La tesi Società Segrete e Crimine Organizzato nella Cina Post-Maoista si pone l’obiettivo di analizzare il fenomeno delle società segrete, in particolare quelle a carattere politico e criminale, nella Cina contemporanea. Tale fenomeno, scomparso durante i tre decenni dell’epoca maoista, è riapparso durante la transizione della RPC da un’economia di piano a un’economia di mercato.
Nelle scienze sociali, per società segreta s’intende un modello di relazioni, dirette o indirette che collega i partecipanti in attività segrete connesse tra loro. Requisiti fondamentali sono pertanto la segretezza e l’esistenza di relazioni sociali durevoli. La difficoltà principale nell’affrontare questo lavoro riguarda il reperimento delle fonti e la verifica della loro attendibilità. Da un lato vi è la chiara impossibilità di stabilire un contatto con le organizzazioni criminali ed intervistarne gli aderenti, dall’altro bisogna confrontarsi con la censura del governo riguardo a dati sensibili. Inoltre, l’avvento della globalizzazione, negli ultimi anni ha notevolmente influenzato molti aspetti della società cinese, compreso il crimine organizzato. Questo rende superati gli studi meno recenti e necessaria una rielaborazione del concetto stesso di crimine organizzato.

Le società segrete rappresentano un aspetto molto importante della cultura cinese. In quanto tale, la loro origine è avvolta da una coltre di leggende tramandate oralmente in cui elementi fantastici e immaginari si mescolano a nomi e luoghi reali. Tutte le versioni, comunque, concordano nel considerare le società segrete originate da un’unica matrice, connessa al massacro dei monaci Shaolin da parte della dinastia Qing. L’espressione “società segreta”, tradotto in cinese con la locuzione mimishehui, è un concetto piuttosto vago, e di origine occidentale. La vastità del territorio cinese, e le varietà sociali e culturali delle popolazioni che lo abitano, hanno fatto si che le società segrete nel corso della storia si siano sviluppate con caratteristiche talmente differenti da inficiare qualsiasi tentativo di ricondurle a un archetipo. Si possono però individuare due modelli storicamente prevalenti: le jiaomen, che sono organizzazioni di tipo esoterico e religioso, prevalentemente localizzate nella cina del nord; e le huitang, originarie delle regioni meridionali. Queste ultime nascono come confraternite di mutuo-soccorso, e in seguito alcune di loro si dedicano ad attività di tipo criminale.

Durante gli ultimi 150 anni la Cina ha subito radicali cambiamenti sociali e politici, passando da una dinastia tradizionale ai signori della guerra, al governo nazionalista, al regime totalitario e repressivo di Mao, fino alle riforme di Deng Xiaoping. Le società segrete hanno dimostrato un’eccezionale capacità di adattamento alle nuove circostanze, mutando nomi e strutture, sviluppando strategie diverse e svolgendo anche ruoli rilevanti in alcuni frangenti storici. Quando nel 1949 i comunisti prendono il potere, la situazione cambia radicalmente. Le società segrete propongono una struttura sociale incompatibile con il controllo capillare della società da parte del governo comunista. Negli anni successivi, le società segrete vengono perseguitate e represse,  costrette a fuggire o a ritirarsi nelle istituzioni sociali come le famiglie e i legami di parentela. Dopo circa un quarto di secolo, le società segrete e le organizzazioni criminali trovarono una nuova opportunità alla fine degli anni’70 quando le riforme di Deng Xiaoping produssero cambiamenti importanti in ambito politico economico e sociale.

Dall’inizio delle riforme a oggi, il numero delle società segrete si è moltiplicato con velocità sorprendente. Tra queste, alcune sono il ritorno delle società tradizionali. La maggior parte riguarda tuttavia un fenomeno nuovo che, ad eccezione di alcune sette religiose e gruppi di dissenso politico, concerne il mondo criminale. La ricostituzione delle triadi è stata influenzata da numerosi fattori, alcuni di tipo politico e strutturale, altri di tipo culturale: la transizione della Cina verso il libero mercato, l’affievolimento del paternalismo del governo, il crescente divario tra i ricchi e i meno abbienti, la migrazione interna. Inoltre, durante l’epoca maoista, il sistema della redistribuzione economica rendeva l’allocazione delle risorse una questione politica in cui il denaro aveva un ruolo marginale. L’apertura della Cina al mercato ha rimodellato i valori dei cittadini apportando cambiamenti sostanziali nello stile di vita e nell’etica, dando stimolo al consumismo e rendendo il denaro più attraente.

La criminalità organizzata può essere considerata dunque come una manifestazione esplicita dell’erosione del sistema sociale. Si può ipotizzare che le organizzazioni criminali proliferano dove lo stato è assente, o la sua autorità è debole. All’inadeguatezza dello stato, consegue la disorganizzazione della società il cui livello determina il grado e l’organizzazione delle strutture illegali. Oltre a questi fattori, vi sono elementi culturali che non possono essere trascurati. La suggestione provocata dalle leggende ha ancora un forte ascendente sulla popolazione. L’ampio rilievo dato ai personaggi delle triadi nei romanzi e nel cinema ha accresciuto la loro popolarità rendendoli delle icone culturali. Anche il gergo delle triadi è diventato popolare a causa dell’esposizione mediatica, influenzando, in alcuni casi il linguaggio popolare e giovanile.

