Il primo articolo è riportato nella sua versione integrale in quanto primo e più significativo attacco al regista e al suo fil anti- cinese. Apparso sulle pagine del Quotidiano del popolo il 30 gennaio del 1974, il seguente articolo racchiude in sé tutte le motivazioni per le quali il popolo cinese ritiene la pellicola anti- cinese ed estremamente reazionaria. A questo primo articolo di critica ne seguono poi altri, di cui mi sono però limitata a tradurre solo alcune sezioni per motivi esclusivamente relativi ad una eccessiva ripetizione degli stessi.

Motivi malvagi e spregevoli inganni

—– Una critica al film anti-cinese di Michelangelo Antonioni “Chung Kuo – Cina” —–

Commentatore del Renmin Ribao 人民日报

Dal giorno in cui la bandiera rossa delle cinque stelle fu innalzata su piazza Tian An Men e fu proclamata la nascita della Nuova Cina, le diverse forze politiche del mondo hanno assunto atteggiamenti differenti nei confronti dei significanti cambiamenti sociali avvenuti in Cina e delle grandiose conquiste della sua costruzione socialista. Centinaia di milioni di rivoluzionari e amici di ogni parte del mondo hanno mostrato ammirazione e simpatia mentre una manciata di forze reazionarie sono pervase da un grande terrore e da un profondo rancore. Questo è il fenomeno al quale tutte le grandi rivoluzioni, in Cina o altri paesi, nei tempi antichi o oggi, invariabilmente vanno incontro. Il film anti-cinese “Chung Kuo – Cina” del regista italiano M. Antonioni, che è cominciato ad essere proiettato in alcuni paesi occidentali lo scorso anno, riflette l’atteggiamento dei piccoli gruppi di imperialisti e socialisti-imperialisti nel mondo presente che mostrano un estremo odio per la Nuova Cina. La comparsa di questo film è un serio evento anti-cinese e una furiosa provocazione contro la popolazione cinese.

Antonioni venne in Cina come nostro ospite nella primavera del 1972. Con la sua cinepresa ha visitato Pechino, Shanghai, Nanchino, Suzhou e la provincia di Linxian. Ma lo scopo della sua visita non era quello di accrescere la propria conoscenza della Cina, ancor meno quello di promuovere l’amicizia tra il popolo Cinese e il popolo Italiano. Ostile nei confronti del popolo Cinese, adottando mezzi subdoli con secondi fini, ha utilizzato l’opportunità di questa visita come scopo ulteriore mirato a catturare appositamente materiale che poteva essere usato per calunniare e attaccare la Cina. Il suo film della durata di due ore e mezza non riflette per nulla le nuove cose, il nuovo spirito e la nuova faccia della nostra madrepatria, ma mette insieme maliziosamente scatti e scene distorte per attaccare i leader Cinesi, diffamare la Nuova Cina socialista, denigrare la Rivoluzione Culturale Cinese e insultare il popolo Cinese. Qualsiasi cinese che abbia un po’ di orgoglio nazionale, non può non sentirsi estremamente indignato dopo aver visto questo film. Tollerare un film del genere e ingannare le persone in diverse parti del mondo, significherebbe legittimare la propaganda reazionaria che volontariamente insulta il popolo Cinese e arrendersi alle provocazioni anti-cinese da parte dei reazionari internazionali. Noi porteremo alla luce e criticheremo e fondo la natura contro rivoluzionaria di questo film in risposta alla sfida lanciata al popolo cinese da parte dei reazionari internazionali. Questa è una seria lotta sul fronte politico ed ideologico che merita l’estrema attenzione della popolazione.

Nella narrazione, il film dice che “non pretende di spiegare la Cina, ma vuole solo cominciare ad osservare questo grande repertorio di facce, gesti e abitudini”. Questo è un vero e proprio imbroglio. Ogni scena in questo cosiddetto “documentario” ha un commento. Queste sono scurrili spiegazioni politiche che usa la tecnica dell’arte reazionaria per diffamare e calunniare la Cina, sono evidenti critiche politiche senza scrupoli anti-comuniste, contro rivoluzionarie e anti-cinesi.

Sembra naturale che il film inizia da Piazza Tian An Men, infatti, ciò è programmato a servire l’intento reazionario del “documentario”. Il film dice “Pechino è il centro politico e rivoluzionario della Cina”, “la Repubblica Popolare Cinese è stata proclamata qui (a Tian An Men),”e qui sono passate le ondate di guardie Rosse in marcia per la Rivoluzione Culturale.” Poi il film “lascia Tian An Men”, portando lo spettatore a cominciare ad “osservare” la Cina, cioè a vedere cosa la rivoluzione della Cina ha portato al popolo Cinese. Segue una serie di scene reazionarie che insultano la Nuova Cina rendendola irriconoscibile. La struttura e la composizione del film sono progettate unicamente allo scopo di concentrare i suoi attacchi alla rivoluzione guidata dal Partito Comunista Cinese. Oltraggia, nega e si oppone alla rivoluzione, è qui che giace l’essenza di questo film.

