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In Cina e Asia – Pinduoduo accusata di sorvegliare gli ex dipendenti

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Pinduoduo accusata di sorvegliare gli ex dipendenti
  • Cina, mancati i target di decarbonizzazione per il 2023
  • Pechino contro il fondo Usa a supporto di Taiwan
  • India, legge sulla cittadinanza rischia discriminazione dei musulmani
  • L’India ribadisce la sovranità sull’Arunachal Pradesh dopo le critiche di Pechino
  • Thailandia, Commissione elettorale chiede scioglimento del Move Forward
Pinduoduo accusata di sorvegliare gli ex dipendenti

Un articolo del Financial Times ha raccolto le testimonianze di alcuni ex dipendenti di Pinduoduo, la big tech proprietaria tra le altre cose del nuovo gigante dell’ecommerce a bass prezzo Temu, che sarebbero stati sottoposti a sorveglianza illegittima dopo aver lasciato l’azienda per la concorrenza. L’inchiesta del quotidiano ha fatto luce sulle modalità coercitive dell’azienda, che avrebbe perseguito sistematicamente gli ex dipendenti attraverso intercettazioni e pressioni legali con il pretesto della clausola di non competizione tra aziende rivali. Secondo gli esperti si tratta dell’ennesimo segnale di tossicità all’interno del contesto dei grandi conglomerati tecnologici cinesi. Pinduoduo è nota per i salari alti rispetto ad altre big tech, ma è annoverata tra le aziende dove il modello di sfruttamento 996 è più evidente, con dipendenti che arrivano a lavorare 14 ore al giorno.

Cina, mancati i target di decarbonizzazione per il 2023

Pechino fatica a mantenere gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti. Lo rivelano gli ultimi dati resi noti dalla Commissione nazionale cinese per lo sviluppo e la riforma (NDRC), che parlano di  “raddoppiare gli sforzi per l’efficienza energetica e la decarbonizzazione” nel 2024, dato che i risultati del 2023 “sono inferior alle aspettative”. Il governo cinese aveva stimato una riduzione delle emissioni del 18% tra il 2021 e il 2025, ma oggi sembra in difficoltà a mantenere la promessa data pur avendo da tempo assunto il ruolo di paese promotore della transizione verde. Meno ambiziosi sarebbero dunque i dati per l’anno in corso, con un obiettivo di riduzione dell’intensità energetica di appena il 2,5%, ritenuto dagli esperti insufficiente per soddisfare le proiezioni di lungo periodo.

Pechino contro il fondo Usa a supporto di Taiwan

Il ministero degli Esteri di Pechino si è dichiarato “fortemente opposto” alla decisione degli Stati Uniti di stanziare un ulteriore fondo da 100 milioni di dollari a favore di Taiwan volto a “migliorare la deterrenza intra-Stretto” di Taipei. Le richieste di finanziamento fanno parte di un bilancio di 7.27 trilioni di dollari presentato dal governo del presidente degli Stati Uniti Joe Biden per l’anno finanziario 2025. Durante l’appuntamento politico delle Due Sessioni la Cina ha ribadito la sua sovranità su Taiwan, promettendo “misure risolute” per mantenerla. Intanto però a complicare le relazioni intra-stretto potrebbe esserci il passaggio della futura vicepresidente di Taiwan, Hsiao Bi-khim del Dpp negli Stati Uniti. Hsiao è arrivata martedì 12 marzo negli Usa per una visita informale. Un passaggio di basso profilo per “raccogliere le proprie cose”. Hisao è stata rappresentante di Taipei a Washinton dal 2020 fino allo scorso anno.

India, legge sulla cittadinanza rischia esclusione dei musulmani

A poche settimane dalle elezioni in India, il governo di Narendra Modi ha annunciato l’implementazione della legge sulla cittadinanza del 2019, ritenuta controversa perché potrebbe essere utilizzata per emarginare gli immigrati di fede musulmana. La legge risale al 2019 quando era stata approvata dal Parlamento. Era poi stata sospesa in seguito alla protesta di centinaia di cittadini con numerose vittime registrate. La stessa Amnesty ha definito la normativa “discriminatoria”. Il problema sta nel potenziale utilizzo della legge da parte del governo di poter “escludere” i cittadini arrivati “illegalmente” in India. In base alla linea temporale e geografica sarebbero infatti escluse migliaia di persone di fede musulmana residenti nel nord dell’India. Un sistema di registrazione è già stato implementato proprio a nord del Paese, il “Registro nazionale dei cittadini”.

L’India ribadisce la sovranità sull’Arunachal Pradesh dopo le critiche di Pechino

L’India ha formalmente respinto le critiche della Cina alla visita di Narendra Modi nello stato nordorientale dell’Arunachal Pradesh. Il primo ministro indiano ha visitato la regione lo scorso 9 marzo per inaugurare diversi progetti infrastrutturali, tra cui un tunnel che collegherà meglio l’area di Tawang all’entroterra. L’intera zona è da tempo rivendicata dalla Repubblica popolare con il nome di “Zangnan”, e non sono mancate in passato le critiche di Pechino a qualsiasi iniziativa analoga portata avanti dalla leadership indiana nell’area. Modi ha lanciato una serie di progetti di sviluppo in tutto il paese in vista delle elezioni previste per aprile e maggio. In quest’ottica, il premier indiano è stato qualche giorno prima in Kashmir, dove permangono le tensioni con il vicino Pakistan.

Thailandia, Commissione elettorale chiede scioglimento del Move Forward

Martedì 12 marzo la Commissione elettorale thailandese ha deciso di presentare una petizione alla corte costituzionale per richiedere lo scioglimento del Move Forward, principale partito di opposizione, accusandolo di aver cercato di rovesciare la monarchia costituzionale proponendo di emendare la legge sulla lesa maestà. La normativa, contenuta nell’articolo 112 del codice penale, prevede da 3 a 15 anni di carcere per chiunque sia accusato di ledere l’immagine del re e della famiglia reale. Il Move Forward ha vinto le elezioni del 2023 con una proposta riformista, ma è stato ostacolato dai conservatori nel formare un governo, che è oggi costituito da una coalizione guidata dal Pheu Thai.

A cura di Sabrina Moles e Lucrezia Goldin