La società di sorveglianza cinese SenseNets ha accesso ai movimenti di milioni di persone nello Xinjiang, la regione autonoma uigura dove le autorità di Pechino hanno istituito un sistema di centri di detenzione con lo scopo conclamato di combattere il terrorismo. E’ quanto ha appreso la non-profit GDI.Foundation, dopo aver intercettato una serie di leak dovuti a un improvvisa vulnerabilità del sistema di monitoraggio. Un database online contenente nomi, numeri di carte d’identità, date di nascita e localizzazione di oltre 2,5 milioni di persone è rimasto aperto per mesi con possibilità di aggiunte e modifiche da parte di attori esterni. I dati esposti hanno anche mostrato circa 6,7 milioni di punti di raccolta dati sul posizionamento delle persone etichettati con descrizioni come “moschea”, “hotel”, “internet cafè” e altri luoghi in cui è probabile siano installate telecamere di sorveglianza. Specializzata in riconoscimento facciale e analisi video, SenseNets collabora con la polizia in varie città cinesi tanto da essere spesso considerata un contractor del governo. Il Congresso americano ha al vaglio sanzioni contro le aziende cinesi coinvolte nella violazione dei diritti umani in Xinjiang.

La Cina costruisce la sua prima centrale elettrica spaziale

La Cina ha avviato la costruzione della prima centrale elettrica sperimentale spaziale nella città di Chongqing. Lo ha riportato in prima pagina il Science and Technology Daily, che spiega come  ” una centrale elettrica solare in orbita a 36.000 chilometri dalla terra potrebbe attingere l’energia dei raggi del sole senza interferenze dall’atmosfera, o la perdita di luce solare stagionale e notturna. Secondo il giornale scientifico, gli scienziati cinesi progettano di costruire e lanciare nell’atmosfera centrali solari di piccole e medie dimensioni tra il 2021 e il 2025, mentre una struttura di livello megawatt è attesa per il 2030. Il vice presidente della China Academy of Space Technology, Li Ming, ha affermato che la Cina è destinata a diventare il primo paese a costruire una centrale solare orbitale “con un valore pratico” in grado di combinare gli sforzi di Pechino tanto nelle rinnovabili quanto nel programma spaziale.

La Belt and Road affronta i suoi primi ostacoli legali

La Corte Suprema di Hong Kong si appresta a ospitare per la prima volta una battaglia legale relativa alla Belt and Road. Il caso, rimasto insoluto dai primi anni 2000, coinvolge Merchants Port Holdings, sussidiaria del colosso statale China Merchants Group, accusata di aver violato l’accordo di esclusività siglato da DP World, il più grande operatore portuale del Medio Oriente, con le autorità di Gibuti, lo stato africano incastonato nel Corno d’Africa, vicino ad alcune delle rotte marittime più trafficate del mondo, dove Pechino nel 2017 ha posizionato la sua prima base militare estera. Anche se secondo gli analisti il giudizio delle autorità hongkonghesi difficilmente metterà fine alla disputa, la causa aggiunge nuove incognite legali al progetto cinese, già finito sotto la lente d’ingrandimento per i suoi risvolti geostrategici e le presunte ambizioni neocolonialiste.

Sri Lanka: AAA cercasi boia

Maschio, tra i 18 ei 45 anni, con “eccellente carattere morale” e “una mente e una forza mentale molto buone”. Sono le caratteristiche che deve avere chiunque voglia candidarsi a boia in Sri Lanka. Recentemente il presidente Sirisena ha annunciato l’imminente ripresa delle esecuzioni per impiccagione nei casi di narcotraffico, mettendo un punto a una moratoria che durava dal ’76. Da allora il governo ha pubblicizzato regolarmente la posizione, sperando di riuscire ad addestrare un boia professionista nel caso in cui le esecuzioni fossero riprese. Prima di allora, la professione passava di padre in figlio. Ma dall’annuncio della moratoria, solo tre persone hanno accettato il lavoro, e tutte lo hanno abbandonato prima di eseguire anche una sola esecuzione. Tuttavia, le condanne a morte sono continuate, sebbene nessuna sia stata eseguita. Circa 1300 persone si trovano nel braccio della morte, delle quali 48 per reati di droga.

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