Con la presentazione delle linee guida per un progetto di sviluppo economico e sociale della Cina nei prossimi 15 anni, i leader del Partito hanno delineato piani e obiettivi per la cintura economica del Fiume Azzurro. Il presidente Xi Jinping, che si è recato a Shanghai lo scorso 12 novembre per celebrare il 30esimo anniversario della Pudong New Area, ha visitato alcune città della provincia del Jiangsu: Nantong, Yangzhou e Nanchino. Il tour è stata l’occasione per promuovere il loro ruolo nel progetto di modernizzazione del Paese, puntando l’attenzione sullo sviluppo, l’innovazione e l’ambiente. [fonte CNGT]

I Brics al lavoro per una strategia contro il terrorismo

Ripresa economica post-pandemia, cooperazione nel settore della salute e strategia contro il terrorismo: sono questi i temi principali che saranno discussi dai leader dei Paesi Brics – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – nel corso del vertice annuale che si tiene oggi in videoconferenza. La presidenza dell’incontro è quest’anno nelle mani della Russia. Nella giornata di ieri, l’ambasciata russa a Pechino ha preannunciato quali saranno le misure per delineare la strategia per combattere il terrorismo: i Paesi membri, infatti, lavoreranno insieme sulle misure per limitare le diverse attività terroristiche, come il reclutamento via web e il finanziamento di gruppi terroristici. Ogni Stato membro ha già istituito una commissione per gestire una realtà specifica, con la Russia incaricata di contrastare i militanti terroristi stranieri e la Cina concentrata sulla lotta alla radicalizzazione. La nuova strategia sarà il primo documento ufficiale sull’antiterrorismo formulato dai Paesi Brics, che insieme rappresentano circa il 23 per cento dell’economia mondiale e il 43 per cento della sua popolazione. [fonte SCMP]

Incriminata la giornalista che ha denunciato il Covid-19

La giornalista cinese Zhang Zhan, detenuta da maggio per aver riferito sull’epidemia di coronavirus da Wuhan, rischia fino a cinque anni di carcere dopo essere stata formalmente incriminata con l’accusa di diffusione di informazioni false attraverso i social media: in particolare, Zhang è stata incriminata per “aver provocato controversie e problemi”, accusa usata spesso contro critici e attivisti in Cina. La giornalista è anche accusata per aver rilasciato interviste ai media stranieri quali Radio Free Asia ed Epoch Times e avanzato “ipotesi maligne” sull’epidemia di Covid-19. La pubblicazione delle accuse contro Zhang arriva pochi giorni dopo che i media hanno parlato di un presunto “blackout di informazioni” sul caso della giornalista. Zhang, un ex avvocato di 37 anni, è stata arrestata più di sei mesi fa ed è detenuta in un carcere a Shanghai e, secondo Radio Free Asia e Chinese Human Rights Defenders, è in sciopero della fame da settembre; inoltre, uno dei suoi avvocati difensori è stato rimosso dal suo incarico. Oltre a Zhang anche Chen Qiushi, un ex avvocato diventato giornalista, è stato arrestato a gennaio. Anche il giornalista Li Zehua, che si è recato a Wuhan per raccogliere informazioni dopo la scomparsa di Chen, è scomparso all’inizio di febbraio ma è stato rilasciato ad aprile. Fang Bin, residente a Wuhan, è scomparso nello stesso periodo, ma da allora non è più stato visto. [fonte Guardian]

Aziende statali cinesi in default preoccupano gli investitori

Le banche cinesi e i gestori dei fondi finanziari stanno facendo ricorso ai “vulture funds” (i fondi avvoltoio utilizzati per finanziare l’acquisto di società in stato di fallimento, a costi inferiori rispetto all’effettivo valore nominale), per acquistare obbligazioni considerate molto rischiose di alcune imprese statali cinesi (Soe) colpite da una serie di shock creditizi. A preoccupare sono le aziende del settore minerario e di quello automobilistico che la settimana scorsa sono state inadempienti con i loro creditori. La Yongcheng Coal & Electricity, una società statale nell’Henan centrale impegnata nell’investimento e nella gestione di carbone, elettricità, ferrovie e prodotti chimici, ha dichiarato di non poter rimborsare la sua obbligazione di un miliardo di yuan (152 milioni di dollari). Stessa sorte è toccata anche per la Huachen Automotive Group, un’importante impresa statale di proprietà del governo della provincia di Liaoning, che il mese scorso ha reso noto che non sarebbe stata in grado di rimborsare la sua obbligazione triennale di un miliardo yuan. Entrambe le società vantavano un bilancio di 20 miliardi di yuan e una valutazione di tripla A dalle agenzie di rating. Il fallimento dei due gruppi ha innescato un crollo dei prezzi del debito per le società sostenute dallo stato poiché gli investitori temono che il governo centrale si ritiri dal ruolo tradizionale di sostenitore finanziario per imprese statali. [fonte FT, Reuters]

Giappone e Australia si uniscono militarmente contro l’influenza cinese

Dopo aver siglato l’Accordo di Partenariato Economico Regionale, due Paesi firmatari decidono di unire i loro sforzi per frenare l’ascesa della Cina nella regione dell’Asia-Pacifico. In visita a Tokyo il primo ministro australiano Scott Morrison incontrerà nella giornata di oggi il suo omologo giapponese Yoshihide Suga, con il quale siglerà un accordo militare bilaterale, il Reciprocal Access Agreement (Raa). L’intesa, che ha richiesto sei anni di negoziazioni, è accolta positivamente dal Giappone che attualmente vede la presenza di 55 mila truppe statunitensi nell’arcipelago in base al trattato di mutua cooperazione e sicurezza firmato con gli Stati Uniti d’America nel 1960. Tokyo e Canberra stanno rafforzando le relazioni bilaterali per frenare le attività militari cinesi nella regione e la crescente influenza di Pechino sulle nazioni insulari del Pacifico. Nel 2013 il Giappone e l’Australia hanno deciso di condividere le forniture militari, che sono state ampliate nel 2017. [fonte Reuters]

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