Viaggi – In Giappone per il Fuji Rock Festival

In Uncategorized by Simone

Da oltre dieci anni non si svolge più all’ombra del vulcano. Ma è l’evento più atteso dell’estate nipponica. E non solo a livello musicale. Nato da un’idea di Hidaka Masa, il festival doveva servire a cambiare il modo di “ascoltare musica” dei giapponesi,  in un’atmosfera di “libertà”, in campeggio nella natura. È l’evento musicale all’aperto più grande di tutto il Giappone e uno dei più importanti a livello globale. Il Fuji Rock, arrivato quest’anno alla 16esima edizione, è il festival clou dell’estate giapponese.

 Il nome è quello del vulcano sopito simbolo del Giappone, il Fuji. Ma chi si aspetta di assistere a tre giorni di musica alle pendici del monte ritratto più volte dall’artista Hokusai rimarrà deluso. Da oltre un decennio, infatti, il Fuji Rock con il Fuji non ha più niente a che vedere. Dal 1999 è Naeba, una località sciistica nella prefettura di Niigata, a un’ora e un quarto di treno da Tokyo, ad ospitare il più grande “concertone” all’aperto del Giappone. Qui, dal 26 al 28 luglio si esibiranno eccellenze del panorama del rock alternativo e dell’elettronica, giapponese e internazionale: Bjork, The Cure, Nine Inch Nails, Vampire Weekend, XX, Skrillex e Tame Impala, per citare i nomi più blasonati.

Nel 1997, la prima edizione fu – almeno dal punto di vista climatico – un mezzo disastro. Nato da un’idea di Hidaka Masa, il festival doveva servire a cambiare il modo di “ascoltare musica” dei giapponesi, dando loro la possibilità di ascoltare sonorità inedite, in un’atmosfera di “libertà”, in campeggio nella natura. Quell’edizione sarebbe stata l’unica della storia del festival a tenersi alle pendici del Monte Fuji. Di due giorni di festival programmati, infatti, se ne tenne soltanto uno. Il resto fu cancellato dal passaggio di un tifone. La lineup già allora era stellare: tra gli altri, Weezer, Green Day, Foo Fighters, Massive Attack, Prodigy, Rage Against the Machine e Red Hot Chili Peppers. Un concerto passato alla storia grazie a Anthony Kiedis e co. che suonano, rigorosamente a torso nudo, il primo con un braccio ingessato al collo, contro pioggia e vento sferzanti. Sotto il palco 30mila persone.

Oggi il Fuji Rock Festival è un fenomeno da oltre centomila persone. E forse proprio il cambio di location ha permesso un tale exploit. Ciononostante, il Fuji Rock ha mantenuto la propria anima. “Un festival per godersi la musica e la natura, – si legge sul sito ufficiale (http://www.fujirockfestival.com/guide/) – fatto da tutti, artisti, pubblico e tutto lo staff”: questo è il Fuji Rock, uno stato dell’anima, più che un semplice evento rock. Negli anni il festival, è diventato un momento per riscoprire il rapporto con la “grande natura” (dai shizen, in giapponese) e il rapporto con gli altri esseri umani. Questo anche grazie alla partecipazione di numerose Ong del settore ambiente e sociale, a cui è dedicato uno spazio apposito nell’area concerti.

Musica e natura: un connubio che negli anni ha affascinato centinaia di migliaia di giapponesi e stranieri – in particolare backpacker del Regno Unito, dove l’evento è molto ben sponsorizzato. E da 30mila i partecipanti si sono moltiplicati di anno in anno; prima raddoppiati, poi addirittura più che quadruplicati. L’edizione dello scorso anno, secondo quanto riporta il sito ufficiale dell’evento (http://www.fujirockfestival.com/history/history12.html) ha fatto il pieno di presenze: 140mila persone, un vero record. Neanche la catastrofe di Fukushima ha fermato il Fuji Rock.

La paura delle fughe radioattive della tristemente celebre centrale Daiichi, infatti, non ha scoraggiato 214 artisti – tra cui Coldplay, Arctic Monkeys e Chemical Brothers – e oltre 100mila fan dal partecipare all’edizione 2011. Anzi, il Fuji Rock è diventato un polo della resistenza no nuke e delle energie alternative. Quest’anno, ad esempio, uno dei palchi, il New Power Gear Stage/ Gipsy Avalon, sarà alimentato da biodiesel e energia solare. E così, proprio in reazione alla catastrofe che ha travolto le vite di oltre 35mila persone, all’interno del festival, si sono moltiplicate le iniziative a supporto della ricostruzione del Nordest del Giappone. “La ricostruzione – ha spiegato tempo fa Hidaka – impiegherà alcuni anni. E il nostro festival ci sarà fino in fondo.

Dormire. È possibile organizzare un’andata e ritorno in giornata da Tokyo. I live finiscono infatti alle 23, in tempo per l’ultimo treno per Tokyo dalla stazione di Echigo-Yuzawa. Qui consigliamo un soggiorno nella suggestiva guesthouse toco, un’antica casa in stile giapponese ristrutturata, ben servita dalla linea Hibiya della metropolitana della capitale. Come tutte le metropoli però Tokyo offre un’ampia scelta, tra cui i tipici Capsule hotel. Segnaliamo lo Shinjuku Kuyakushomae, nel cuore del quartiere a luci rosse di Kabuki-cho. Per chi volesse fermarsi per i 3 giorni, a ridosso del resort sciistico si trova il Prince Hotel, un albergo di lusso dotato di tutti i comfort. Una soluzione più economica è costituita dal campeggio. Diverse aree per le tende sono predisposte dall’organizzazione. Il posto tenda non vendibile separatamente dal biglietto per i 3 giorni di festival costa circa 30 euro a persona. L’organizzazione mette a disposizione docce e servizi. A pagamento è possibile godersi i bagni termali negli onsen. Il campeggio rimane anche il modo migliore per vivere appieno l’atmosfera unica del Fuji Rock. In questo caso, portate vestiti caldi e abbigliamento impermeabile perché la temperatura è soggetta a bruschi cali notturni e il rischio di acquazzoni è alto.

Mangiare e arrivare. All’interno dell’area concerti, nella Oasis Food Court, poi, sempre che non vogliate portarvi le provviste da casa, troverete numerose bancarelle in cui rifornirvi di ottimo cibo di strada giapponese: ramen (speghettini di farina di riso in brodo) e yakisoba (spaghetti saltati con verdure e salsa di soia) su tutti, a pochi euro. Da Milano e Roma partono voli diretti per Tokyo quattro volte a settimana a partire da 600 euro. Consigliamo di atterrare a Tokyo e non a Osaka per la vicinanza con la location del festival, a poco più di un’ora di treno veloce. Consigliamo inoltre, per gli spostamenti interni in ferrovia di munirsi, prima di partire, del Japan Rail Pass, uno speciale abbonamento ai mezzi gestiti dalla società ferroviaria giapponese (Japan Railways) riservato agli stranieri. Naeba è servita solo da treni e autobus locali: la stazione più importante di riferimento è quella di Echigo-Yuzawa, servita sia dalla linea ad alta velocità Joetsu Shinkansen sia dalla linea regolare Joetsu. È possibile in alternativa al treno noleggiare un’auto.

Per informazioni: Fuji Rock Festival 2013, pagina ufficiale (giapponese-inglese)Naeba Ski Resort (giapponese-inglese) Japan Rail PassToco. Tokyo Heritage Hostel Shinjuku Kuyakushomae Capsule Hotel

[Scritto per  Oggiviaggi.it]