L’Associazione Italia-Asean nasce nel 2015, un fatto importante che si inserisce in un contesto cruciale per l’Italia, l’Europa e i paesi parte dell’Asean. La sua missione è quella di rafforzare il legame e rendere più evidenti le reciproche opportunità, sia per le imprese che per le istituzioni. Qui pubblichiamo la newsletter Italia-Asean del 27 novembre.

“Credetemi, non siamo mai stati in una posizione migliore per farlo. So che penserete sia un’affermazione da campagna elettorale che vado dicendo da anni, ma l’America è tornata. Come ho fatto notare ai leader cinesi l’ultima volta che sono stato in Cina, non è mai, mai, mai stata una buona mossa scommettere contro l’America. La resilienza del popolo americano è la natura del nostro sistema: l’America è tornata.”

A parlare così, il 19 luglio 2013, era Joseph Robinette Biden Jr, meglio conosciuto come Joe Biden, Presidente eletto degli Stati Uniti d’America. Il discorso dell’allora Vicepresidente Biden, rivolto ad una platea di diplomatici e policy-makers, intendeva spiegare il crescente interesse dell’Amministrazione Obama per l’Asia-Pacifico ed in particolare per il Sud-Est asiatico. “L’ASEAN rappresenta ora un’economia da due trilioni di dollari e 600 milioni di persone,” argomentava allora Biden, “Ci sono più investimenti americani nel Sud-Est asiatico che in Cina. (…) Per questo vado a Singapore.”

Neppure quattro anni più tardi, però, durante il suo primo giorno di lavoro nello Studio Ovale, Donald Trump annunciava il ritiro degli USA dalla Trans-Pacific Partnership (TPP), l’accordo negoziato da Obama che mirava ad arginare la Cina creando un’area di libero scambio e regole comuni pari al 40% dell’economia mondiale. Nonostante le parole di apprezzamento non siano mancate anche l’ASEAN sembra essere passata in secondo piano. Dopo aver preso parte all’ASEAN Summit del 2017, infatti, Trump ha inviato dei delegati alle tre edizioni successive, mentre alcune importanti cariche diplomatiche nella regione, su tutte quella di ambasciatore degli USA presso l’ASEAN, sono rimaste a lungo vacanti.

All’inizio di quest’anno, l’ultima indagine sullo State of Southeast Asia condotta dal Centro Studi sull’ASEAN dell’ISEAS-Yusof Ishak Institute di Singapore rivelava che la fiducia negli Stati Uniti come alleato strategico della regione si stava rapidamente deteriorando mentre la Cina si andava affermando come “la più attiva e proattiva tra le grandi potenze nel coltivare un rapporto con l’ASEAN ed i suoi stati membri.” Se è vero, però, che l’impegno di Trump nella regione è stato incostante e a tratti incoerente, la sola prospettiva di una presidenza Biden non basta a rassicurare i partner asiatici.

Il pivot to Asia avrebbe dovuto permettere all’America di riscrivere le regole dell’economia mondiale del XXI secolo attraverso una combinazione di libero mercato ed istituzioni democratiche. Gli sforzi dell’Amministrazione Obama, vanificati dall’intervento dell’attuale presidente, vengono ricordati ora come un tentativo malriuscito di contenere la crescita della Cina, alienando, tra l’altro, alcuni alleati tradizionali, come Filippine e Thailandia, in nome della difesa dei diritti umani. Il futuro Presidente Biden dovrà essere quindi in grado di riconoscere apertamente i limiti delle scelte passate e chiarire sin da subito l’ambito di quelle future.

Il significato del “Ritorno alla Normalità” con cui diversi media asiatici hanno voluto identificare la vittoria di Joe Biden alle ultime elezioni americane dovrebbe essere oggetto di approfondimento. E’ difficile pensare, infatti, che esso corrisponda ad un ritorno al futuro in cui Presidente riprenderà semplicemente il lavoro fatto dall’Amministrazione Obama e lo porterà a compimento. Non si tratta soltanto del fatto che Biden potrebbe dover scendere a patti con un Senato a maggioranza repubblicana: i tempi sono cambiati e le strategie del passato risulterebbero oggi anacronistiche.

Il futuro Presidente Biden dovrà affrontare una competizione sempre più intensa con la Cina, che, anche attraverso la Belt and Road Initiative, in questi ultimi anni ha consolidato ulteriormente la sua posizione in Asia. La maggior parte degli analisti e commentatori sembra d’accordo sul fatto che Biden confermerà la maggior parte delle prese di posizione di Trump nei confronti della Cina. Il contesto in cui egli si troverà ad operare gli imporrà però un atteggiamento diverso da quello adottato dai suoi predecessori. Come ha sintetizzato Sebastian Strangio per The Diplomat: un cambiamento relativo nella forma insieme ad una continuità relativa nella sostanza.

