Taranto. “Stiamo parlando di una società leader mondiale che promuove il Made in Italy, assolutamente italiana, il management è rimasto italiano, gli stabilimenti sono in Italia, i lavoratori sono in Italia, il know how è italiano. Se poi c’è una partecipazione straniera ed abbiamo deciso, da oggi, che dobbiamo sovietizzare il sistema economico, non sono d’accordo”. Firmato Giuseppe Conte. Sono le parole con cui il premier commenta la partecipazione cinese nel gruppo Ferretti. Perché Conte si occupa degli investitori di Ferretti? Perché il gruppo si insedierà a Taranto per la costruzione di yacht all’interno dello scalo ex Belleli, un’area di 220mila metri quadri all’interno del porto. E perché la vicenda è finita all’attenzione del Copasir, guidato dal leghista Raffaele Volpi, che ha nel mirino gli investimenti del Dragone nelle infrastrutture italiane. 

Nonostante le pressioni americane, il governo è andato avanti e ha firmato l’accordo per l’insediamento di Ferretti nell’area ex Belleli, con una concessione demaniale di 40 anni. Dopo che la zona sarà stata bonificata (compito che spetta al pubblico) il gruppo investirà 85 milioni di euro per costruire la sua settima fabbrica in Italia dove produrre nuovi scafi. Occupazione prevista: circa 400 lavoratori di cui la metà diretti.

L’investimento “rischia però di provocare un problema con gli americani”, scrive il Messaggero, “che già hanno bloccato a settembre un tentativo simile da parte dei cinesi nel porto di Trieste mettendo nella blacklist China Communications and Construction Company e hanno fatto saltare il memorandum d’intesa già firmato dalla società con l’Autorità portuale”.

In realtà, c’è anche chi sostiene che sui porti sia stata fatta una sorta di operazione di equilibrismo geopolitico: da una parte Trieste sottratta ai cinesi (a cui era promessa da tempo) proprio alla vigilia della visita di Mike Pompeo in Italia (ne avevo parlato qui), dall’altra Taranto lasciata a un gruppo italiano con investitori cinesi. In ogni caso, ammesso e non concesso che quanto accaduto sull’asse Trieste-Taranto dipenda da calcoli (geo)politici, si tratta di un ridimensionamento della presenza di Pechino sui porti italiani. Quantomeno ricordando ciò che si diceva in occasione della firma del memorandum of understanding sulla Belt and Road, quando sembrava che il Dragone potesse entrare nella gestione non solo dello scalo giuliano, ma anche di quello di Genova e/o di Venezia.

L’opposizione, comunque, chiede che Taranto non diventi “il cavallo di Troia per l’espansionismo cinese” in Italia.

 

RELAZIONI POLITICHE

Capitolo 5G: come abbiamo diffusamente raccontato sette giorni fa, la visita di Mike Pompeo ha portato a delle rassicurazioni atlantiste da parte del governo Conte. Anche se, secondo la Verità, il premier avrebbe firmato decreti pro 5G cinese durante la missione del segretario di Stato Usa. Sul tema ha pubblicato una completa scheda riassuntiva Election Day.

Quando si parla di 5G cinese solitamente ci si limita a parlare di Huawei, ma in realtà c’è anche Zte. Xiao Ming, presidente di Zte sui mercati esteri, dice che l’azienda “ha già dato un ottimo esempio di trasparenza con l’apertura di due laboratori cybersecurity a Roma e Bruxelles. In più abbiamo deciso di dare accesso al codice sorgente dei nostri apparati a qualsiasi terza parte voglia testare le nostre tecnologie. Ci aspettiamo però che l’Europa e l’Italia mantengano un ambiente economico favorevole per le nostre attività. Dopo aver investito inizialmente 500 milioni adesso siamo pronti ad investire un miliardo nei prossimi cinque anni”.

