Comincia la più massiccia migrazione stagionale del mondo. Dal 10 al 15 febbraio, come ogni anno, milioni di cinesi si sposteranno da una parte all’altra del paese per festeggiare il Capodanno lunare. Secondo China State Railway Group, l’azienda pubblica che gestisce il trasporto ferroviario nella Repubblica Popolare, nell’arco di cinque settimane verranno effettuati circa 440 milioni di viaggi su rotaia (un 8% in più rispetto al 2019) con una media di 11 milioni di trasferimenti al giorno. Per far fronte ai numeri in aumento, verranno messi a disposizione 5.275 viaggi in treno in più al giorno, mentre per la prima volta, in alcune stazioni ferroviarie, sarà possibile accedere con biglietti digitali ed effettuare i controlli con il riconoscimento facciale. A Guangzhou e Shenzhen biglietteria veloci permetteranno, attraverso  il riconoscimento facciale, di detrarre  la tariffa del biglietto direttamente dal conto WeChat Pay di un viaggiatore una volta giunto a destinazione. [fonte: SCMP]

Hong Kong: un adulto su cinque soffre di disturbi da stress

La crisi politica fronteggiata da Hong Kong sta rapidamente compromettendo la salute mentale dei cittadini. Lo rivela uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Lancet secondo il quale nel 2019 – ovvero in concomitanza con l’inizio delle proteste antiestradizione – un terzo degli hongkonghesi in età adulta (quasi 2 milioni di persone) ha mostrato segni di Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD), rispetto al 5% di cinque anni fa. Il sondaggio, condotto dalla University of Hong Kong, rivela una stretta relazione tra lo stato mentale dei cittadini e la circolazione massiccia di immagini forti attraverso i social network. Secondo i ricercatori, il disagio evidenziato dalla popolazione dell’ex colonia britannica è paragonabile “allo stato di salute mentale riportato a seguito di disastri su vasta scala, conflitti armati o attacchi terroristici”. [fonte: SCMP]

Rinnovabili: Greenpeace boccia i big tech cinesi

Greenpeace ha rilasciato per la prima volta una classifica delle aziende tecnologiche cinesi sulla base dell’impegno dimostrato nella transizione verso le rinnovabili. Entro due decadi, i servizi di cloud storage e data center potrebbe arrivare a contare per un terzo della domanda di energia globale. Un settore che in Cina, nel 2018, risultava alimentato per il 73% da carbone. Ma complessivamente, la risposta dei big tech cinesi scolora rispetto a quanto intrapreso dai competitor di altri paesi. Delle 15 grandi aziende prese in esame da Greenpeace, solo una – il fornitore di servizi digitali Chindata – si è impegnata a soddisfare il 100% del proprio fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili, in linea con quanto promesso da Apple e Google. Tra le aziende che fanno più affidamento sul cloud computing, il colosso dell’e-commerce Alibaba risulta la più performante in termine di trasparenza e livelli di emissioni. Ma, ad oggi, l’80% delle compagnie esaminate – fatta eccezione per Tencent – non ha reso pubblici i dati sul consumo di elettricità o sulle emissioni di gas serra. Huawei è l’unica azienda ad aver fissato obiettivi di riduzione dei fattori inquinanti [fonte: Greenpeace]

Individuato il virus della strana epidemia di polmonite

I ricercatori cinesi hanno finalmente individuato il virus all’origine degli strani casi di polmonite riportati a Wuhan a partire dalla metà di dicembre. Si tratterebbe di un coronavirus, una famiglia di virus all’origine di malattie di varia gravità, dal comune raffreddore alla Sars. Secondo quanto spiegato ieri dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), si tratta di un nuovo coronavirus “diverso da quelli precedentemente scoperti e sono necessarie ulteriori ricerche scientifiche per una maggiore comprensione”. Al momento non ci sono prove che il nuovo virus sia facilmente trasmissibile da uomo a uomo. Dal mese scorso, in tutto sono stati segnalati 59 casi nella città di Wuhan, in 15 dei quali il coronavirus si è rivelato essere l’agente patogeno dell’infezione. Come nel caso della Sars, l’epidemia potrebbe essere partita dal contatto con animali selvatici dal momento che quasi tutti gli individui colpiti lavoravano in un mercato del pesce dove erano presenti anche specie selvatiche, come fagiani e serpenti. Ad oggi non è stato riportato alcun decesso, sebbene sette persone siano in condizioni gravi. Otto sono state dimesse dall’ospedale senza più sintomi. Durante l’epidemia di Sars del 2003 furono quasi 800 le vittime. A differenza di allora, stavolta la risposta delle autorità cinesi si è conquistata il plauso dell’Organizzazione mondiale della sanità [fonte: SCMP]

Tmall in sostegno delle coppie gay

Il Capodanno lunare è una delle rare occasioni in cui le famiglie cinesi si riuniscono sotto lo stesso tetto. Per molti omosessuali non dichiarati, tuttavia, la festa è motivo di imbarazzo e coincide con lunghi interrogatori su quell’erede che stranamente non arriva mai. Tmall, il sito per la vendita al dettaglio di Alibaba, ha deciso di rompere con la tradizione lanciando un video dedicato proprio al ritorno a casa di coppie gay e lesbo. La clip, che immortala la presentazione dei rispettivi compagni ai propri genitori, è stata realizzata per attrarre acquisti prima della festività. Ha quindi innanzitutto finalità commerciali. Ma il messaggio sotteso non è passato inosservato, conquistando l’approvazione di gran parte del web. Secondo un rapporto rilasciato di Euromonitor, l’economia trainata dalla comunità LGBT cinese – che conta oltre 70 milioni di individui – nel 2017 valeva già 300 miliardi di dollari all’anno. [fonte: SCMP]

Douyin, oltre i numeri

Ben 400 milioni di utenti attivi giornalieri. E’ il traguardo raggiunto da Douyin, l’app cinese di microvideo nota all’estero come Tik Tok, che nel 2019 ha visto il numero dei propri user aumentare del 90%. Secondo quanto rivelato domenica dall’azienda madre ByteDance Ltd., le arretrate province nordorientali del Liaoning, Jilin e Heilongjiang, dominano la top 5 delle regioni più attive sulla piattaforma, sebbene il primo posto sia precettato da Pechino. Come spesso accade, il comportamento online rivela informazioni interessanti anche sulle abitudini di vita degli utenti. Dal rapporto apprendiamo infatti che mentre i nati negli anni ’70 sono più inclini a condividere video sul cibo, la generazione precedente predilige balli di gruppo e i ventenni anime e animali. Ma Douyin, come si suol dire, non è solo puro cazzeggio. La piattaforma pare infatti sia servita a dare visibilità al 93% dei 1.372 articoli classificati come patrimonio culturale immateriale nazionale. [fonte: Caixin]

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