La Coppa d’Asia per la Cina sì è conclusa come da pronostico e senza sorprese ai quarti di finale, sconfitti nettamente dall’Iran per 3-0. Una partita orrida da parte degli uomini di Marcello Lippi, che ha segnato anche la fine di un ciclo per una squadra (la più vecchia per età media al torneo) che era già in fase di declino.

Come annunciato alla fine del 2018, Marcello Lippi si è ritirato dalla guida della Nazionale al termine del torneo (in maniera non idilliaca in quanto totalmente deluso dai suoi giocatori per come è giunta la sconfitta con l’Iran) e la Chinese FootBall Association sta cercando il suo successore, che potrebbe essere proprio un altro italiano, Fabio Cannavaro, che andrebbe così a ricoprire il doppio ruolo di allenatore del Guangzhou e CT della Nazionale.

Conflitto di interessi

Seconda la visione delle istituzioni sportive cinesi, il problema della Nazionale è dato dal fatto che i giocatori provengono da diversi club (come è ovvio in qualsiasi parte del mondo) e per questo non vi è il giusto affiatamento. Per ovviare a questo problema, la Federcalcio ed il Ministro dello sport stanno veicolando il trasferimento di alcuni dei migliori giovani che faranno parte del nuovo ciclo della Nazionale, verso Guangzhou Evergrande e Tianjin Tianhai, obbligando gli altri club a privarsi dei propri talenti.

In questo modo il Guangzhou di Fabio Cannavaro sì è assicurato alcuni dei migliori talenti quali l’attaccante Wei Shihao ed il difensore Liu Yiming, reduci dalla Coppa d’Asia, ed il centrocampista He Chao, capitano della Nazionale U23. In questo modo però, la Federazione, mediante le sue controverse politiche sta andando a minare quella che è l’integrità dell’intera Chinese Super League, che nell’ultimo anno, più che una competizione sportiva, sì sta trasformando in un gioco politico, perdendo in credibilità.

L’obiettivo di tutte queste manovre è naturalmente quello di archiviare la qualificazione alla Coppa del Mondo di Qatar 2022, che si terrà 20 anni dopo all’unica manifestazione alla quale partecipò la Cina nell’edizione di Corea e Giappone. Artefice del nuovo corso potrebbe essere proprio Fabio Cannavaro, che oltre a destreggiarsi sul campo, dovrà essere bravo a trovare un’equilibrio in un contesto mutevole per i capricci delle autorità, sicuramente non dettati dal buon senso. Vi ricordate di quando i giocatori della Nazionale sono Stati costretti a coprire i propri tatuaggi per rispettare i ‘valori etici della società cinese’? Ebbene, questo è uno dei tanti drammi non-sense che potrebbe affrontare Fabio.

Un regolamento tutto particolare

Nella giornata di domenica, come riportato da Titan Sports Plus su twitter, il Guangzhou Evergrande ha pubblicato un regolamento interno che di fato, attesta il club come rappresentativa allo sviluppo della Nazionale. Secondo le nuove direttive, la squadra di Fabio Cannavaro potrà schierare in campo solamente due stranieri invece dei tre normalmente consentiti in Chinese Super League, inoltre, fatto ancora più assurdo, ai giocatori a fine mese verrà assegnato un punteggio da una commissione interna ed i due peggiori verranno retrocessi nella squadra riserve.

I tifosi del Guangzhou Evergrande si riferiscono alla propria squadra come ‘King of Asia’, ma con queste direttive che esulano da qualsiasi logica calcistica, le Tigri del Canton rischiano di diventare la barzelletta del continente.

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