A proposito del posizionamento italiano all’interno della sfida Usa-Cina, si segnala il pezzo di Luca Zorloni all’interno del nuovo numero di Wired (interamente dedicato alla Cina). Zorloni ricapitola le relazioni economiche tra Roma e Pechino, dall’arrivo di Faw nella Motor Valley emiliana alla presenza cinese dentro Pirelli. “In generale, siamo stati uno dei maggiori beneficiari delle strategie di espansione del Dragone”, si legge, con 15,9 miliardi di euro ricevuti nel periodo 2000-2019. Un attivismo che però, come su Go East abbiamo avuto modo di raccontare tante volte, “ha messo in allarme la diplomazia statunitense”.

Arriva anche il vaccino senza la certificazione dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, nell’accidentato percorso della Regione Lombardia per garantire una preziosa protezione dall’influenza ai tempi del Covid. Dopo la mancata aggiudicazione della nona gara, la decima ha visto presentarsi la cinese LifeOn  e la Falkem Swiss. La prima, che dovrebbe fornire 100mila dosi, è priva del pezzo di carta necessario a mettere in commercio il vaccino, la seconda, chiamata a garantire 400mila dosi, non ha effettuato la registrazione ad Anac, l’autorità anticorruzione.

 

SANTA SEDE-CINA

Come sappiamo, è un momento nel quale i rapporti tra Santa Sede e Repubblica Popolare Cinese sono particolarmente sotto i riflettori. Il rinnovo dell’accordo sulla nomina dei vescovi è ormai cosa fatta. Matteo Matzuzzi, nella sua newsletter Newman, dà conto del nuovo scontro fra il cardinale Zen e il cardinale Parolin, fautore dell’intesa. “La ruggine tra Zen e Parolin è antica. Il cardinale vescovo emerito di Hong Kong ha accusato il segretario di stato, in passato, di manovrare il Papa rispetto al dossier cinese. Zen, come noto, è ostile a ogni negoziazione con Pechino. Parolin è favorevole, come peraltro ribadito nelle scorse settimane a proposito dell’Accordo provvisorio in scadenza che prossimamente sarà rinnovato”.

Secondo la Verità, l’asse tra Parolin e Papa Francesco sarebbe però a rischio, con Bergoglio diventato improvvisamente più freddo sull’accordo con Pechino.

Intanto monsignor Vincenzo Guo Xijin, vescovo di Mindong (Fujian), ha lasciato le cariche pubbliche e si è ritirato a vita di preghiera. Ora la diocesi è affidata a mons. Zhan Silu, “conosciuto come molto ambizioso”, scrive Asia News.

 

RELAZIONI ECONOMICHE E CULTURALI

Secondo i dati Eurostat, tra gennaio e giugno l’Italia ha acquistato dai Paesi extra-Ue mascherine protettive per un valore di 1,75 miliardi di euro. Per quanto concerne i Paesi esportatori in Unione europea, in testa alla classifica figura la Cina, dalla quale è arrivato il 92% delle importazioni Ue di mascherine; seguono, a grandissima distanza, Vietnam (1,9%) e Hong Kong (1,2%).

BolognaFiere e Alibaba.com, hanno siglato un accordo che apre nuove opportunità di business per le imprese partecipanti alle fiere organizzate da BolognaFiere. Promuoveranno un concetto di business evoluto rispetto alle fiere digitali, dando vita ad un’azione commerciale che amplierà il perimetro temporale degli eventi fieristici oltre le giornate di manifestazione, allo scopo di potenziare contatti immediati fra gli operatori sulla piattaforma Alibaba.com, che potranno poi concretizzarsi “di persona” nelle manifestazioni fieristiche di BolognaFiere.

La Commissione europea ha imposto dazi anti-dumping definitivi sulle importazioni di fogli e rotoli (coils), di acciai inossidabili e laminati a caldo in arrivo nel Vecchio Continente dall’Indonesia, dalla Cina continentale e da Taiwan. n particolare, i dazi saranno del 17,3% sulle importazioni dall’Indonesia, fino al 19% sulle importazioni dalla Cina e fino al 7,5% per le importazioni da Taiwan.

