Moon riafferma l’alleanza con gli Usa ma tende la mano alla Cina

Quella della Corea del Nord è una questione “complicata ma risolvibile”. Lo ha detto Donald Trump nella sua prima conversazione telefonica con il neopresidente sudcoreano Moon Jae-in. L’inquilino della Casa Bianca ha invitato Moon a visitare Washington “il prima possibile”. Sebbene il nuovo leader di Seul abbia riaffermato la partnership con l’alleato statunitense, non è un mistero che la sua visione accomodante nei confronti dei cugini del Nord rischia di minare gli sforzi messi in campo dalla comunità internazionale per mettere il regime di Kim Jong-un alle strette. Moon non solo è favorevole a un rilancio della “Sunshine policy” — archiviata durante il decennio del governo conservatore- ma si è detto anche pronto a rinegoziare l’istallazione del sistema anti-missile americano Thaad, al centro di un’accesa disputa con la Cina. Un riavvicinamento di Seul a Pyongyang, di fatto, renderebbe la presenza americana nell’Asia-Pacifico molto meno necessaria — per la gioia di Pechino.

Proprio questa mattina, discutendo con Moon delle tensioni con il Regno eremita, Xi Jinping ha riaffermato il desiderio di vedere una penisola coreana denuclearizzata. Obiettivo raggiungibile unicamente attraverso il dialogo, secondo il leader cinese.

La CIA lancia una task force dedicata alla Corea del Nord

Il 10 maggio, la CIA ha istituito un’unità speciale per acquisire analizzare informazioni sul programma nucleare nordcoreano. Si tratta del primo centro dell’agenzia americana dedicato a un singolo paese. Nel 2015, la CIA ha creato dieci Mission Centre mirati a facilitare la cooperazione e lo scambio di dati tra i vari dipartimenti per far fronte alle principali minacce alla sicurezza nazionale. Il Korea Mission Center coordinerà l’azione di tutti gli 007 Usa che si occupano di Corea del Nord e usufruirà non solo delle risorse della CIA, ma anche di quelle di tutte le altre agenzie federali di intelligence.

Hong Kong: a rischio l’annuale manifestazione di Victoria Park

Dal ritorno di Hong Kong alla Cina del 1997, ogni anno il 1 luglio viene celebrato nell’ex colonia con delle manifestazioni di piazza. Dal 2004, tali commemorazioni si sono sempre svolte in Victoria Park, ma quest’anno le cose potrebbero andare diversamente. Il Civil Human Rights Front, che organizza l’evento, si è visto negare l’assegnazione dello spazio, che invece pare sia stato ceduto alla filocinese Hong Kong Celebrations Association, di cui la nuova Chief Executive Carrie Lam è presidente onorario. Secondo il Civil Human Rights Front, l’insolito cambiamento di programma avrebbe a che fare con la visita del presidente Xi Jinping, atteso a Hong Kong tra il 29 giugno e il 1 luglio per celebrare il 20esimo anniversario dell’handover e presenziare al giuramento ufficiale di Lam, eletta lo scorso marzo alla guida del Porto Profumato. Si tratta di una notizia non ancora confermata, ma che troverebbe riscontro nelle serrate misure di sicurezza a cui le forze dell’ordine locali si stanno preparando.

La Foxconn aprirà negli Usa

Secondo fonti Reuters, la più grande produttrice di componenti elettrici ed elettronici per i produttori di apparecchiature originali in tutto il mondo aprirà un impianto negli Stati Uniti, nella seconda metà dell’anno. Lo scorso mese, il presidente dell’azienda taiwanese Terry Gou è stato ricevuto alla Casa Bianca con lo scopo di avviare nuove sinergie declinate alla creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti. Dalla visita erano emerse anticipazioni di futuri investimenti “capital-intensive”, “skilled labor-intensive” e “hi-tech”. Già all’inizio di quest’anno Gou aveva manifestato l’intenzione di investire almeno 7 miliardi di dollari per la costruzione di un impianto sull’altra sponda del Pacifico senza rilasciare ulteriori dettagli. Con tempismo perfetto, proprio ieri il premier cinese Li Keqiang si è recato in visiti a Zhengzhou, dove ha sede la più grande fabbrica di iPhone al mondo di proprietà della Foxconn. Li, accompagnato in un giro di ispezione da Gou, ha ricordato come la Cina sia il miglior paese per investire ed espandere il manifatturiero; chiara risposta all’”America First” di Trump, che mira ad attirare investimenti dall’Asia grazie a una serie di sgravi fiscali.

