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In Cina e Asia – Xi rilancia la collaborazione energetica con Mosca

In Notizie Brevi by Agnese Ranaldi

I Xi rilancia la collaborazione energetica con Mosca

  • Scontri a Guangzhou contro la politica Zero-Covid
  • Pentagono: la Cina si doterà di 1500 testate nucleari entro il 2035
  • Cina: altri tre astronauti raggiungono la stazione spaziale Tiangong
  • Jack Ma “in esilio” in Giappone
  • Cina: jogger contagia 39 persone
  • Giappone: detenuti nel braccio della morte fanno causa al governo

 

Pechino desidera rafforzare la partnership con Mosca sull’energia per garantire la sicurezza energetica globale. È quanto dichiarato martedì dal presidente cinese Xi Jinping al quarto forum energetico Cina-Russia, che ha visto incontrarsi imprese provenienti da entrambi i paesi. Mentre i G7 si preparano a imporre un tetto ai prezzi del petrolio russo per limitarne le capacità belliche, il segretario del Partito comunista cinese ha affermato che la Cina è disposta a creare una partnership più stretta anche per garantire il buon funzionamento delle catene di approvvigionamento dell’industria. La Russia guarda all’Asia orientale per cercare di sopravvivere alle sanzioni occidentali. Secondo il vice-primo ministro russo Alexander Novak, le esportazioni energetiche verso la Cina sono aumentate del 64% nel 2022 in termini di valore e del 10% in termini di volume. A proposito dell’iniziativa dei paesi G7, infatti, Mosca ha promesso di dirottare le forniture energetiche proprio verso i paesi che non supporteranno l’idea: si pensa perciò alla Cina e anche all’India, che sono i paesi che più hanno aumentato l’acquisto di petrolio dalla Russia negli ultimi tempi. Secondo Reuters, proprio a Nuova Delhi, si sarebbe rivolta Mosca per la fornitura di 500 prodotti per l’automotive, l’industria aerospaziale e quella ferroviaria.

Scontri a Guangzhou contro la politica Zero-Covid

Scontri con la polizia sono scoppiati nella notte fra martedì e mercoledì a Guangzhou, nel sud della Cina. Stando a testimoni e video diffusi su Twitter, i manifestanti sono tornati a contestare la politica molto restrittiva adottata da Pechino per contrastare il Covid-19. Come già avvenuto due settimane fa, i disordini si sono verificati nel distretto di Haizhu, dove ora le immagini pubblicate mostrano barriere rovesciate e poliziotti in tenuta antisommossa bersagliati con bottiglie vuote e altri oggetti.

Pentagono: “la Cina si doterà di 1500 testate nucleari entro il 2035”

Secondo il Pentagono, la Cina ha attualmente circa 400 testate nucleari e potrebbe espandere il proprio arsenale fino a 1.500 testate entro il 2035. In confronto, gli Stati Uniti hanno già 3.750 testate nucleari attive. La vera domanda ora è: l’aumento delle capacità influenzerà la politica del “no first use”, ovvero dell’impiego dell’atomica solo come deterrente o in risposta a un attacco? Il rapporto, redatto nel 2021, non tiene conto degli sviluppi in Ucraina.

Cina: altri tre astronauti raggiungono la stazione spaziale Tiangong 

La Cina ha inviato ieri un nuovo team di astronauti verso la nuova stazione spaziale di Tiangong. L’equipaggio, composto da tre scienziati esperti, gestirà l’avamposto in orbita per i prossimi sei mesi. La missione Shenzhou è partita nella sera di martedì verso le 23 locali dall’unico sito di lancio adibito alle spedizioni con equipaggio, Jiuquan, nel nord-ovest del paese. La rete statale CGTN  ha trasmesso la partenza in diretta. Secondo il New York Times, si tratta di un evento di grande portata, che mette a segno un altro traguardo tecnologico per Pechino. Il modulo centrale della stazione, Tianhe, è stato già lanciato lo scorso anno. Poi sono seguiti i lanci di Wentian e Mengtian a luglio e a ottobre, due pezzi della base orbitale senza equipaggio. Tuttavia, i recenti sommovimenti causati dal malcontento nei confronti della politica “zero-Covid” del presidente Xi Jinping potrebbero far passare in secondo piano l’evento.

Jack Ma “in esilio” in Giappone

Jack Ma continua la sua permanenza in Giappone, restando lontano dai riflettori dell’opinione pubblica cinese da quando due anni fa aveva criticato le autorità di regolamentazione cinesi e accusato le banche di avere una “mentalità da banco dei pegni”. Il ricco imprenditore cinese è rimasto così a Tokyo con la famiglia, tra località termali e sciistiche, oltre ad aver effettuato diversi viaggi negli Stati Uniti e in Israele. Nel frattempo, le società di cui è fondatore, Ant e Alibaba, hanno vissuto tempi difficili: l’IPO di Ant da 37 miliardi di dollari è stata annullata dalle autorità cinesi e Alibaba ha dovuto pagare una sanzione record da 2,8 miliardi di dollari per scontri con l’antitrust. Ma ha mantenuto un profilo basso durante la sua permanenza a Tokyo, hanno dichiarato persone a conoscenza dei suoi spostamenti. Altri, riporta il Financial Times, sostengono che abbia usato il tempo trascorso in Giappone per espandere i suoi interessi commerciali.

Cina: jogger contagia 39 persone

Uno studio delle autorità sanitarie cinesi ha stabilito che un jogger ha infettato 39 persone in un parco a Chongqing questa estate. L’uomo di 41 anni aveva trascorso mezz’ora a fare sport senza mascherina, contagiando con la variante Omicron alcune persone, pur senza parlare con nessuno, senza toccare nulla e senza utilizzare i servizi igienici. Solo quando l’uomo è tornato a casa ha ricevuto una chiamata dalle autorità sanitarie che lo informavano che il test che aveva fatto il giorno prima era positivo. Il rapporto è stato pubblicato dal Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie di Pechino e Chongqing. I filmati delle telecamere di sicurezza del parco hanno mostrato che diverse persone si sono avvicinate al corridore e sono state successivamente mandate in quarantena, mentre migliaia sono state considerate a rischio e gli è stato ingiunto di rimanere a casa sotto osservazione per tre giorni.

Giappone: detenuti nel braccio della morte fanno causa al governo

Tre detenuti giapponesi del carcere di Osaka condannati alla pena capitale hanno intentato una causa contro il governo perché sostengono che l’esecuzione per impiccagione sia crudele e vada abolita. Chiedono poi un risarcimento di 33 milioni di yen per il disagio psicologico causato dalla condanna a morte, che risale al 2000. Nonostante le critiche, tuttavia, la pena di morte in Giappone gode di un certo sostegno pubblico. Una vittoria legale dei tre di Osaka potrebbe portare a una revisione sistema penale giapponese di portata storica.

A cura di Agnese Ranaldi; ha collaborato Alessandra Colarizi