I nuovi auricolari in-ear di tipo TWS (True Wireless Stereo) Huawei FreeBuds Pro sono da oggi disponibili all’acquisto anche in Italia.

L’Ambasciata cinese in Italia ha ricordato con un tweet l’anniversario della nascita di Matteo Ricci, uno dei pionieri delle relazioni tra Italia (e Occidente) e Cina.

Sul nuovo numero di Wired, Simone Ubertino Rosso racconta la storia di Andreina Longhi, fondatrice e ceo di Attila & Co., una delle più importanti agenzie di comunicazione della moda e del lusso, che nel 2016 ha aperto una filiale a Shanghai.

Si è svolta nei giorni scorsi  all’interno dei locali del prestigioso Luxe Lakes Art Expo Center di Chengdu “A Cena con Raffaello”, un evento visivo-culinario-musicale organizzato dal consolato generale d’Italia a Chongqing per celebrare il successo della tappa di Chengdu della mostra “Raffaello Opera Omnia”.

Arriva fino in Cina la piccola cittadina di Castiglione Olona (provincia di Varese). Nel maggio 2019 il Museo della Collegiata ha accolto la troupe della TV cinese Youku per la realizzazione di un documentario che nel 2020 ha finalmente visto la luce. Qui il video che celebra quella che viene definita “isola di Toscana in Lombardia”.

 

DIBATTITO PUBBLICO E MEDIATICO

Già la scorsa settimana abbiamo parlato dei risultati del report Pew Research Center, con la reputazione ai minimi per la Cina nelle 14 economie più avanzate. Una discesa, dovuta alla pandemia e all’offensiva retorica di Donald Trump e di partner globali dei repubblicani (o aspiranti tali), che non coinvolge però l’Italia, come sottolinea Gabriele Carrer. “Sembra che in Italia, anche dopo la firma della Via della Seta nel marzo del 2019 e la polarizzazione dello scontro globale tra Washington e Pechino, non ci sia stata un’evoluzione nella riflessione sulla Cina da parte dell’opinione pubblica”, scrive Giulia Pompili su Il Foglio.

Nelle prossime settimane la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha organizzato la “Seasonal School: Issues on China”. Il Professor Alberto Di Minin, coordinatore di “Issues on China”, ha rilasciato un’intervista nel quale sostiene che “il dibattito pubblico in Italia sulla Cina è in forte crescita. La curiosità è ovunque, diffusa a tutti i livelli della società. Si percepisce in Italia la presenza sempre maggiore di una Cina di cui non si può fare a meno, sia a livello di dibattiti in convegni accademici, che al bar sotto casa. È un fenomeno affascinante. Se poi guardiamo ai numeri della crescita cinese e li analizziamo con attenzione, capiamo allora come non si tratti solo di una “narrazione”, ma che davvero la Cina sia tornata al centro della scena”. Aggiungendo: “Quello che vediamo, oltre al nostro interesse verso il mercato cinese, e un fortissimo avvicinamento della Cina nei confronti di sempre più parti dell’Unione Europea. L’Italia non è un’eccezione. Questo rende necessario da una parte operare con professionalità, e al contempo incuriosire i giovani italiani, ponendosi l’obiettivo di formare futuri professionisti che dovranno, nella propria vita, in un modo o nell’altro, occuparsi inevitabilmente di Cina. Ritengo di essere una persona realista e pragmatica: indipendentemente dalle nostre personali opinioni, di Cina bisogna occuparsene, non possiamo non conoscerla”.

T.wai ha pubblicato un interessante intervento del professor Daniele Brigadoi Cologna. “Nei media italiani le pulsioni xenofobe e sinofobe in Italia sono spesso sminuite, ridotte a un problema di mera ‘correttezza politica’. Non soltanto nella stampa di destra”, si legge.

