Oggi in Cina – Sgombero Mong Kok, 80 arresti

In by Gabriele Battaglia

Continuano gli arresti di manifestanti che si oppongono allo sgombero di Mong Kok. Tra loro anche i leader studenteschi Joshua Wong e Lester Sung. Caso Tohti: convocati a processo anche gli studenti dell’intellettuale uiguro. La Cina annuncia una legge contro le violenze domestiche. Navi pattuglia cinesi nelle acque intorno alle isole Senkaku/Diaoyu. HK – LO SGOMBERO DI MONG KOK [in evoluzione]
Ci sono anche i leader studenteschi Joshua Wong e Lester Sung tra i circa 80 manifestanti arrestati tra ieri e oggi nelle operazioni di sgombero del blocco di Mong Kok, a Hong Kong. La polizia ha usato anche spray urticante, mentre lo sgombero è ancora in corso.

La strategia dei manifestanti è stata quella di occupare un altro incrocio stradale (Portland Road) dopo essere stati sgombrati da Argyle Street, in un gioco a guardie e ladri che punta a guadagnare tempo e a riattivare la grancassa mediatica. Gli occupanti dicono che nessuno riuscirà a toglierli definitivamente di mezzo finché non si risolverà il conflitto politico su quale “democrazia” si prospetta in vista delle elezioni del 2017.

Intanto, però, i commercianti della zona sembrano favorevoli allo sgombero, segno di una città divisa. Mong Kok è il sit-in peninsulare di Hong Kok: l’altro, quello di Admiralty, è stato sgombrato nei giorni scorsi.

CASO TOHTI – A PROCESSO ANCHE GLI STUDENTI

Sette studenti appartenenti a “una minoranza” sono stati processati ieri con l’accusa di separatismo per avere collaborato al sito del loro professore, Ilham Tohti, l’intellettuale uiguro condannato di recente all’ergastolo con le stesse accuse.

Li Fangping, avvocato difensore di Tohti, ha detto che almeno tre studenti si sono dichiarati non-colpevoli e che la corte – la stessa che ha condannato l’intellettuale uiguro – emetterà il verdetto nei prossimi giorni. Sono accusati di essere membri della “gang” di Tohti e molto probabilmente saranno condannati a pene varie.

LEGGE ANTI VIOLENZA DOMESTICA

Nel giorno contro la violenza sulle donne, la Cina annuncia che è in arrivo una legge che dovrebbe rendere più facile attuare misure restrittive nei confronti di chi compie atti di violenza domestica.

Attualmente, il sistema giuridico offre solo linee guida ai giudici per decidere se emettere le ingiunzioni, ma il sistema non funziona in gran parte perché le vittime non sono consapevoli che esista questa opzione. La nuova legge ha lo scopo di standardizzare e rendere rapide alcune misure protettive nei confronti delle vittime e limitative nei confronti degli aggressori.

Secondo la proposta, una vittima di violenza domestica può chiedere una misura restrittiva, indipendentemente dal fatto che abbia fatto causa contro l’aggressore.

CINESI ALLE DIAOYU/SENKAKU

Navi pattuglia cinesi sono tornate nelle acque contese nel Mar Cinese orientale per la prima volta da quando il presidente Xi Jinping e il primo ministro giapponese Shinzo Abe si sono incontrati a Pechino durante il vertice Apec.

Tre navi della guardia costiera “hanno pattugliato le acque territoriali intorno alle isole Diaoyu", ha confermato l’agenzia del governo cinese che si occupa delle questioni marittime.
I media giapponesi, da parte loro, riferiscono, citando fonti anonime del ministero degli Esteri giapponese, che Tokyo ha presentato una protesta formale alla Cina. 

[Foto credit: scmp.com]