In Cina e Asia – La Cina prima per numero di unicorni

In Notizie Brevi by Alessandra Colarizi

La Cina ha superato gli Stati Uniti per numero di “unicorni”, come vengono chiamate le startup del valore di oltre 1 miliardo di dollari. Lo rivela Hurun, il Forbes cinese, secondo il quale il gigante asiatico vanta ormai 206 degli 494 unicorni presenti a livello mondiale, con gli States fermi a quota 203. Questo vuol dire che le due superpotenze da sole contano per oltre il 90% del totale. Alla Cina va anche il privilegio di ospitare le tre startup con il valore di mercato più alto: Ant Financial, ByteDance e Didi Chuxing, valgono messe insieme 280 miliardi di dollari. I settori più rappresentativi a livello mondiale sono l’e-commerce e il fintech, seguiti da cloud computing, intelligenza artificiale e logistica. [fonte: AFP]

Pechino ha investito nel 17% dei porti africani

La lunga marcia della Cina in Africa prosegue spedita, soprattutto lungocosta. Secondo uno studio del CSIS, Pechino avrebbe già investito nel 17% dei 172 porti dell’Africa sub-sahariana, per un totale di 46 scali marittimi. Calcoli di natura commerciale, militare e politica concorrono simultaneamente a rendere le coste africane particolarmente appetibili, dando adito ai sospetti di quanti scorgono nella Belt and Road un espansionismo armato. Stando al report, almeno sei dei porti in questione hanno ricevuto la visita di navi da guerra cinesi o sono porti con funzioni sia civili che militari. Sette degli undici scali gestiti da compagnie cinesi sono in acque profonde, quindi in grado di ospitare navi cargo di grandi dimensioni ma anche imbarcazioni militari. Dando voce ai timori di Washington, un paio di giorni fa il vicesegretario alla Difesa Chad Sbragia ha affermato che le ambizioni globali della Cina rischiano di privare gli States di “porti sicuri”. Ciononostante, il rapporto del CSIS suggerisce che a prevalere tra gli obiettivi marittimi di Pechino siano i “guadagni commerciali”. [fonte: CSIS]

L’ambiziosa riforma del sistema sanitario cinese

Dopo anni di scandali e denunce, il sistema sanitario cinese sta vivendo una vera e propria rivoluzione con ripercussioni globali. Per placare le preoccupazioni di una classe media sempre più esigente, Pechino ha varato un piano di riforma con l’intento di rendere l’industria sanitaria cinese contemporaneamente la migliore e la più economica al mondo. La strada è in salita ma che il governo faccia sul serio lo dimostra l’impegno economico: 38 miliardi di dollari è la cifra sborsata per migliorare gli ospedali pubblici. Entro il 2030 il settore sanitario dovrà arrivare a valere 2,3 trilioni di dollari, il doppio di adesso. Ma c’è dell’altro. Per attingere al mercato cinese le aziende farmaceutiche – come Pfizer e Roche – stanno abbattendo i costi dei propri medicinali fino al 70%. Secondo Bloomberg, l’approvazione di alcuni farmaci e studi medici avviene già più rapidamente oltre Muraglia che negli Stati Uniti. [fonte: Bloomberg]

Prima condanna per molestie sui mezzi pubblici

Shanghai è diventata la prima città cinese a risolvere per vie giudiziarie un caso di molestie sessuali sui trasporti pubblici. Secondo il sito Guancha, un 34enne è stato condannato a sei mesi di carcere dopo che lo scorso luglio era stato accusato di aver palpato una donna e una minorenne sulla linea 8 della metropolitana. Wang, questo il nome del molestatore, è la prima persona ad essere punita penalmente con l’accusa di “comportamento indecente” sui mezzi pubblici. Quello delle aggressioni sessuali sui trasporti pubblici è un fenomeno in rapida crescita. Secondo un sondaggio nazionale condotto dal China Youth Daily nel 2015, oltre la metà delle 1.117 donne intervistate ha dichiarato di aver subito qualche forma di molestia sessuale su un autobus o in metro. Oltre il 70 percento dei rispondenti, compresi 906 uomini, ha esortato i legislatori a inasprire le leggi contro i tentatori del trasporto di massa e creare una lista nera per i recidivi.[fonte: Supchina]

Giappone: 2000 ospiti all’intronizzazione di Naruhito

L’imperatore del Giappone Naruhito ha proclamato quest’oggi la sua intronizzazione alla presenza di 2.000 ospiti, tra cui capi di stato e dignitari di circa 180 paesi, compresi il vicepresidente cinese Wang Qishan e la leader di Hong Kong Carrie Lam. “Prometto che agirò secondo la Costituzione e adempirò alla mia responsabilità come simbolo dello Stato e dell’unità del popolo giapponese, desiderando sempre la felicità del popolo e la pace del mondo”, ha dichiarato il sovrano affiancato dall’imperatrice Masako. La cerimonia, scandita da brevi gong e rulli di tamburi, si è svolta nella “Sala dei Pini” del palazzo imperiale, alla presenza di membri della famiglia imperiale, sebbene l’imperatore Emerito Akihito e l’Imperatrice Emerita Michiko non abbiano presenziato. La parata celebrativa in programma per oggi è stata spostata al 10 novembre in segno di rispetto nei confronti delle vittime del tifone Hagibis. Naruhito è diventato ufficialmente il 126esimo imperatore del Giappone il primo maggio, il giorno dopo l’abdicazione di suo padre Akihito, rimasto sul trono per 30 anni. [fonte: NIKKEI]

China Files propone alle aziende italiane interessate alla Cina servizi di comunicazione quali: newsletter, aggiornamenti su specifici settori e gestione dei contenuti web sui social network locali, oltre a progetti formativi e approfondimento ad hoc. Contattaci a info@china-files.com