In Cina e Asia – Hong Kong: approvata la legge sulla sicurezza nazionale

In Notizie Brevi by Alessandra Colarizi

Il comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo ha approvato all’unanimità la controversa legge antisedizione che minaccia di punire atti di terrorismo, secessione, sovversione contro le autorità centrali a Hong Kong. La legge entrerà in vigore il 1 luglio, il giorno dell’anniversario dell’handover celebrato ogni anno dal governo con il rituale alzabandiera e dai cittadini con accese proteste di piazza. Mentre i dettagli non sono ancora noti, la notizia dell’imminente introduzione delle nuove misure – che si teme comprometteranno l’autonomia giudiziaria dell’ex colonia inglese – ha già messo sulla difensiva le prime potenziali vittime: Joshua Wong, Nathan Law e Agnes Chow hanno deciso di abbandonare Demosisto, il partito pro-democrazia nato dalle ceneri degli Ombrelli, mentre l’indipendentista Hong Kong National Front è stato sciolto e il governo di Taiwan ha messo in guardia i propri cittadini intenzionati a visitare la regione amministrativa speciale. Il testo della legge potrebbe diventare pubblico in corso di giornata. Intanto, secondo indiscrezioni del Global Times, la pena massima prevista per i trasgressori sarebbe stata portata da dieci anni di detenzione all’ergastolo. Non è escluso che alcuni casi più seri vengano gestiti direttamente nella mainland. La chief executive Carrie Lam minimizza: verrà presa di mira solo “una piccola minoranza di atti e attività illegali e criminali” così da rendere la città più sicura per la maggior parte della popolazione. Ma, secondo gli analisti, l’imposizione della legge costituisce la più grave violazione degli accordi presi con Londra dal 1997 a oggi. In segno di sfida, i cittadini si preparano a ricordare il ritorno alla Cina con nuove proteste. [fonte NYT, Reuters]

Gli Usa limitano l’export di tecnologia a Hong Kong

Con l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale Hong Kong si gioca lo status economico speciale assicurato da Washington, come preventivato ai sensi dell’ Hong Kong Human Rights and Democracy Act, firmato da Trump a novembre. Il segretario al Commercio Wilbur Ross ha annunciato la sospensione del trattamento preferenziale a cominciare da alcune prime limitazioni sull’export di tecnologia dual use e articoli destinata alla difesa. “Sono inoltre in fase di valutazione ulteriori azioni per eliminare il trattamento differenziale. Sollecitiamo Pechino a invertire immediatamente la rotta e adempiere alle promesse fatte alla popolazione di Hong Kong e del mondo,” si legge nel comunicato. Secondo Reuters, avvalendosi del regime esclusività, nel 2018, gli Stati Uniti hanno esportato verso Hong Kong 432,7 milioni di dollari merci legate a servizi di crittografia, software e altra tecnologia, mentre lo scorso anno sono stati spediti 1,4 milioni di dollari di prodotti per la difesa. Le restrizioni rischiano di innescare un effetto boomerang considerato che l’ex colonia britannica è il partner commerciale con cui Washington vanta il surplus più elevato. [fonte: SCMP]

Hong Kong: Usa e Cina introducono restrizioni incrociate sui visti

Occhio per occhio, dente per dente. Nella giornata di ieri, Pechino ha annunciato che applicherà restrizioni sui visti per i cittadini americani ad aver mantenuto una “condotta oltraggiosa” in merito ai fatti di Hong Kong. La mossa ricompensa Washington per aver annunciato limitazioni analoghe contro i funzionari cinesi – in carica e in pensione – “responsabili di minacciare le libertà di Hong Kong”, come previsto dal Hong Kong Human Rights and Democracy Act firmato da Trump a novembre. Provvedimenti più stringenti potrebbero arrivare dal Congresso, dove è al vaglio una bozza di legge che – se approvata – renderà obbligatoria l’introduzione di sanzioni economiche contro i colpevoli. L’escalation arriva in concomitanza all’approvazione della discussa legge sulla sicurezza nazionale che permetterà a Pechino di intervenire localmente nei casi di terrorismo, sovversione, separatismo e collusione con le forze straniere. Secondo il Global Times, le nuove misure sui visti potrebbero colpire, tra gli altri, il senatore Chris Van Hollen, promotore della legge,  e i falchi Ted Cruz e Tom Cotton. [fonte: Reuters]

Il PLA diventa il primo esercito a utilizzare un vaccino anti-covid

L’esercito popolare di liberazione (PLA) sarà il primo esercito al mondo a poter utilizzare in via sperimentale un vaccino anti-covid. Sviluppato dall’Accademia delle scienze mediche militari e l’azienda farmaceutica CanSino Biologics, Ad5-nCoV ha già passato con successo due test clinici. Secondo quanto riferito da CanSino, è stata rilevata una risposta immunitaria “relativamente alta” all’antigene senza nessuna controindicazione. Il vaccino – uno dei 17 ad essere in fase di sperimentazione umana – sarà distribuito esclusivamente per uso militare. [fonte: SCMP]

Aborti e sterilizzazioni forzate contro le minoranze islamiche

Avere troppi figli può costare la detenzione. Succede nel Xinjiang, la regione autonoma a maggioranza islamica dove Pechino ha istituito decine di centri per la rieducazione dei radicalizzati. Secondo uno studio del ricercatore Adrian Zenz ripreso da AP, negli ultimi anni, la rimozione della politica dei due figli a livello nazionale ha coinciso con un inasprimento delle limitazioni nel Far West cinese. Qui le donne appartenenti alle minoranze musulmane vengono “sottoposte regolarmente a controlli di gravidanza e costrette a utilizzare dispositivi intrauterini, a ricorrere alla sterilizzazione e persino all’aborto”. Risultato: il tasso di natalità nelle regioni di Hotan e Kashgar è precipitato di oltre il 60% tra il 2015  e il 2018 rispetto a una media nazionale del 4,2%. [fonte: AP]

L’India vieta 59 app cinesi

L’india ha annunciato che vieterà l’utilizzo di 59 app cinesi, comprese Tik Tok e WeChat, per motivi di “sicurezza nazionale”. Le piattaforme in questione sarebbero una minaccia per “la sovranità e integrità dell’India”, ha spiegato il ministero dell’Informazione tecnologica. La decisione sarebbe stata presa in seguito alla segnalazione degli users in merito alle presunte violazioni della privacy nel trattamento dei dati. Secondo Tarun Pathak, analista di Counterpoint, il provvedimento colpirà un utente su tre. Non è chiaro come verrà applicato il ban. L’effetto potrebbe essere devastante. Le aziende tecnologiche cinesi dominano l’80% del mercato indiano degli smartphone con Xiaomi in prima posizione. L’annuncio giunge mentre i due giganti asiatici si fronteggiano lungo il confine mai completamente definito. Negli scorsi giorni, la morte di 20 soldati indiani ha ispirato la campagna diventata virale sui social #boicottalaCina. [fonte: Techcrunch]

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