Il film reazionario “Chung Kuo – Cina” ignora completamente e nega totalmente le grandiose conquiste ottenute dal nostro paese su tutti i fronti della costruzione socialista, vuole far credere alle persone che la Nuova Cina socialista di oggi quasi non presenti alcuna differenza con la antica Cina semi-feudale e semi- coloniale dei tempi passati.

Antonioni presenta agli spettatori Shanghai come “una città industrializzata,” il suo scopo è solo quello di diffamare l’industria socialista del nostro paese. Ovviamente Shanghai ha moltissime grandi imprese modernizzate sulle quali il produttore del film chiude gli occhi, concentrandosi invece in assemblare scene sconnesse di imprese miseramente equipaggiate di lavoratori. Ci sono, infatti, sulla riva del fiume Huangpu ci sono cantieri navali che costruiscono vascelli di 10,000 tonnellate, e imbarcazioni oceaniche del nostro paese, ma nell’inquadratura di Antonioni, tutte le navi commerciali sul fiume sono straniere mentre quelle cinesi sono solo piccole barche di legno. Il produttore del film, prendendo apertamente una posizione imperialista, dice che l’industria di Shanghai “non è veramente nata oggi” e “come città, Shanghai è stata letteralmente costruita dal capitale straniero nel secolo scorso”, inoltre, dopo la liberazione del 1949 “le industrie stabilite affrettatamente sono di frequente un po’ migliori delle industrie costruite a mano, “anche la raffineria più grande i di Shanghai è stata costruita quasi con materiali di scarto.” Non è questo un chiaro spudorato sfoggio del “merito” dell’attacco contro la Cina dell’imperialismo del XIX secolo e uno sforzo a sminuire le grandi conquiste del popolo Cinese nello sviluppare l’industria autonomamente? Il produttore usa anche dei mezzi estremamente spregevoli per fare inquadrature che sfigurano i lavoratori. Il pericoloso intento dell’autore è il voler suggerire che Shanghai, la principale città industriale della Cina, sia ancora così, si immaginino le altre!

Antonioni presenta allo spettatore la provincia di Linxian come “la prima montagna socialista della Cina,” il suo scopo è quello di gettare fango sul villaggio socialista. Nel film, il Canale Bandiera Rossa, conosciuto in Cina e all’estero, è mostrato di passaggio e non si intravede né l’aspetto maestoso di questo “fiume celeste costruito dall’uomo” né la prosperità paesaggistica di fiumi e montagne della provincia di Linxian nuovamente pianificata. Si da gran pena per presentare sullo schermo immagini frammentate di campi, vecchi solitari, bestie stanche, case fatiscenti…. Egli esagera enormemente nel presentare “la povertà dei contadini” di Linxian, presentando un villaggio di montagna come un “posto abbandonato e desolato” e facendo il possibile per sfigurare la scuola del villaggio. Antonioni ancora dice con accanimento “sarebbe ingenuo se pensassimo di scoprire un ‘paradiso’ rurale” nella Cina di oggi. Non è forse questa una evidente mezzo per denigrare il villaggio cinese, dopo più di 20 anni dopo la liberazione, come inferno sulla terra?

Il film diffama e calunnia la costruzione socialista del nostro paese in diversi modi: dalla costruzione delle città alla vita del popolo, dalla educazione alla cultura all’attività fisica, dalla sanità e i trattamenti medici alla pianificazione familiare, non tralasciando nemmeno la scuola primaria.

Il film disprezza totalmente gli enormi cambiamenti dell’aspetto delle città cinesi; enfatizza Pechino come “città ancora antiquata”, con abitazioni “povere e semplici” e “urbanizzazione deludente”; Suzhou “con la sua facciata arcaica presenta poche differenze”; il cambiamento della città di Shanghai non è più delle case nelle concessioni costruite da “l’impero economico Occidentale” trasformate “oggi in uffici pubblici.”

Il film fa del suo meglio per negare il notevole miglioramento delle condizioni di vita del nostro popolo, dicendo che “gli abitanti di Pechino sono poveri, ma non del tutto miserabili.” Questo signor produttore avrebbe mostrato pietà nel dire che non siamo dei miserabili; ma la sua reale intenzione è quella di deridere la nostra “povertà”. Egli non ha forse fatto di tutto per catturare nelle città e nei villaggi immagini per denigrare persone “miseramente vestite”, “la difficoltà del lavoro”, allo scopo di diffondere la falsa impressione che sia possibile incontrare “gente povera” dappertutto in Cina? Tutto ciò ha il tono di un signore dell’imperialismo!

