Oggi in Asia – Pakistan vuole bloccare i sacrilegi online

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Il Pakistan chiede una legge ad hoc all’Interpol per bloccare materiale sacrilego online; in Vietnam chiariscono che non chiederanno un centesimo al Fmi, mentre il terrorista Kasab chiede la grazia al presidente indiano Mukherjee
PAKISTAN – Proposta di legge anti sacrilegio sul web

Mentre continuano le proteste contro il Innocence of Muslims, il film che ha causato sommosse violente in medioriente ed in alcune zone del subcontinente indiano, il Pakistan ha richiesto ufficialmente all’Interpol di formulare una legge che blocchi ogni "materiale sacrilego" disponibile in rete.

La proposta, secondo i funzionari delle autorità pakistane, avrebbe l’intenzione di circoscrivere e sedare le tensioni religiose nel mondo. Il minstro degli Interni Malik, in una lettera, ha esortato il segretario generale dell’Interpol, Ronald K Noble, a "formulare una legge che possa efficacemente contrastare queste azioni portate avanti da criminali, che hanno disturbato l’armonia interreligiosa e colpito la pace mondiale". 


VIETNAM – Non chiediamo un prestito al Fmi

Il primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dung ha chiarito oggi che il Paese non ha intenzione di chiedere nessun aiuto economico al Fondo monetario internazionale.

"Considerando le attuali condizioni macroeconomiche, il bilancio dei pagamenti, le riserve di valuta estera e la fiducia nel mercato, il governo del Vietnam conferma di non aver bisogno di chiedere soldi al Fmi o al gruppo Asean+3 per gestire questioni economiche locali" ha spiegato Dung in una conferenza stampa.

La dichiarazione del primo ministro arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di un articolo su Bloomberg, intitolato Vietnam rischia più drastico intervento del Fmi nell’Asia orientale dal 1990, dove citando cifre interne al Comitato economico nazionale vietnamita si lasciava intendere un prossimo commissariamento del Fondo.

INDIA – Il terrorista Kasab chiede la grazia

Mohammad Ajmal Amir Kasab, terrorista pakistano condannato alla pena di morte in India per il suo coinvolgimento nell’attentato di Mumbai 2008, ha mandato una richiesta di grazia Pranab Mukherjee, recentemente eletto nuovo presidente dell’Unione indiana.

La sentenza di morte di Kasab è stata recentemente confermata dalla Corte suprema, mentre nel Paese montano le pressioni dell’opposizione conservatrice perché il terrorista sia al più presto giustiziato.

Nonostante in India sia ancora in vigore la pena di morte, la sentenza viene raramente applicata. Dal 1995 ad oggi in India c’è stato un solo giustiziato, condannato all’impiccagione.

[Foto credit: nydailynews.com]