delle sue intenzioni di voto. Più in generale, nota Giulia Pompili, “Conte continua a rivendersi un’amicizia con la Cina che in realtà non esiste”.

Ma, evidentemente, ci sono state delle rimostranze anche all’interno della maggioranza. Tanto che al Senato il discorso di Conte è stato pressoché identico a quello della Camera in tutte le sue parti tranne quella sulla politica estera. Stavolta è stato posto un maggiore accento sulla partnership con gli Stati Uniti di Joe Biden, mettendo più chiaramente la Cina su un piano diverso.

D’altronde, tra gli argomenti da tenere presenti sulla crisi di governo e sulla sorte di Conte c’è anche quello del rapporto con la Casa Bianca. Non a caso, Matteo Renzi ha colpito il premier proprio su quel tema nel suo discorso al Senato. “Ci risparmi la frase ‘l’agenda Biden è la mia agenda’ dopo aver detto ‘l’agenda Trump è la mia agenda’. Presidente, lei rappresenta l’Italia. Non cerchi di avere un atteggiamento provinciale per cui a seconda del capo lo accontenta dicendo che la nostra agenda è la sua azienda. Signor Presidente, non può cambiare le idee per avere una poltrona”.

L’assedio a Capitol Hill ha creato qualche imbarazzo a Conte e al M5s, scrive il Foglio, che avevano sempre decantato rapporti privilegiati col tycoon. Luigi Di Maio è stato forse più rapido nel rendersi disponibile a Biden dopo lo scorso 6 gennaio, mentre in molti hanno notato un intervento poco risoluto di Conte dopo il tentato colpo di Stato (tra l’altro, fra i trumpiani circola un’assurda teoria del complotto che tira in ballo l’Italia). Senza dimenticare i punti ancora oscuri sul caso Barr, tema del quale si continua a occupare il Copasir.

Sull’assedio di Capitol Hill, il premier non è stato l’unico a essere criticato per la sua “timidezza” nel criticare Trump. Matteo Salvini, per esempio, ha sì condannato le violenze di Washington citando però nello stesso frangente anche le “violenze di Pechino”.

Giorgia Meloni ha augurato buon lavoro a Biden, ma qualche giorno fa Fratelli d’Italia ha criticato la decisione dei social di oscurare Trump. Federico Mollicone ha definito Facebook e Twitter “potenze totalitarie come la Cina”.

Tra i protagonisti della crisi c’è anche Guido Alpa, secondo il Foglio “mentore supremo” di Conte, e l’avvocato Luca Di Donna, suo allievo e “grande esperto di rapporti italo-cinesi”.

Difficile, se non impossibile, come sempre sapere che ne pensa Pechino della crisi di governo italiana. Sempre che ne sia effettivamente preoccupata. Secondo Formiche, il Partito comunista spera che il governo Conte prosegua e tifa contro “l’americano Renzi”. Anche perché un ipotetico governo di centrodestra sarebbe con ogni probabilità molto più ostile a Pechino. Della crisi italiana si è occupato anche il Global Times, riportando l’invito all’unità di Sergio Mattarella nei giorni precedenti alla conta a Camera e Senato.

Più in generale, appare chiaro anche dalla vicenda italiana quello che su Go East scriviamo da lungo tempo: la Cina è sempre più argomento polarizzante a livello politico. Non solo in Asia e negli Stati Uniti, ma anche in Europa. Il problema è che l’utilizzo del tema in senso populista ostacola la riflessione approfondita che servirebbe.

 

RELAZIONI POLITICHE

Il 29 dicembre si è svolta in videoconferenza la sessione annuale del Comitato governativo Italia-Cina, presieduto dai ministri degli Esteri Di Maio e Wang Yi. In quell’occasione, dopo lunghe trattative, è stata risolta la vicenda dei marinai italiani bloccati da giugno nel porto cinese di Huanghua sulle due navi “Lembo” e “Mba”.

Qui il resoconto della Farnesina sulla videoconferenza. Non appare, al contrario che in quello del ministero degli Esteri cinese, l’elemento dei ringraziamenti di Di Maio al governo cinese per l’aiuto al contenimento della pandemia.

Il senatore di Forza Italia Lucio Malan ha attaccato a tutto campo Di Maio e il governo per i loro rapporti con la Cina dopo la notizia della videoconferenza.

