“Purtroppo, spesso la politica estera in Italia si riduce a slogan e cori da stadio per urlare contro l’avversario interno di turno, tramutandosi in semplice strumento di consenso elettorale. Per esempio, qualcuno dovrebbe spiegare perché la Lega è improvvisamente diventata così anti cinese dopo aver partecipato all’adesione italiana alla Belt and Road”.

“Credo ci si debba porre una domanda, che ai tempi della Guerra fredda Usa-Urss non esisteva perché il blocco sovietico non era incluso nell’economia globale come ora lo è la Cina: si vogliono avere relazioni commerciali solo con i paesi puramente democratici o possiamo fare affari anche con paesi che del tutto democratici non sono?”

Due pillole tratte da un’intervista a Giuseppe Gabusi, docente di economia politica internazionale all’università di Torino e socio fondatore di TWAI.it.

POLITICA E DIPLOMAZIA

Chissà se qualcuno sa rispondere a uno dei due punti sollevati. Nell’attesa, vi ricordate i grandi annunci sui porti italiani ai cinesi, da Genova a Trieste, da Venezia fino a Taranto? Ecco, a parte Vado Ligure, un progetto partito ben prima dell’adesione italiana alla Belt and Road, del resto non c’è ancora traccia. Anzi, la vicenda in cui è rimasto coinvolto Zeno D’Agostino, presidente dell’autorità portuale triestina, allontana ancora di più Pechino dallo scalo giuliano, le cui sorti ora sembrano in mano al Tar.

Nel frattempo, sembra che gli Stati Uniti abbiano acceso un faro sull’Adriatico. L’ambasciatore Usa in Italia, Lewis Eisenberg, ha fatto visita a Venezia e ha incontrato il presidente dell’Autorità portuale Pino Musolino, a pochi giorni da un faccia a faccia con il ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli.

Forza Italia sostiene che Di Maio e il governo non abbiano il coraggio di prendere una posizione netta a favore dei valori occidentali. “La salvaguardia dei diritti umani riguarda tutti, senza eccezioni”, ha detto Elvira Savino.

Lucio Malan, presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Taiwan e Co-Chair dell’Alleanza Inter-Parlamentare sulla Cina (IPAC), è stato intervistato da Stefano Pelaggi: “L’Europa decisamente non può più evitare di prendere delle decisioni chiare. L’Europa deve continuare a difendere i propri interessi, che spesso coincidono con quelli degli Stati Uniti ma talvolta differiscono. Deve però essere chiaro che bisogna opporre una resistenza all’azione, in così tanti paesi del mondo, di un regime dittatoriale come quello cinese”, dice Malan.

La politica estera del Movimento Cinque Stelle continua a far discutere dopo il caso Venezuela, ultimo di una serie di punti nel mirino di diversi analisti.

Mikko Huotari, direttore del Merics (uno dei più influenti think tank sulla Cina), sostiene che l’Italia sia il “vaso di coccio” europeo nei rapporti con Pechino.

Secondo Antonio Socci l'”ombra di Pechino” si staglia addirittura dietro le prossime nomine a Quirinale e Vaticano.

A Maurizio Molinari (e al New York Times) non piace come le Gallerie degli Uffizi stanno utilizzando il proprio account TikTok. Sempre secondo il direttore di Repubblica, “il dialogo transatlantico torna come strumento per coordinare le rispettive politiche passando non attraverso la Nato ma l’Unione Europea perché la sfida con la Cina investe non solo gli aspetti strategico-militari ma soprattutto quelli economici, cyber e globali”.

Secondo uno studio pubblicato dalla Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), negli ultimi anni Pechino avrebbe investito molte risorse a livello mediatico per “ripulire” la propria immagine, sviluppando collaborazioni strategiche con media stranieri, includendo nel pacchetto anche viaggi premio e lezioni gratis.

ECONOMIA E COMMERCIO

Torniamo un attimo alla Via della Seta. L’ambasciatore cinese in Italia, Li Junhua, ha pubblicato un intervento sul Global Times, in cui esalta la cooperazione tra Roma e Pechino e invita ad approfondire la cooperazione in ambito Belt and Road.

Marco Marazzi sostiene però che l’Italia non dovrebbe avere aspettative troppo elevate perché “il Memorandum per esempio non è lo strumento principe per promuovere l’export del Made in Italy verso la Cina. Resta uno strumento utile se si vuole collaborare nei progetti infrastrutturali in paesi terzi. Per le aziende italiane diventano invece sempre più importanti le aperture fatte di recente e che si attendono dalla Cina in tema di investimenti esteri”.

Secondo il Riformista, gli investimenti cinesi possono dare una spinta allo sviluppo al Mezzogiorno, in particolare Campania e Calabria: “L’occasione è di quelle irripetibili: in una fase in cui un gigante come la Cina investe nel Mediterraneo e quest’area diventa nuovamente centrale nel quadro del commercio mondiale, le regioni del Sud dell’Italia possono riposizionarsi e rilanciarsi”.

