Venerdì scorso è iniziata l’indagine congiunta tra l’OMS e Cina per identificare l’origine del virus Covid-19. Il team, composto da esperti internazionali e professionisti cinesi, ha dato il via ai lavori preliminari in via telematica, mentre è ancora ignota la data di inizio della ricerca sul campo a Wuhan. Mike Ryan, Il direttore esecutivo del programma per le emergenze sanitarie dell’OMS si è detto contrario alle crescenti ostilità politiche che rischiano di ostacolare i lavori: indagare sulle origini del coronavirus è diventato un argomento sempre più politicizzato, e oggi ci sono oltre 130 paesi – Cina compresa – che chiedono maggiore chiarezza. Ciononostante, Pechino ha mostrato scetticismo nei confronti della teoria dell’origine del virus a Wuhan, affermando che la sua identificazione non è necessariamente una conferma della sua origine in Cina. Il gruppo di esperti dovrà ora collaborare su più fronti per dare delle risposte concrete a una situazione molto complessa, prima con degli incontri a distanza e, poi, con un’analisi approfondita sul campo. Ma rimangono molti dubbi sull’efficacia delle indagini. Una nuova inchiesta del NYT mette nuovamente in discussione la trasparenza di Pechino, rivelando un accordo mai reso noto che limiterebbe drasticamente i poteri dell’organizzazione internazionale nelle ricerche. [Fonte: SCMP NYT]

Pechino prevede di aumentare la produzione di “veicoli a nuova energia” del 20% entro il 2025

Il governo cinese lancia un nuovo piano per lo sviluppo sostenibile del paese puntando sui “veicoli a nuova energia” (NEV). Il nuovo piano per il settore NEV è stato reso pubblico dal Consiglio di Stato a pochi giorni dalla chiusura del quinto plenum del Partito Comunista Cinese che ha ufficializzato le direttive per lo sviluppo del paese nei prossimi anni. Nella strategia di crescita economica prevista da Pechino il settore NEV costituisce sia la chiave per l’abbattimento delle emissioni entro il 2060, che un fattore essenziale nella corsa alla leadership tecnologica. Il settore NEV ha già un discreto mercato in Cina, dove le vendite sono in aumento del 67,7%: il piano attuale risulta più “realista” della roadmap lanciata nel 2019, che mirava a incrementare l’industria per i NEV del 25%. La strategia prevede progressi nella ricerca sulla componentistica, la guida autonoma e l’intelligenza artificiale applicata al settore automotive. Non sono poche le case automobilistiche straniere che stanno approfittando di questa tendenza investendo in Cina, tra cui figura la nota casa automobilistica elettrica statunitense Tesla. [Fonte: Caixin]

Violenza domestica: il video di un uomo che uccide la moglie in pubblico diventa virale sui social cinesi

Non si arresta il dibattito in Cina sulla violenza domestica, dopo che il video di una donna picchiata a morte dal compagno ha fatto il giro dei social media e apparendo perfino sulla televisione nazionale. Il filmato ha sconvolto l’opinione pubblica cinese: dalle immagini si evince come la violenza sia avvenuta in pieno giorno per strada, davanti a decine di passanti che rimangono a osservare la scena senza intervenire. La causa scatenante sembra sia stato lo scontro tra il motorino su cui viaggiava la coppia e un altro mezzo. La serie di femminicidi avvenuta negli ultimi mesi ha suscitato enormi preoccupazioni sull’entità e la brutalità della violenza domestica in Cina. Il caso avvenuto tra le strade di Shouzhou, nello Shanxi, ha generato oltre 45 mila commenti e 100 milioni di visualizzazioni in poche ore, come : “La Cina non diventerà mai una nazione civile se tutti i suoi abitanti ‘si occupano degli affari propri’. Rispetto ai cittadini statunitensi che hanno protestato in tutto il paese per la morte di un uomo di colore causata da un poliziotto bianco, noi cinesi manchiamo di partecipazione politica e impegno civico. La radicata ‘mentalità da spettatore’ è un veleno sociale che dobbiamo rimuovere”. Pechino ha introdotto una legge contro la violenza domestica solo nel 2015 e secondo gli attivisti non è stata in grado di eradicare la tendenza che vede molti mariti trattare le mogli come una schiave, dopo che la donna perde lo status all’interno della famiglia di origine con il matrimonio. Alcuni netizen hanno invece attribuito il problema alla mancanza di protezione legale per i testimoni, che intervenendo sulla scena di un incidente rischiano di essere accusati di averlo provocato o vengono sottoposti alle onerose spese mediche della vittima. [Fonte: Reuters]