L’accordo sugli investimenti Ue-Cina (qui un’utile scheda ISPI sull’argomento), che Giulia Pompili definisce “intesa frettolosa“, ha visto un ruolo marginale dell’Italia. Nonostante il governo Conte I abbia firmato il MoU sulla Belt and Road, infatti, il premier non è stato consultato e non “ha mai preso palla” sul negoziato condotto da Angela Merkel, soprattutto, ed Emmanuel Macron. Sempre Pompili scrive che la Cina tratta con l’Ue “prima che con noi”, al contrario di quanto sostenuto in particolare dal M5s. “La Cina ‘vincerà la Terza guerra mondiale, noi abbiamo un rapporto privilegiato con loro’,  diceva Alessandro Di Battista qualche mese fa. Adesso è stato definitivamente smentito anche il bluff del rapporto privilegiato”.

L’accordo non è piaciuto, per usare un eufemismo, all’opposizione. Mara Bizzotto della Lega parla di “suicidio politico ed economico”, con un’Europa che “volta le spalle agli Usa in cambio di affari sporchi di sangue”. Tesi ricalcata dalla collega di partito Gianna Gancia in un commento pubblicato da Formiche. Adolfo Urso di Fratelli d’Italia, nonché vicepresidente del Copasir, ha criticato Bruxelles per l’accordo arrivato insieme al “silenzio” sull’arresto degli attivisti di Hong Kong.

L’opposizione, in particolare Fratelli d’Italia, ha attaccato la Cina anche sulla vicenda della blogger Zhang Zhan.

L’ambasciatore cinese in Italia, Li Junhua, ha fatto il punto sulle relazioni bilaterali e sul suo ruolo in un’intervista pubblicata da Il Giornale (certo non filo cinese) nella sezione a cura di Cinitalia.

Maurizio Martina è stato nominato consigliere speciale e vicedirettore generale aggiunto della Fao. L’ex segretario del Pd ha ringraziato il direttore cinese Qu Dongyu “per la fiducia e il governo per aver seguito la proposta”.

La corte suprema svizzera che ha annullato la squalifica doping di 8 anni del campione cinese di nuoto Sun Yang da parte del Tas, ha spiegato nelle motivazioni della sentenza perché ha ordinato un nuovo processo per il campione olimpico, citando pregiudizi anti-cinesi relativi all’uccisione di cani per il cibo da parte di uno dei giudici nel caso. Citati anche dei post su Twitter del presidente del panel Franco Frattini.

 

PANDEMIA

Nei primi giorni del 2021 la Cina ha bloccato due container di carne di maiale italiana perché ritenuta “rischiosa” in chiave pandemica. La Coldiretti e gli operatori di settore hanno protestato, ritenendo l’accusa “totalmente infondata”. Sul tema è intervenuta anche la Lega, parlando di “assurdo danno al made in Italy”.

D’altronde, sui media e nelle dichiarazioni di esponenti del governo cinese continua a circolare la teoria del virus “nato altrove”. Citando, talvolta, anche l’Italia tra le possibili origini. Molta attenzione, per esempio, è stata data alla notizia del ritrovamento del “paziente zero” italiano, che porterebbe le lancette pandemiche all’autunno 2019.

La Lega ribalta la visione e prosegue sulla linea del “virus cinese” inaugurata da Trump e Pompeo la scorsa primavera. Matteo Salvini ha attaccato a Capodanno: “Il virus è nato in Cina, è stato creato in Cina. Non dico che lo abbiano fatto apposta, ma è sfuggito al loro controllo e adesso è la Cina che cresce e vende vaccini al resto del mondo” ha detto il leader della Lega. “Qualcuno dall’altra parte del mondo, e penso al regime comunista cinese, ha festeggiato. Avete visto le immagini da Wuhan e Pechino. A qualcuno non sta venendo il dubbio che ci sia chi ci ha guadagnato in potere, ricchezza, non solo nel nostro continente, ma in Africa e Sud America. Il tempo sarà galantuomo”. Ribadendo la sua versione da ospite di Lucia Annunziata “Se qualcuno in Cina avesse evitato di fare fottutissimi esperimenti sul virus non saremmo in questa situazione. Lo sanno tutti (sic) che il virus è partito da un laboratorio di Wuhan”. 

