Migliaia di urne cinerarie invadono le città giapponesi. A Fukuoka, nel sud del paese, ce ne sono quasi seimila. A Yokosuka sono così tante da aver occupato tutto lo spazio disponibile nell’ossario della città, antico 300 anni e ormai sul punto di crollare. Le urne più nuove, circa una cinquantina, sono state addirittura accatastate nell’ufficio comunale. Non va meglio a Osaka, dove solo nell’ultimo anno i resti di 2.366 persone sono stati seppelliti in una fossa comune dopo che nessuno li aveva reclamati per più di uno o due anni.

È il lato oscuro del rapido invecchiamento della popolazione nipponica, meno evidente dell’erosione della forza lavoro, ma altrettanto allarmante in termini di spazio e risorse. Soprattutto se sommato ai cambiamenti socio-economici sperimentati dal Giappone negli ultimi anni. Nuove esigenze lavorative, abbinate al calo della natalità, hanno stravolto il concetto di famiglia allargata, privando la popolazione nipponica di quel supporto assistenziale un tempo fornito tra le mura di casa dalle generazioni successive. Non solo in vita ma anche dopo la morte.

“Lo spazio sta per finire”, avverte ai microfoni della Reuters Hitomi Nakamura, funzionario nella città di Saitama, a nord di Tokyo, dove il numero delle urne abbandonate ha superato le 1.700. “Tantissimi anziani sopravvivono grazie al welfare e molti di loro sono stati allontanati dalle loro stesse famiglie”. Si stima che nel Sol Levante, nonostante il crollo demografico, nel 2040 il numero dei decessi annui passerà dagli attuali 1,33 milioni a 1,67  milioni, mentre gli over 65 aumenteranno dal 28% al 36% della popolazione complessiva. Statistiche che acquistano peso se si considera che al momento circa il 3% degli anziani campa grazie agli incentivi statali. Molti al momento della morte non sono in grado di far fronte alle spese funebri, né hanno parenti prossimi disponibili a farsene carico.

Un funerale tradizionale, che comprende cibo, bevande e regali per gli ospiti, oltre all’impiego di un monaco buddista per la recitazione dei sutra, può costare anche più di due milioni di yen (17.800 dollari). Sebbene esistano alternative low cost sui 2-4mila dollari, il prezzo tende a salire di centinaia di dollari quando si aggiungono le spese per la tumulazione in un cimitero o presso un tempio.

Per far fronte al problema, nel 2015 il governo di Yokosuka ha avviato un servizio per i residenti a basso reddito e senza familiari stretti che richiede il pagamento di almeno un quinto dei 250mila yen necessari a coprire le spese per cremazione e sepoltura, con il governo disposto a versare il resto. Nel mese di maggio formule analoghe sono state estese a tutti i cittadini dopo che dozzine di persone hanno fatto domanda.

Salendo di prezzo, non mancano però soluzioni più creative. È il caso del colombario Ruriden Byakurengedo, situato nel famoso quartiere dello shopping di Shinjuku, a Tokyo. Qui, quello che all’apparenza sembra un tradizionale sepolcro buddista, offre una spettacolare variante high-tech: una volta entrato – rigorosamente con una  tessera elettronica – il visitatore viene accolto da un’abbagliante sfilata di 2.045 statuette policrome del Buddha illuminate al Led. Dopo aver strisciato la propria scheda, una macchina preleva automaticamente le ceneri del defunto in questione da un caveau sotterraneo e le trasporta attraverso un sistema di nastri fino a destinazione. Al Ruriden una nicchia costa 7.379 dollari, compresa la manutenzione, e può essere utilizzata per 30 anni prima che i resti vengano spostati in un’area comune sotto l’edificio per far posto ai nuovi arrivati.

Troppo complicato? In una società frenetica come quella nipponica non stupisce il successo riscosso dai funerali a portata di click. Dal 2015, il servizio “Obōsan-bin permette di  prenotare un monaco buddhista per una cerimonia funebre a domicilio direttamente su Amazon” a partire da un prezzo base di 35mila yen. Nel periodo di massima attività, tra luglio e agosto 2016, il numero di richieste è aumentato del 95 % rispetto all’anno precedente. Si capisce come, mentre per molti la vecchiaia è motivo di preoccupazione, per altri costituisca una preziosa fonte di guadagno. Secondo l’agenzia di marketing Yano Research, negli ultimi anni il business dei funerali made in Japan è cresciuto verticalmente, raggiungendo un giro d’affari di circa 1,7 trilioni di yen.

[Pubblicato su Il Fatto quotidiano online]