La Post-Internet Art si relaziona tematicamente al mondo del web e non avrebbe senso senza di esso. In altre parole è una tipologia di arte che riflette internet e le sue conseguenze sulla società.

Negli ultimi anni un’ondata di giovani artisti cinesi Post-Internet (come Lin Ke, aaajiao, Lu Yang e Liu Yefu) ha trasformato il modo di utilizzare il web e la tecnologia, nel caso di Miao Ying anche guardando al di là della barriera innalzata dalla censura cinese.

Miao rivisita il rapporto contemporaneo dei giovani netizens cinesi con la tecnologia e l’estetica di Internet; la sua produzione artistica digitale evidenzia il tentativo di discutere la tecnologia ed il suo impatto sulla vita quotidiana.  Applicando deliberatamente un filo di ironia alle sue opere, affronta ed esplora  quella che lei descrive come una “sindrome di Stoccolma” per la censura e l’autocensura nell’Internet cinese.

La distinzione tra Internet cinese ed Internet globale è essenziale nella comprensione dell’arte di Miao Ying. In Cina, il Great Firewall  blocca le principali pagine web come Facebook, Google, Wikipedia, Youtube ed Instagram, mentre i  social media cinesi come Weibo e Wechat spesso censurano alcuni argomenti di tendenza ritenuti sensibili: è così che i netizens cinesi, nel loro tentativo di ingannare la censura, hanno elaborato un linguaggio ed una cultura del web al dir poco unica.

È proprio questo tipo di cultura che l’artista esplora in una delle sue installazioni più famose: “Holding a Kitchen Knife to Cut Internet Cable“, presentata alla biennale di Venezia nel 2015. L’opera è composta da sei monitor esposti di fronte a due grandi pannelli: “Civilized Internet” e “Internet Civilization”.  I monitor mostrano la simulazione di alcune pagine web censurate in China dal Great Firewall  “adornate” con frasi liriche e sentimentali cinesi in uno stile e font kitsch,  che l’artista definisce come “stile animato 3D Taobao”, prendendo ispirazione dalla piattaforma online di shopping più popolare in Cina. Una vera e propria esplorazione di un’estetica del web distintamente cinese.

Nel 2016, l’artista ha creato una mostra online (concetto molto innovativo per un’epoca pre-Covid) per il New Museum di New York dal titolo Chinternet Plus. Il progetto consiste nella realizzazione di un sito web “contraffatto”,  ispirato alla strategia “Internet Plus” proposta dal ministro Li Keqiang nel 2015 per affrontare il momentaneo rallentamento economico cinese attraverso un’iniziativa digitale. Miao credeva che l’iniziativa del governo fosse “tutto stile, nessuna sostanza” e di conseguenza ne ha creato una parodia con un sito web pieno di linguaggio senza senso e GIF che non potevano essere facilmente censurate in Cina.

Da nessuna parte in Chinternet Plus vengono menzionati piani effettivi o politiche precise; in sostanza è tutto un sotterfugio, costituito da immagini falsificate, loghi e termini privi di significato.

“Dramatic advertising is never too much to sell a counterfeit ideology. Be heavy on the image; the lighting, cool effects, and background environments are just as important as the product itself. It enhances the product greatly. The viewer’s eye must not be allowed to rest. Pack as much content as you can into the aesthetic.

More is more.” –Miao Ying Chinternet Plus

In un suo progetto più recente, Love’s Labour’s Lost (2019), Miao si è filmata mentre raccoglieva i lucchetti dell’amore attaccati ad una ringhiera di metallo a Parigi. Il video vuole servire come metafora dell’utilizzo di VPN (Virtual Private Network) per aggirare il Great Firewall. L’opera accompagnata al video, Love’s Little Wall, è una gabbia in legno a forma di cuore con all’interno una foto della Grande Muraglia Cinese. Il tutto rappresenta una metafora del Great Firewall, muro che separa l’Internet Cinese da quello globale, in sostanza come la Grande Muraglia in antichità difendeva la Cina dalle invasioni straniere. Secondo Miao Ying i “muri”, indipendentemente dalla loro forma e natura, possono essere superati, in un modo o nell’altro.

Probabilmente la comunicazione tra i giovani netizens ed il Chinternet sono ciò che si avvicina di più alla libertà di parola in Cina. I cinesi amano comunicare tramite GIF e meme: sono i più avanzati e, forse, anche i più aggressivi in questa tipologia di comunicazione.

Da sempre le leggi producono di riflesso risposte trasgressive e Miao Ying sottolinea con la sua produzione artistica il potenziale del Chinternet: una politica a base di meme e GIF, sovversiva e irrefrenabile, sempre due passi avanti rispetto alle autorità. Mentre Internet in generale sta diventando uno spazio sempre più mercificato, il Chinternet conserva una vena politica in virtù della sua stessa mancanza di libertà. Miao Ying incarna tutto questo, abbracciando e rifuggendo la censura cinese ed ironizzando sulla realtà digitale fittizia che la Cina vuole costruire intorno a sé.

Di Camilla Fatticcioni*

**Laureata in lingua Cinese all’università Ca’ Foscari di Venezia, Camilla vive in Cina dal 2016. Nel 2017 inizia un master in Storia dell’Arte alla China Academy of Art di Hanghzou interessandosi di archeologia ed iconografia buddhista cinese medievale. Sinologa ed autrice del blog perquelchenesoio.com, scrive di Asia e Cina specialmente trattando temi legati all’arte e alla cultura. Collabora con diverse riviste tra cui REDSTAR magazine della città di Hangzhou e scrive per il blog di Bridging China Group. Appassionata di fotografia, trasmette la sua innata voglia di raccontare storie ed esperienze attraverso diversi punti di vista.