Francesco Giro di Forza Italia dà ragione a Salvini e chiede un’inchiesta della procura di Roma: “Vorrei capire se è vero o non è vero che molti studenti liceali italiani partiti per la Cina per sostenere dei corsi sostitutivi e integrativi al loro curriculum scolastico nel proprio liceo, dopo l’estate del 2019, già ad ottobre di quell’anno hanno dovuto firmare in Cina un modulo, una sorta di liberatoria, su una presunta e non meglio identificata presenza di un virus para influenzale”.

Secondo l’ex ministro Giulio Terzi, intervistato da La Verità, la Cina “usa il virus come arma per il dominio”.

Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia, critica la missione Oms a Wuhan: “Non so nemmeno qual è lo scopo di questa missione dell’Organizzazione mondiale della sanità in Cina. Forse avrebbero dovuto fare uno studio più approfondito a inizio epidemia, ci avrebbe risparmiato tantissimo”.

La Verità ha continuato a occuparsi della vicenda delle “mascherine di Arcuri”, attaccando sui costi.

I dipendenti di un’azienda barese hanno raccontato, con toni piuttosto enfatici, la loro esperienza di lavoro in Cina. Linda, invece, spiega perché ha deciso, dopo il Covid, di tornare a Shanghai.

Ilary Langeli ha intervistato per China Files Marco Wong, il primo consigliere comunale di origini cinesi nella storia della politica italiana “La pandemia in alcuni momenti ha forse aiutato a capire quanto i destini delle varie comunità, che condividono lo stesso territorio, siano intrecciati tra di loro”, dice Wong.

 

RELAZIONI ECONOMICHE

Abbiamo già parlato dell’accordo sugli investimenti (CAI) raggiunto proprio alla fine del 2020 tra Cina e Unione europea. Qui Marco Marazzi spiega perché può convenire alle imprese italiane, il cui ruolo viene spiegato da Lorenzo Riccardi. Anche il presidente di Fondazione Italia Cina, Mario Boselli, ha salutato con favore l’accordo. Anche secondo Repubblica le imprese italiane si sono ritagliate i propri spazi e hanno stretto intese importanti per aprirsi i propri mercati in quello che è ormai diventato il primo partner commerciale della Ue.

Cnh Industrial tratta con la cinese Faw Jiefang (già entrata in Italia nella Motor Valley emiliana) per i camion e gli autobus di Iveco e per una quota di Fpt Industrial. Il caso crea sentimenti contrapposti negli operai mentre i sindacati chiedono attenzione e il centrodestra fa polemica. L’ex M5s Gianluigi Paragone parla di “Italia in svendita” e invita Conte e Gualtieri a “svegliarsi”.

Stellantis, il nuovo gruppo nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA Group è in trattativa con China’s Chery Automobile and Guangzhou Automobile Group per formare una joint venture ed entrare così sul mercato cinese.

Significativa operazione di Poste Italiane che, nella prima mossa all’estero del Gruppo, scommette sull’e-commerce cinese. Insieme a Cloud Seven Holding Limited, Poste ha siglato un accordo quadro vincolante per il rafforzamento della partnership nel mercato dell’e-commerce tra l’Italia e la Cina. Poste Italiane acquisisce il 51% del capitale votante di Sengi Express Limited.

Krane Funds Advisors, LLC (“KraneShares”), una società globale di gestione patrimoniale nota per i suoi fondi indicizzati quotati (ETF) concentrati sulla Cina e per le innovative strategie di investimento in quel Paese, ha annunciato il lancio di KraneShares CSI China Internet UCITS ETF (MIL: KWEB) denominato in euro sulla borsa Italiana. KWEB cerca di sfruttare l’interessante potenziale di crescita delle principali aziende Internet cinesi orientate all’innovazione.

Dalla collaborazione tra Huawei e Politecnico di Milano (a proposito di Politecnico, ma di Torino, sempre da seguire quello che fa la China Room) è nato Joint Lab, un laboratorio congiunto dove il Politecnico e Huawei sviluppano ricerca avanzata per le tecnologie wireless. In tale campo sono state istituite nuove borse di studio.

De Vecchis, presidente di Huawei Italia, chiede attraverso un’intervista a La Stampa di “rivedere i permessi per il 5G e varare un piano di digitalizzazione nazionale”.

Per quanto riguarda il 5G, Gabriele Carrer spiega che dall’estensione della Golden Power del 2019 sarebbe stato posto in un solo caso il potere di veto, sul contratto tra Huawei e Fastweb.

