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In Cina e Asia – Il Giappone non è più la terza economia mondiale

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Il Giappone non è più la terza economia mondiale
  • Indonesia, Prabowo annuncia la vittoria
  • Accuse incrociate tra Cina e Taiwan dopo la morte di due pescatori cinesi
  • Capodanno lunare, boom di viaggi ma ancora pochi turisti stranieri
  • India, la protesta degli agricoltori arriva a Nuova Delhi
  • Volkswagen accusata per le operazioni in Xinjiang annuncia colloqui con il partner cinese
  • Pakistan, vicino accordo per governo di minoranza senza il PTI di Khan

Il Giappone non è più la terza economia al mondo. I dati del 2023 convalidano il sorpasso della Germania e mostrano una situazione in costante rallentamento che convalida le preoccupazioni della Banca Centrale degli ultimi anni. “Due cali consecutivi del PIL e tre cali consecutivi della domanda interna sono una cattiva notizia”, ha detto l’economista Stephan Angrick, a Reuters. “Ciò rende più difficile per la banca centrale giustificare un rialzo dei tassi, per non parlare di una serie di rialzi.”

Accuse incrociate tra Cina e Taiwan dopo la morte di due pescatori cinesi

Le autorità taiwanesi hanno difeso l’intervento della guardia costiera dopo che il 14 febbraio un motoscafo cinese, invitato a lasciare l’area, si è ribaltato nei pressi delle isole Kinmen, a una decina di chilometri dalla costa continentale ma controllate da Taipei. “Le persone a bordo si sono rifiutate di dare ascolto alla nostra richiesta di ispezione e [la barca] si è capovolta mentre si allontanava”, ha spiegato giovedì un funzionario della guardia costiera taiwanese. Tutti e quattro i pescatori sono caduti in mare durante l’inseguimento e sono stati tratti in salvo dalla guardia costiera e portati in ospedale. Due degli uomini sono stati successivamente dichiarati morti, mentre gli altri due sono in condizioni stabili. Da tempo Taipei accusa la Cina di condurre attività illegali intorno alle isole Kinmen e Matsu, tra cui operazioni di dragaggio della sabbia in acque sotto la giurisdizione di Taiwan. Pechino ha definito l’episodio “malvagio” e ha accusato Taiwan di trattare i pescatori cinesi in modo “duro e pericoloso”.

Indonesia, Prabowo annuncia la vittoria

Giovedì 15 febbraio, alla fine della giornata elettorale, il candidato favorito, l’ex generale Prabowo Subianto, ha annunciato che diventerà il prossimo presidente dell’Indonesia. Con i primi dati non ufficiali che lo vedono intorno al 58% delle preferenze, l’attuale ministro della Difesa ha già rassicurato i mercati, che hanno aperto con un aumento delle azioni sulla Borsa nazionale del +2,2% e un +0,3% del valore della Rupia indonesiana il più alto degli ultimi mesi. Complice la promessa di Prabowo di mantenere la linea politica del presidente uscente Joko Widodo.

Capodanno lunare, boom di viaggi ma ancora pochi turisti stranieri

In Cina il 2024 potrebbe essere ufficialmente l’anno del ritorno alle cifre del turismo pre-pandemia. Ma servirà tempo prima che l’ingresso dei turisti stranieri raggiunga i dati del 2019. Lo spiega un nuovo report della China Tourism Academy (CTA) dedicato ai trend nei viaggi nazionali e internazionali verso la Repubblica popolare.  Il settore turistico è in ripresa dal 2022, si legge nel documento, ma per rivedere i numeri degli ingressi internazionali vicini ai livelli pre-pandemici occorrerà aspettare il prossimo anno. Per quanto riguarda i dati sui viaggi nazionali, invece, si prevedono entrate in aumento del +23% per il periodo 2023-2024, per un valore di 839 miliardi di dollari dal 2023 al 2024, più dei 796 miliardi di dollari ottenuti nel 2019.

India, la protesta degli agricoltori arriva a Nuova Delhi

Gli agricoltori indiani marciano su Nuova Delhi. Oggi come due anni fa i lavoratori del settore primario hanno raggiunto la capitale per lamentare le mancate promesse del governo sulla regolamentazione del settore, da tempo messo alla prova dalle oscillazioni dei mercati e dai cambiamenti climatici. Nel 2021, dopo numerosi scontri e seicento morti, la leadership indiana aveva placato i sindacati degli agricoltori con il ritiro della proposta di legge sulla liberalizzazione dei prodotti agricoli e la promessa di una normativa in grado di tutelare il settore fissando un prezzo minimo equo.

La protesta, guidata da oltre 250 sindacati, ha portato all’occupazione della periferia di Nuova Delhi e alla militarizzazione del confine tra Punjab e Haryana come risposta del governo per fermare i manifestanti in arrivo. Nella giornata di giovedì 15 febbraio sono previsti colloqui tra le sigle partecipanti e il governo.

Volkswagen accusata per le operazioni in Xinjiang annuncia colloqui con il partner cinese

La nota casa automobilistica Volkswagen ha annunciato che si confronterà con l’azienda cinese coinvolta in una joint venture recentemente accusata di aver contribuito alla violazione dei diritti umani in Xinjiang. La polemica riguarda, nello specifico, la costruzione di una pista di prova per i nuovi veicoli nella nel 2019. L’impresa afferma di essere già stata prosciolta da tali accuse durante i tradizionali controlli esterni, ma ha promesso che discuterà presto della “futura direzione degli affari” con il partner cinese SAIC.

Nella giornata del 14 febbraio Volkswagen ha annunciato, inoltre, il ritiro di migliaia di Porsche, Audi e Bentley in arrivo negli Stati Uniti perché avrebbe rilevato un “componente elettronico” di fabbricazione cinese – si pensa Xinjiang vietato dallo Uyghur Forced Labor Prevention Act del 2021.

Pakistan, vicino accordo per governo di minoranza senza il PTI di Imran Khan

Giovedì 15 febbraio dovrebbero concludersi i colloqui tra i vertici della Lega Musulmana del Pakistan-Nawaz (PML-N) e del Partito Popolare Pakistano (PPP) per definire come sarà composto il nuovo governo del Pakistan. Le due forze politiche sono arrivate rispettivamente seconda e terza alle elezioni dell’8 febbraio, dietro i candidati indipendenti sostenuti dal Movimento per la Giustizia del Pakistan (PTI), il partito dell’ex premier Imran Khan, che si trova in carcere e denuncia brogli [clicca qui per maggiori dettagli]. Il PPP ha detto che supporterà la nomina a primo ministro Shehbaz Sharif del PML-N, ma senza entrare nell’esecutivo, al quale fornirà solamente appoggio esterno. A meno di un ripensamento, dunque, Shehbaz guiderà (insieme ad altri partiti minori) un governo di minoranza probabilmente debole e vincolato al sostegno dell’esercito.

A cura di Sabrina Moles; hanno collaborato Francesco Mattogno e Alessandra Colarizi