By / 11 Dicembre 2018

Cartellino Rosso – Il calcio cinese ancora lontano dagli obiettivi

Non ricorderemo il 2018 come un anno di svolta per il calcio cinese, anzi, siamo ancora al punto di partenza e per certi versi, si è anche fatto qualche passo indietro analizzando le prestazioni della Nazionale e dei Club.

Il prossimo gennaio negli Emirati Arabi Uniti, si svolgerà la XVII edizione della Asian Cup, la massima competizione continentale che si disputa ogni quattro anno, il cui titolo è detenuto dall’Australia. Dopo aver fallito lo scorso anno nel raggiungere la qualificazione a Russia 2018, Marcello Lippi, ha deciso di affidarsi sullo stesso zoccolo duro di giocatori della Nazionale, senza operare alcun rinnovamento.

Se, durante le qualificazioni a Russia 2018, avevamo visto dei netti miglioramenti sotto il punto di vista del gioco e della personalità, dopo che la qualificazione sfumata all’ultima giornata, la Cina ha subito un netto processo di regressione che l’ha portata ad ottenere dei risultati alquanto insoddisfacenti quest’anno. Delle nove partite disputate sono giunte solo tre vittorie, ed altrettante sconfitte e pareggi.

Le tre squadre contro cui la Cina ha vinto in amichevole sono alquanto modeste, ovvero Birmania (1-0), Thailandia (2-0) e Siria (2-0), ma sono giunti anche pareggi alquanto soporiferi in tempi recenti contro India e Bahrain (entrambi 0-0), oltre ad una sconfitta con il Qatar più che meritata per il nulla visto in campo da parte della squadre di Lippi (1-0). Durante l’ultima uscita, nell’amichevole disputata ad Haikou, la Cina ha pareggiato per 1-1 contro la modestissima Palestina, rischiando anche di perdere nel finale di gara.

Con queste premesse, far bene all’Asian Cup del prossimo mese, sarà decisamente difficile. Considerando che le grandi superpotenze continentali, Sud Corea e Giappone, stanno facendo estremamente bene nelle ultime uscite (entrambe hanno battuto l’Uruguay di Suarez e Cavani in amichevole).

Nessun ricambio

Il mancato rinnovamento della nazionale è sicuramente uno dei motivi per questa netta involuzione dei risultati da parte della nazionale di Lippi, ma non possiamo dare tutti i torti al tecnico di Viareggio, dato che le rappresentative giovanili, nelle manifestazioni di categoria che si sono svolte quest’anno, hanno rimediato solo figuracce.

Tom Byer, consulente allo sviluppo giovanile della Chinese Football Association, quando accettò il difficile incarico, dichiarò che la Cina calcistica, prima di qualificarsi al Mondiale, dovrà pensare di ottenere risultati a livello giovanile. Ma questi, non arrivano e sembrano non poter migliorare in alcun modo.

Nel 2016, la Cina U23 fu eliminata nella Coppa d’Asia di categoria alla fase a gironi, stessa sorte per l’U19, mentre l’U16 non raggiunse nemmeno la fase finale del torneo. In questo 2018 i risultati sono stati praticamente identici e tutti i giovani talenti che sembravano pronti ad emergere, come Wei Shihao (Guoan), Yao Junsheng (Shandong), He Chao (Yatai), Zichang (Suning) ed altri, dopo brevi periodi di ottime prestazioni, si sono adagiati sul livello medio del calcio cinese, mancando l’opportunità di fare un vero salto di qualità.

Il calcio cinese vive di momenti di fugace illusione: la Cina U23, guidata dall’italiano Massimiliano Maddaloni, dopo essere stata eliminata in maniera molto deludente, alla fase a gironi della Asian Cup di categoria disputata proprio in casa, si presenta agli Asian Games di Indonesia con aspettative molto alte. La fase a gironi si concluse a punteggio pieno, con grandi prestazioni dei singoli e gol fantastici come quelli siglati da Yao Junsheng dalla lunghissima distanza… ma agli ottavi di finale vi è il brusco risveglio e la Cina viene eliminata dall’Arabia Saudita per 4-3 (ma all’80’ il punteggio era di 4-0 per gli arabi).

Deludono anche i club

In ambito continentale, anche i club della Chinese Super League quest’anno non hanno ottenuto alcuna soddisfazione nella ACL, la Champions League d’Asia. Il Tianjin Quanjian dell’ex stella del Milan, Alexandre Pato, è stata l’unica squadra cinese a raggiungere i quarti di finale della manifestazione (dopo aver eliminato clamorosamente il Guangzhou Evergrande di Fabio Cannavaro), per poi essere sbattuto fuori nettamente dai giapponesi del Kashima Antlers, che andranno a vincere successivamente la manifestazione.

Il Kashima Antlers, a sorpresa, ha eliminato anche lo Shanghai Sipg, ovvero i neo campioni di Cina, che fra le proprie fila vantano il capocannoniere della Chinese Super League, Wu Lei, e due star internazionali quali Oscar e Hulk. E’ finito invece alla fase a gironi il percorso dello Shanghai Shenhua degli ex Inter, Freddy Guarin e Obafemi Martins.

