K-Files – Il lato oscuro dell’industria del K-pop

In Asia Orientale, Economia, Politica e Società, K-Culture by Redazione

Il K-Pop è l’industria musicale, attualmente, sulla bocca di tutti. Viene spesso rappresentata come un sistema perfetto, formato da un’incalcolabile quantità di aziende che hanno un obiettivo comune: il raggiungimento del successo grazie ai loro artisti, selezionati meticolosamente fra gli innumerevoli candidati che ogni anno si mettono alla prova con la speranza di poter esordire.

Allo stesso tempo, non è raro imbattersi nel cosiddetto “dark side” del K-Pop, il lato oscuro che lo rende un mondo insidioso e oggetto di continue discussioni sulla sua immoralità.

Il popolo coreano, i fan da tutto il mondo, i critici musicali e tutti coloro che hanno una minima conoscenza del genere non hanno certamente potuto fare a meno di evidenziare le pecche che questo settore cerca fallacemente di celare.

 

CANONI DI BELLEZZA FOLLI

Come in buona parte delle culture asiatiche, il fattore estetico gioca un ruolo importante nella carriera di una celebrità e, in un mercato come quello del K-Pop, è fondamentale incarnare l’ideale dell’idol “perfetto in tutto”.

La star non deve solo avere delle spiccate abilità d’intrattenimento e un grande senso dell’etichetta ma deve rispettare il più possibile i canoni di bellezza che la società coreana impone.

Le agenzie spesso possono obbligare i loro tirocinanti a sottoporsi a operazioni, più o meno invasive, di chirurgia estetica o fanno uso della pratica del “whitewashing” (schiarire la pelle, mediante editing delle foto o creme apposite, affinché gli idol sembrino più pallidi e in linea con i gusti del pubblico).

Negli ultimi anni, però, sono aumentate le celebrità che hanno deciso di trasgredire gli standard e costruire il loro stesso stile; ne è un esempio Hwasa delle Mamamoo che ha sempre ripudiato la tecnica del whitewashing.

DIETE ESTREME

Per buona parte delle compagnie K-Pop, la chirurgia estetica non basta, ma è necessario che i propri cantanti seguano delle diete ferree che permettano di perdere peso velocemente ed essere impeccabili ad ogni singola promozione.

La piaga dei disturbi alimentari, infatti, è ancora viva nell’industria coreana e sono diffuse le alimentazioni scorrette.

Nel 2017, hanno fatto molto discutere le condizioni di salute di JinE, ex componente delle Oh My Girl, che ha lasciato il suo gruppo e l’agenzia per una grave forma di anoressia e, nel 2018, Momo delle Twice ha raccontato che, durante il suo periodo di training, è stata obbligata a perdere 7 chili in una settimana e temeva di morire nel sonno, a causa dell’eccessiva debolezza fisica.


OVERWORKING O MANCANZA DI PROMOZIONI

Le aziende K-Pop vengono di frequente criticate anche per la sregolatezza delle promozioni musicali e televisive. L’eccessivo affaticamento degli artisti, con il rilascio continuo di album o di altre attività programmate, viene comunemente definito “overworking“.

Può accadere che gli idol vengano costretti a esibirsi sul palco, nonostante si siano infortunati o siano in un evidente stato di stanchezza, come nel caso di Taeyong, leader degli NCT.

Al contrario, la totale mancanza di promozioni per un lungo periodo di tempo può portare a gravi perdite economiche e allo scioglimento definitivo di una band; ne sono la prova le Pristin che si sono separate, dopo soli due anni dal debutto. Sebbene fossero tra i gruppi femminili più promettenti sul mercato, uno “hiatus” (lunga pausa) dagli show musicali è stato per loro un colpo fatale.

ARTISTI STRANIERI SOTTO PAGATI

Seppure i gruppi K-Pop siano per la maggior parte formati da componenti coreani, non è strano vedere membri di altre nazionalità. Non tutti, però, sono a conoscenza del fatto che, in generale, gli artisti stranieri ricevono degli stipendi di gran lunga inferiori rispetto alla media.

Ciò avviene perché la Federation Of Korean Music Performers (FKMP) trattiene una quota dei loro guadagni, che verrà data loro solo quando la nazione di appartenenza di quel determinato artista e la FKMP raggiungono un accordo. Se non si raggiunge un accordo, ciò si tradurrà in una perdita permanente di parte dei guadagni degli idol stranieri.

Sorn ed Elkie, entrambe parte delle CLC, hanno confermato, nel 2017, che il loro stipendio è sei volte inferiore a quello delle loro colleghe coreane e che sono numerose le celebrità nella medesima situazione.

FIDANZAMENTI PROIBITI

Un’altra regola, imposta dalle agenzie K-Pop, che è molto dibattuta dalla community online, è il “dating ban”. Ogni compagnia ha la possibilità di stabilire delle limitazioni sui fidanzamenti dei suoi tirocinanti: l’idol, infatti, deve rappresentare a tutti gli effetti il “partner ideale” per ciascun suo fan e, nel caso si fidanzasse agli arbori della sua carriera, ciò potrebbe distruggere le fantasie e l’interesse del pubblico.

Non sempre, però, la proibizione dei fidanzamenti è un’efficace tecnica di mercato e ne è esemplare la storia della rapper Hyuna e di Dawn, ex membro dei Pentagon: dopo che la loro relazione è stata resa pubblica, la Cube Entertainment, la loro agenzia, ha deciso di chiudere permanentemente i loro contratti.

L’opinione pubblica non ha preso positivamente questa scelta e l’azienda ha avuto un immediato calo in borsa del 6,27%.

MANCANZA DI PROVVEDIMENTI LEGALI

A causa dell’ampia esposizione mediatica, gli idol sono continue vittime di cyberbullismo ed il minimo errore può portare alla nascita di uno scandalo.

Inoltre, la violazione della loro privacy è all’ordine del giorno e non è insolito sentir parlare di fan che pedinano le celebrità, incursioni nei dormitori, vendita di informazioni private o pericolosi affollamenti negli aeroporti. Non sempre le aziende intervengono legalmente a protezione dei loro cantanti.

BamBam dei GOT7, ad esempio, ha dovuto cambiare casa, poiché i “sasaeng” (fan ossessivi) continuavano a importunarlo e Youngjae, facente parte dello stesso gruppo, ha implorato i fan, sui suoi social network personali, di non essere più disturbato.

 

A cura di K-pop News Italia

*K-pop News Italia è un gruppo di cinque ragazze che, dal 2018, porta notizie sulla Corea del Sud in Italia per renderle accessibili a tutti, offrendo spunti di riflessione e condividendo tante curiosità. Si può seguire su Instagram qui

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