In Xinjiang ripristino parziale degli sms

In by Simone

“Siamo di nuovo in grado di inviare messaggi… se ricevete questo messaggio, per favore, rispondete a me”. Questo è uno dei primo SMS della provincia dello Xinjiang, che ha raggiunto Pechino e Shanghai, a mezzanotte di sabato scorso.

Ci sono voluti sei mesi dopo i disordini che hanno scosso Urumqi, la capitale della provincia Uighura, per fare in modo che gli abbonati telefonici potessero tornare a inviare messaggi per telefono. A seguito degli scontri, le autorità provinciali avevano bloccato il servizio di messaggistica, così come la navigazione internet.

Si tratta di una parziale apertura però: China Mobile, il primo operatore di telefonia mobile cinese, ha chiarito che “al fine di garantire che il servizio non sia utilizzato da persone male intenzionate, ogni utente potrà solo inviare 20 messaggi al giorno”.

Secondo la rivista  Xinjiang Mobile Communication, le restrizioni sui servizi di telecomunicazione nella regione sono state le più lunghe conosciute dalla Repubblica Popolare fin dalla sua fondazione.

Nel mese di luglio, le autorità hanno accusato i mandanti della rivolta di avere utilizzato Internet e gli sms per organizzare gli scontri tra la minoranza Uighur e la maggioranza Han (197 morti secondo le cifre ufficiali). Pechino ha anche criticato i gruppi uighuri all’estero, che avrebbero contribuito a fomentare la violenza.

Alla fine di dicembre, il governo locale della provincia aveva autorizzato una ripresa limitata di Internet, con l’accesso a siti approvati da parte dello Stato: l’agenzia di stampa cinese, xinhuanet.com, l’edizione online del People’s Daily e due siti web commerciali, Sina e Sohu. Gli accessi alla posta elettronica, forum e blog, tuttavia, rimangono bloccati.