In Cina e Asia – Covid-19: Per la prima volta, la Cina riporta zero casi autoctoni

In Notizie Brevi by Alessandra Colarizi

Per la prima volta da gennaio, la Cina continentale ha registrato zero nuovi casi nelle precedenti 24 ore. Secondo la Commissione sanitaria nazionale, è anche la prima volta che la provincia dello Hubei, epicentro dell’epidemia, non riporta nessun contagio, nemmeno in arrivo da altre zone. “Se a Wuhan non si verificherà nessun nuovo caso per 14 giorni consecutivi, riteniamo che i blocchi potranno essere gradualmente rimossi”, spiega il China Daily citando un esperto. Ma il livello d’allerta rimane alto, almeno per quanto riguarda le infezioni importate dall’estero. Ben 34 nella giornata di mercoledì – in aumento rispetto ai 13 del giorno prima – di cui 21 nella sola Pechino. Per prevenire un nuovo focolaio nella capitale, le autorità hanno deciso di dirottare alcuni voli internazionali verso Tianjin, Shijiazhuang,  Taiyuan e Hohhot. [fonte: Reuters]

La Cina protagonista al G20 virtuale

Dopo la “diplomazia delle mascherine”, Pechino potrebbe presto incassare un nuovo più sostanzioso plauso delle comunità internazionale.  Nel weekend si terrà un vertice straordinario del G20, a cui potranno prendere parte anche quei paesi – proprio come la Cina – assenti dal recente meeting del  Gruppo dei Sette. L’incontro – che sarà solo virtuale –  servirà a formulare politiche coordinate nel tentativo di alleviare le implicazioni umane ed economiche dell’epidemia di Covid-19, sempre più visibili anche in Europa e negli Stati Uniti. Nel corso di una telefonata con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, la scorsa settimana Xi Jinping ha dichiarato che la Cina è pronta a condividere la sue esperienze e a condurre ricerche per lo sviluppo di farmaci e vaccini in tandem con il resto della comunità internazionale. A questo proposito, il presidente cinese si è espresso di recente in un articolo comparso sul periodico Qiushi in cui si sottolinea la necessità di “costruire e migliorare un nuovo tipo di sistema sponsorizzato dallo stato nell’affrontare le tecnologie strategiche e fondamentali”.  Dallo scorso gennaio, Pechino ha riunito una task force composta da una dozzina di agenzie governative incaricata di guidare almeno 47 progetti di ricerca scientifica e tecnologica, dallo sviluppo di un vaccino ai test kit, passando per l’utilizzo di simulazioni attraverso big data e intelligenza artificiale per studiare il comportamento della malattia. [fonte: SCMP,China News]

Covid-19: i cinesi ricominciano a spendere

Con l’epidemia ormai pressoché domata, c’è chi già parla di “revenge spending”. Spese pazze per sopperire ai due mesi di astinenza. Secondo i dati rilasciati recentemente dal governo, nei primi due mesi dell’anno gli acquisti retail sono precipitati di un quinto a causa delle misure restrittive adottate per contenere il contagio. Mentre il ritorno alla normalità richiederà ancora qualche tempo, i segni della ripresa sono già visibili. Durante il fine settimana, centinaia di persone hanno affollato i negozi Apple di Shanghai, mentre a Pechino i punti vendita di IKEA, hanno registrato lunghe code a causa delle nuove regole introdotte per distanziare la clientela. Riapertura col botto anche per i ristoranti di Chongqing specializzati nella hotpot, con tempi di attesa segnalati dalle 6 alle 8 ore. Sconti e coupon sono le armi con cui negozianti e amministrazioni provinciali puntano a stimolare i consumi, mentre i membri del partito sono stati invitati ad aprire il portafoglio per dare il buon esempio. Secondo un rapporto di Bain, è realistico attendersi una reazione in stile post- SARS. Ovvero una rapida ripresa della spesa in alimenti e cosmetici affiancata da una crescita vertiginosa del settore dell’abbigliamento, anche superiore ai livelli pre-epidemici. [fonte: Reuters]

L’epidemia minaccia il settore agricolo

Le misure adottate per combattere il coronavirus stanno mettendo a rischio il settore agricolo cinese e la stessa sussistenza alimentare del paese. Carenza di manodopera, semi e fertilizzanti sono tra le principali cause menzionate in un sondaggio condotto lo scorso mese dalla Qufu Normal University che raccoglie l’opinione di funzionari di villaggio in 1.636 contee. Con la stagione della semina alle porte, il 60% degli intervistati si è definito “pessimista” o “molto pessimista” sopratutto a causa della mancanza di personale. Il settore agricolo dipende fortemente dai lavoratori migranti, ma le restrizioni sulla viabilità introdotte a gennaio hanno permesso solo a un terzo degli adulti provenienti da 104 villaggi in 12 province interne di raggiungere altre zone del paese dalla fine del Capodanno lunare. Normalmente, circa l’80 – 90 per cento della popolazione rurale adulta lavora lontano da casa. Secondo gli analisti, un forte calo della produzione agricola (in particolare del grano) rischia di esacerbare l’inflazione alimentare, già ai massimi da 12 anni, gettando la leadership comunista davanti a una nuova sfida politica. [fonte: FT.]

La Cambogia sospende la costruzione di nuove dighe

La Cambogia ha annunciato la sospensione per 10 anni di tutti i progetti idroelettrici lungo il Mekong.  La decisione, annunciata ieri dal ministro dell’Energia, spingerà il paese verso un maggior impiego di carbone, LNG ed energia solare, come consigliato da una società di consulenza Giapponese. Negli ultimi anni, la costruzione di dighe ha messo a repentaglio la biodiversità del corso d’acqua più lungo dell’Indocina, compromettendo attività primarie come la pesca e l’agricoltura. Con lo stop di Phnom Penh, il Laos resta l’unico paese a valle ad avere in agenda nuovi impianti idroelettrici. [fonte: Reuters]

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