Oggi in Cina – Internet, stop a pseudonimi e nickname

In by Gabriele Battaglia

La massima autorità per l’Internet in Cina ha dichiarato che verrà adottato un sistema di nomi reali come principio e obiettivo d’azione per il 2015. Anche il governo ammette: serve più educazione sessuale per limitare il numero crescente di aborti nelle giovani donne. Maggiore stabilità nel medio e lungo periodo sul lavoro con il rallentamento dell’economia. FINE DI PSEUDONIMI E NICKNAME

“Prenderemo il sistema dei nomi reali come principio e massimo obiettivo del nostro lavoro di quest’anno”, ha dichiarato il direttore dell’Amministrazione del ciberspazio cinese Xu Feng. “Estenderemo questo principio a tutte le aziende internet, dai forum alle piattaforme di microblog”.

Anche nelle nuove linee guida per la letteratura online il governo chiede agli autori di registrarsi con il loro vero nome. Gli pseudonimi e i nickname saranno ammessi, ma solo se direttamente collegabili all’identità reale. È una decisione che incoraggerà chi pubblica a “prendersi la responsabilità” di ciò che scrive.

E si inserisce perfettamente nel solco maoista sulle arti tracciato lo scorso ottobre da Xi Jinping. L’arte (e ora la letteratura, anche quella online) non deve e essere schiava del mercato, bensì “servire il popolo e la causa socialista”.

L’IMPORTANZA DELL’EDUCAZIONE SESSUALE

È almeno un decennio che e le attiviste lo denunciano, e ora finalmente se ne convince anche il governo. Serve più educazione sessuale. Secondo la Commissione per la pianificazione famigliare ogni anno si praticano almeno 13 milioni gli aborti. Il 62 per cento di questi sono decisi da giovani donne tra i 20 e i 29 anni, il 20 per cento di loro ha avuto più di un aborto.

Sono gli stessi medici a denunciare che il numero è sicuramente molto più alto, perché le statistiche ufficiali non possono contare quelle tante donne in difficoltà che si recano, se vogliamo usare un eufemismo, in cliniche non registrate. E c’è un altro dato ancora più preoccupante. Le ragazze sotto i 16 anni che decidono di abortire aumentano del 30 per cento all’anno. E la causa principale è che non esiste una vera e propria educazione sessuale e una corretta informazione sull’uso dei contraccettivi.

DIECI MILIONI DI NUOVI POSTI DI LAVORO NEL 2015

La crescita cinese rallenta e per la leadership è necessaria garantire una maggiore stabilità nel medio e lungo periodo. Così il premier Li Keqiang ha affermato che nel 2015 si dovranno creare almeno 10 milioni di posti di lavoro per evitaer che un rallentamento troppo brusco della crescita economica porta con se instabilità sociale.

Per la crescita cinese infatti per quest’anno è previsto un ulteriore rallentamento. Dal 7,4 del 2014 (il più basso dal 1990, anno in cui si trovò a scontare le sanzioni imposte dopo i fatti di piazza Tienanmen) a una cifra intorno al 7 per cento. Secondo la leadership si tratta di entrare nell’era della “nuova normalità”. 

[Foto credit: vancouversun.com]