Antonioni, quindi, dipinge la Cina della post-liberazione come nel buio più assoluto, privandola di ogni merito, mostra che nulla va bene, tutto è sbagliato, il suo unico obiettivo è quello di cercare di far giungere le persone alla conclusione reazionaria che la Cina non avrebbe mai dovuto portare avanti la rivoluzione. Attacca le comuni popolari dicendo che sono andate incontro alla “delusione”. Diffuse la falsa idea che la Grande Rivoluzione Culturale del Proletariato “abbia gettato nella confusione il sistema di produzione” e che abbia risparmiato “pochi” relitti storici lasciati dal passato, al punto di usare un’inquadratura di una persona che fa Taiji quan, affermando che “i nuovi leader” vogliono “abolire” questa “antica tradizione”. In breve dal punto di vista reazionario di Antonioni, il sistema socialista cinese non è buono, la Rivoluzione Cinese è confusa, l’unica via d’uscita è tornare indietro, restaurare il passato. Tutto ciò rivela abbondantemente la vera natura contro-rivoluzionaria che caratterizza Antonioni il quale si spaccia per “uno di sinistra”.

Nel film, Antonioni mette in cattiva luce il popolo Cinese e il loro atteggiamento mentale al fine di calunniare la Rivoluzione Cinese e attaccare il sistema socialista del nostro paese. Il suo intento attraverso il film è di creare la falsa impressione che la Rivoluzione Cinese non abbia né cambiato lo stato del popolo Cinese, né emancipato le loro menti e che la popolazione non sia entusiasta del suo sistema socialista.

Il mondo intero ha notato l’emancipazione del popolo cinese e gli enormi cambiamenti che hanno avuto luogo a livello di pensiero. “Sono i lavoratori cinesi forse ancora caratterizzati dalla schiavitù del passato? No, sono diventati dei padroni.” Nel nostro paese “non si sono mai viste le masse di popolazione così stimolate, così alte moralmente e spiritualmente, vigorose come ora”. Ma Antonioni descrive comunque il popolo cinese come stupido e ignorante e isolato dal mondo, con uno sguardo preoccupato, sono indifferenti, non prestano attenzione all’igiene, amano mangiare e bere ed hanno le idee confuse. Allo scopo di denigrare la popolazione Cinese, le ha pensate tutte per riprendere differenti tipi di espressioni e gesti di persone sedute in case da tè, al ristorante, che tirano carretti o passeggiano per strada. Non ha tralasciato nemmeno una donna anziana con i piedi fasciati, ha perfino disgustosamente filmato persone che si soffiavano il naso e che andavano al bagno. A Linxian Antonioni irruppe improvvisamente in un villaggio e diresse la sua cinepresa verso gli abitanti del posto, ma quando questi ultimi obiettarono a questo suo modo, egli li calunniò la loro reazione dicendo che “avevano paura, erano spaventati”, “spesso sono paralizzati e privi di espressione”. Antonioni si pavoneggia con il suo “orgoglio europeo” getta incessantemente fango sul viso dei cinesi. Questo è il più grande insulto al popolo Cinese che si è risvegliato!

Ancor più perfido è il linguaggio deviante e il modo insinuante di cui si serve Antonioni per suggerire allo spettatore che lo spirito del popolo cinese è inibito, la mente non è libera da preoccupazioni, non sono soddisfatti della realtà. Nella scena della casa da tè Changhuangmiao di Shanghai, inserisce qualcosa per inciso: “E’ una strana atmosfera,” pensare con nostalgia al passato, ma essere devoti al presente”. Quello che qui definisce “devozione al presente” è in senso ironico, in realtà vuole dire che il supporto del popolo Cinese verso la nuova società è forzato, non è veramente così sincero. Antonioni non ha forse suggerito più volte nel film che il popolo cinese non sia libero? Egli ha apertamente definito la discussione dei lavoratori come “ripetitiva e monotona” e “non una vera discussione”, deride i bambini cinesi che cantano l’elogio di “natura politica” del presidente Mao e del Partito Comunista incompatibile con la loro adorabile innocenza, e di conseguenza non lo fanno con il cuore. Egli dice ancora che a causa della “diffidenza” delle persone “è quasi impossibile percepire le loro emozioni e sofferenze”. A suo avviso, il popolo Cinese ha la più grande “sofferenza” dell’essere insoddisfatti della realtà, è solo che non hanno il coraggio di esprimerlo. Che parole insensate! Nel nostro paese socialista di dittatura del proletariato, il popolo è padrone, la situazione politica è vivida e vigorosa, la popolazione gode della reale democrazia d ha la mente libera da ogni preoccupazione. Il tentativo di Antonioni di avvalersi dell’inganno per infondere tra la popolazione l’insoddisfazione verso il sistema socialista e la Nuova Cina può solo essere un tentativo futile. Coloro che sentono la “sofferenza” sono invece quella manciata di reazionari che sperano invano di restaurare in Cina la dittatura dei proprietari e della borghesia compradora. Dire che il popolo Cinese “pensa al passato con nostalgia” è ancor più un insulto. Chi “pensa al passato con nostalgia”? Il popolo Cinese detesta profondamente il “passato” instabile quando demoni e mostri erano trascinati in una danza per centinaia di anni. Sono solo gli imperialisti e i loro agenti in Cina che tengono costantemente in mente il loro “paradiso” perduto e sognano giorno e notte di riportare la Cina allo stato semi-feudale e semi-coloniale. Ma la ruota della storia non può essere riportata indietro e chiunque provi a fare ciò, sarà inevitabilmente da essa schiacciato!

