Cacciato (e rimpianto) dagli Stati Uniti, padre del programma missilistico e del primo esperimento atomico della Repubblica Popolare Cinese, mente dell’ingegneria cibernetica, precursore dello studio della relazione tra uomo e macchina, superstar della scienza e della tecnologia del Dragone. Qian Xuesen, personaggio dalle mille sfaccettature, è il protagonista della seconda puntata di Tech Files, la rubrica per China Files a cura di Simone Pieranni dedicata alla storia della tecnologia cinese dal 1949 a oggi.

Dopo aver raccontato (nella prima puntata del 23 dicembre) la figura di Trofim Denisovič Lysenko, l’agronomo sovietico finito in Cina per aiutare il processo di modernizzazione delle campagne, tocca questa volta a uno studioso la cui influenza si sente ancora oggi nell’architettura tecnologica messa in piedi dal Partito comunista. A partire dal sistema di sorveglianza. Un lavoro, quello di Qian Xuesen, che non si è limitato a incidere sulla sfera scientifica ma che si è intersecato anche con la politica e con lo sviluppo della società cinese.

 

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