Negli ultimi anni, solamente il Guangzhou Evergrande, prima con Marcello Lippi, e successivamente con Felipe Scolari, è’ riuscito a vincere la Champions Asiatica (2013 e 2015), mentre lo Shanghai Sipg ha raggiunto le semifinali lo scorso anno, ma in linea generale, sono ancora i club di Corea e Giappone a dettare legge nell’est asiatico.

Si salvano le donne

Le uniche piccole soddisfazioni del 2018 del calcio cinese derivano dalla sezione femminile. Le Steel Roses hanno conseguito il terzo posto nell’Asian Cup disputatasi lo scorso aprile in Giordania ed ha archiviato il secondo posto agli Asian Games di Indonesia, perdendo la finale all’ultimo secondo contro il Giappone.

Un terzo e un secondo posto che sono meglio di nulla, ma che risultano essere molto lontani dai risultati che le Steel Roses sapevano archiviare negli anni ‘90 e primi ‘2000, quando erano in grado di monopolizzare le Asian Cup e di laurearsi persino vice campioni del mondo ai mondiali di Atlanta nel 1999 (finale persa con gli USA solo ai rigori).

Le speranze per il futuro delle Steel Roses risiedono totalmente nel talento di Wang Shuang, la centrocampista classe 1994 si è trasferita al PSG Ladies, dove si è conquistata un posto da titolare, ed è stata insignita del titolo di pallone d’oro d’Asia agli AFC Awards che si sono svolti in Oman lo scorso 28 novembre. La calciatrice più forte d’Asia è cinese, ma sarà sufficiente a riscrivere la storia recente della nazionale?

Note positive e negative

La Chinese Super League continua a portare molti spettatori allo stadio: l’affluenza conferma fra le prime al mondo, con una media di 24.104 spettatori ogni match (+1.4% rispetto allo scorso anno), con il Beijing Guoan, che ha fatto segnare il record annuale di 56.544 spettatori nel match della prima giornata del girone di ritorno contro lo Shandong Luneng. Un risultato decisamente positivo visto che i campionati di Corea e Giappone hanno visto un decremento di pubblico.

Fra le altre note positive, la Chinese Super League ha visto finalmente un capocannoniere cinese, Wu Lei dello Shanghai Sipg, che ha segnato ben 27 gol. Era dai tempi di Li Jinyu (stagioni 2006 e 2007) che nessun cinese vinceva questo titolo. Con buona pace di Cannavaro, si interrompe anche l’egemonia del Guangzhou Evergrande, che dopo 7 anni di successi, rischiava di far scemare e far diventare banale l’intero prodotto.

I fatti negativi d’altro canto sono molteplici: oltre ai non progressi fatti dalle nazionali giovanili, che stanno ad indicare un lavoro mediocre a livello del calcio di base negli ultimi quattro anni, ci dobbiamo scontrare con episodi che hanno dell’assurdo.

Lo scorso marzo durante le amichevoli (perse) contro Galles e Repubblica Ceca, i giocatori della nazionale di Lippi sono stati costretti a coprirsi i tatuaggi. Dal 2018, per tutte le nazionali cinesi, i giocatori devono nascondere i propri tatuaggi, segno di come la Federazione sia più attenta alla propria immagine agli occhi delle autorità che ad un vero sviluppo del calcio. Questo fenomeno, che possiamo definire solamente come retrogrado, non riguarda solo lo sport, ma anche il mondo dello spettacolo, con l’acuirsi della censura nei programmi televisivi e la morsa che sta stringendo il mondo dell’hip pop.

L’apoteosi dell’assurdo si è però raggiunta con il Military Training Camp, del quale abbiamo parlato qui, con 55 giocatori U25 che sono stati strappati dai propri club per un addestramento militare(in totale disaccordo con le normative della Fifa) di due mesi, senza alcuna vera attività calcistica.

Yang Fan, giocatore del Tianjin Teda, di ritorno dal military training camp, ha postato su weibo le foto dei propri progressi, che non riguardano un fisico scolpito o l’esecuzione di un grande gesto tecnico. Si tratta di cibo: ‘Ho imparato a cucinare’. La strada da percorrere per il calcio cinese è ancora estremamente lunga.

* Calcio8Cina nasce dalla fusione di due progetti distinti che hanno dato vita al primo portale italiano (in termini di qualità, portata e rilevanza) dedicato interamente al calcio cinese: principali competizioni nazionali cinesi, Champions League d’Asia, interviste, approfondimenti e report sullo sviluppo calcistico della Cina. In poche parole tutto ciò che c’è da sapere sul calcio made in China e sui suoi rapporti con il resto del mondo. Lo scopo è quello di prendere lo sport più seguito al mondo come chiave per addentrarci nello specifico della realtà cinese.

 

 

 

 


Related Articles

Comments are closed for this post.