Miei cari amici italiani, quando, l’11 marzo, ho ricevuto la notizia delle chiusure generalizzate in Italia a seguito del coronavirus, il mio cuore si è riempito di tristezza. Questo nonostante stessi semplicemente leggendo le notizie su di uno schermo a migliaia di chilometri di distanza, a Wuhan, la città in cui io stessa mi sono trovata sotto stretta quarantena per quasi due mesi a causa dello stesso virus, il COVID19.

Osservare l’Italia da lontano era come rivivere la storia di Wuhan due mesi fa, è quasi come se la stessa trama fosse stata riproposta in Italia. Ricordo ancora il mio shock quando mi svegliai la mattina del 23 gennaio, ricevendo la notizia che alle 2 del mattino il sindaco decise di interrompere tutti i trasporti pubblici e cercare di confinare il virus in questa città di 9 milioni di abitanti. In questi ultimi giorni, sempre più amici italiani sul mio profilo Facebook hanno condiviso articoli scientifici che hanno convinto i loro connazionali a rimanere chiusi in casa; i giovani di Wuhan hanno fatto lo stesso con i loro genitori ed i loro nonni alla fine di gennaio. Oggi ho letto la testimonianza del dott. Daniele Macchini sulla sua crescente ansia di fronte al numero sempre maggiore di pazienti ospitati nelle terapie intensive. Le sue parole hanno fatto eco a ciò che a Wuhan ha sentito un paio di settimane fa dai nostri stessi dottori e infermieri. Queste tristi somiglianze mi portano a chiedervi come state, uomini e donne italiani in quarantena, nel provare questo improvviso cambiamento all’interno delle vostre vite. Vorrei dirvi che non importa quanto pensieri cupi possiate avere, non siete soli, e sono sicura che sarete, ognuno col proprio piccolo ma prezioso contributo, in grado di aiutare il vostro paese a farcela a superare questa crisi.

In media, gli ospedali a Wuhan assegnano ad ogni paziente sei infermieri quando c’è bisogno di cure intensive. Proprio come nelle scene odierne che giungono dall’Italia, i posti in terapia intensiva si esaurivano velocemente; tutto il personale medico era occupato a combattere il CCOVID19, molte operazioni salvavita hanno dovuto fare spazio alle terapie intensive per combattere il virus e ciò comunque non era abbastanza. I medici ce la mettono davvero tutta, e difatti non ho sentito alcuna notizia di dottori che sono venuti meno al loro dovere. Quando dunque ho avuto notizia dell’aumento dei casi in Italia, i racconti e le immagini che arrivavano dagli ospedali di Wuhan sono tornati vivi ai miei occhi. Centinaia di dottori contagiati, alcuni purtroppo deceduti: è tristissimo, non voglio che la tragedia di Wuhan si ripeti di nuovo in Italia, ossia la perdita di prezioso supporto medico anche dopo il termine dell’emergenza coronavirus. Vi prego di evitare tutto ciò, seguite scrupolosamente tutte le misure di precauzione!

Al momento, mi pare che le misure di isolamento domiciliare emanate dal governo italiano assomiglino a quelle imposte a Wuhan tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Un problema che abbiamo dovuto affrontare è stata l’introduzione del virus all’interno dei nuclei familiari, portato anche da un singolo membro. Nel momento di massima emergenza, ho ricondiviso un numero infinito di messaggi di tantissime persone in difficoltà sui miei social network: gridavano a pieni polmoni aiuto per i loro cari. Tanti di coloro che cercavano aiuto erano contagiati loro stessi. Io sono stata fortunata, non ho mai contratto il virus ma ho sempre aderito alle stringenti misure per paura di poter recare danno alla mia famiglia: in generale sono tutti sani, ma papà è sovrappeso e mia mamma ha una malattia respiratoria cronica; ero sicura che questo virus non mi avrebbe colpito in maniera grave, ma non si trattava di pensare solo a me sstessa.di nuovo, auguro all’Italia di non ripetere le tragedie avvenute ad Wuhan. Vi imploro di far sì che ciò non accada! Non sto usando questi tristi racconti per instillare il panico in voi, tutt’altro, non si tratta della fine del mondo! Ma “non avere paura” non significa non fare nulla. Wuhan ha avuto diversi momenti bui, ma sto facendo questi esempi per dimostrare che se il sistema sanitario italiano collasserà, il dramma di Wuhan si ripeterà. Pensate a quei pazienti senza speranza, a quegli instancabili medici ed infermieri, e a quanto potrete aiutarli stando in salute non uscendo di casa.