A proposito di tecnologia, Fastweb ha lanciato il servizio ultraveloce in 5G per la rete mobile, nella lista di smartphone abilitati solo aziende cinesi, comprese Huawei e Zte. “Il 5G italiano parla già un po’ cinese”, scrive Formiche.

In queste settimane e in questi giorni si sta parlando molto di calcio. E in particolare di Inter e Suning, il colosso cinese proprietario della società nerazzurra. Da settimane si rincorrono voci e indiscrezioni sulla volontà di Suning di cedere il club milanese. Sarebbe stata avviata una trattativa col fondo britannico Bc Partners. Non è ancora chiaro se per cedere una quota di minoranza o la maggioranza della società. La mossa viene ricondotta, oltre a una crisi di liquidità di Suning, alla volontà del governo cinese di limitare gli investimenti in settori non strategici. Nel frattempo, Suning cerca anche il nuovo sponsor tecnico dall’Asia: potrebbe essere Evergrande.

Restiamo al calcio: dopo diverse stagioni da eroe in Cina, Graziano Pellé ha abbandonato lo Shandong Luneng. Un braccio di ferro sul contratto avrebbe invece portato a qualche disavventura per Fabio Cannavaro, allenatore del Guangzhou Evergrande.

Turismo. Jada Bai ha intervistato per China Files Claudia Ye, legale rappresentante della Shenzhou Travel, agenzia di viaggio con sede a Milano. Che avverte: “Anche quando la parte peggiore dell’emergenza sarà superata, se la Cina non avrà fiducia nell’Europa i visitatori cinesi non torneranno”.

La Somec di Treviso si è aggiudicata due nuove commesse in Cina, e sta già lavorando su cinque delle otto navi passeggeri attualmente in costruzione nei cantieri cinesi.

Prada nel secondo semestre del 2020 ha recuperato, assestando le vendite retail e la quotazione vola. A dicembre i ricavi retail (che sono arrivati a generare il 90% del fatturato) hanno raggiunto i livelli del 2019. Soprattutto grazie alla Cina. Anche Zegna riparte grazie al mercato cinese.

Il marchio di moda made in Puglia “DSG – Disgusto” sbarca in Cina.

Per conto di Venice Tianjin Technology and Innovation Cooperation Platform (VTTICP), l’avvocato Roberto Luzi Crivellini espone le 10 domande che una PMI italiana dovrebbe farsi, per tutelarsi al meglio prima di mettere piede in Cina.

Il Gazzettino collega la crisi pandemica al fatto che tre bar storici di Cannaregio a Venezia siano stati comprati da cittadini cinesi.

 

RELAZIONI CULTURALI

Brutta notizia. A 20 anni dalla pubblicazione del suo primo numero cartaceo, Cina in Italia interrompe la stampa della rivista cartacea. Qui la lettera ai lettori della direttrice Hu Lanbo. Continua e si arricchisce comunque il lavoro digitale.

Giovanna Botteri, ufficialmente corrispondente Rai a Pechino, ha ribadito che il suo auspicio per il 2021 è quello di stare “più vicina a casa”.

Negli scorsi giorni è uscito un nuovo, bellissimo, numero di Sinosfere sulla narrazione della Cina. Il contributo di copertina è di Marco Fumian, ma si consiglia vivamente la lettura di tutti gli interventi. Si trovano qui.

Oliviero Diliberto, intervistato da Maria Novella Rossi per China Files, ha raccontato il suo contributo al primo codice civile cinese, entrato in vigore dal 1° gennaio 2021.

Il 27 dicembre 2020, a chiusura dell’anno in cui ricorre il 50esimo anniversario delle  relazioni bilaterali tra Italia e Cina è avvenuta la cerimonia di firma del gemellaggio tra le cascate di Jiulong, nella regione sud-occidentale della Cina, in Yunnan e le cascate del Serio a Nord della Lombardia, in Italia.

La missione gesuita di Matteo Ricci e dei suoi confratelli in Cina, alla fine del Sedicesimo secolo è raccontata dal documentario in due episodi “Cina, l’impero del tempo”, in onda giovedì 21 gennaio alle 22.10 su Rai Storia, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero. Nella seconda parte il protagonista è un confratello di Ricci, il gesuita tedesco Johann Adam Schall von Bell, che riesce a ottenere la direzione dell’ufficio astronomico di matematica e dell’osservatorio imperiale

Nel 2021 ricorre il 60esimo anniversario dalla morte di Mario Tchou, l’ingegnere della Olivetti che progettò Elea 9003, il primo computer italiano, prematuramente scomparso all’età di soli 36 anni. Lala Hu racconta la sua storia su Wired.

