Che la si voglia chiamare democrazia o un’ingerenza motivata da fini politici, gli Stati Uniti hanno ribadito il loro sostegno ai manifestanti di Hong Kong in occasione di un’audizione del Congresso che ha visto la partecipazione del leader degli Ombrelli Joshua Wong e della cantate-attivista Denise Ho. L’incontro, organizzato dalla  Congressional-Executive Commission on China, giunge mentre Camera e Senato si trovano a discutere due bozze di legge (l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act  e il PROTECT Hong Kong Act )  che potrebbero alterare sensibilmente i rapporti economici con l’ex colonia britannica, innescando una nuova escalation con la Cina continentale. Entrambe le proposte godono di appoggio bipartisan. “Spero che gli storici celebreranno il Congresso degli Stati Uniti per essersi schierato dalla parte di Hong Kongers, dalla parte dei diritti umani e della democrazia”, ha detto  Wong [fonte: Bloomberg]

Il 70% degli IDE verso la Cina passa per Hong Kong

Nonostante le proteste anti-estradizione, Hong Kong mantiene saldo il suo ruolo di porta d’accesso al mercato cinese. Secondo gli ultimi dati del ministero del Commercio cinese, anche nei mesi turbolenti di giugno, luglio e agosto, l’ex colonia britannica ha fatto da tramite per la porzione più consistente degli investimenti diretti esteri. Nei primi otto mesi dell’anno, la Cina ha ricevuto in tutto 62,9 miliardi di dollari di IDE attraverso Hong Kong, pari al il 70% del totale. Complessivamente, nel periodo di tre mesi da giugno ad agosto, i flussi di investimenti da Hong Kong in Cina sono stati di 25 miliardi, un +8,6 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma i numeri incoraggianti potrebbero non bastare a dare una visione sul lungo periodo. Segni preoccupanti arrivano dal retail e dal calo verticale del settore turistico. Il recente declassamento di Moody’s e Fitch conferma lo scarso ottimismo della comunità internazionale per il futuro.[fonte: Scmp]

Braccio di ferro tra Cina e Usa all’Assemblea generale dell’Onu

Nonostante la diffidenza dell’amministrazione Trump per gli organismi multilaterali, la prossima assemblea generale delle Nazioni Unite potrebbe offrire a Washington l’occasione per un nuovo affondo contro Pechino, deciso a sfruttare il ripiegamento americano per far valere le proprie posizioni in matteria di politica estera e diritti umani. Secondo fonti della Casa Bianca, il presidente statunitense si prepara a includere nel suo discorso commenti velenosi sulla questione uigura e lo stato della libertà religiosa in Cina. Un punto su cui probabilmente si esprimeranno anche Pompeo e Pence nell’ambito di eventi minori. Solo ieri Pechino ha incassato una pesante sconfitta all’interno del Consiglio di Sicurezza. Nonostante le pressioni cinesi, la missione di pace delle Nazioni Unite ha rinnovato il proprio mandato in Afghanistan senza far riferimento al ruolo svolto dalla Belt and Road nel promuovere lo sviluppo del paese [fonte: Reuters, Reuters]

Crediti sociali per 33 milioni di aziende 

Nonostante dubbi e critiche, i lavori per l’istituzione di un sistema di credito sociale procede speditamente. Il piano coinvolgerà 33 milioni di aziende e terrà conto di sentenze giudiziarie, documenti fiscali, standard ambientali, licenze governative, qualità dei prodotti, sicurezza sul lavoro e punizioni amministrative da parte delle autorità che regolano il mercato. Le imprese saranno catalogate a seconda del credito che potrà essere “eccellente, buono, giusto o scarso”. Ma la valutazione iniziale verrà utilizzata solo come “base” per consentire al governo di condurre vari gradi di supervisione. Per cominciare, lunedì, la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme ha annunciato di aver già completato la valutazione delle società fornitrici di servizi di viaggio, miniere di carbone, fornitori di autobus a lunga percorrenza, di gas naturale e servizi per la casa. Le notizie non sono buone. Per ora solo 98 delle oltre 19.000 imprese che operano nel settore del carbone sono state classificate come “eccellenti”, mentre ben 1.868 sarebbero “scarse”. 204 i fornitori di gas naturale a essere stati rubricati nella fascia bassa dopo essere stati inseriti nella lista nera della Corte suprema o dell’Amministrazione statale per il regolamento del mercato per aver violato le leggi o regolamenti. Solo lo scorso mese la Camera di commercio europea ha espresso preoccupazione per le potenziali implicazioni del sistema, utilizzabile come arma di ritorsione contro le aziende straniere in caso di controversie politiche e commerciali. Mentre l’attenzione internazionale si è concentrata prevalentemente sui crediti sociali come strumento di controllo sociale, secondo la società di consulenza Trivium, l’80% delle informazioni finora raccolte dalle autorità competenti riguarda società non individui [fonte: Scmp]

La Cina diventa venditrice netta di assets esteri

Per la prima volta dal 2009, quest’anno le società cinesi sono diventate venditrici nette di asset globali. Secondo i dati di Dealogic,  ammontano a 40 miliardi di dollari gli investimenti di cui le aziende cinesi si sono liberate – contro i 32 miliardi di dollari dell’intero 2018 – mentre gli acquisti all’estero si sono fermati a 35 miliardi. Quanto disinvestito negli Usa ha raggiunto quota 26 miliardi quest’anno, in aumento rispetto agli 8 miliardi di asset ceduti nel 2018. Il Financial Times cita tra le cause un peggioramento delle condizioni economiche generali, oltre a un aumento delle restrizioni sui capitali e ai maggiori controlli a cui sono soggette le società cinesi in Europa e negli Stati Uniti. La svolta è stata sancita nel 2016, l’anno in cui i grandi gruppi cinesi hanno iniettato all’estero oltre 200 miliardi di dollari in operazioni spesso irrazionali che hanno portato a un incremento vertiginoso del debito [fonte: FT]

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