“Il 21 gennaio 1921 Antonio Gramsci fondava il Partito Comunista a Livorno, sei mesi più tardi, dall’altra parte del mondo, Mao faceva lo stesso a Shanghai. Il progetto “130Gramsci-promosso da ProPositivo, China Files, Fondazione Casa Gramsci e diversi altri partner– nasce allo scopo di celebrare il centenario dei due partiti e l’incontro, il confronto e lo scontro tra le due figure storiche, attraverso approfondimenti, inchieste, foto e video reportage, iniziative culturali e sociali che da oggi ci accompagneranno fino al 23 luglio, data di fondazione del PCC.”

Per ricordarne il settantesimo anniversario dalla morte, la Casa editrice del popolo (Renmin chuban she) ha pubblicato le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, fondatore e segretario del Partito comunista d’Italia (PCd’I), uno tra i teorici marxisti più eclettici ed originali del XX secolo.

Le Lettere dal carcere (edizione integrale tradotta) raccolgono le 456 missive che, tra il novembre 1926 e il gennaio 1937, Gramsci inviò dai luoghi d’esilio e dalle carceri fasciste, ad amici e familiari. Le Lettere dal carcere sono un archivio del pensiero gramsciano, l’introduzione e la guida dei Quaderni del carcere. Le Lettere sono un “autoritratto” autentico e vivo, una “solenne sinfonia” che tocca le menti delle persone, uno “sfortunato” classico della moderna letteratura italiana, che Croce esalta perché appartenenti all’intera nazione italiana. Dopo la prima pubblicazione nel 1947, le Lettere dal carcere ebbero immediatamente una grande eco, dovuta al loro linguaggio vivo e semplice, alla capacità di toccare i reali sentimenti delle persone, alla ricchezza del contenuto ed alla profondità di pensiero, tanto da conquistare nel 1948 il più importante premio letterario italiano, il premio di Viareggio.

Per il sottoscritto, il percorso di traduzione delle Lettere dal carcere è stato allo stesso tempo un percorso di studio, che mi ha spinto ad approfondire maggiormente alcuni dei concetti peculiari di Gramsci, soprattutto quello di “egemonia”.

Il vocabolo egemonia è prima di tutto una parola del lessico italiano, oltre ad essere il concetto centrale della teoria politica di Gramsci. Perciò, per la sua traduzione, bisogna indagare sul preciso significato del termine nella lingua italiana, la posizione e l’utilizzo nella dottrina politica di Gramsci, inoltre bisogna collegare la traduzione al preciso significato e all’abituale utilizzo che ne viene fatto nel cinese moderno.

I. Indagine sul significato del termine “egemonia”.

Per prima cosa occorre consultare un autorevole dizionario italiano. La voce egemonia del Dizionario della lingua italiana Zingarelli (edizione 1998) dice:

Egemonia:1) supremazia che uno stato esercita su altri. 2) preminenza, direzione, guida. Es. la teoria dell’egemonia della classe operaia.

Consultando un altro autorevole dizionario, la voce egemonia del Dizionario della lingua italiana Sandron (1976) dice:

Egemonia: 1)suprema, preminenza politica o militare. Es. L’egemonia di Atene nella Grecia antica. 2) superiorità, primato rispetto ad altri. Es. egemonia culturale.

Grazie alla ricerca in questi due noti dizionari possiamo rilevare che sebbene il primo significato di egemonia sia “supremazia”, tuttavia un secondo significato sia quello di “direzione”. Questo secondo significato è la fonte del particolare contenuto del concetto di egemonia utilizzato da Gramsci. È possibile capire questo punto partendo dall’esempio dato per secondo significato di questa parola.

II. Ricerca sul termine “egemonia” nel cinese moderno.

Diamo uno sguardo alla voce “egemonia” dello Xiandai Hanyu cidian:

Egemonia: nelle relazioni internazionali l’azione di controllare o comandare con la forza un altro paese. Es. costruire l’egemonia, egemonismo.