È morto a 98 anni lo stilista italiano, naturalizzato francese, Pierre Cardin. Celebre il suo rapporto con la Cina (ne parla per esempio questo pezzo del 2019 di Bernardo Valli).

La regista di origini cinesi Susanna Bai riflette sulle possibilità artistiche nate con la pandemia, e sui ruoli per le seconde generazioni che emergeranno nel post-emergenza.

Su Sky Tg24 bella intervista alla fotografa Agnese Morganti, che racconta il suo rapporto con la Chinatown di Prato: “Fotografare Chinatown è come fotografare casa mia: lo faccio con un affetto unico e che non passa mai, nonostante tutte le difficoltà di accesso in cui spesso mi imbatto”: questo amore si vede, negli scatti della giovane reporter. Che – in ‘Made in Italy’ – ritrae attimi di vita quotidiana con sguardo da insider, cercando la chiave per integrare la diversità”.

 

NON SOLO CINA

Taiwan

La presidente taiwanese Tsai Ing-wen ha scritto una lettera a Papa Francesco (la Santa Sede è a oggi l’unico alleato diplomatico di Taipei in Europa nonostante l’avvicinamento a Pechino degli ultimi anni).

La diocesi di Tainan ha assistito all’ordinazione del suo quinto vescovo, mons. John Lee Juo-wang, nominato da papa Francesco lo scorso 14 novembre.

Maserati Taiwan ha introdotto rapidamente i nuovi modelli per il 2021. Rispetto al 2019, il tasso di crescita delle vendite annuali di Maserati nel 2020 ha raggiunto il 7%. Una delle migliori performance di vendita per la casa automobilistica del Tridente a livello globale.

La ditta De Cagna sbarca a Taiwan per realizzare un tunnel senza il sostegno di pali sottostanti per illuminare il capodanno cinese di Hsinchu.

Sky Tg24 ha dedicato una gallery ai “luoghi più colorati del mondo”, in cui inserisce anche il Rainbow Village a Taiwan insieme a Burano.

Un italiano racconta la quarantena a Taiwan.

Giappone

L’Ambasciatore Giorgio Starace ha firmato a Tokyo, a nome della Farnesina, il programma esecutivo 2021-2023 per la cooperazione scientifico-tecnologica tra Italia e Giappone. Il protocollo è stato sottoscritto da parte giapponese da Takeshi Nakane, Ambasciatore per la Cooperazione Scientifica del Ministero degli Affari Esteri. “Grazie al rinnovo di questo importante strumento pattizio” – commenta Starace – “Italia e Giappone si impegnano a sostenere 11 progetti congiunti in settori all’avanguardia: agroalimentare, intelligenza artificiale, chimica, terapie emergenti per i tumori, nano-scienze e materiali, ageing society, medicina rigenerativa e di precisione, cambiamenti climatici, scienze dello spazio, tecnologie applicate ai beni culturali, tecnologie per la sostenibilità. L’Italia in Giappone è, sempre più, anche scienza e tecnologia”.

L’Ambasciatore Starace ha anche visitato il padiglione nazionale italiano, allestito da ICE Tokyo, in occasione dell’apertura della XXXII edizione della prestigiosa fiera “International Jewellery Tokyo”. Quello italiano, unico padiglione nazionale presente, si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “Piano Export Sud II” e ospita importanti realtà della gioielleria delle Regioni del Sud Italia (Campania e Sicilia).

Corea

Aperte le iscrizioni ai corsi di lingua coreana organizzati dall’Istituto di Cultura Coreano in Italia.

Thailandia

Cooperazione in materia spaziale tra Italia e Thailandia, argomento sul quale è molto attiva l’ambasciata d’Italia a Bangkok.

India

HuffPost suggerisce all’Italia “meno Cina e più India“, per fare “come Macron”, citando l’ingresso della Francia nell’associazione dei paesi costieri dell’oceano Indiano. “Se il 2020 è stato per l’India l’anno del rafforzamento della cooperazione strategica con gli Stati Uniti, il 2021 sarà l’anno del consolidamento dei rapporti con l’Europa”, scrive Gianni Vernetti.

