Pechino si è dotato di un meccanismo di revisione degli investimenti stranieri che ricorda per finalità la Committee for Foreign Investment in the United States (CFIUS), comitato inter-agenzia (potenziato dall’amministrazione Trump) che si occupa di analizzare le implicazioni dei capitali esteri per la sicurezza nazionale. Secondo il Scmp, lo scorso aprile la National Development and Reform Commission ha avviato un processo di revisione degli investimenti stranieri per verificarne la “sicurezza economica”, termine che oltre la Muraglia ha implicazioni più ampie rispetto ai criteri di “sicurezza nazionale” sulla base dei quali opera il CFIUS. A conferire alla NDRC i nuovi poteri è la controversa nuova legge sugli investimenti esteri, approvata dal parlamento lo scorso marzo contestualmente alla richiesta di una maggiore apertura del mercato interno da parte della comunità internazionale. Criticata da molti per la sua vaghezza, la legge potrebbe addirittura diventare un’arma di difesa contro le provocazioni trumpiane in supporto alle tariffe [fonte: Scmp]

Nuovi pericoli per la la BRI in Pakistan

L’attentato dello scorso weekend al Pearl Continental di Gwadar segna una svolta nel movimento di resistenza del gruppo separatista Balochistan Liberation Army (BLA) contro i progetti infrastrutturali cinesi. Da anni la sigla si batte per ottenere maggiore autonomia e accesso alle risorse nella regione pakistana del Balochistan, dove sono in corso i lavori per la realizzazione del corridoio economico CPEC, il progetto più importante della Belt and Road. Secondo esperti consultati dal Scmp, l’ultimo attacco – che giunge a circa sei mesi dall’assalto al consolato cinese di Karachi – conferma la radicalizzazione di un movimento un tempo “ispirato più dal socialismo che dal jihad”. Entrambi gli episodi attestano il consolidamento di attacchi suicidi contro obiettivi cinesi per attirare l’attenzione internazionale. Intanto, per salvare i propri investimenti nel paese, Pechino sarebbe dialogando con i nazionalisti balochi in esilio tra Stati Uniti, Regno Unito e altri paesi europei [fonte: Scmp]

L’Africa potrebbe “vincere” la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti

Non sarà l’Europa e nemmeno il Sudest asiatico a guadagnare di più dalla guerra tariffaria tra Cina e Stati Uniti. Secondo il Global Times, interrompendo la catena globale delle forniture, la querelle tra le due superpotenze potrebbe dare un risalto senza precedenti all’Africa come fornitore alternativo. Fino ad oggi l’export africano verso la Cina è stato circoscritto principalmente alle commodity. Ma – grazie alla conversione del gigante asiatico ai consumi – il continente potrebbe finalmente affrancarsi dalla vedita di materie prime incrementando le esportazioni di prodotti agricoli. Quelli che gli Stati Uniti faticheranno a piazzare a causa dei nuovi dazi cinesi. A dimostrazione della sua nuova vocazione ai consumi, nel 2018 la Cina ha importato oltre 2 trilioni di dollari di merci [fonte: Global Times]

Il Guangdong contro i migranti del gaokao

Le autorità della provincia del Guangdong hanno promesso di impedire ai migranti di sostenere gli esami di ammissione all’università – il temutissimo gaokao in programma per il 7 e l’8 giugno – per placare le lamentele dei residenti locali. Sono infatti molti i genitori preoccupati dal fatto che l’arrivo di studenti da altre province note per i punteggi migliori possa compromettere le chance dei propri figli. L’Ufficio per l’ammissione all’istruzione superiore della provincia del Guangdong ha minacciato severe punizioni per chi non denuncia i “migranti del gaokao”, termine che sta a indicare quegli studenti che lasciano di nascosto la loro città e migrano in altre città pochi giorni prima degli esami per ottenere punti bonus o sostenere gli esami in un ambiente meno competitivo. La notizia è arrivata dopo che la scuola locale Shenzhen Fuyuan ha annunciato che avrebbe invitato gli studenti della scuola superiore Hengshui, nella provincia di Hebei, a partecipare al gaokao con l’obiettivo di migliorare il tasso di iscrizione alle università migliori del paese. La Hengshui è famosa in tutta la Cina tanto per le sue regole militari quanto per l’elevato numero di accesso alle migliori università, tra cui la Tsinghua University e l’Università di Pechino. Quella che sembra una diatriba da poco in realtà rispecchia l’alta competitività del sistema educativo cinese. Il gaokao non pone solo le premesse per la carriera universitaria dei giovani cinesi ma ne determina addirittura il futuro professionale [fonte: Global Times]

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