Il Black Friday cinese inizia con un record di vendite

Quest’anno le vendite per il “single’s day”, il Black Friday cinese, sono iniziate con qualche giorno di anticipo per permettere ai venditori di rifarsi dalla lunga pausa provocata dall’emergenza Covid-19. Le piattaforme di vendita online cinesi hanno stabilito che venisse aperta una prima finestra nei giorni 1-3 novembre, mentre il tradizionale festival dello shopping si tiene tutti gli anni il giorno 11.11. E nonostante la crisi le vendite del primo giorno sono salite alle stelle: solo nella giornata di domenica, quando a mezzanotte sono iniziati ufficialmente i saldi Alibaba ha registrato oltre 14 milioni di vendite. Anche JD.com, altro noto gigante dell’e-commerce cinese, ha confermato di aver registrato un incremento del 90% rispetto al 2019. I numeri del “Single’s day” lo hanno reso il festival dello shopping più grande al mondo e oggi sono un indicatore essenziale dello status economico della popolazione cinese. Il successo dell’iniziativa riflette una tendenza nei consumi interni in rialzo, che non si ferma nonostante il fermo del primo semestre dell’anno. Secondo il National Bureau of Statistics la Cina durante ha registrato un aumento del PIL del 4,9% durante il terzo trimestre 2020 e le vendite al dettaglio online sono state un elemento chiave nella ripresa economica per un valore di oltre un trilione di dollari. La tecnologia occupa il primo posto nella classifica dei beni preferiti dai consumatori cinesi, ma aumentano anche le importazioni dall’estero, tra cui vino e caffè. La rete logistica dei giganti dell’e-commerce cinesi è in costante aumento, con cifre record come la consegna del primo pacco ordinato nella mezzanotte del 1° novembre che ha raggiunto il destinatario 11 minuti dopo aver ricevuto l’ordine. [Fonte: SCMP]

Islamabad cambia lo status dei territori contesi con l’India

Il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, ha annunciato lunedì che la regione del Gilgit-Baltistan godrà dello “status provinciale provvisorio” pakistano. L’area interessata si trova nel Kashmir e, oltre a confinare con Afghanistan e Cina, viene considerata dall’India parte integrante del proprio territorio nazionale. Nonostante la reazione di Nuova Delhi, il Gilgit-Baltistan è de facto sotto il controllo di Islamabad dalla guerra di indipendenza del 1947 ed è una zona strategica per il passaggio del Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC). La promessa del premier pakistano, avvenuta in vista delle elezioni del 15 novembre, avrebbe un peso importante sulla governance locale: maggiori poteri amministrativi agli enti locali potrebbero rimettere in discussione i territori contesi tra India e Pakistan, dopo che il primo ministro indiano Narendra Modi aveva revocato gli articoli della Costituzione che garantivano la semi-autonomia amministrativa alla zona del Kashmir. Secondo alcuni rappresentanti locali la mossa di Khan somiglia più a un escamotage per attrarre voti, ma non mancano le preoccupazioni che le dichiarazioni del premier soddisferanno soprattutto la Cina che chiede da tempo maggiore sicurezza nell’area per portare avanti i grandi progetti infrastrutturali del CPEC. In un contesto di crescenti tensioni tra Pakistan e India, che da anni si accusano reciprocamente di fomentare il conflitto sul confine dei territori contesi stabilito dall’ONU, si inserisce quindi anche il fattore cinese: l’impresa potrebbe ridare slancio a un progetto a cui l’India si oppone e rischia di aumentare le tensioni con Pechino. [Fonte: The Guardian]

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