Il linguaggio delle triadi è un sistema di parole codificate e gergali sviluppatosi gradualmente proprio in funzione della segretezza delle attività in cui i membri erano coinvolti. Può essere considerato un anti-linguaggio (linguaggio di un sottogruppo anti-sociale). Non va cioè inteso come un linguaggio in codice finalizzato alla cospirazione, ma come un mezzo di trasformazione sociale (o risocializzazione), tramuta l’individuo da membro di una società a membro di un’anti-società. L’espressione Ni siguo mei? Ad esempio era utilizzata per chiedere se l’individuo si fosse sottoposto al rito d’iniziazione. Lo studio di queste espressioni può essere utile per capire la percezione che i membri delle società segrete avevano di se stessi e della società alla quale si opponevano. Le locuste, zhameng, erano i poliziotti; le vittime dei rapimenti erano definiti piao (biglietti) da scambiare con il denaro del riscatto; zazhong “confraternite di bastardi” le societa’ rivali; weiwu yao, i bordelli del potere, gli uffici governativi. Vi erano anche dei gesti in codice che i membri delle triadi facevano qualora volessero sapere se nello stesso luogo ci fossero altri associati. Uno di questi era sollevare la tazza di tè con tre dita, a cui il confratello avrebbe dovuto rispondere allo stesso modo. Linguaggio e gesti in codice erano mezzi di comunicazione finalizzati al riconoscimento reciproco e non erano in grado di veicolare comunicazioni articolate.

Le organizzazioni criminali non possono essere però considerate un insieme unico. Ad oggi se ne individuano tre tipologie differenti:
Bande di strada e teppisti: non sono vere organizzazioni ma gruppi di delinquenti che si riuniscono solo per intraprendere azioni criminali. I loro crimini sono principalmente rapine, stupri, scippi, rapimenti, assassinii e vandalismi. In genere hanno vita breve, le loro attività rappresentano una minaccia immediata e sono l’obiettivo primario delle campagne condotte dal governo.
Attività esplicitamente criminali: operano direttamente nei mercati illegali come traffico di droga, il contrabbando, la prostituzione, l’usura. Intraprendere questo genere di attività richiede sforzi collettivi ben coordinati, pertanto alcune di queste società adottano una struttura gerarchica molto complessa, con regole ferree riguardanti la disciplina, le ricompense e le punizioni.
Mezzi criminali per attività legali: Il loro numero è relativamente ridotto e solitamente gestisce attività legali ma fa ricorso all’estorsione e al ricatto per monopolizzare settori del mercato in cui opera. La loro ambiguità le rende spesso in grado di sfuggire alle campagne anticrimine del governo. Questa tipologia rappresenta lo stato più avanzato in termini di sviluppo.

Studiare la struttura delle società segrete è l’aspetto più impegnativo e controverso. In molti casi i pareri degli studiosi sono discordanti. Dal punto di vista dell’organizzazione le società segrete adeguano tutte le loro caratteristiche alla condizione primaria della loro esistenza, la segretezza.
Nell’assumere un determinato tipo di struttura, le organizzazioni criminali tengono in considerazione due fattori: l’utilizzo di una tattica efficiente con cui portare a compimento i propri obiettivi a breve termine e l’adozione di strategie efficaci per evitare le pene comminate dalle autorità giudiziari a lungo termine. Considerarle come delle organizzazioni esclusivamente gerarchiche costituisce un limite considerevole. Per meglio adattarsi ai cambiamenti istituzionali, in tempi più recenti le organizzazioni criminali hanno sostituito le gerarchie tradizionali con strutture più versatili, semplificando anche i riti d’iniziazione. Oltre alle gerarchie tradizionali, le società segrete di stampo criminale si presentano sotto forma di reti di connessioni, legami e relazioni, il cui il concetto del guanxi assume un ruolo fondamentale. Un altro tipo di struttura organizzativa è quello ibrido, anche definito ‘paguro’. Al pari del piccolo crostaceo queste organizzazioni criminali, per perseguire le proprie attività criminose si dota di un involucro di attività legittime, come associazioni civili, esercizi commerciali e in alcuni casi addirittura apparati statali, corrompendo i funzionari governativi e gli operatori delle forze dell’ordine.

La connessione tra la criminalità e la politica è il fenomeno che più desta preoccupazione nelle autorità cinesi, perché oltre ad avere effetti negativi sull’economia, e sull’opinione della popolazione, è in grado di erodere l’autorità del Partito Comunista Cinese. Per contrastare il fenomeno della criminalità organizzata, le autorità cinesi, dal 1979 a oggi hanno intrapreso una serie di campagne anticrimine chiamate “YANDA”. Nella maggior parte dei casi queste iniziative non hanno sortito gli effetti sperati perché i reparti investigativi erano ancora legati al modello  delle strutture gerarchiche. Alcuni esperti sostengono che le società segrete scoperte fino ad oggi siano solo la punta dell’iceberg e che in realtà il fenomeno abbia dimensioni molto maggiori. Contrastare efficacemente il crimine organizzato e la corruzione politica ad esso correlato è di fondamentale importanza per il governo cinese. Sia per dimostrare ai cittadini la solidità della propria leadership, sia perché mantenere la disciplina interna tra i suoi membri è una questione vitale per un partito di stampo leninista.

*Alessandro Diviggiano adiviggiano[@]msn.com è laureato all’Università degli Studi di Milano. Vive a Dalian, in Cina, dove studia e lavora.

**Questa tesi è stata discussa presso l’Università degli Studi di Milano. Relatore: prof. Francesco Montessoro.