Secondo Hurun, il Forbes cinese, la ricchezza sta diventando sempre più concentrata nelle mani di imprenditori del tech, seguiti a ruota dagli allevatori di suini. Sebbene quest’anno ci siano stati meno milionari e miliardari in Cina, la loro ricchezza media è aumentata, complice il passaggio della Cina verso l’economia digitale. In testa alla lista troviamo infatti Jack Ma, fondatore di Alibaba, che si è aggiudicato il titolo di uomo più ricco della Cina con un patrimonio netto di 39 miliardi di dollari, seguito da Pony Ma di Tencent con 37 miliardi. Anche Colin Huang Zheng, fondatore della piattaforma di e-commerce PinDuoDuo e Zhang Yimin, leader di Bytedance rientrano nella top 20, segno che gli sforzi messi in campo da Pechino per far si che  la Cina perda il suo status di “fabbrica globale” per diventare una tech hub sono stati ripagati. La lista mostra come anche alcuni dei maggiori produttori di carne suina si siano arricchiti, aiutati da un aumento dei prezzi della carne causato dall’epidemia di peste suina. Tra i più ricchi del settore troviamo Qin Yinglin e Qian Ying proprietari di Muyuan, il secondo più grande produttore cinese di carne suina, che hanno triplicato la loro ricchezza incassando ben miliardi di dollari. Menzione speciale anche per Zhang Yong e Shu Ping: la coppia dietro la famosa catena di hot pot Haidilao ha raddoppiato la sua ricchezza a quota 17 miliardi di dollari [fonte: CNN]

Cina e Usa verso un accordo commerciale

Venerdì scorso gli Stati Uniti e la Cina hanno raggiunto un’intesa di massima su quello che presto potrebbe diventare un accordo commerciale vero e proprio. Nella bozza, la Cina si impegna ad acquistare prodotti agricoli americani per un valore di circa 50 miliardi di dollari nell’arco di un imprecisato periodo di tempo. In cambio, l’amministrazione Trump ha dichiarato che rinuncerà ad aumentare le tariffe dal 25 al 30%, come precedentemente programmato per la prossima settimana. La tregua provvisoria non sembra tuttavia comportare cambiamenti strutturali nell’economia cinese, lasciando disattese le speranze di molte aziende americane. A ciò si aggiungono gli effetti indesiderati dei dazi –  principalmente sull’elettronica e l’abbigliamento made in China – una spina nel fianco tanto delle società quanto dei consumatori americani. Trump ha intenzione di concludere la prima fase dell’accordo nelle prossime settimane in modo da finalizzare tutto durante il prossimo meeting con Xi Jinping a margine del vertice APEC di novembre. In base all’esito, ci sarebbero poi una o due fasi aggiuntive di negoziati in date ancora da definire. Mentre i cinesi accolgono favorevolmente gli esiti dell’ultima tornata di colloqui, negli Usa l’opinione pubblica rimane scettica. I repubblicani vogliono che Trump metta su carta regolamentazioni rigide in materia di proprietà intellettuale e trasferimento di tecnologia, mentre le aziende spingono per ulteriori riforme strutturali in Cina e l’eliminazione delle tariffe. [fonte: WSJ]

La nuova generazione di patrioti cinesi canta a ritmo pop

Anche la propaganda si adegua ai rapidi cambiamenti della società cinese. L’esempio più eclatante ci viene fornito dalla conversione pop della Lega della Gioventù Comunista Cinese. L’ala più giovane del partito ha infatti ingaggiato i TFboys, la boy-band cinese più in voga del momento, per portare avanti l’ideologia del regime. Il gruppo musicale ha già lanciato il video della canzone “We are the heirs of Communism” (“noi siamo gli eredi del comunsimo”), un brano del 1961 riadattato in versione pop in cui compare il campione di basket Yao Ming, che sorridente riafferma la sua lealtà al presidente Xi Jinping. Il successo del Partito Comunista nel ravvivare il patriottismo giovanile deriva proprio dalla capacità di sfruttare la passione quasi ossessiva dei cinesi per le celebrità. Attraverso la condivisione di canzoni pop in rete i giovani adepti fomentano il nazionalismo cinese in patria e all’estero. Ora che la Cina è sotto lo scrutinio internazionale per la sua gestione delle proteste a Hong Kong e per la persecuzione degli uiguri nel Xinjiang, rendere la diaspora cinese coesa è una priorità per Pechino. Ispirati dalle celebrità patriottiche, i giovani cinesi stanno utilizzando Facebook, Twitter e Instagram per difendere la Cina dagli attacchi. Un attivismo digitale affiancato dall’organizzazione di dimostrazioni pro-Cina, come è già avvenuto nei campus di Stati Uniti, Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia e Germania. [fonte: Bloomberg]

Corea del Sud: il 5G nella zona demilitarizzata

Situato a un’ora di auto a nord di Seoul, Daeseong-dong è un tranquillo villaggio incastonato in un angolo della zona demilitarizzata dove KT, il più grande operatore di telefonia mobile della Corea del Sud, ha installato una rete wireless di quinta generazione per sopperire alla mancanza di servizi di base causata dalla presenza dei posti di blocco militari. La rete funziona principalmente come servizio di emergenza: ogni casa contiene un pulsante di allarme collegato con un monitor nella sala del villaggio in modo da indentificare il punto da cui arriva la richiesta di aiuto. Inoltre, la rete 5G ha permesso alla comunità di migliorare la qualità della vita dei contadini, spesso obbligati a ricorrere alla scorta armata a causa della vicinanza con il confine nordcoreano. Grazie alla nuova tecnologia, gli irrigatori del villaggio si accendono automaticamente in base alle condizioni del suolo, mentre un serbatoio, nel quale il villaggio accumula l’acqua destinata a tutti gli usi domestici, può essere aperto e chiuso da smartphone. La compagnia telefonica KT spera di replicare il successo di Daesong-dong nel 5G a tutta la Corea del Sud: al momento, solo il 4,8% degli abbonati al servizio mobile di KT possiede una rete 5G. [fonte: Nikkei]

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