premier

In Cina e Asia – Escalation di violenza a Colombo: si dimette il premier dello Sri Lanka

In Notizie Brevi by Vittoria Mazzieri

I titoli di oggi:

  • Escalation di violenza a Colombo: si dimette il premier dello Sri Lanka
  • Xi Jinping a Olaf Scholz: no all’espansione della guerra in Ucraina, sì all’autonomia strategica dell’Ue
  • Energia e tecnologia militare e spaziale: la Cina intensificherà la cooperazione con la Russia
  • Il Giappone spera in una nuova strategia per l’Indo-Pacifico e di rafforzare la partnership con l’Ue
Escalation di violenza a Colombo: si dimette il premier dello Sri Lanka

Ieri il premier dello Sri Lanka Mahinda Rakapaksa ha rassegnato le sue dimissioni “con effetto immediato”. La decisione – riportata in un tweet – è giunta in seguito ai forti scontri che hanno avuto luogo nella giornata di ieri a Colombo: come riporta l’Agence France-Presse, i sostenitori dell’attuale governo, armati di bastoni e mazze, hanno attaccato i manifestanti pacifici accampati nel sito di protesta GotaGoGama (Gota Go Home), creato il 9 aprile nei pressi dell’ufficio del presidente Gotabaya Rajapaksa, fratello minore del dimissionario premier, per chiederne le dimissioni. L’amministrazione Rajapaksa è accusata di aver contribuito alla grave crisi economica che da mesi sta causando al paese continui blackout e carenze di cibo, carburante e medicinali. Nelle ore precedenti all’escalation di violenza il presidente si era rivolto ai suoi sostenitori promettendo che avrebbe “protetto gli interessi della nazione”.

Ma le violenze si sono diffuse in tutta la capitale. In risposta all’attacco da parte dei sostenitori pro-governo, la polizia è intervenuta con cannoni ad acqua e gas lacrimogeni. Nelle stesse ore il deputato del partito di governo Amarakeerthi Athukorala ha sparato a due persone dopo che la sua auto era stata circondata dai manifestati anti-governativi. È stato trovato morto all’interno dei veicolo, assieme alla sua guardia del corpo. Si contano in tutto cinque decessi, e secondo alcune fonti i feriti sarebbero 190. Dopo che le manifestazioni nelle scorse settimane avevano spinto il governo a ordinare lo stato d’emergenza in tutto il paese, ieri è stato imposto il coprifuoco, prima solo nella capitale e poi per tutti i 22 milioni di srilankesi. Le autorità hanno anche schierato l’esercito per evitare che i manifestanti prendano d’assalto i fornitori di carburante e di beni di prima necessità.

Alla notizia delle dimissioni sono seguite manifestazioni di gioia da parte dei dimostranti anti-governativi. Ma, per ora, il presidente non sembra vacillare. Secondo l’AFP la lettera dell’ormai ex premier a suo fratello minore ha indicato che le sue dimissioni sono mirate a spianare la strada a un “governo di tutti i partiti” che guidi i paesi fuori dalla crisi. Ma Sajith Premadasa, il leader di Samagi Jana Balawegaya, il più grande partito di opposizione del paese, ha negato in più occasioni di essere disposto a governare assieme ai membri della famiglia Rajapaksa.

Xi Jinping a Olaf Scholz: no all’espansione della guerra in Ucraina, sì all’autonomia strategica dell’Ue

Durante la videoconferenza di ieri con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, Xi Jinping ha detto che è necessario intraprendere ogni sforzo possibile per opporsi all’espansione del conflitto in Ucraina ed evitare che si arrivi a una “situazione ingestibile”. Secondo il resoconto ufficiale il segretario generale del Partito comunista cinese, sottolineando gli sviluppi nelle relazioni con la Germania, ha anche invitato il paese a partecipare alla Global Security Initiative, piano di cui Xi ha parlato in apertura del Boao Forum dello scorso aprile, e che punta sulla  “stabilità”.

Il tema centrale, quindi, è quello della “sicurezza”: quella del continente europeo deve rimanere prerogativa degli stessi europei. Se Xi ha chiarito che la Cina ha lavorato “a modo suo” per disinnescare le tensioni in Europa orientale, contemporaneamente il paese “sostiene l’autonomia strategia dell’Ue”. Cina ed Europa, ha aggiunto, sono “partner strategici globali” e le loro relazioni non devono essere “sottomesse” o “controllate” da una parte terza.