Appena qualche giorno fa i 10 Paesi dell’ASEAN e 5 tra i loro partner commerciali più rilevanti, Australia, Cina, Corea del Sud, Giappone, e Nuova Zelanda, hanno firmato la Regional Comprehensive Economic Partnership, un accordo di libero scambio destinato a rappresentare il 30% della popolazione ed una simile percentuale del PIL mondiale. Difficilmente il futuro Presidente potrà disegnare la sua politica per l’Asia-Pacifico ignorando la presenza della Cina o addirittura ipotizzandone una sua estromissione dalla regione come aveva fatto Obama. Altrettanto difficile sarebbe pensare di farlo senza un impegno sul campo, cominciando proprio con il rafforzamento delle rappresentanze diplomatiche lasciate vuote da Trump.

Il Ritorno dell’America invocato da Joe Biden nel lontano 2013 ha un’accezione ben diversa nell’ASEAN di oggi: la ricerca di una nuova relazione tra potenze che non costringa i Paesi della regione a scegliere tra Washington e Pechino.

A cura di Francesco Brusaporco

 

Strategie per il rilancio del settore dell’aviazione in ASEAN al tempo del Covid-19

 La pandemia di coronavirus ha avuto un impatto disastroso sul settore dei trasporti. Molte compagnie aree si sono trovate a dover parcheggiare le proprie flotte viste le restrizioni ai viaggi imposte dai governi da febbraio. Hanno iniziato quindi a programmare strategie per contenere i danni. Il vettore low-cost malese AirAsia ha dichiarato di aver dimezzato i suoi costi fissi e sta esplorando nuove possibilità per raccogliere capitali, compresa addirittura la vendita di motori aerei di ricambio. La compagnia continua, inoltre, a lottare contro i divieti ai viaggi imposti in Malesia, Indonesia e Thailandia, tre dei suoi mercati principali. Basti pensare che le vendite di Air Asia sono scese dell’86% quest’anno, a 108 milioni di dollari per il terzo trimestre conclusosi il 30 settembre, rispetto ai circa 700 milioni di dollari del trimestre corrispondente nel 2019. Tony Fernandes, co-fondatore e amministratore delegato di AirAsia, ha dichiarato che la compagnia aerea ha deciso di vendere motori di riserva e cercare a tutti i costi di avere una liquidità sufficiente, almeno, fino a quando la domanda non tornerà a crescere nel 2021. Sempre in Malesia, il Ministro delle Finanze Tengku Zafrul Abdul Aziz ha assicurato che Malaysia Airlines beneficerà del sostegno finanziario dello Stato per risollevarsi, mentre continuano i colloqui su una possibile ristrutturazione da 3,9 miliardi di dollari del debito che metta al sicuro la compagnia di bandiera nazionale. Anche un’altra compagnia della regione, Philippine Airlines, si sta muovendo per tutelare la sua posizione dinanzi ai creditori. In questo scenario, in Cambogia, viene invece annunciato che una parte importante del nuovo aeroporto internazionale di Phnom Penh sarà costruita da una società statale cinese, sicuramente non un’ottima notizia per l’operatore francese dell’attuale gateway. L’aeroporto fa parte della strategia del governo cambogiano per incentivare il turismo, oltre ad altri progetti, tra cui la costruzione di un nuovo resort vicino ad Angkor Wat.

 

Vietnam: dalle solide relazioni con l’India a valida alternativa alla Cina

Quest’anno ricorre il 42° anniversario del commercio bilaterale India-Vietnam. I due Paesi hanno condiviso storicamente forti relazioni bilaterali e negli ultimi due decenni gli scambi commerciali sono aumentati considerevolmente, a testimonianza di tutto ciò, i molti investimenti indiani in Vietnam nel settore farmaceutico, dell’agrifood e del turismo. L’enorme volatilità del contesto commerciale globale e le tensioni tra Washington e Pechino hanno spinto molte imprese a diversificare le proprie catene di approvvigionamento lontano dalla Cina, il che ha aumentato l’importanza della rotta commerciale India-Vietnam per gli scambi internazionali. Negli ultimi vent’anni, quindi, il commercio bilaterale tra Vietnam e India è cresciuto costantemente, passando da 200 milioni di dollari nel 2000 a 12,3 miliardi di dollari nell’anno finanziario 2019-2020. L’ASEAN-India Free Trade Area, siglata nel 2009, contribuisce in modo sostanzioso ad accelerare questi trend.  Hanoi ha saputo rafforzare la fiducia degli investitori con un rapido ed efficiente tracciamento dei contagi e un eccellente contenimento della pandemia di Covid-19, riconosciuto dai governi di tutto il mondo. Il Paese sta diventando una delle scelte privilegiate per le grandi aziende che cercano di creare nuovi hub produttivi e di diversificare le loro catene di fornitura. Con una crescita prevista del 2-3% nel 2020, il Vietnam sarà una delle economie a più rapida crescita non solo nella regione del Sud-Est asiatico ma in tutto il mondo, sfruttando i suoi punti di forza interni e le opportunità che presenta, capitalizzando gli accordi di libero scambio con altri Stati e facendo affidamento sull’adattabilità della sua economia ai cambiamenti repentini. La crescita delle esportazioni continua ad essere uno dei principali volani dell’economia vietnamita. L’export, nonostante le conseguenze della pandemia, ha registrato il “segno +”, con un tasso di oltre il 10% dal terzo trimestre del 2020, rendendo il Vietnam uno dei Paesi con il più alto tasso di crescita del commercio.