Il governo Conte sembra intanto pronto a dare una spinta a infrastrutture e innovazione, compresi banda larga e 5G. Circostanza che, secondo la Verità, “allarga lo spazio per la Cina”. Il quotidiano di Maurizio Belpietro, in particolare, sostiene che il progetto in materia del M5s possa rendere “la vita più facile” ai “colossi di Pechino”.

Huawei prosegue il proprio impegno nella trasformazione digitale dell’Italia”, ha ribadito Abraham Liu, vicepresidente di Huawei in Europa e rappresentante dell’azienda presso le istituzioni europee, durante il seminario online Comeback in the Italian way: digital and economy in the “new normal organizzato da Start Magazine. “Oggi più che mai, confermiamo la nostra presenza e l’impegno a supportare l’Italia nella sua trasformazione digitale. Tecnologie come il 5G o l’Intelligenza Artificiale sono fondamentali per aiutare la ripresa economica della nazione”.

ZTE e China Mobile hanno intanto completato l’implementazione del disaster recovery remoto della più grande rete commerciale 5G SPN del mondo, conforme al GDPR (il regolamento generale sulla protezione dei dati) dell’UE (Unione Europea).

Implementato l’accordo tra Agenzia ICE e WeChat, con l’intenzione di promuovere brand e produzioni italiane sulla Via della Seta, attraverso l’inaugurazione di Pavilion Italia.

Alibaba.com ha annunciato, durante il Go Export Summit per le imprese italiane, il lancio del progetto “Rinascita” con una serie di iniziative a supporto delle PMI. Qui un’intervista a Luca Curtarelli, responsabile sviluppo del colosso di Hangzhou in Italia, in cui si spiega il ruolo del nostro paese nella strategia della piattaforma.

E’ stato firmato l’accordo per la costruzione congiunta della Sino-Italian Innovation Town di Lishui. La cerimonia è avvenuta nel contesto della Nanjing Teck Well 2020.

La Fim-Cisl della Liguria guarda con interesse alla possibilità che Piaggio Aerospace possa essere acquisita da Leonardo. Ma tra i possibili acquirenti, scrive il Sole 24 Ore, ci sono anche delle aziende cinesi.

Poliform, importante brand dell’arredamento contemporaneo ha visto un’impennata di ordini dalla Cina. “Ma il design non si vende online”, avverte l’azienda in un articolo pubblicato su Affari & Finanza.

La fornitura di gelati e sorbetti dell’Oriental Pearl Tower di Shanghai, la quarta più alta torre delle telecomunicazioni al mondo, è stata affidata a un produttore italiano, la genovese Premiata Gelateria Tonitto, guidata dai fratelli Dovo.

SANITA’ E VOLI

Il tema della settimana che si apre sarà quello della riapertura dello spazio aereo esterno a Schengen. Ripartiranno i voli con la Cina? Il dubbio c’è ancora, anche in Italia, che è il primo paese occidentale ad averli chiusi a fine gennaio ma è anche il primo che auspicava (qualche settimana fa col ministro Franceschini) la creazione di corridoi turistici dedicati proprio ai cittadini dell’Impero Celeste. Ma per il momento, scrive Filippo Santelli, il progetto sembra caduto nel vuoto.

A proposito di voli, l’ambasciatore d’Italia in Cina, Luca Ferrari, ha presenziato alla riunione del Consiglio direttivo della Camera di commercio italiana in Cina e aprendo i lavori ha ribadito l’importanza attribuita al volo di ritorno in Cina degli imprenditori italiani, cui ambasciata, consolati generali e Camera di commercio stanno lavorando da diverse settimane.

L’Ambasciata d’Italia a Pechino, in collaborazione con l’ospedale “Fuwai” di Pechino e l’Università “La Sapienza” di Roma, ha organizzato un webinar dedicato gestione delle emergenze cardiovascolari durante la pandemia da COVID-19.

Antonello Soro ha parlato di app Immuni e di risposte post Covid durante un’audizione alla Camera, in cui ha tirato in ballo la Cina. “Il rischio che dobbiamo esorcizzare è quello dello scivolamento inconsapevole dal molto evocato modello coreano a quello cinese, scambiando la rinuncia a ogni libertà per efficienza e la biosorveglianza totalitaria per soluzione salvifica”, ha affermato il Garante della privacy.

Per la riapertura delle scuole in sicurezza bisogna “fare come la Cina”, dice invece Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’università Cattolica di Roma e consigliere del ministero della Salute. Frase che non è piaciuta alla stampa vicina all’opposizione di (centro)destra.

