In Cina e Asia – Il modello cinese come alternativa per la modernizzazione

In Notizie Brevi by Alessandra Colarizi

No alla politicizzazione della pandemia, no all’unilateralismo, sì alla cooperazione e al rispetto reciproco. E’ il messaggio con cui ieri Xi jinping ha aperto il World Political Parties Summit, evento organizzato dal dipartimento internazionale del Pcc che ha ospitato 500 partiti di oltre 150 paesi diversi. “Dobbiamo difendere i valori comuni dell’umanità, promuovere la tolleranza verso la comprensione dei valori di diverse civiltà e rispettare le diverse strade intraprese dai popoli per trasformare i valori in realtà” ha affermato il presidente rilanciando il concetto di “comunità dal futuro condiviso”. Xi ha inoltre invitato i partiti politici ad opporsi congiuntamente al decoupling tecnologico. “Dobbiamo consentire a tutti i paesi di intensificare la cooperazione allo sviluppo e fare in modo che i frutti dello sviluppo siano condivisi da tutti. Qualsiasi manipolazione politica allo scopo di sabotare lo sviluppo degli altri paesi riceverà scarso sostegno e si rivelerà inutile, ha affermato il leader, “la storia ha dimostrato che il percorso seguito dalla Cina è quello giusto”. Il tono utilizzato è decisamente più amichevole rispetto alla retorica aggressiva sfoderata la settimana scorsa in occasione dei festeggiamenti per il centenario del Pcc. Gli Stati uniti però non demordono. Sempre ieri il referente della Casa Bianca per l’indo-pacifico Kurt Campbell ha dichiarate che, sebbene Cina e Stati Uniti possono coesistere in pace, la sfida è la crescente assertività di Pechino rende la convivenza non facile. Parlando all’Asia Society, Campbell ha inoltre preannunciato che alla fine dell’anno Joe Biden ospiterà un vertice con i leader del “Quad”, la sigla che riunisce Australia, India e Giappone in chiave anticinese [fonte SCMP, Reuters]
Pechino inasprisce le regole per le Ipo all’estereo
La Cina inasprirà le regole per le aziende cinesi intenzionate a vendere azioni all’estero. Lo ha reso noto ieri l’agenzia ufficiale Xinhua, secondo la quale il Consiglio di Stato ha disposto nuove misure “sulla sicurezza dei dati, il flusso di dati transfrontalieri e la gestione di altre informazioni riservate”. Mentre la stretta segue l’indagine a carico del colosso dei trasporti Didi Chuxing, reduce dalla quotata stellare a Wall Street, le nuove linee guida sono state ufficialmente introdotte per far fronte ai “profondi cambiamenti nell’ambiente economico e finanziario”. L’attuale procedura richiesta per le Ipo all’estero è stata formulata nel lontano 2005. Oggi le aziende quotate negli Stati Uniti sono 248, 36 in più rispetto allo scorso anno, l’aumento più significativo dal 1995. Il report però cita anche la “crescente illegalità nel mercato dei capitali”; nello specifico “manipolazione del mercato” e “insider trading”. Secondo diverse fonti, sebbene le società red chip (registrate nei paradisi fiscali) , come Didi, non siano tenute a richiedere l’approvazione delle autorità cinesi per le quotazioni offshore, tuttavia, la società di ride-hailing avrebbe agito frettolosamente per sfruttare volutamente il vuoto normativo, nonostante gli avvertamenti della Cybersecurity Administration. Le nuove direttive prevedono chiarimenti sull’applicazione transfrontaliera della Securities Law.  L’intervento delle autorità cinesi sembra quindi riaffermare il controllo su dati e aziende private. Ma sullo sfondo permangono le tensioni con Washington. Il giro di vite sulle quotazioni giunge mentre negli Stati Uniti si lavora a leggi più stringenti sul processo di auditing che minaccia di espellere le aziende inadempienti. Soprattutto quelle cinesi. [fonte WSJ, Caixin]
Wechat censura gruppi studenteschi LGBT
Alcuni dei principali gruppi studenteschi LGBT sono stati banditi da WeChat. Tra le vittime compaiono gli account Gay Pride della Huazhong University of Science and Technology,  Zhihe Society della Fudan University e ColorsWorld della Peking University. Secondo gli avvisi comparsi sulle rispettive pagine, il ban – con effetto permanente –  è stato introdotto in seguito a dei “reclami”. Mentre non è chiaro se si tratti di un’iniziativa spontanea di WeChat o di una disposizione calata dall’alto, la manovra sembra ben coordinata e potrebbe suggerire un’ulteriore stretta sulla comunità LGBT. Mentre Pechino ha decriminalizzato l’omosessualità nel 1997, le minoranze sessuali continuano ad essere vittima di discriminazioni. I contenuti LGBT vengono spesso armonizzati o completamente rimossi dal web. E, con la campagna ideologica lanciata da Xi, il settore della formazione è stato sottoposto a più rigidi controlli. In risposta al ban, alcuni utenti hanno lanciato una protesta virtuale cambiando il nome del proprio profilo in “account senza nome”, la dicitura che compare nei gruppi Wechat disabilitati. Ma c’è anche chi ha dimostrato apprezzamento per il pugno di ferro delle autorità, accusando la comunità LGBT di tramare con le forze straniere per sovvertire il paese. [fonte AFP, SCMP]
10.000 “piccoli giganti” per rilanciare il manifatturiero cinese