Lo stesso T.wai ha pubblicato “La Cina: sviluppi interni, proiezione esterna”. Si tratta di un importante rapporto sulla Cina, a cura di Giovanni Andornino e con la partecipazione di numerosi esperti, indirizzato al Senato. Si consiglia a tutti la lettura.

Stampa di destra sulla quale si parla ancora della “cinese”, in riferimento alla pandemia, in particolare in un articolo pubblicato martedì 13 ottobre da la Verità a firma di Marcello Veneziani. Ma negli scorsi giorni la definizione “pandemia cinese” è apparsa anche sul Sole 24 Ore, in un articolo che trattava il calo del turismo in Veneto.

Sempre su la Verità, è stato pubblicata un’intervista a un imprenditore italiano residente a Hong Kong, che racconta la sua quarantena a Shanghai, dove si è recato per motivi di lavoro. Il titolo: “Io prigioniero in hotel a Shanghai. Così funziona la quarantena in Cina”.

 

NON SOLO CINA

Giappone

Dopo diversi altri leader, in primis Donald Trump e Xi Jinping, il nuovo primo ministro giapponese, Suga Yoshihide, ha chiamato anche in Italia. La scorsa settimana ha avuto, infatti, una conversazione telefonica con Giuseppe Conte. “Il colloquio ha confermato la comune volontà di rafforzare i rapporti bilaterali e la collaborazione in ambito regionale e multilaterale, a partire dai fora G7 e G20”, recita il comunicato di Palazzo Chigi. “Su quest’ultimo l’Italia eserciterà la Presidenza il prossimo anno”.

L’Ambasciatore d’Italia in Giappone Giorgio Starace ha preso la parola al “Focus Giappone” nel contesto della Fiera del Levante di Bari. L’evento si è svolto l’8 ottobre su volontà della Fondazione Italia-Giappone e della Regione Puglia, in collaborazione con la Nuova Fiera del Levante e con l’Italy Japan Business Group (IJBG). Hanno partecipato anche l’Ambasciatore Umberto Vattani, Presidente della Fondazione Italia-Giappone e il presidente dell’Agenzia ICE, Carlo Maria Ferro. Nel suo discorso l’Ambasciatore Starace ha illustrato le opportunità per le aziende italiane nel mercato giapponese. “L’Italia si conferma, nonostante l’emergenza COVID-19, il secondo Paese europeo per esportazioni in Giappone” – ha commentato Starace. “Siamo costantemente al lavoro con le Istituzioni e il mondo produttivo giapponese per favorire ulteriormente la piena ripresa dei flussi di visite d’affari nei due sensi e degli scambi tra i nostri due Paesi”.

Alitalia prepara la ripartenza dopo i mesi terribili della pandemia da coronavirus e per farlo guarda, sotto il profilo dei voli intercontinentali, anche al Giappone.

La Puglia guarda all’Estremo Oriente e sceglie il Giappone quale nuova meta per future collaborazioni economiche, dedicando il suo secondo International Forum a un Business Focus sul paese nipponico.

Anche in Italia sono stati tanti gli attestati di stima e affetto per lo stilista Kenzō Takada, scomparso la scorsa settimana. Ma non è l’unico stilista giapponese che si è fatto conoscere nel mondo.

Corea
Dal 25 al 31 ottobre la full immersion dedicata alla Corea. La Korea Week, organizzata per la prima volta on line dall’Istituto di cultura coreano, ha un programma tra cucina, K-Pop, film e spettacoli di media art. Un viaggio lungo sei giorni dal 25 al 31 ottobre con tanti eventi gratuiti, tutti rigorosamente live streaming che spaziano da lezioni di cucina ad uno show televisivo dedicato al K-Pop, ad una mostra dedicata alle lotte contro le epidemie in Corea (il famoso “metodo coreano” per il Covid ante litteram), dai film dei maggiori registi in streaming fino ad uno spettacolo di media art con luci e musica realizzato appositamente per l’Italia.