 

Geopolitica e sicurezza

Le Filippine saranno il primo acquirente del missile India-Russia

Mosca e Nuova Delhi esporteranno nelle Filippine il missile supersonico BrahMos, sviluppato congiuntamente. Una mossa che potrebbe innervosire Pechino, date le dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale.

Nikkei Asian Review

 

Geopolitica

La Cina fra Singapore e Usa

Gli Usa hanno schierato armi e attrezzature avanzate a Singapore. Finché si verificheranno controversie militari in Asia orientale e Sud-Est Asiatico, gli Usa potranno sempre minacciare di bloccare lo Stretto di Malacca, tagliando fuori la Cina da risorse energetiche cruciali.

Formiche 

 

Geopolitica

Rapporti India-ASEAN

L’India ha deciso di ritirarsi dalla RCEP lo scorso anno. Quale sarà l’impatto di questa decisione sui suoi impegni con le nazioni ASEAN ora che l’accordo commerciale è stato approvato?

ASEAN Today

 

Economia

Relazioni economiche tra Bangladesh e ASEAN

Esperti, economisti e imprenditori, hanno consigliato al Bangladesh di firmare accordi di libero scambio con i Paesi del Sud-Est asiatico per incrementare le esportazioni verso una delle zone più dinamiche del continente.

The Daily Star

 

Economia

Singapore potrà davvero rappresentare l’alternativa ad Hong Kong?

Molte società finanziarie e imprese preoccupate dalle proteste e dai problemi politici di Hong Kong hanno deciso di portare i propri business nella città-Stato, considerata più sicura ed affidabile.

Financial Times

 

Infrastrutture

Collegamenti Singapore-Malesia

È iniziata con una cerimonia di inaugurazione la prima fase del progetto ferroviario di transito rapido tra Singapore e Johor. L’opera faciliterà notevolmente gli spostamenti tra i due Paesi.

Channel News Asia

 

Società

Inclusione sociale in ASEAN

Sei società con sede nel Sud-Est asiatico sono state inserite da Refiniv 2020 nella Top 100 delle aziende più inclusive al mondo. Il Centro prodotti per la casa in Thailandia, SIA e Singtel a Singapore e Digi, PETRONAS e Nestle in Malesia.

Human Resouces

 

Energia

La Malesia premia lo sviluppo sostenibile

Il governo malese ogni anno dal 2018 celebra la sostenibilità attraverso il conferimento dei “National Energy Awards 2020”. La premiazione è stata presieduta dal Ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali.

The Star

 

Difesa

Relazioni Stati Uniti-Filippine

Il Consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien ha rappresentato il Presidente

Trump in una cerimonia presso il Dipartimento degli Affari Esteri di Manila, dove ha annunciato la consegna di forniture militari all’esercito filippino.

Onenews

 

 Business

Grab pensa alla fase post pandemica

Ming Maa, Presidente del celebre unicorno singaporiano, parla di prossime mosse, costante miglioramento dei servizi, partnership con Uber e una possibile Offerta pubblica iniziale.

Nikkei Asian Review

 

Politica

Continuano le proteste in Thailandia

Gli attivisti per la democrazia thailandesi spingono gruppi industriali, grandi inserzionisti pubblicitari, canali televisivi e media affinché si schierino in loro favore e prendano parte alla protesta contro il governo e la Corona.

Financial Times

 

Ambiente

Lotta dell’ASEAN contro il cambiamento climatico

I governi del Sud-Est asiatico devono necessariamente affrontare le questioni relative ai cambiamenti climatici, come l’innalzamento delle acque, che potrebbe avere un impatto disastroso in tutta la regione.

The Phnom Penh Post

 

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