Anche le tecniche utilizzate da Antonioni per realizzare “Chung Kuo – Cina” sono estremamente reazionarie e meschine. Riguardo alle scene da selezionare o scartare e come gestirle, egli riprese poche o nessuna delle scene che presentano la facciata buona, nuova e progressiva, o in quel momento fece finta di averne girate alcune, ma alla fine le tagliò. Invece non si era lasciato sfuggire gli aspetti inferiori, vecchi, decadenti, aveva ripreso tanto e dettagliatamente. Nell’intero film non si vede un solo tornio nuovo, un trattore, una scuola decente, un sito in costruzione in piena attività, una scena di eccezionale raccolto agricolo…. Ma, le cose che lui riteneva potessero insultare la Cina e il popolo Cinese, le scene, i primi piani, non li riteneva noiosi e lunghi. Nel filmare il grande ponte sul fiume Yangzi a Nanchino, la cinepresa fu intenzionalmente girata su questo magnifico ponte moderno da una cattiva angolazione allo scopo di farlo apparire storto e barcollante. Per accentuare lo scherno è stata inserita la scena di un paio di pantaloni stesi ad asciugare al sole sotto il ponte. Il film da un’ulteriore abominevole presentazione di Piazza Tian An Men. Non riflette la vista della solenne magnificenza della piazza, ma fa delle riprese della porta di Tian An Men, che il popolo cinese ama ardentemente, iu un modo come a spogliarla della sua grandezza. Al contrario una grande quantità di pellicola è stata utilizzata per filmare la folla nella piazza, a volte da lontano, a volte da vicino, a volte davanti, a volte da dietro, un attimo una schiera di teste, un attimo dopo gambe e piedi in grande confusione, queste scene ritraggono intenzionalmente Tian An Men come un mercato caotico. Non è questo un insulto intenzionale alla nostra madrepatria?

Nel montaggio del film, l’aspetto generale è sconnesso, disorganizzato, alla rinfusa, ma in realtà l’unione di ogni singola parte ha prefissato un intento malvagio. Per esempio, il produttore presenta allo spettatore le sculture d’argilla esposte nella sala delle esibizioni del Palazzo sotterraneo delle Tombe dei Ming che raffigurano come i lavoratori erano oppressi e come avevano portato avanti la resistenza durante la dinastia Ming, e che narrano la tragicità della vita dei contadini a quel tempo. Questo è seguita dall’immagine di un gruppo di giovani studenti che portano in spalla delle pale che si dirigono a lavorare nei campi, seguita poi da una scena nella Comune Popolare di amicizia sino- albanese in cui una donna membro della Comune si sta asciugando il sudore durante il lavoro usata per diffondere l‘idea che “il lavoro di tutti i giorni nei campi è faticoso ed estenuante” e inoltre vuole gridare che la campagna cinese non è un “paradiso“! Questo è chiaramente un modo per suggerire che le condizioni dei contadini cinesi oggi sono un po’ migliori di come erano nella società feudale diverse centinaia di anni fa.

Anche l’uso del colore e della luce del film è dannoso. La maggior parte del film è girata servendosi di una luce fioca e grigia e di tonalità fredde e tetre. Il fiume Huangpu sembra avvolto dalla nebbia fitta, le strade Pechino sono dipinte di un colore uggioso, il villaggio di Linxian è nascosto da diverse ombre. In breve, molte immagini trasmettono alle persone una tetra, desolata, lugubre e fredda impressione. Particolarmente orribile è l’accompagnamento musicale di cui fa uso il produttore per portare avanti il suo intento diffamatorio. Nel film egli non ha filmato una scena dei lavori teatrali del modello rivoluzionario del nostro paese, ma ha ridicolizzato senza scrupoli arie di questi modelli teatrali. Nell’aria “Solleva la tua testa Cina, raddrizza il tuo petto” cantata da Jiang Shuiying 江水英 nella <<Canzone del Fiume del Drago>> (Longjiang Song 龙江颂) è usata nel film per accompagnare la scena di un maiale che scuote la testa. L’organizzazione interessata ha fatto notare che questo montaggio è stato contraffatto. Questo è una calunnia premeditata per offendere il nostro modello teatrale rivoluzionario e attaccare la nostra rivoluzione in arte e letteratura, è davvero una malignità portata all’estremo!