Con una manovra congiunta, sei ministeri cinesi hanno emesso nuove linee guida per trasformare, entro il 2025, 10.000 imprese cinesi in “piccoli giganti” specializzati in settori di nicchia e 1.000 imprese in “campioni mondiali” in uno specifico settore. Le misure riguardano il miglioramento della capacità di innovazione, la modernizzazione dei processi industriali e delle catene di approvvigionamento nonché una ridefinizione delle politiche di finanziamento e di sviluppo dei talenti. Un funzionario del MIIT ha affermato che il piano servirà a promuovere lo sviluppo di alta qualità del settore manifatturiero e a difendere la supply chain nei settori dominati dai competitor occidentali. Il Global Times porta ad esempio la costruzione di una base industriale a Shenzhen per la produzione di semiconduttori di terza generazione. [fonte GT]

Suning cede il 17% a gruppo guidato da Alibaba

Un consorzio guidato da Alibaba e il governo della provincia del Jiangsu ha raggiunto un accordo per acquisire il 17% delle azioni di Suning in cambio di un investimento da 1,4 miliardi di dollari. Jindong Zhang, che ha fondato l’azienda nel 1990 e aveva circa il 35% del capitale, perde il controllo del gruppo. Ora il principale azionista singolo è Alibaba (circa 20%) ma l’influenza dominante è quella dell’autorità pubblica. La manovra dovrebbe dare respiro al colosso del retail, da tempo in difficoltà economiche. “La partecipazione delle risorse statali getterà una solida base per lo sviluppo stabile e sano di Suning.com”, ha affermato l’azienda in una dichiarazione pubblicata sul suo account WeChat ufficiale. “Alibaba, Haier, Midea, TCL, Xiaomi e altri investitori industriali eserciteranno una stretta sinergia con Suning.com e continueranno ad approfondire la cooperazione in aree come utenti, tecnologia, servizi, catena di approvvigionamento, stoccaggio e logistica”. L’accordo è rilevante in quanto il primo a coinvolgere Alibaba da quando un’indagine antitrust durata mesi si è conclusa con una multa record da 18,2 miliardi di yuan lo scorso aprile. [fonte: SCMP FT]

Modi fa gli auguri al Dalai Lama
Il premier Indiano Narendra Modi ha raggiunto telefonicamente il Dalai Lama per i suoi 86 anni. In un tweet, il leader indiano ha fatto sapere che “Spoke on phone to His Holiness the @DalaiLama to convey greetings on his 86th birthday. We wish him a long and healthy life”. Il gesto è il segno delle perduranti tensioni con Pechino, che ritiene Sua Santità un separatista. Infatti, secondo gli analisti, era dal 2014 che il governo indiano non ufficializzava i contatti con il leader spirituale tibetano. Gli scontri dello scorso anno lungo il confine con la Cina sembrano aver inciso sul cambio di strategia. Intanto secondo HRW, quattro monaci tibetani sono stati condannati fino a 20 anni di carcere. [fonte NIKKEI, Reuters]
Gli usa negano il visto a 500 studenti cinesi
La Cina ha presentato protesta formale agli Stati Uniti dopo che oltre 500 studenti cinesi, pur avendo ottenuto borse di studio, si sono visti negare il visto. Le restrizioni, esercitate ai sensi del  Immigration and Nationality Act and Presidential Proclamation 10043 firmato da Donald Trump, “hanno gravemente danneggiato i diritti e gli interessi legittimi degli studenti cinesi e il normale scambio culturale tra i due paesi”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian. Durante la precedente amministrazione  più di 1.000 visti concessi a cittadini cinesi  sono stati revocati nell’ambito di una campagna volta a tutelare la ricerca scientifica americana dalle infiltrazioni di elementi sospettati di  legami con l’esercito. [fonte GT]