Rimane di nuovo a terra il 17enne di Grado che non era potuto rimpatriare il 3 febbraio scorso insieme agli altri 56 italiani. Poche linee di febbre lo hanno bloccato nuovamente a Wuhan, mentre otto connazionali si sono imbarcati con un volo dell’Aeronautica militare organizzato in collaborazione con il Regno Unito. Restano invece buone le condizioni del 29enne ricoverato allo Spallanzani di Roma, dove nella giornata di ieri è stata portata in via precauzionale anche una delle persone in quarantena alla Cecchignola: una donna risultata negativa al virus ma con una congiuntivite, tra i sintomi dell’infezione.

Intanto, dopo il contagio di cinque cittadini britannici in Francia, la malattia ha fatto la prima vittima straniera. Si tratta di una 66enne americana deceduta giovedì mentre era ricoverata presso il Jinyintan Hospital di Wuhan. La conferma, arrivata ieri dall’ambasciata statunitense a Pechino, ha coinciso con il sospetto decesso di un giapponese affetto da “polmonite virale”, sebbene in mancanza di una diagnosi precisa non sia possibile attribuirne ufficialmente la morte al nuovo virus di Wuhan, ribattezzato provvisoriamente “NCP” dalla Commissione sanitaria nazionale per evitare discriminazioni geografiche.

In rallentamento da mercoledì scorso, il bilancio dell’epidemia ha raggiunti quota 34.546 contagi. Ben 86 sono i decessi registrati nella sola giornata di ieri, un nuovo record. Numeri poco rassicuranti che precedono di poche ore la fine delle vacanze per il Capodanno lunare, prolungate di 10 giorni per contenere la diffusione del virus. Lunedì dovrebbero riaprire stabilimenti ed uffici, ma saranno molte le aziende a posticipare il rientro. Lo stallo delle attività oltre la Muraglia – aggravato dal blocco dei trasporti in varie parti del paese – sta mettendo sotto pressione la crescita globale, con il settore automobilistico europeo ed asiatico pesantemente colpito dal taglio delle forniture Made in China. Non solo. Il calo della domanda ha già spinto diverse compagnie cinesi ad esercitare la clausola di forza maggiore per cancellare l’acquisto di rame e gas naturale liquefatto. Sgravi fiscali, prestiti agevolati e affitti ridotti sono stati annunciati in sostegno alle pmi colpite dalla crisi, mentre il trasferimento a Wuhan di 2000 tonnellate di maiale servirà a rimpolpare le scorte alimentari messe a dura prova dalla quarantena.

Ma le ripercussioni economiche potrebbero presto farsi sentire anche a Hong Kong, già vessata da mesi di proteste anticinesi. Da ieri chiunque arrivi dalla mainland dovrà sottoporsi a 14 giorni di quarantena; pena fino a sei mesi di reclusione. Una misura che ha fatto crollare gli ingressi dai 96000 di venerdì ai 9000 di sabato pomeriggio.

Misure più incisive potrebbero seguire l’inatteso rimpasto politico che venerdì ha visto il team incaricato di gestire la crisi arricchirsi di due pesi massimi: Weng Hesheng, vicedirettore della Commissione sanitaria nazionale, e soprattutto Chen Yixin, ex capo del partito di Wuhan e attuale segretario generale della Commissione centrale per gli affari politici e legali, l’organizzazione che controlla le forze di polizia. L’inclusione di Chen, considerato un uomo del presidente Xi Jinping, potrebbe aiutare a mantenere la stabilità sociale all’indomani della morte di Li Wenliang, il medico whistleblower stroncato dalla malattia a 34 anni e acclamato dal web come un eroe per aver smascherato le responsabilità del governo locale, nonostante le minacce. Da quando lunedì la leadership ha chiesto un maggior controllo sulla copertura mediatica dell’epidemia, diversi account WeChat sono stati chiusi, le big tech cinesi chiamate all’ordine e 300 giornalisti spediti dal dipartimento di Propaganda a Wuhan per “fornire un forte sostegno all’opinione pubblica”.

[Pubblicato su il manifesto]