Il fatto che Antonioni sia ostile al popolo cinese può essere anche provato dal modo in cui ha girato le scene in Cina. Egli si vanta apertamente nella narrazione di come abbia dovuto girare molte scene come una spia, senza farmi vedere. Si pavoneggia di come abbia “filmato sul fiume Huangpu segretamente evadendo le restrizioni” una nave da guerra cinese e come a Pechino a Wangfujing5 ha “tenuto la cinepresa nascosta” , “per catturare qui immagini di vita quotidiana inaspettatamente”. Egli si lamenta dicendo che “non è facile camminare a Qianmen6 portando una cinepresa”. Cosa non è facile? Per un ladro non è facile. Inoltre, alla Comune Popolare di amicizia sino-albanese di Pechino ha persino chiesto ad alcuni membri di mettere in atto un combattimento per farglielo riprendere, al fine di girare una scena per insultare il popolo cinese. In un’altra occasione ha chiesto a delle persone di cambiarsi i vestiti secondo il suo gusto, altrimenti si sarebbe rifiutato di filmarli. Questa suo modo girare immagini di persone senza il permesso, con forza, non veritiere rappresenta di per sé l’estremo disprezzo e il mancato rispetto verso la popolazione cinese.

L’apparenza di questo film anti-cinese sullo schermo internazionale non è stato sicuramente un avvenimento accidentale e isolato. Ha uno sfondo internazionale.

La nostra situazione nazionale e all’estero ha continuato a migliorarsi negli ultimi anni. La linea rivoluzionaria del presidente Mao negli affari internazionali ha raggiunto nyove e più grandi vittorie. Il prestigio internazionale della Cina sta crescendo giorno per giorno. I piani dell’imperialismo e del social-imperialismo volti ad isolare e sovvertire la Cina sono andati in fallimento. Ma i nostri nemici non accetteranno la loro sconfitta in Cina. Gli attacchi alla Rivoluzione Cinese e il gettare fango sulla Nuova Cina socialista sono modi da loro utilizzati per preparare l’opinione pubblica ad un ritorno contro-rivoluzionario e convertire ancora una volta la Cina in una colonia e semi-colonia.

È chiaro a tutti che la cricca ribelle revisionista sovietica è il capo e la guida dietro le scene nelle attività anti-cinesi internazionali. Da Khrushchov a Brezhnev, si sono tutti sforzati all’estremo per diffamare e assalire il popolo cinese. Hanno detto che il popolo cinese era così povero che bevevano zuppe annacquate da una pentola comune e non avevano vestiti da indossare; che la Rivoluzione Culturale del Proletariato aveva portato “nuove distruzioni” alle forze produttive della Cina; che il popolo cinese era “esausto” e in “serie difficoltà”, “viveva in baracche” ecc. ma tutte queste stupide offese servono solo a mettere in luce gli aspetti sgradevoli dei ribelli revisionisti sovietici. Dopo che questo fil anti-cinese venne fuori, l’American Broadcasting Company (ABC) lo comprò per un quarto di un milione di dollari e lo mise in proiezione negli Stati Uniti. Alcune persone in America intervennero descrivendo questo film reazionario come “affascinante”. Così sembra lo spettro di John Foster Dulles7 che ancora si aggrappa ad un gruppo di imperialisti americani, e anche il film anti-cinese di Antonioni soddisfa i bisogni di questi reazionari.

Sebbene sia italiano, Antonioni non rappresenta in nessun modo i milioni di italiani che sono amichevoli verso il popolo cinese. Il popolo italiano non approva l’ostilità nei confronti della Cina. Realizzando questo film anti-cinese, Antonioni è ovviamente andato completamente contro i desideri del popolo italiano e cinese di rafforzare le loro relazioni di amicizia.

Il popolo cinese si sforza costantemente di sviluppare contatti di amicizia e comprensione reciproca con i popoli di tutti i paesi. Nei nostri contatti con gli altri, non forziamo mai le persone ad accettare il nostro punto di vista. Abbiamo ripetutamente fatto presente che la Cina è un paese socialista in via di sviluppo. Sebbene abbiamo fatto grandi conquiste nella rivoluzione e costruzione socialista, non cerchiamo di nascondere che il nostro paese ha ancora dei punti deboli nella sua avanzata; ci sono ancora elementi arretrati e reazionari ed è necessario continuare la rivoluzione. Il presidente Mao ci ricorda frequentemente dobbiamo opporre un intenso sciovinismo. Noi accogliamo critiche al nostro lavoro da amici di altri paesi. Comunque noi ci impegneremo a denunciare chiunque si faccia passare per un “amico” ma di fatto partecipa a spudorate attività anti-cinesi per ottenere l’approvazione dell’imperialismo e del social- imperialismo che sono estremamente ostili alla Cina, in modo che non possa ingannare e imbrogliare la gente. Solo facendo in questo modo sarà di beneficio ad una comprensione reciproca ed ai contatti di amicizia tra i popoli di diversi paesi.

