La lunga marcia di Pechino verso l’autosufficienza tecnologica prosegue a gran velocità. Secondo fonti di Bloomberg, il vicepremier Liu He, zar della finanza cinese nonché braccio destro di Xi Jinping, è stato messo alla guida di una nuova iniziativa che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo e la produzione dei chip di terza generazione. L’expertise di Liu – dal 2018 a capo di una task force incaricata di formulare le politiche scientifiche e tecnologiche –   servirà a dirottare verso il progetto adeguate risorse finanziarie e tecnologiche. Quello dei chip di terza generazione – che utilizzano composti come nitruro di gallio e carburo di silicio per migliorare significativamente le prestazioni dei semiconduttori – è un terreno vergine in cui Pechino ha ancora un notevole vantaggio competitivo su Stati uniti, Corea del Sud e Giappone. A maggio, il vicepremier aveva presieduto una riunione della task force tecnologica per discutere il futuro dell’industria una volta che la famigerata legge di Moore si sarà estinta. Il vicepremier starebbe anche supervisionando lo sviluppo del software cinese per la progettazione di chip e macchine per la litografia ultravioletta estrema, così da consolidare contemporaneamente l’industria dei chip tradizionali  Secondo documenti governativi, il Ministero della Scienza e della Tecnologia ha in previsione di iniettare 400 milioni di yuan (62 milioni di dollari) nella produzione di “materiali elettronici strategici”, inclusi i chip di terza generazione. [fonte Bloomberg]

La città di Pechino ha raggiunto il picco delle emissioni

La città di Pechino ha già raggiunto il picco delle emissioni. Nel 2012. Secondo i piani di Xi Jinping la Cina dovrà diventare carbon neutral entro il 2060. Ma stando a uno studio “autorevole” riportato dal People’s Daily la capitale cinese è in netto anticipo sulla tabella di marcia. Dalla ricerca si apprende che “le emissioni di carbonio di Pechino hanno raggiunto il picco nel 2012 e grazie al Clean Air Action Plan implementato nel 2013, sono diminuite significativamente nel 2014 e nel 2015”. Nonostante un leggero aumento tra il 2016 e il 2019 a causa della crescita nel settore dell’aviazione, le emissioni totali sono state inferiori rispetto al 2012. Lo scorso anno il Covid ha contribuito a ridurre il consumo energetico. La capitale cinese, nota un tempo per i suoi cieli grigi, è un esempio particolarmente virtuoso: ha chiuso le sue quattro centrali elettriche a carbone e le ha sostituite con impianti a gas in grado di generare 2,6 volte più elettricità del combustibile fossile. L’intento è quello di raggiungere la neutralità carbonica per il 2050, dieci anni prima rispetto al traguardo nazionale. Replicare l’esperienza di Pechino altrove non sarà tuttavia così facile. Shanghai, il Jilin e il Qinghai ci sono già riuscite. Altre 14 province e città dovrebbero raggiungere il picco entro il 2025. Ma nessuna può eguagliare la capitale per risorse e volontà politica. [fonte SCMP]

Cina: giro di vite sul cyberbullismo nei fan club online

Anche gli idol possono essere un tema controverso in Cina, soprattutto se il culto delle star si trasforma in “caos”. L’allarme è arrivato martedì dall’Ufficio della commissione centrale per gli affari del cyberspazio, che ha inaugurato un’operazione investigativa nel mondo dei fan quan – i fan club delle star online. Le prime osservazioni risalgono a maggio, ma ora Pechino inizia a fare sul serio: ne va della salute mentale dei giovani, spesso giovanissimi, che accedono a questi gruppi online. “I fan club lanciano insulti verbali online, imbrogliano le classifiche dei loro idoli, diffondono fake news e inquinano il dibattito su internet, influenzando negativamente la salute fisica e mentale dei minori”, si legge nella dichiarazione della Commissione. L’ente ha affermato che i ragazzini attratti in queste cerchie online vengono indotti a contribuire alla raccolta di fondi o alle campagne di voto dei talent show.