Delegazione Usa incontra il Dalai Lama

Mercoledì, una missione bipartisan guidata da Nancy Pelosi, leader della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, ha incontrato il Dalai Lama a Dharamsala, dove il premio nobel per la pace risiede dai tempi dell’occupazione cinese del Tibet. Durante la visita, Pelosi ha rinnovato l’appoggio americano alla causa del leader religioso, condannando il “ricatto economico” con cui la seconda potenza mondiale starebbe cercando di imporre la propria autorità a livello internazionale, in barba alle violazioni dei diritti umani sul Tetto del mondo. Questo sta portando a un notevole isolamento del Dalai Lama, sempre meno benvenuto all’estero. Il meeting di ieri — aspramente condannato dal ministero degli Esteri cinese -, tuttavia, rischia di ostacolare il balletto diplomatico con cui Donald Trump sta cercando di guadagnarsi l’appoggio cinese sul versante Nord Corea in cambio di un congelamento delle varie controversie in ambito commerciale e di diritti umani. Secondo quanto riportava la Reuters la scorsa settimana, il Dalai Lama — pur avendo espresso il desiderio di incontrare il nuovo inquilino della Casa Bianca — non ha ancora ricevuto alcun invito formale. Il premier del governo tibetano in esilio, Lobsang Sangay, ha spiegato alla Reuters che il Dalai Lama avrebbe dovuto visitare gli Stati Uniti ad aprile. Il viaggio è stato rinviato a giugno, ma a quanto pare Washington non farà parte dell’itinerario.

Dalla Cina un’app per comprare casa all’estero

Si chiama Uoolu e il suo scopo è quello di permettere ai millennial cinesi di comprare proprietà immobiliari all’estero comodamente da casa con il proprio smartphone. Secondo una ricerca di Hsbc, il 70% dei cinesi nati tra l’81 e il ’98 ha una casa di proprietà, la percentuale più alta dei nove paesi e regioni presi in esame. Molti scelgono di investire oltreconfine per tutelarsi dalle fluttuazioni dello yuan e dall’aumento vertiginoso dei prezzi del real estate cinese. L’80% degli user mensili attivi di Uoolu hanno un’età compresa tra i 20 e i 39 anni. La giovane età degli utenti è una caratteristica condivisa da altre piattaforme simili come, Juwai.com. Il motivo sta nella praticità del mezzo che non solo permette di acquistare proprietà a chi non ha esperienza nel settore, ma aiuta anche ad aprire un conto in banca all’estero, in modo da aggirare i limiti sull’esportazione di capitali.

Balena Blu e i suicidi che preoccupano Tencent

Il colosso tecnologico Tencent sta indagando sulla diffusione nel cyberspazio cinese del terribile “gioco” noto con il nome di Blue Whale, che secondo diversi media internazionali sarebbe all’origine di centinaia di decessi. Nato in Russia, Balena Blu si svolge nell’arco di 50 giorni durante i quali giocatori – quasi tutti giovanissimi e adescati sui social network – devono sottoporsi a 50 prove fisiche sempre più dure, fino alla morte. Mentre l’inventore del gioco è stato arrestato lo scorso anno con l’accusa di istigazione al suicidio, nel frattempo il gioco pare abbia fatto vittime anche in Ucraina, Kazakistan e Kirghizistan. La possibilità che la terribile moda attecchisca nel paese con la popolazione internet più numerosa ha spinto le autorità a prendere provvedimenti. Il 6 maggio Tencent ha chiuso sulla piattaforma di messaggistica istantanea QQ ben 12 gruppi , colpevoli di utilizzare parole chiave relative al gioco. Ma in realtà sono diversi anni che il social cinese viene tenuto sott’occhio per il suo ruolo nei suicidi di gruppo. Ben prima di Balena Blu.