Questo film anti-cinese di Antonioni ci ricorda di continuare ad essere saggi e non dimenticare mai che ci sono sempre forze ostili al popolo cinese nel mondo ed una lotta dura e complicata continua, sebbene la situazione internazionale e nazionale sia eccellente. Questa realtà è indipendente dal volere dell’uomo. Certamente non c’è nulla di terrificante circa gli attacchi alla Cina. Tutti gli eroici guerrieri anti-cinesi, siano essi importanti o meno, solleveranno solamente una roccia per farla cadere sui propri piedi, non importa quale arma o metodo usino. Il popolo cinese avanzerà fermamente, e coraggiosamente, sulla strada socialista. Come il nostro grande leader presidente Mao disse tempo fa: “Lasciamo che i reazionari nazionali e stranieri tremino davanti a noi, lasciamoli dire che non siamo buoni né a questo e né a quello, lo sforzo indomabile del popolo cinese inevitabilmente raggiungerà progressivamente il suo obiettivo.”

<<Renmin Ribao>> 人民日报 30 Gennaio 1974

Solo il socialismo può salvare la Cina

—– Confutare le calunnie di Antonioni contro la provincia di Linxian

Di Yang Hui 杨贵, primo segretario a Linxian, regione dello Henan Commissario provinciale del Partito Comunista Cinese e presidente

del Comitato Rivoluzionario della provincia di Linxian

Avendo preso oarte alla Rivoluzione Culturale del proletariato e al movimento per criticare Lin Biao 林彪 e riparare lo stile del lavoro, la provincia di Linxian come il resto della Cina ha raggiunto grandi conquiste nella rivoluzione e nella costruzione socialista e ha determinato l’eccellente situazione di crescente prosperità. Ma un gruppo di nemici di classe sia a casa che all’estero non hanno accettato la loro sconfitta e stanno facendo di tutto per impegnarsi in sabotaggio e creare disturbi.

Gli imperialisti, revisionisti, e reazionari internazionali sono in accordo con le forze del male in Cina. Nella prima metà del 1972, i seguaci giurati di Lin Biao nella regione dello Henan hanno fatto del loro meglio per spingere la linea revisionista contro-rivoluzionaria, hanno tentato di fare a pezzi la bandiera rossa di Linxian, attaccare il Canale Bandiera Rossa, insultare la costruzione socialista nelle aree di montagna e hanno descritto una situazione eccellente nei termini più squallidi nel tentativo di sovvertire la dittatura del proletariato e restaurare il capitalismo. Fu in questo periodo che l’imperialista Antonioni venne nella nostra provincia di Linxian con l’intenzione di voler presentare “realmente” la campagna cinese, mentre era impegnato in attività per opporre Cina e rivoluzione. Nel suo film anti-cinese “Chung Kuo – Cina”, realizzato meticolosamente, Antonioni è ricorso ai più sporchi mezzi per offendere spudoratamente e attaccare la campagna socialista nella provincia di Linxian e la classe medio- bassa contadina. Eravamo pieni di rabbia dopo aver visto questo film reazionario. Dobbiamo snobbare fortemente queste provocazioni imperialiste e completamente denunciare e ripudiare questo film reazionarie. Antonioni rimase nella provincia di Linxian per te giorni e mezzo. Invece di mostrare il nuovo aspetto della campagna socialista e le grandi conquiste raggiunte dalla popolazione portando avanti il principio del presidente Mao di “autostima” e “dura lotta,” fece del suo meglio per diffamarli filmandoli nonostante le proteste, oltre ad usare l’inganno e la menzogna.

Mostrò poco interesse nel gigantesco Canale Bandiera Rossa e fece pochissime riprese di esso. Ignorò la florida scena nella provincia dopo la trasformazione delle sue montagne e fiumi, ma preferì letti di fiumi prosciugati coperti da rocce. Ignorò il traffico dei motori sull’autostrada ma riprese solo carriole e carri da buoi. Non fece attenzione ai grandi e piccoli trattori che lavoravano nei campi, ma preferì riprendere solo un asino che trasportava un rullo di pietra. Egli ha tralasciato le vedute emozionanti del lavoro collettivo e rivolse la sua cinepresa solamente verso una donna anziana e malata. Per offendere la gente di Linxian, arrivo al punto di avanzare l’irragionevole richiesta ai quadri della Brigata di Dacaiyuan 大菜园 di far mettere in atto alcuni membri una scena di combattimento per farglielo filmare, ma gli fu negato. Ma queste spregevoli attività di Antonioni a Linxian hanno incontrato la resistenza e l’opposizione delle masse rivoluzionarie locali, che hanno detto indignate: “Questo individuo ha cattive intenzioni. Non è interessato a scattare fotografie del Canale Bandiera Rossa ma è solo interessato in cose utili per le sue maligne intenzioni. Non abbiamo mai visto uno straniero come lui.”

La scuola elementare della Brigata di Daicaiyuan, della Comune popolare di Chengguan 城关, ha 356 rivoluzionari e alunni e 35 classi. Gli edifici della scuola sono spaziosi e ben ordinati e sono forniti di tavoli da ping-pong e campi da basket. Situata sul lato est della strada, la scuola ha una targa all’entrata con scritto “Scuola elementare di Daicaiyuan.” Invece di filmare la scuola, Antonioni approfittò quando alcuni alunni stavano giocando o leggendo dopo la scuola di fronte una vecchia casa dall’altro lato della strada, e senza nessuna vergogna, fece lunghe riprese di essi e nella spiegazione disse: “Questa è la scuola del villaggio.” Ovviamente non era la scuola, ma con ostinazione disse che lo era. Non è forse questo un inganno!