Secondo Walter Ricciardi, chi ha attuato un’aggressiva politica di tracciamento dei contagi e ampie possibilità di effettuare test di laboratorio, come Taiwan e Corea del Sud hanno avuto più successo nel contenere il virus

Taiwan

Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha ricevuto l’ambasciatore Andrea S. Y. Lee, rappresentante taiwanese in Italia, accompagnato dalla responsabile dei Rapporti con il Parlamento Y. C. Wang e dal senatore Giuseppe Marinello.

L’Ambasciata della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede ha celebrato la 109ª Festa nazionale a fianco dei più poveri della città di Roma, insieme all’elemosiniere di Sua Santità, a Caritas Roma e alla Fondazione Buddista Tzu Chi.

Asean

La Camera di Commercio Italiana a Singapore ha presentato i vincitori degli annuali Iccs Business Awards, arrivati all’undicesima edizione. L’evento ha visto la presenza dell’ambasciatore Raffaele Langella.

SPAZIO KATANE

Gli appassionati di Asia conosceranno già Katane, la newsletter di Giulia Pompili che da molto tempo ci informa sulle notizie da Asia e Pacifico (chi non è ancora iscritto può porre rimedio qui). Dalla puntata della scorsa settimana scopriamo qualcosa in più sulla figura dell’ex ambasciatore nordcoreano in Italia.

Jo Song Gil, ex ambasciatore facente funzioni nordcoreano a Roma ha disertato in Corea del sud. Ora la notizia è ufficiale, visto che a dirlo è stato Jeon Hae-cheol, parlamentare sudcoreano che è a capo del comitato dell’intelligence. Jeon ha detto che il diplomatico nordcoreano è arrivato a Seul nel luglio del 2019, e volontariamente. E’ la più alta diserzione di un membro dell’élite nordcoreana sin dal 1997, cioè quando disertò Hwang Jang-yop, che era segretario del Partito dei lavoratori nordcoreani.

Ad aprile Bradley Hope, John Lyons e Alastair Gale del Wall Street Journal hanno cercato di mettere insieme i pezzi di una storia che ha ancora moltissimi punti oscuri. Dietro alla fuga del compagno Jo ci sarebbe la strana figura del californiano Adrian Hong, fondatore del gruppo Free Joseon (per intenderci, quelli che avrebbero sotto protezione anche il figlio di Kim Jong Nam, il fratellastro morto ammazzato dal nervino del leader). 

Quando è scomparso, nel novembre del 2018, Jo non sembrava per niente uno in cerca di una via di fuga dalla sua vita da nordcoreano (a differenza di Thae Yong Ho, dell’ambasciata nordcoreana di Londra, oggi parlamentare a Seul, che conduceva già una vita piuttosto capitalista). Adrian Hong, che ha lavorato in passato anche con la Cia, è descritto come un esaltato e accusato di “costringere” in qualche modo le persone alla fuga. E questo spiegherebbe anche perché quel giorno, quando ha portato via dall’ambasciata di Via dell’Esperanto a Roma Jo Song Gil e la moglie, la figlia diciassettenne fosse rimasta in ambasciata. 

Per il diritto internazionale una figlia minorenne non può essere lasciata dai genitori. Ma lei fu rispedita in Corea del nord, l’unico fatto confermato anche dal ministero degli Esteri italiano, allora guidato da Moavero Milanesi, con una dichiarazione (l’unica di questa vicenda) che a me fa ancora impressione – sappiamo infatti cosa succede ai figli dei disertori. Ne avevamo parlato qui, perché la questione divenne scontro politico, ma per pochissimo ovviamente. 

Di domande su questa questione ne abbiamo tantissime, ma le prime due sono: i servizi segreti italiani sanno che cosa è successo davvero quel giorno di novembre a via dell’Esperanto? E i servizi segreti italiani sanno dove si è nascosto Jo Song Gil e la moglie per otto mesi, cioè da quando è sparito dall’ambasciata a quando, secondo la Corea del sud, sarebbe arrivato a Seul? Perché tutto lascia intendere che Jo sia rimasto in Italia. Ma dove? E protetto da chi?