Un driver privato, Ncc, ha raccontato a Repubblica il suo lavoro di febbraio e di marzo: i due mesi durante i quali il virus, nella Wuhan italiana con epicentro la Val Seriana, ha colpito più duro. “Le aziende hanno continuato a lavorare fino al blocco delle attività non essenziali. Per tutto il primo mese ho trasportato clienti business. Tanti di ritorno dall’Oriente”.

YULIN E CERBERI

“Oggi un cameriere cinese ha dato da bere al mio cane”. Tutto è bene quel che finisce bene: Rita Dalla Chiesa e il popolo dell’Impero Celeste si sono rappacificati. E’ la stessa conduttrice a porgere la mano, pardon il gomito, su Twitter: “Mi sono sentita male per quello che ho scritto l’altro giorno. Chiedo scusa. Avevo visto delle immagini terribili su Yulin, e sono andata via di testa: il popolo cinese non è solo quello”. Qualche giorno prima, sempre sullo stesso social media (in un tweet poi rimosso dopo le segnalazioni degli utenti), si era chiesta se fosse “peccato mortale volere l’estinzione del popolo cinese?”, concedendo poi un bis più soft.

Insomma, l’avete capito, la settimana appena trascorsa è stata quella dove si è svolto il celeberrimo festival di Yulin. Come a Ferragosto si mostrano le solite immagini di repertorio di piccioni degli anni ’80 che si abbeverano alle classiche fontanelle, ecco allora servito il solito campionario di indignazione facile. In buona parte giustificata, per carità, (non è mancata, ovviamente, anche quella di Matteo Salvini) a patto però che si andasse un pochino più a fondo della questione. Come fanno, nella loro ultima (consigliatissima) diretta Instagram Giada Messetti e Simone Pieranni.

Interessante anche il metodo scelto dal Movimento Cinque Stelle per esprimere sdegno su Yulin, vale a dire avvertendo il Partito comunista cinese che qualcuno ha violato le regole senza che il Politburo se ne accorgesse. “Ancora macellazioni e consumo di carne nonostante l’esclusione dalla lista degli animali commestibili pubblicata al ministero dell’agricoltura cinese ad aprile, con ampia diffusione sui quotidiani internazionali della notizia. E’ incomprensibile come si possa consentire un evento vietato dalla normativa vigente, valida su tutto il territorio cinese, senza che gli organizzatori e gli avventori siano passibili di denuncia, con conseguente chiusura di ogni attività inerente il consumo di carne di cane. La verifica del testo emanato dal ministero dell’agricoltura cinese in merito alla questione, potrebbe offrire chiarimenti sull’evidente contraddizione in questa faccenda. Perché gli organizzatori agiscono in contrapposizione ad una normativa di legge? Tutto ciò è assolutamente inaccettabile”, si legge nella nota pentastellata. I funzionari di Pechino ringraziano per la segnalazione.

Dai cani ai mostri il passo è breve (sarà che chi scrive ha ammirato nei giorni scorsi il Ratto di Proserpina alla Galleria Borghese di Roma, scultura in cui appare Cerbero). Fatto sta che il libro della giornalista Maria Giovanna Maglie (qui una sua intervista a La Verità) si chiama proprio così: “Il mostro cinese“.

SANTA SEDE-CINA

Con una cerimonia nella cattedrale di san Giuseppe, si è installato come vescovo ufficiale, riconosciuto dal governo, mons. Pietro Li Huiyuan, dal 2017 vescovo non ufficiale della diocesi di Fengxiang (Shaanxi), ma riconosciuto dalla Santa Sede fin dal 2015 come vescovo coadiutore. “A differenza di quanto sta avvenendo nelle diocesi in Fujian, Zhejiang, Henan, Guangdong, Heilongjiang, dove le autorità governative sono molto dure verso le comunità non ufficiali, nello Shaanxi il governo cerca da tempo una certa armonia con la Chiesa”, scrive Asia News. Si tratta del secondo riconoscimento di un vescovo clandestino nel giro di poco tempo. Solo due settimane fa era stato riconosciuto dalle autorità civili il vescovo clandestino di Fuzhou, mons. Pietro Lin Jia Shan.

NON SOLO CINA

Mentre Cina e India sembrano aver abbassato il livello dello scontro lungo il confine contesto, c’è chi in Italia cerca di allacciare rapporti più profondi con Nuova Delhi dal punto di vista commerciale. E’ il caso dell’Associazione Italia India per la cooperazione fra i due paesi – AIICP”, costituta a Milano su impulso di un gruppo promotore rappresentativo di realtà industriali diversificate e importanti. Interessante che nel piano programmatico che appare sul sito web si faccia riferimento proprio all’Impero Celeste: “Diversamente dalla Cina, in Italia dell’India non si sa abbastanza”, si legge (domanda retorica: siamo sicuri di sapere abbastanza della Cina in Italia?). “Giocano stereotipi e generalizzazioni e la percezione è quella di un paese interessante, ma dalle potenzialità ancora limitate”. L’associazione è presieduta da Emma Marcegaglia. Oltre all’ex presidente di Confindustria, ne fanno parte Antonio Armellini, ex ambasciatore in India, l’ambasciatore d’Italia in India Vincenzo de Luca, l’amministratore delegato di Snam Marco Alverà, l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, l’amministratore delegato e direttore generale di Pininfarina Silvio Angori, l’imprenditrice Sonia Bonfiglioli, l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, l’imprenditore e parlamentare di Italia Viva Matteo Colaninno, l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. E altri.