Parliamo ancora per esempio della Comune Popolare di Rencun 任村 che Antonioni ha visitato. Dopo che la comune popolare fu realizzata nel 1958, le masse perseverarono sulla via socialista. Essi mostrarono lo spirito rivoluzionario di avere coraggio di pensare e agire e combattere contro la condizione arretrata della propria area. Adesso la parte principale del Canale Bandiera Rossa attraversa tutta la comune. Bacini idrici, stagni e punti di innaffiamento. sono stati costruiti a formare una rete trasversale di irrigazione. La Comune ha la terra 26 volte più irrigata rispetto ai giorni precedenti alla liberazione, la sua produzione di cereali è aumentata da una centinaia di jin8 per mu9 prima della liberazione a 680, c’è un’eccedenza di grano invece che una mancanza. C’è stato anche uno sviluppo generale per quanto riguarda le foreste, il bestiame d’allevamento e occupazioni extra. Una vigorosa atmosfera rivoluzionaria prevale ovunque. Antonioni non ha filmato niente di tutto ciò, ma ha volutamente perseguitato persone ignare della sua intenzione di filmarle. In particolare trovò e riprese mura fatiscenti, lavagne messe da parte molto tempo prima. Quadri locali e le persone intorno gli chiesero: “Perché filmi una lavagna messa da parte da parte da molto invece delle lavagne che usiamo ora?” Con la coscienza sporca, questo individuo disse costernato: “Scusate, sicuramente saremo di ritorno garantiamo di tagliarle.” Ma non fece nulla di tutto ciò. Al contrario la narrazione del film, ha descritto questo villaggio socialista come un “posto abbandonato e desolato.”

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Il regista del film reazionario “Chung Kuo – Cina” ha usato all’estremo le sue abilità diffamatorie per rappresentare i nostri nuovi villaggi socialisti, come tetri, poveri e con difficoltà, e poi nella narrazione dice con un ulteriore motivo: “La prima montagna socialista della Cina! ” E’ forse la campagna di Linxian davvero come le scene che mostrò dopo averlo distorto e riadattato? No, assolutamente no. Sotto la saggia guida del presidente Mao e del Comitato Centrale del Partito, i quadri e le masse a partire dalla liberazione, e specialmente dal 1958, hanno messo pienamente in gioco la superiorità delle comune popolari e sollevato lo slogan combattivo “Risistemare le montagne e i fiumi della provincia di Linxian.”

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Il presidente Mao dice “Solo il socialismo puo’ salvare la Cina.” Noi poveri contadini di classe medio-bassa di Linxian siamo perfettamente al corrente di ciò. Tutti possono vedere che sotto la saggia guida del nostro grande presidente Mao e del Partito Comunista Cinese, la gente della provincia di Linxian è diventata è diventata padrona del proprio destino e che le loro vite stanno migliorando. Prendiamo per esempio la Brigata Dacaiyuan della Comune Popolare di Chengguan che Antonioni ha visitato. Prima della liberazione la classe contadina medio- bassa viveva in un abisso di sofferenza indicibile. Solo nel 1942 settantatre famiglie contadine scapparono per elemosinare cibo e ventuno persone morirono di fame. La povera classe medio-bassa contadina è diventata padrona del proprio destino sotto la guida del Partito Comunista Cinese fin dalla liberazione. Rispondendo attivamente alla grande chiamata del presidente Mao “organizziamoci”, essi si sono avanzati dal lavorare individualmente a squadre di mutuo aiuto, cooperative e alla Comune popolare. La produzione agricola è aumentata anno dopo anno e le vite dei membri della Comune sono migliorate considerevolmente. […] Nessuno può obiettare alla realtà dei fatti.

Antonioni non può assolutamente rappresentare il popolo italiano. Il popolo italiano è amichevole verso i cinesi e felici di vedere le grandiose conquiste che il popolo cinese ha raggiunto durante la rivoluzione e costruzione socialista e le considerano come proprie. Essendo stati a Linxian, amici su delegazione della Casa Editrice Orientale Italiana nel giugno del 1972 hanno detto: “Dopo aver visitato il Canale Bandiera Rossa, siamo venuti a vedere come il cambiamento politico ha causato il cambiamento economico. La gente di Lianxian ha fatto affidamento sulle proprie forze e ha trasformato gli aspetti rimasti arretrati di migliaia di anni, tutto ciò è inimmaginabile.” È evidente come persone con posizioni e punti di vista differenti giungono a conclusioni diverse!

Provenendo dal suo film anti-cinese e dalla sua posizione contro-rivoluzionaria, Antonioni fece del suo meglio per gettar fango sulle grandi conquiste della Cina nella rivoluzione e costruzione socialista, e per negare gli incredibili successi della Rivoluzione Culturale del Proletariato e preparare l’opinione pubblica per la restaurazione del capitalismo. In questo modo, egli soddisfò i bisogni dell’imperialismo,specialmente del social- imperialismo revisionista sovietico.

