Pechino ha sospeso la licenza alla BBC per violazioni “dei principi di veridicità e imparzialità del giornalismo.” La decisione, annunciata la sera del Capodanno lunare, giunge ad appena una settimana dalla sospensione del servizio dell’emittente statale cinese in Gran Bretagna (a causa dello stretto controllo del pcc) e dopo una serie di servizi sulle violazioni dei diritti umani nello Xinjiang e sulla gestione dell’epidemia. Secondo Li Haidong, professore presso l’Institute of International Relations della China Foreign Affairs University, non è escluso che la Cina decida di adottare ulteriori misure di ritorsione, “se la BBC non correggerà i suoi torti e smetterà di distorcere questioni come Hong Kong, Taiwan e Xinjiang.” “Espellere i giornalisti è una mossa ragionevole, perché se i giornalisti non riescono a raccontare la Cina reale, cacciarli è la cosa giusta da fare”, spiega il docente. Non sarebbe la prima volta. Nell’ultimo anno, reporter americani e australiani sono stati allontanati dal paese a causa del deterioramento dei rapporti con Washington e Canberra. Il ban comminato alla BBC ha valore soprattutto simbolico dal momento che l’emittente è disponibile quasi solo nelle catene alberghiere internazionali. Se non fosse che la misura è stata estesa anche a Hong Kong, dove l’emittente pubblica RTHK ha annunciato la sospensione del servizio. [fonte Reuters, GT]

Avvocato cinese vince il prestigioso premio Martin Ennals per i diritti umani

L’avvocato cinese Yu Wensheng   è il vincitore 2021 del premio Martin Ennals, il più alto riconoscimento  per i difensori dei diritti umani. Yu, arrestato nel 2018 per aver chiesto pubblicamente riforme politiche, si trova tuttora in carcere, dove sta scontando una pena detentiva di quattro anni. L’attivista era finito nel mirino delle autorità per aver difeso alcuni degli avvocati arrestati nell’ambito del giro di vite lanciato nell’estate del 2015. Per due anni e mezzo è stato detenuto senza assistenza legale. [fonte Reuters]

La Cina impone nuove regole per le attività religiose nel paese

L’Amministrazione cinese per gli affari religiosi (Sara) ha pubblicato una serie di norme destinate al personale religioso, affinché non sia “influenzato dalle forze straniere o non sia coinvolto in attività che mettano a rischio la sicurezza nazionale e l’unità etnica”. Le direttive, in vigore dal prossimo 1° maggio, sono presenti nel documento intitolato “Misure amministrative per il personale religioso”, formato da 52 articoli e diviso in sette capitoli. Le norme rappresentano un’ulteriore stretta e un maggiore controllo sulle attività religiose in Cina, che devono essere sempre più allineate alle leggi emanate dal Partito comunista. Chiunque voglia esercitare funzioni religiose deve essere fedele ai principi del comunismo, sostenere il sistema socialista, rispettare la Costituzione cinese e aderire alla politica religiosa della Cina, resistendo e contrastando anche le attività illegali terroristiche e l’estremismo religioso. In questo contesto si inserisce anche l’operato dei cattolici e dei buddisti in Cina. Secondo le direttive del Sara, la successione di un Buddha vivente, relativo al buddismo tibetano, deve essere eseguita secondo le normative cinesi pertinenti (e quindi le reincarnazioni non possono considerarsi tali senza il permesso del Partito comunista cinese); i vescovi cattolici, invece, devono essere approvati e ordinati dalla Conferenza episcopale della Chiesa cattolica in Cina. [fonte GT, Asia News]

