La blacklist del dipartimento del Commercio americano continua ad allungarsi. Nella giornata di ieri le limitazioni sull’export di tecnologia statunitense sono state estese a 20 uffici di pubblica sicurezza e otto aziende cinesi accusati di aver contribuito “alle violazioni dei diritti umani e agli abusi compiuti con l’attuazione della campagna di repressione cinese, le detenzioni arbitrarie di massa e l’utilizzo di alta tecnologia di sorveglianza contro uiguri, kazaki e altri membri di gruppi minoritari musulmani.” Tra le società sanzionate compaiono i nomi di Hikvision, il colosso della videosorveglianza, SenseTime, una delle startup più attive a livello mondiale nell’intelligenza artificiale, e Megvii, specializzata nel riconoscimento facciale. Come nel caso di Huawei, le misure coercitive rischiano di penalizzare anche i fornitori americani. L’ultimo affondo dell’amministrazione Trump giunge alla vigilia di un altro round di negoziati commerciali e non è da escludere serva ad estorcere qualche concessione in più. [fonte: Reuters]

Le “scuse” di South Park

I creatori di South Park hanno rilasciato un provocatorio comunicato di scuse dopo che nella giornata di lunedì il cartone satirico è stato bandito dal web cinese. A far imbufalire i censori un episodio in cui la serie animata critica con la proverbiale ironia l’asservimento delle aziende occidentali alle politiche di Pechino pur di accedere al lucroso mercato cinese. Da ultimo il mea culpa con cui l’NBA ha tentato di prendere le distanze da un commento filo-Hong Kong del general manager degli Houston Rockets. “Come l’NBA, diamo il benvenuto ai censori cinesi nelle nostre case e nei nostri cuori. Anche noi amiamo i soldi più della libertà e della democrazia. Xi non assomiglia affatto a Winnie the Pooh. Sintonizzati sul nostro 300esimo episodio questo mercoledì alle ore 10! Lunga vita al Grande Partito Comunista Cinese! Possa il raccolto di sorgo di questo autunno essere generoso! Tutto a posto ora, Cina?!'”, ha twittato in segno di sfida l’account ufficiale dei South Park. [fonte: Scmp]

La Cina rinuncia a megaprogetto in Iran

La compagnia petrolifera statale cinese si ritira dall’accordo multimiliardario con l’Iran La China National Petroleum Corp. (CNPC), compagnia petrolifera statale cinese, si è ritirata da un accordo da 5 miliardi di dollari per sviluppare una parte del progetto South Pars relativo aigiacimenti di gas naturale offshore dell’Iran.L’annuncio arriva dal ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, che domenica scorsa ha aspramente criticato la campagna americana contro Teheran, colpevole di aver disincentivato gli investimenti stranieri nel paese.  Al momento i funzionari di Pechino e la CNPC non hanno fornito alcun commento in merito alle ragioni dell’indietreggiamento cinese sul progetto, che arriva dopo quello della compagnia francese Total SA che ha già abbandonato l’Iran intimorita dalle sanzioni statunitensi. Secondo l’accordo iniziale, Total avrebbe dovuto detenere una quota del 50,1%, di cui la CNPC ne ha poi rilevato il 30%: con il ritiro di Total e CNPC, la società iraniana Petropars svilupperà il progetto da sola.Tuttavia, non vi sono dubbi che la Cina non smetterà di essere il principale partner commerciale dell’Iran: la Cina infatti ha accumulato ingenti quantità di petrolio iraniano, che viene usato da Teheran come merce di scambio per acquistare i beni necessari dalla Cina senza trasferire denaro, eludendo in tal modo le sanzioni statunitensi. [fonte: SCMP]

Educazione: la Cina punta sull’intelligenza artificiale

Si chiama Squirrel ed è il più grande esperimento educativo basato sull’intelligenza artificiale di tutto il mondo. Negli oltre 2000 centri di apprendimento sparsi in tutta la Cina, i potenziali studenti vengono prima sottoposti ad un test diagnostico per valutare in quali materie sono deboli; successivamente, gli algoritmi di intelligenza artificiale provvedono al tutoraggio sulle aree in cui lo studente possiede delle lacune, riducendo dell’80% il tempo che sarebbe impiegato da un insegnate in carne ed ossa. I creatori di Squirrel affermano che la forza del sistema risiede nel fatto che, man mano che sempre più studenti lo utilizzano, l’AI individua connessioni inedite tra i concetti e aggiorna il database di modo tenere conto di queste nuove connessioni, per poi presentarle allo studente e a tutti quelli dopo di lui. Sebbene al momento il programma sia offerto esclusivamente come supporto extracurricolare, l’azienda è già in trattative con diverse istituzioni scolastiche per integrare l’intelligenza artificiale direttamente in classe. Inoltre, Squirrel ha dichiarato l’intenzione di espandersi negli USA e in Europa nei prossimi due anni, grazie anche all’affiliazione con importanti centri di digital learning tra cui Harvard e MIT. Ad oggi, la capacità di Squirrel di insediarsi in occidente resta ancora da comprovare: molti accademici, infatti, rimangono scettici su questo sistema, perfetto per ottenere grandi risultati su test basati sulla conoscenza (come il temuto gaokao) ma non ancora abbastanza personalizzabile, fattore che potrebbe avere un impatto molto negativo sulla motivazione degli studenti. [fonte: MIT]

Filippine: con le app di incontro ritorna la crisi dell’HIV 

Secondo i dati delle Nazioni Unite le Filippine sarebbero il paese in cui l’HIV si diffonde più rapidamente, con stime che registrano un raddoppiamento dei contagi tra il 2013 ed il 2018. Queste cifre sono in controtendenza rispetto a quelle globali, che vedono invece i tassi di contagio scendere anno dopo anno. Molti esperti nel settore ritengono che la spiegazione sia legata all’aumento dell’utilizzo delle app di incontro in un paese in cui le rigide norme sociali hanno spesso silenziato il dibattito sull’importanza dell’uso di contraccettivi per evitare la propagazione di malattie a trasmissione sessuale. Infatti, tra le circa 68 000 persone che risultano affette da HIV nelle Filippine, tre quarti sono state contagiate negli ultimi 5 anni e sono principalmente giovani adulti di età compresa tra i 15 ed i 34 anni. Il ministero della salute ha riconosciuto l’importanza di informare i giovani internauti dei rischi correlati a cattive pratiche sessuali e si è impegnato in prima linea inserendo nelle scuole di moduli obbligatori di educazione sessuale, presenziando agli eventi più importanti del paese e distribuendo nei club kit di analisi gratuiti. Il più grande scoglio da superare rimane comunque la mancata assunzione di farmaci retrovirali da parte della popolazione infetta. Sebbene questi farmaci possano aumentare notevolmente la qualità della vita dei pazienti affetti da HIV, la loro assunzione è particolarmente ridotta nelle Filippine, dove la sessualità rimane ancora un grande tabù, specialmente per i membri della comunità LGBTI. [fonte: WSJ]

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