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<<Renmin Ribao>> 4 febbraio 1974

Nessuna umiliazione di Tian An Men è permessa a opera guardie di Tian An Men insieme a tutto il corpo dell’Armata Nazionale di Liberazione

Noi siamo combattenti che sorveglianoi Tian An Men giorno e notte. Dopo aver visto il film “Chung Kuo – Cina” del produttore italiano Antonioni, siamo estremamente indignati verso questo attacco malvagio di fattori imperialisti nei confronti della nostra madrepatria socialista e verso questa umiliazione e insulto gratuito di Piazza Tian An Men.

Piazza Tian An Men è il luogo che la gente cinese di tutte le nazionalità rispetta infinitamente. È qui che il presidente Mao ha innalzato la bandiera rossa delle cinque stelle e ha dichiarato la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Qui il presidente Mao ha esaminato le parate della gente rivoluzionaria in molte occasioni e ha emesso la grande chiamata per supportare la rivoluzione mondiale. Qui il presidente Mao ha ricevuto le Guardie Rosse in otto occasioni, le quali mandavano avanti la Rivoluzione Culturale del proletariato… Ovviamente Antonioni sapeva il posto che Tian An Men occupa nel cuore dei cinesi, ma ebbe il coraggio di diffamare Tian An Men in un modo incontenibile. È evidente che egli intendeva offendere la nostra grande madrepatria. Il popolo cinese non può assolutamente tollerare ciò!

Tian An Men è grande e magnifica, […] quando si guarda si guarda in altro verso la porta di Tian An Men, si vede il raggiante ritratto del presidente Mao con un espressione cordiale e gentile e l’emblema di stato della Repubblica Popolare Cinese risplendere. […] ma nel film di Antonioni non si vede né il panorama della piazza, né la magnificenza di Tian An Men. Il film è stato girato in un luminoso giorno di maggio, ma nonostante ciò, la piazza è mostrata in colori scuri e tetri. La grande piazza è presentata in un modo disordinato come se fosse un mercato di rumorosa confusione. È forse questo il risultato di un disinteresse di Antonioni o un suo peculiare interesse? Certamente no. È una tecnica spregevole con intenzioni malvagie, è completamente il risultato dell’odio di questi elementi imperialisti anti cinesi verso la rivoluzione cinese e la forte ostilità verso il popolo cinese.

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Questo vero e proprio agente imperialista anticinese, nella narrazione dice: “Per i cinesi questo grande spazio silenzioso è il centro del mondo” e “la Cina è il paese di mezzo.” Questo è una spregevole offesa! Il popolo cinese ha da sempre aderito agli insegnamenti del presidente Mao che il popolo cinese “dovrebbe fermamente, completamente, interamente e profondamente liberarsi dello sciovinismo di grande nazione” e “non cercare egemonia.” Abbiamo ripetutamente sostenuto che tutte le nazioni nel mondo, grandi o piccole, debbano essere uguali e noi dobbiamo fermamente opporci alla politica del potere dei superpoteri ed all’egemonismo. Noi non abbiamo mai ritenuto che la “Cina sia il centro del mondo” o “il paese di mezzo.” Imponendo questa accusa al popolo cinese, lo scopo criminale di Antonioni è di creare dubbi e sfiducia tra la Cina e gli altri popoli e minare la loro solidarietà e amicizia. Ma questo spregevole imbroglio è futile.

Tutte le bugie e le offese di Antonioni non possono offuscare la brillantezza della nostra grande madrepatria. Al contrario ha pienamente mostrato le sue caratteristiche negative come un buffone anti-cinese. Lungo il corso tracciato dal loro grande leader, il presidente Mao, il popolo cinese marcerà trionfalmente con passi energici in mezzo alla vile furia dei reazionari.

Qui per leggere la prima parte della tesi

* Ilaria Capriglione (Ilaria.Capriglione@gmail.com) dopo un breve periodo di studi a Pechino, ha conseguito la Laurea Magistrale in Lingua e cultura cinese presso la facoltà di Studi Orientali dell’Università di Roma La Sapienza nell’anno accademico 2009/2010. Terminata l’esperienza universitaria, si è iscritta a un master in Fashion Communication. Ha lavorato due anni a Guangzhou, svolgendo prima uno stage presso la Camera di Commercio Italiana e poi occupandosi di digital marketing per un’azienda olandese di interior design. Trasferitasi ad Amsterdam ha collaborato per due anni con Ninja Marketing prima di spostarsi a Londra, dove tutt’oggi si occupa di e-commerce.

** Questa tesi è stata discussa presso la facoltà di Studi Orientali dell’Università di Roma La Sapienza nell’anno accademico 2009/2010. Relatore: Prof. Federico Masini; Correlatore: Paolo de Troia