Non sarebbero rari i casi di abusi verbali, bullismo online, molestie e doxing (diffusione su internet di informazioni, di solito riservate, senza il consenso del proprietario). Secondo la denuncia della Commissione gli utenti sarebbero incoraggiati a sfoggiare ricchezza e stravaganza. Per finire, in questi circoli online ci sarebbe un abuso di bot e altri trucchi per far convergere le tendenze dei social media sui profili dei VIP. [Fonte: The Guardian]

Morto il maiale sopravvissuto al terremoto del Sichuan

E’ morta all’età di 14 anni Zhu Jianqiang, il maiale sopravvissuto al terribile terremoto che nel 2008 colpì il Sichuan. La notizia ha commosso il web, diventando il terzo argomento più discusso nella giornata di ieri. “Grazie per averci mostrato la grandezza della vita dimostrando la tua forte volontà”, scrive un utente. “Eravamo preoccupati che non potesse arrivare al 12 maggio [giorno dell’anniversario del terremoto], ma alla fine ha continuato ad andare avanti per un altro mese. Era davvero un ‘maiale pieno di vita'”, aggiunge un altro. L’animale ha vissuto per 36 giorni intrappolato sotto le macerie dopo che il terremoto di magnitudo 8 colpì la contea di Wenchuan. Da allora è diventato un simbolo di forza. [fonte GT]

Kim Jong-un apre al dialogo con gli Usa

Kim Jong-un si è detto pronto al “dialogo e al confronto” con gli Stati Uniti. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale Korean Central News Agency, il leader nordcoreano ha condotto una “analisi dettagliata delle tendenze politiche della nuova amministrazione Usa” nel corso di una sessione plenaria del Comitato centrale del Partito del lavoro nordcoreano. Kim ha “evidenziato la necessità di prepararsi sia al dialogo che al confronto, e in particolare di essere pienamente preparati al confronto per proteggere la dignità del nostro Stato e il suo interesse ad uno sviluppo indipendente”. Il leader nordcoreano ha chiesto di reagire “con prontezza e acume ad una situazione in rapido mutamento, e di concentrare gli sforzi nel mantenimento del controllo della situazione nella Penisola coreana”. Si tratta della prima apertura pubblica di Kim al confronto diplomatico con la nuova amministrazione statunitense, dopo un silenzio durato oltre 18 mesi. Potrebbe aver influito l’annuncio di un incontro trilaterale tra funzionari del ministero degli Esteri sudcoreano e rappresentanti di Stati Uniti e Giappone. Intanto il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha annunciato che l’amministrazione procederà alla nomina di un inviato speciale per i diritti umani in Corea del Nord. [fonte NYT]

Il Vietnam introduce un codice di condotta online

Il Vietnam ha pubblicato delle linee guida per disciplinare la condotta online. Il nuovo codice – pubblicato ieri dal ministero dell’Informazione – vieta i post che violano la legge e “colpiscono gli interessi dello stato”. I destinatari delle nuove misure sono tanto le organizzazioni statali quanto i gestori dei social media e gli utenti. Chi utilizza le piattaforme digitali è “incoraggiato a promuovere la bellezza del paesaggio, della gente e della cultura del Vietnam e a diffondere belle storie su brave persone”, mentre i provider sono tenuti a “trattare gli user come previsto dalle leggi nazionali”. Non è chiaro se le disposizioni siano giuridicamente vincolanti né come verranno applicate. Ma il Vietnam notoriamente mal tollera le voci del dissenso e negli ultimi anni non ha mancato di arrestare blogger e dissidenti per il loro attivismo online. Secondo la Reuters, il governo di Hanoi starebbe valutando la possibilità di bandire Facebook dal paese. [fonte Reuters]

Ha collaborato Sabrina Moles