 

AGENDA E LETTURE

Negli scorsi giorni è uscito in edicola il nuovo numero della rivista Wired. L’intero volume, che si avvale della consulenza editoriale di Simone Pieranni (autore di Red Mirror), è dedicato alla Cina e al ruolo della tecnologia nella società, economia e politica del Dragone. Hanno collaborato nomi importanti, da Qiu Xiaolong a Kaiser Kuo.

A partire dal mese di ottobre si terrà un ciclo di incontri organizzati dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, in occasione del cinquantenario delle relazioni diplomatiche Italia-Cina. Il primo si terrà online martedì 13 ottobre alle 17 sul canale YouTube dell’Istituto: “La Cina e Il Ponte – sessantacinque anni dopo”. 

Il 13 ottobre alle 10 in programma il webinar “Opportunità per la filiera agroalimentare italiana in ASEAN”, organizzato da Associazione Italia-ASEAN in collaborazione con Confindustria Emilia Area Centro.

Il 15 ottobre scadono le iscrizioni al programma Issues on China: innovation, society and culture della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa.

“La Nuova Via della Seta: percorsi di sostenibilità della moda nei rapporti Italia-Cina” è il titolo del webinar che l’Università dell’Insubria propone venerdì 16 ottobre, dalle 10 alle 12, con la partecipazione del cavalier Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia–Cina e già presidente della Camera nazionale della moda.

Dal 16 ottobre il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino dà avvio alla programmazione autunnale volgendo uno sguardo al futuro, e lo fa attraverso una mostra originale dal titolo “China Goes Urban. La nuova epoca della città”, curata dal Politecnico di Torino e da Prospekt Photographers, in collaborazione con la Tsinghua University di Pechino e Intesa Sanpaolo.

Il 16 e 17 ottobre in programma il Crash Course “La potenza del dragone” del Centro Studi Geopolitica.info. Tra i docenti Simone Dossi di Twai, Andrea Gilli del NATO Defense College, Lorenzo Termine e Stefano Pelaggi.

Segnaliamo due workshop di Paraventi Giapponesi – Galleria Nobilisabato 17 ottobre verranno proposte alcune pratiche di sperimentazione artistica sulla cenere insieme a Federica De Luca. Sempre il 17 ottobre, ma nel pomeriggio, l’insegnante Kanaco Takahashi, attraverso il disegno a mano libera, ci guiderà ad esperire l’aspetto più visuale del MA presentando vari esempi in cui il concetto è presente come nella cinematografia e in alcune arti tradizionali prese in esame.

A novembre il Centro di giornalismo permanente presenta la terza edizione del workshop “Scrivere di esteri: raccontare l’Asia”, in programma il 9, 10, 11, 16, 17, 18 e 25 novembre dalle 18 alle 20. Il corso è riservato a 20 partecipanti ed è tenuto da Simone Pieranni, Giulia Pompili, Matteo Miavaldi, Giulia Sciorati e Ilaria Maria Sala.

Ad agosto è uscito in formato cartaceo e digitale “Semi di tè”, un libro di Lala Hu in cui si raccontano le esperienze dei sinoitaliani nell’affrontare l’emergenza pandemica. China Files ne ha pubblicato un estratto.

Il numero settembre/ottobre della rivista “Il Ponte” ripercorre, con una selezione di testi, storici e attuali, i 65 anni di rapporti diplomatici tra Italia e Cina. Qui un pezzo di presentazione su Il Manifesto.

Di Lorenzo Lamperti*

**Giornalista responsabile della sezione “Esteri” del quotidiano online Affaritaliani.it. Si occupa di politica internazionale, con particolare attenzione per le dinamiche geopolitiche di Cina e Asia orientale, anche in relazione all’Italia