Trovare un modo per assicurare una “coesistenza sul lungo termine” è responsabilità tanto di Taipei quanto di Pechino. E’ quanto dichiarato dalla presidente taiwanese Tsai Ing-wen nel corso della cerimonia di giuramento che stamattina ha sancito ufficialmente l’inizio del suo secondo mandato. La leader – rieletta a gennaio con una schiacciante maggioranza – ha ribadito che le relazioni con la mainland devono seguire i principi di “pace, parità, democrazia e dialogo”. Nessun ripensamento per quanto riguarda “un paese due sistemi”, il modello con cui Pechino amministra Hong Kong e che Xi Jinping vorrebbe estendere all’ex Formosa. L’insediamento di Tsai segue la decisione con cui Taipei ha rinunciato a riottenere lo status di osservatore all’Organizzazione mondiale della sanità, perso nel 2016 a causa delle pressioni cinesi. Ma non si tratta di un ripiegamento dalla scena internazionale. La presidente – che ha incassato le congratulazioni di Mike Pompeo e Joe Biden – ha ribadito l’intenzione di “rafforzare i legami con gli Stati Uniti, il Giappone, l’Europa e altri paesi affini”. La risposta di Pechino non si è fatta attendere: “rifiutando il consenso del 1992 [che comprende il principio “una sola Cina”] Taiwan ha distrutto le basi politiche per uno sviluppo pacifico” tra le due sponde dello Stretto [fonte: Reuters, Guardian]

Gli stati membri sostengono l’Oms dopo il rinnovato attacco di Donald Trump

L’Organizzazione Mondiale della Sanità tira un sospiro di sollievo, nonostante la minaccia del Presidente americano Donald Trump, presentata attraverso una lettera di quattro pagine, di tagliare i fondi all’ente di Ginevra se non ci saranno cambiamenti sostanziali entro 30 giorni. Gli stati membri hanno appoggiato una risoluzione che sostiene la leadership dell’Oms, ora nelle mani di Tedros Adhanom Ghebreyesu. Dopo la richiesta avanzata da oltre 120 Paesi, la Wto ha approvato la risoluzione per avviare un’inchiesta indipendente sulla gestione del coronavirus da parte della comunità internazionale. La risoluzione è stata approvata anche con il voto favorevole della Cina. È invece stata dura la condanna del portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, al presidente americano per la lettera inviata all’Oms, definendola uno strumento per ingannare l’opinione pubblica e infangare la Cina [fonte Guardian]

Il Belgio indaga sulle attività di spionaggio cinese attraverso l’ambasciata di Malta a Bruxelles

Pechino dovrà rispondere di nuove accuse di spionaggio in Europa che vede coinvolta anche Malta. I servizi di intelligence del Belgio hanno indagato su diverse operazioni che vedrebbero la Cina responsabile di aver utilizzato l’ambasciata di Malta a Bruxelles per osservare quanto accade all’interno dei palazzi istituzionali dell’Ue. Le indagini delle autorità belghe sono partite da un’inchiesta del quotidiano francese Le Monde sull’attività di spionaggio cinese in Belgio, segnalata precedentemente da agenti britannici. Secondo l’indagine, nel 2006 la Cina avrebbe concluso un accordo di cooperazione con il governo maltese per un valore di 300.000 euro: Pechino avrebbe infatti donato pezzi di arredamento per i 13 piani dell’ambasciata maltese con sede a Bruxelles. Il governo maltese nega che Pechino abbia usato in qualsiasi modo la sua sede diplomatica a Bruxelles, ma ammette di aver ricevuto la donazione dalla Repubblica Popolare Cinese, in linea con le procedure di sicurezza. Il caso ha tuttavia ha sollevato preoccupazioni per i legami tra Cina e Malta, che sono stati a lungo visti come un potenziale gateway per gli interessi cinesi in Europa. [fonte: Guardian]

Gli scienziati cinesi pensano a un nuovo farmaco per fermare il coronavirus

L’Università cinese di Pechino ha sviluppato un farmaco per arrestare la pandemia di coronavirus. Testato sui topi, il farmaco potrebbe non solo abbreviare i tempi di recupero per coloro che sono stati infettati, ma anche garantire un’immunità a breve termine dal virus. Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Cell’, suggerisce che l’uso degli anticorpi fornisce una potenziale cura del virus, riducendo i tempi di recupero. Gli scienziati hanno anche sottolineato i potenziali benefici del plasma nel sangue di persone guarite dal coronavirus, che presenta anticorpi contro il virus. Il farmaco potrebbe essere pronto per l’uso entro la fine dell’anno e in tempo per qualsiasi potenziale ritorno dell’epidemia durante l’inverno. La Cina ha già cinque potenziali vaccini contro il coronavirus in fase di sperimentazione, ma l’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che lo sviluppo di un vaccino potrebbe richiedere dai 12 ai 18 mesi. [fonte: Asia Times]

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