Dopo il definitivo via libera del Parlamento Europeo, prima, e dell’Assemblea Nazionale del Vietnam, poi, dal primo agosto entra in vigore l’accordo di libero scambio UE-Vietnam (EVFTA), a otto anni dall’inizio dei negoziati. Nei prossimi mesi prenderà invece il via il percorso di ratifica del collaterale accordo per la protezione degli investimenti (EVIPA). Fulvio Albano, presidente della Camera di Commercio Italia-Vietnam, ha spiegato gli effetti dell’accordo per il nostro paese. Sottolineando peraltro come: “Ho Chi Minh City, e più in generale il Vietnam, si sta già affermando come una valida alternativa per le imprese che vogliono mettere un piede nella regione e iniziare a confrontarsi con i mercati dell’area. Secondo il City Momentum Index, lo scorso anno Ha Noi e Ho Chi Minh erano tra le dieci città più dinamiche al mondo”.

Loro Piana ha inaugurato un grattacielo a Tokyo, nel quartiere di Ginza.

Mario Vattani, diplomatico e scrittore, omaggia per la terza volta la cultura nipponica e dopo Doromizu e “La Via del Sol Levante”pubblica “Svelare il Giappone” (Giunti, 2020), una guida agli usi, ai costumi e alla tradizione del Sol Levante.

AGENDA

Lunedì 29 giugno alle 21 in diretta sulla pagina Facebook del Circolo dei Lettori di Torino “Potere e pandemia – I leader del mondo alla prova del Covid”, con focus su Donald Trump e Xi Jinping. Ospiti Lucia Annunziata e Giada Messetti (autrice del recente saggio “Nella testa del Dragone”), modera Lorenzo Pregliasco.

Mercoledì 1 luglio alle ore 9,30 italiane in programma “The Italy-Korea cultural relations after the pandemic. A fresh restart”, un webinar organizzato dall’ambasciata italiana a Seoul.

Sempre il 1° luglio, conferenza stampa al Senato con presentazione del rapporto rilasciato dall’Alleanza interparlamentare sulla Cina (IPAC) e nella sua versione italiana dal Global Committee for the Rule of Law “Marco Pannella” (GCRL) sulla sterilizzazione delle minoranze musulmane in Xinjiang. Presenti Giulio Terzi di Sant’Agata, Presidente del GCRL e già Ministro degli Esteri, Dolkun Isa, Presidente del Congresso Mondiale Uiguro, Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno Tocchi Caino, e Laura Harth, Rappresentante del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito e Coordinatrice del Consiglio scientifico del GCRL.

Il 3 luglio si conclude la 14a edizione della TOChina Summer School, con lezioni online full time dal lunedì al venerdì.

Fino al 4 luglio tante opportunità di visione per gli appassionati di cinema orientale al Far East Film Festival, ormai storico appuntamento annuale che per l’edizione 2020 è interamente online. E offre oltre 40 film in anteprima, a partire da “Ashfall“, disaster movie coreano.

Dopo il grande successo della prima edizione, il Centro di giornalismo permanente organizza un secondo workshop “Scrivere di esteri: raccontare l’Asia”, in programma a partire dal 6 luglio. Il corso è riservato a 20 partecipanti ed è tenuto dai giornalisti Simone Pieranni, Matteo Miavaldi, Giulia Pompili, Ilaria Maria Sala e dalla ricercatrice Giulia Sciorati.

Dopo la quarantena riapre al pubblico il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma. Voluto nel 1901 dal fondatore dei missionari saveriani e grande visionario San Guido Maria Conforti, allora vescovo di Parma, proclamato santo nel 2011, rappresenta un contenitore artistico e documentario di eccezionale importanza per la città e non solo, frutto di un lungo percorso storico.

Inaugurata al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato la mostra “Nudi” di Ren Hang, fotografo scomparso nel 2017 quando aveva meno di 30 anni. L’esposizione resterà allestita fino al 23 agosto. Qui una recensione.

Di Lorenzo Lamperti*

**Giornalista responsabile della sezione “Esteri” del quotidiano online Affaritaliani.it. Si occupa di politica internazionale, con particolare attenzione per le dinamiche geopolitiche di Cina e Asia orientale, anche in relazione all’Italia