La Cina pensa di aumentare l’energia da fonti rinnovabili

L’autorità regolatrice dell’energia cinese ha proposto nuove misure per avvicinare il paese all’obiettivo di decarbonizzazione entro il 2060: portare la quota di elettricità generata da energie rinnovabili al 40 per cento entro il 2030, superando il 28,2 per cento dello scorso anno. La National Energy Administration ha anche chiesto di aumentare la quota di energia generata da fonti rinnovabili, che non sia idroelettrica, al 25,9 per cento entro il 2030, dal 10,8 per cento dello scorso anno. Gli obiettivi sono presentati in una bozza di un documento che la Nea dovrà sottoporre all’attenzione degli uffici per l’energia delle diverse province e delle varie commissioni per lo sviluppo. [fonte SCMP]

Matrimoni alla pari per le giovani coppie cinesi

Un approfondimento della rivista online Sixth Tone racconta il fenomeno del liangtou hun (两头婚), il “matrimonio bilaterale”, che prevede una divisione al 50/50 dei beni dei coniugi e una maggiore ridistribuzione dei doveri coniugali tra i due partner. Sempre più coppie stanno abbandonando l’idea di un matrimonio tradizionale in favore di un modello egualitario e moderno. Oltre alla equa divisione dei costi per la cerimonia di nozze e per l’istruzione dei figli, il matrimonio bilaterale prevede che la donna possa dare il suo cognome a uno dei figli, e che non debba essere pagata nessuna dote dalla famiglia della sposa. Questo tipo di accordo matrimoniale è stato molto lodato dai sostenitori dei diritti delle donne, ma diversi sociologi e soggetti intervistati concordano che per quanto progressista, il modello non è immune dalle costrizioni della società patriarcale. La possibilità di assegnare il cognome della madre a uno dei figli, per esempio, è motivo di grande pressione per le coppie, a causa dell’importanza che il continuare il lignaggio riveste per le rispettive famiglie di provenienza. Secondo la sociologa Zhao Chunlan, il matrimonio bilaterale è già la norma in province come Zhejiang e Jiangsu, ma è destinato  in futuro a estendersi in altre aree della Cina dall’economia fiorente e dalla mentalità aperta. [fonte: Sixth Tone]

Il presidente del Comitato olimpico giapponese si dimette

Yoshiro Mori, il presidente del Comitato olimpico giapponese incaricato dell’organizzazione dei Giochi di Tokyo 2020, ha annunciato le dimissioni a causa delle accese polemiche scaturite da alcune sue affermazioni sessiste. L’ottantenne, ex primo ministro, aveva giustificato il numero esiguo di donne nel Comitato affermando che spesso le riunioni tendono a “trascinarsi” a causa della parlantina delle partecipanti. Non è ancora chiaro chi sostituirà Mori. Un’uscita infelice che ha indignato l’opinione pubblica tanto a spingere la sindaca di Tokyo, Yuriko Koike, ad annunciare l’intenzione di boicottare l’evento. Non è ancora chiaro chi sostituirà Mori. Secondo Kyodo News, potrebbe essere l’attuale ministra delle Olimpiadi, Seiko Hashimoto, una delle uniche due donne nell’esecutivo giapponese.

Myanmar: Gli Stati uniti annunciano sanzioni

Come preannunciato, ieri, l’amministrazione Biden ha introdotto nuove sanzioni contro i golpisti birmani. Le misure – che interessano dieci individui tra militari, ex membri dell’esercito, le loro famiglie più tre aziende collegate al Tatmadaw – spaziano da “forti controlli sulle esportazioni” al congelamento dei beni registrati negli Stati Uniti e di fondi governativi per 1 miliardo di dollari. A differenza da quanto avvenuto in passato, gli ultimi provvedimenti sono mirati e non dovrebbero influire negativamente sulla popolazione locale. Il Nikkei Asia Review spiega in 5 punti cosa implica il nuovo regime sanzionatorio. Intanto Facebook ha annunciato che limiterà la distribuzione dei contenuti sulle pagine dei militari [NIKKEI Bloomberg]

Hanno collaborato Serena Console e Lucrezia Goldin

China Files propone alle aziende italiane interessate alla Cina servizi di comunicazione quali: newsletter, aggiornamenti su specifici settori, oltre a progetti formativi e approfondimenti ad hoc. Contattaci a info@china-files.com