Cosa compra la Cina in Europa

In by Simone

Spagna, Portogallo, Grecia, Italia. Pechino investe nei paesi più colpiti dalla crisi in Europa. E lo fa in due modi: in «punta di piedi» nel mondo della finanza e in modo più netto nel settore immobiliare. Un segnale del cambiamento di rotta cinese all’estero e una vicinanza sempre più stretta con paesi, vedi la Grecia, che potrebbero avere presto bisogno di un «ombrello finanziario».
Nel 2014 il totale degli investimenti da parte delle imprese cinesi rivolte a gruppi finanziari europei è salito a 3,96 miliardi di dollari dai 304 milioni dollari nel 2013 (dati Dealogic). Analogamente, gli investimenti immobiliari cinesi all’estero sono cresciuti di 25 volte per un valore di 15 miliardi di dollari nel periodo 2009-2014.

Spagna, Portogallo, Grecia, Italia. Pechino investe nei paesi più colpiti dalla crisi in Europa. E lo fa in due modi: in «punta di piedi» nel mondo della finanza e in modo più netto nel settore immobiliare. Un segnale del cambiamento di rotta cinese all’estero e una vicinanza sempre più stretta con paesi, vedi la Grecia, che potrebbero avere presto bisogno di un «ombrello finanziario».

Finanza
Diversificare e approfittare dei prezzi bassi. Sembra essere questa la bussola cinese, nel mondo finanziario del Vecchio continente. Si è partiti dal Portogallo: «il conglomerato cinese Fosun International Ltd. ancora una volta – ha scritto il Wall Street Journal – ha espresso interesse nel Novo Banco del Portogallo, fondato dopo il crollo del Banco Espírito Santo SA, mentre gli assicuratori cinesi hanno chiesto informazioni in Italia circa la vendita del Monte dei Paschi di Siena SpA, secondo persone che sarebbero vicine alla trattativa. Entrambi gli accordi potrebbero essere operazioni di molti miliardi di dollari».

Come ha specificato al quotidiano finanziario Jim O’Neil, capo del gruppo di istituzioni finanziarie globali della Bank of America Merrill-Lynch, «Le istituzioni finanziarie cinesi stanno valutando attentamente le loro opportunità in Europa. Sono consapevolmente entrati nel mercato prima di approfittare delle grandi opportunità e scappare».

Ci sono poi acquisizioni in Olanda, Belgio, Gran Bretagna, a compiere una sorta di ciclo: da un lato le banche europee, specie quelle dell’Europa mediterranea, sono alla ricerca di nuovi capitali, dall’altro il governo di Pechino ha chiaramente indicato alle proprie aziende di uscire dal territorio nazionale e investire all’estero.

Il mattone
Secondo quanto scritto dal South China Morning Post, ci sarebbe anche una nuova tendenza da parte dei cinesi: investire in Europa nel mattone, nel settore immobiliare. «Gli investitori cinesi – ha scritto il quotidiano di Hong Kong – hanno comprato immobili europei negli ultimi anni, soprattutto dopo che la crisi economica ha spinto nazioni come il Portogallo e la Spagna ad offrire la residenza agli stranieri che intendono investire importi minimi specificati».

Zhang Kesong, un agente di Pechino che aiuta i «cinesi continentali» a fare acquisti sul mercato immobiliare, ha detto al Scmp che la caduta dell’euro avrebbe favorito gli affari. Non solo costerebbe meno i palazzi, o gli alberghi, ma anche i voli per recarsi spesso in Europa. Zhang ha raccontato che un investitore suo cliente, ha acquistato 11 appartamenti nella città spagnola di Almeria per 2 milioni di euro, con l’obiettivo di trasformarli in un hotel a conduzione familiare e realizzare un profitto del 10 per cento.

«L’euro in caduta ha ridotto in modo significativo il costo del viaggio per investire in Europa, e sempre più persone sono tentate di investire lì», ha detto. Ad esempio, una proprietà di 500.000 euro in Spagna, che è costato circa 4,1 milioni di yuan a maggio sarebbe costata solo 3,5 milioni di yuan il mese scorso, ha ribadito Zhang.

La maggior parte degli investimenti starebbe andando verso edifici per uffici e alberghi, che di solito hanno registrato rendimenti compresi tra il 5 e l’8 per cento. Ma questi investitori, secondo gli esperti, non sono spinti solo dai tassi di cambio. «Le aziende cinesi – ha raccontato uno degli operatori del settore – sono anche alla ricerca di opportunità di investimento all’estero e stanno sviluppando maggiore familiarità con le condizioni di investimento in Europa».

[Scritto per East; foto credits: Telegraph.com.uk]