 

SPAZIO KATANE

Gli appassionati di Asia conoscono già Katane, la newsletter di Giulia Pompili che da molto tempo ci informa sulle notizie da Asia e Pacifico (chi non è ancora iscritto può porre rimedio qui). Dalla prima puntata di Katane del 2021 prendiamo la parte dedicata al congresso del Partito dei lavoratori in Corea del nord.

Come è successo già in vari periodi della storia, ogni tanto ci dimentichiamo della Corea del nord. Ce ne ricordiamo, poi, quando diventa una minaccia, e allora ci chiediamo come sia potuto accadere. E’ durato otto giorni l’ultimo Congresso del Partito dei lavoratori di Corea, il momento più importante della politica nordcoreana. L’ultimo c’era stato nel 2016 – quello prima, solo nel 1980. Già solo la decisione di farne uno cinque anni dopo il precedente significa, secondo gli analisti, che Kim vorrebbe farlo tornare un appuntamento politico fisso, com’era sotto la leadership di suo nonno, Kim Il Sung. Alla fine delle riunioni e delle cerimonie c’è stata una grande parata militare (chi segue Katane sa che già di dicembre c’erano movimenti in Piazza Kim Il Sung, la più importante di Pyongyang). Come spesso succede, durante la parata sono stati mostrati i pezzi forti dell’arsenale nordcoreano, questa volta non missili balistici intercontinentali ma missili balistici lanciati da sottomarini. 

L’altra cosa molto interessante accaduta in Corea del nord, è che Kim Jong Un è diventato segretario generale del Partito dei lavoratori. Nel 2016 la carica era diventata una “presidenza”, perché “eterno segretario” era stato nominato alla sua morte il padre del leader, Kim Jong Il. Ora la carica torna al leader attuale, e questo significa una trasformazione dell’attività politica – per esempio, anche il ministero delle Forze armate del popolo è diventato ministero della Difesa. Kim non è stato nominato “generalissimo”, come potevamo sospettare guardando al nuovo ritratto in divisa bianca. 

 

AGENDA

Letture. Nei giorni scorsi è uscito per Egea il libro “Finanza e potere lungo le nuove Vie della Seta“, un grande lavoro di Alessia Amighini, co-head dell’Asia Centre ISPI, che illustra il nucleo finanziario della Belt and Road Initiative. La vera linfa dell’Iniziativa, la parte più innovativa e dirompente nei suoi aspetti operativi, istituzionali e politici. Qui e qui due estratti.

Giovedì 21 gennaio, ore 22,10: va in onda “Cina, l’impero del tempo” su Rai Storia.

Venerdì 22 gennaio appuntamento con la terza puntata della rubrica video Tech Files di Simone Pieranni. Si parlerà di politica del figlio unico. Qui nel frattempo si può recuperare la seconda puntata su Qian Xuesen.

Martedì 26 gennaio, 12,30 ora cinese: Asia-Pacific A to Z, webinar organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Cina e Camera di Commercio Italiana a Hong Kong e Macao, in collaborazione con RsA Tax e Lorenzo Riccardi. Si parlerà delle relazioni geoeconomiche nell’area.

Martedì 26 gennaio, ore 11: webinar “Italia-Filippine: nuove opportunità” L’evento è organizzato dall’Associazione Italia-ASEAN in collaborazione con la Camera di Commercio italiana nelle Filippine.

Martedì 26 gennaio alle ore 17.30 l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano inaugura il palinsesto del nuovo anno con un incontro sulla fantascienza presentando l’ultimo numero della rivista Caratteri, che permette di scoprire la letteratura cinese contemporanea attraverso racconti e poesie di autori inediti o ancora poco conosciuti in Italia.

Venerdì 29 gennaio alle ore 18 Giada Messetti e Simone Pieranni partecipano con Federico Masini a un evento di Asino d’oro edizioni, intitolato “Il futuro è già in Cina. Crisi globale ed egemonia dello sviluppo”. Sarà l’occasione per parlare dei loro libri: Nella testa del Dragone (Messetti), Red Mirror (Pieranni) e Italia e Cina (Masini).

Da febbraio ripartono gli incontri e i workshop di Paraventi Giapponesi a Milano.

Di Lorenzo Lamperti*

**Giornalista responsabile della sezione “Esteri” del quotidiano online Affaritaliani.it. Si occupa di politica internazionale, con particolare attenzione per le dinamiche geopolitiche di Cina e Asia orientale, anche in relazione all’Italia