Energia e tecnologia militare e spaziale: la Cina intensificherà la cooperazione con la Russia

La Cina continuerà ad approfondire la cooperazione con la Russia su tecnologia militare, energia e spazio. Sono le parole rilasciate ieri dall’ambasciatore cinese a Mosca Zhang Hanhui all’agenzia di stampa russa Tass. In particolar modo è l’energia a figurarsi come “la più importante, fruttuosa ed estesa area di cooperazione pragmatica”. Ad aprile le importazioni cinesi dalla Russia hanno raggiunto un livello record di 8,89 miliardi di dollari – che secondo i calcoli del South China Morning Post equivale a un aumento del 56,6% rispetto allo stesso periodo nel 2021 e del 13,3% rispetto a marzo di quest’anno. Di queste, una parte consistente è costituita da petrolio e gas. I dati forniti a inizio maggio dalla società russa Gazprom mostrano che le esportazioni di gas naturale in Cina sono aumentate del 60% nel periodo gennaio-aprile 2022 rispetto agli stessi mesi dello scorso anno. Ma buona parte dell’incremento è da attribuire alle fluttuazioni dei prezzi del greggio.

Da Zhang nessuna promessa su un ulteriore aumento dell’acquisto di gas, che arriva in Cina attraverso il gasdotto Power of Siberia. Ha menzionato, tuttavia, le difficoltà che le sanzioni imposte da Ue e Stati Uniti stanno causando agli scambi commerciali tra Pechino e Mosca, e ha chiarito la necessità che i due paesi rafforzino la comunicazione e il coordinamento “nel regolamento commerciale e nella logistica”. Sebbene l’ambasciatore abbia negato che ci sia un piano per abbandonare il dollaro, ha aggiunto che la Cina continuerà a sostenere l’utilizzo del renminbi e del rublo e a promuovere il ruolo delle istituzioni finanziarie di entrambi i paesi.

Il nuovo ebook di China Files, uscito domenica 9 maggio, ha affrontato anche il tema dell’impatto della guerra in Ucraina sui sistemi di pagamento e messaggistica finanziaria alternativi: “L’attuale situazione in Ucraina potrebbe, secondo alcuni, avvantaggiare Pechino [..] E, soprattutto, beneficiare il suo sistema di pagamento alternativo: lanciato nel 2015 dalla People’s Bank of China per promuovere l’internazionalizzazione dello yuan, Cross Border Payment System (CIPS) [..] ha elaborato nel 2021 più di 12 trilioni di dollari di transazioni, un aumento del 75% rispetto all’anno precedente”.

Il Giappone spera in una nuova strategia per l’Indo-Pacifico e di rafforzare la partnership con l’Ue

Stando a quanto dichiarato dall’ambasciatore giapponese negli Stati Uniti Koji Tomita durante un recente evento virtuale del Centre for Strategic and International Studies di Washington, Stati Uniti e Giappone hanno lavorato assieme ai dettagli dell’Indo-Pacific Economic Framework (IPEF): si pensa che il lancio ufficiale di questa nuova stretegia economica di Washington per l’Indo-Pacifico coinciderà con la visita che il presidente statunitense Joe Biden condurrà in Giappone e Corea del Sud, tra il 20 e il 24 maggio prossimi. I precedenti, ovvero il ritiro degli Usa durante l’amministrazione Trump dall’accordo Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP), sono stati definiti da Tomita “un contrattempo”. Ma ritiene che la visita di fine maggio stabilirà che Tokyo e Washington sono “pronti a svolgere un ruolo di leadership nello sviluppo economico e sociale della più ampia regione indopacifica”. Biden, tuttavia, ha continuato a ignorare gli appelli per un ritorno nel CPTPP.

Ma il Giappone guarda anche all’Unione europea. È previsto per giovedì 12 maggio un incontro tra il primo ministro Fumio Kishida e i leader europei, con l’obiettivo di rafforzare le catene di approvvigionamento e stabilire standard comuni per tecnologie strategiche come semiconduttori, intelligenza artificiale, 5G e 6G. Una partnership digitale di cui si parla da prima del conflitto in Ucraina, ma che ha ricevuto maggior slancio con l’attuale situazione geopolitica. L’Ue ha riconosciuto che il Giappone ha mostrato “piena solidarietà” con le sanzioni imposte alla Russia. “Ciò che accade oggi in Europa potrebbe accadere domani nell’Indo-Pacifico”, ha detto una fonte del South China Morning Post, che ha aggiunto che l’attuale situazione in Ucraina ha naturalmente spinto l’Ue a guardare a un maggior coinvolgimento nell’Indo-Pacifico. Kishida ha concluso qualche giorno fa un tour che lo ha condotto in Indonesia, Vietnam, Thailandia, Città del Vaticano, Italia e Regno Unito, allo scopo, ancora, di ridurre la dipendenza commerciale con la Cina e controllare l’influenza di Pechino nell’Indo-Pacifico.

 

Di Vittoria Mazzieri