Il regime di quarantena non è facile da seguire. Le difficoltà arriveranno nei prossimi giorni, non subito. La mia impazienza e la mia paura iniziarono a farsi largo nella mia mente solo dopo due settimane, nel momento in cui i piani di vita che avevo predisposto vennero inglobati dall’incertezza più totale. A volte si creavano momenti di tensione all’interno della mia famiglia, pur senza alcun apparente motivo. Una mia amica qualche giorno fa mi ha raccontato di come si rammaricata per aver iniziato discussioni inutili in merito ad aspetti triviali della vita. Immagino che tanti di voi, ad un certo punto, inizieranno a preoccuparsi della scuola, del lavoro o della propria attività. Ci saranno molti punti critici che verranno a turbare la vostra vita. Potreste trovarvi ad odiare il governo, a puntare il dito contro una sua possibile reazione sproporzionata all’emergenza, ad ascoltare un politico criticare i suoi colleghi. Alcune delle persone a voi vicine potrebbero voler sfidare l’autorità andando contro le regole e addirittura mostrarsi trionfanti nell’aver fatto ciò. Non conosco la politica italiana a tal punto da dire quale partito sia da seguire e quale da non considerare.

Il mio consiglio è che finché nessun virologo, infettivologo od esperto vi potrà dire che il ritorno alla normalità è imminente, non dovete lasciarvi convincere dalle parole dei politici. Inoltre, abbiate fiducia in voi stessi.

Personalmente non pensavo di poter sopravvivere senza la mia amata doppia dose di caffè quotidiana, eppure ce l’ho fatta. Voi e la vostra comunità dovete fare affidamento su una capacità cruciale: la resilienza.

Questo è quanto vorrei che prendeste dall’esempio tremendo di Wuhan. Mi sono sentita in dovere di condividere tutto questo con voi perché ho capito che talvolta ci si può sentire incompresi e frustrati, senza sapere come esprimere le proprie emozioni. Quindi voglio ancora ricordarci che sebbene il vostro paese sia isolato, voi non siete soli. La vostra tristezza è reale tanto più quanto tutti vengono inondati da notizie negative. La vostra tranquillità, invece, è massima quando il sole splende alto nel cielo, tanto che il vostro panico si liquefarà. La vostra rabbia è reale. Io stessa, a causa dell’egoismo di alcuni miei compatrioti, nelle scorse settimane mi chiedevo con rabbia “chi vi autorizza a fare ciò?”. Ma non dimenticate che anche i momenti toccanti sono reali. Così come sono stata colpita da diversi incidenti occorsi in Cina, così ho ricevuto sensazioni positive nel vedere tanto aiuto reciproco. Viviamo per quelle anime pie della nostra società. Permettiamo loro di mostrarsi in tutta la loro dolcezza, non ostacoliamole. Il virus è come una fessura nella nostra società, ma d’altronde è attraverso una fessura che può passare la luce. Sono sicura che l’Italia si riempirà di storie commoventi e bellissime in questo senso, e non vedo l’ora di leggerle tutte.

Sono stata in Italia cinque volte ed ho incontrato molte persone care e di spessore durante i miei studi in Europa. Venni ospitata da un gentilissimo ragazzo italiano, mio coinquilino, nella sua casa in Sardegna, e fui impressionata dalle fortissimi relazioni sociali all’interno della comunità locale. Ricordo con molto affetto quella esperienza e la bontà con cui venni trattata a Cagliari. Sebbene non possa immaginare quante persone possano sentirsi meglio dopo aver letto questa lettera scritta da una qualsiasi ragazza di Wuhan, l’esperienza di questa quarantena nella mia città e l’osservazione di quanto sta accadendo in Italia mi ha portato quasi d’istinto a scrivere queste lettere di incoraggiamento. Tutti qui a Wuhan stanno aspettando che la quarantena venga rimossa. Siamo riusciti a ridurre i numeri del contagio da migliaia a meno di una decina al giorno. Credo che anche gli italiani stiano ora accarezzando con la mente i loro eccellenti aperitivi e caffè al bar, sperando di poter tornare quanto presto a quella vita. Non perdete la speranza. Se davvero lavoreremo insieme per raggiungere un solo obiettivo, ce la faremo presto! Quando avremo debellato il virus insieme, vi invito a venire e scoprire Wuhan, mentre io verrò a trovare di nuovo il vostro bellissimo paese.

Cordiali saluti,

Xiaoyan

Wuhan, provincia di Hubei, Cina,

(11/03/2020)

[Traduzione dall’inglese di Luca Spinosa]