Controllando il derivato egemonismo:

Egemonismo: indica l’azione e le politiche di ricerca dell’egemonia regionale o mondiale di stato grande e potente che si poggia sull’azione militare e la forza economica, intervenendo con forza e controllando la polita interna ed estera di uno stato piccolo e debole.

Consultando il lemma “egemonismo” sul dizionario etimologico Cihai:

Indica la politica dell’egemone e del sovrano in ambito mondale o territoriale, egemonia. Il termine apparso per la prima volta nella storia della Grecia, indica il dominio di alcune città-stato (ad esempio Sparta) su altre città-stato. In seguito esteso ad indicare una potenza, o una superpotenza che non rispetta la sovranità e l’indipendenza di un altro stato, intromettendosi con la forza, dominandolo e governandolo.

Da quanto detto precedentemente, l’egemonia e l’egemonismo sono principalmente dei concetti di politica internazionale, hanno invece un significato peggiorativo, simile al senso originale del termine in italiano, ma con un più marcato sapore di denuncia. Soprattutto a partire dagli anni Sessanta del XX secolo, seguendo il frequente utilizzo nel cinese moderno di espressioni quali “opporsi all’egemonismo” e “non cercare l’egemonia” questo termine è diventato chiaramente peggiorativo, sembrava poter essere connessa solo a termini quali “imperialismo”, “socialimperialismo” e “superpotenza”, non potendo assolutamente legarsi a “socialismo”, “proletariato”o “partito comunista”.

III. Ricerca sull’egemonia di Gramsci

  1. Il termine egemonia è un concetto della scienza politica.

Negli scritti di Gramsci egemonia è un concetto di scienza politica, non di politica internazionale, è un termine neutrale e non un termine peggiorativo. Il suo uso si estende a tutte le classi sociali. (compresi il proletariato, la classe lavoratrice e il partito comunista). Gramsci scrive: Si può concretamente, che il Croce, nell’attività storico-politica, fa battere l’accento unicamente su quel momento che in politica si chiama “egemonia”, del consenso, della direzione culturale…come indicava invano Machiavelli, che attraverso l’organizzazione dell’esercito voleva organizzare l’egemonia della città sulla campagna, e perciò si può chiamare il primo giacobino italiano.

  1. Egemonia e teoria dell’egemonia

Volendo afferrare precisamente il significato del concetto, bisogna analizzare la teoria dell’egemonia di Gramsci. La teoria dell’egemonia è lo sviluppo originale che Gramsci ha dato alla dottrina politica di Nicolò Machiavelli. La vittoria della Rivoluzione d’Ottobre in Russia e il leninismo esercitarono una decisiva influenza sull’elaborazione della teoria dell’egemonia di Gramsci. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, vedeva la gloriosa prospettiva di ottenere anche in Italia una vittoria della rivoluzione, ma la nascita del fascismo in Italia e la sconfitta della rivoluzione socialista in paesi quali la Germania e l’Austria, inevitabilmente portarono Gramsci a domandarsi perché le classi dirigenti dei paesi industrialmente avanzati dell’Europa occidentale non avessero portato avanti i risultati ottenuti dopo la Rivoluzione d’Ottobre.

Presto nel 1929 Gramsci iniziò l’analisi delle cause sociali della sconfitta della rivoluzione nell’Europa occidentale: le classi dirigenti dei paesi a capitalismo avanzato possedevano una forza di riserva politica ed organizzativa che paesi come la Russia non possedevano, questo significava che anche la più seria crisi economica non avrebbe avuto necessariamente immediate conseguenze sul piano politico. Negli anni Trenta del XX secolo, nelle carceri fasciste, Gramsci, collegandosi alla storia italiana dell’Europa occidentale, e alla situazione contemporanea, compì un’analisi profonda e completa del problema, dando forma alla teoria dell’egemonia. Questa teoria comprende una ricca gamma di argomenti: l’egemonia del proletariato, la società civile, il consenso, la guerra di posizione, gli intellettuali. Per poterne comprendere il preciso significato pratico, occorre analizzare il concetto centrale e le categorie più importanti all’interno dell’intero corpo della teoria dell’egemonia.

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